Bolzano scomparsa


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1853

Cronache del passato > 1850-1854

1/1/1853 Bel gesto degli studenti del ginnasio. All'ospedale muore uno studente povero, ed ecco che "da tutte le otto classi del ginnasio sono affluite in un solo giorno così tante donazioni in denaro, con le quali non solo si è potuto solo pagare un bel funerale e si sono potute celebrare tante Messe, ma - assecondando il desiderio dei donatori - si è potuto assicurare un significativo sostegno a un fratellino del defunto, che frequenta la prima classe".
8/1/1853 Il consiglio comunale ha deciso di costruire il nuovo ospedale dietro piazza Domenicani.
12/1/1853 Si è a buon punto sulla via della prossima costruzione di una nuova sede per il ginnasio. Ciò sia di buon auspicio per la prossima istituzione di una scuola tecnica e della Cassa di risparmio.









Castel Roncolo a metà Ottocento

Il giornale pubblica un "Editto d'asta" in lingua italiana che incomincia così: "Avendo il Comune di Sarnthal stabilito di costruire una nuova strada cavallara da Bolzano passando pel luogo detto Runggelstein lungo il torrente detto Talfer sino al paese di Sarnthein viene quindi fissato il giorno sette - 7 - alle ore 9 di mattina pell'incanto pubblico di questa impresa presso l'I.R. Capitanato Distrettuale di Bolzano salva l'approvazione superiore del protocollo d'asta, e della delibera relativa. Per facilitare l'impresa della costruzione di questa strada, ed accellerare il compimento della medesima, viene l'opera concernente lo spezzare i macigni, l'escavar la terra, e la costruzione dei muri divisa in sette - 7 - tronchi, ossia sezioni" ecc.ecc.
Si è a buon punto nella sottoscrizione delle azioni e nell'afflusso di denaro per la costruzione del nuovo ginnasio. Il direttivo dell'associazione del ginnasio ("Gymnasialverein") invita proprietari, pubblici esercenti e possessori di cavalli di Bolzano e dei comuni di Dodiciville e Gries, a sostenere l'iniziativa e mettere a disposizione gratuitamente i cavalli ed i carri necessari al cantiere. La firma di questo pubblico avviso è di Ludwig, conte di Sarentino.
15/1/1953 Il giornale riferisce dell'istituzione di "Krippen", ossia asili-nido per bimbi poveri dai 14 giorni ai due anni. Ve ne sono in varie città dell'impero. Forse si mira a portare questa iniziativa anche a Bolzano?









L'arciduca Ranieri d'Austria

19/1/1853 Il giornale esce listato a lutto: è morto improvvisamente l'arciduca Ranieri. S'era trasferito a Bolzano ove aveva preso residenza nel palazzo all'angolo tra l'odierna via della Mostra con piazza Walther (sarà chiamato "palazzo Campofranco") dopo i moti milanesi del 1948. Ranieri era vicerè del Lombardo-Veneto. Si era ritirato a Bolzano con la consorte Elisabetta di Savoia-Carignano, sorella di Carlo Alberto, re di Sardegna, e vi era rimasto: l'amministrazione del Lombardo-Veneto, viste anche le frequenti turbolenze, era stata lasciata al feldmaresciallo Radetzky. La cittadinanza bolzanina si sentiva estremamente gratificata da questa presenza.
Un successivo articolo informa sui prossimi riti funebri; la salma sarà imbalsamata da un medico che giungerà da Venezia, e poi esposta. Per sapere della destinazione finale delle spoglie bisognerà aprire prima il testamento. Intanto dei suoi figli sono giunti a Bolzano da Vienna Ranieri e Sigismondo, Leopoldo da Praga ed Ernesto da Presburgo. Per il pomeriggio è attesa la regina di Sardegna Maria Adelaide, figlia di Ranieri ed Elisabetta, consorte di re Vittorio Emanuele II.
Il consiglio comunale decide che il 16 gennaio, data della morte di Ranieri, sarà da ora e per sempre giorno di lutto per Bolzano; saranno versati inoltre annualmente 200 fiorini a favore dei bambini poveri d'ambo i sessi. Il comune ha rivolto inoltre alla vedova, arciduchessa Elisabetta, la preghiera a fermarsi a Bolzano anche in futuro. Un busto raffigurante Ranieri sarà esposto in municipio.
22/1/1853 "Si è diffusa oggi la lieta notizia che i resti terreni del defunto signor arciduca Ranieri per sua volontà saranno conservati nel nostro duomo. Con ulteriore gioia si è appreso che sua altezza serenissima la signora arciduchessa Elisabetta ha fatto sapere d'aver deciso per il futuro di fermarsi a Bolzano".
Sono giunti a Bolzano altri figli di Ranieri ed Elisabetta: Carlo Ferdinando da Treviso e Guglielmo da Vienna. Si attende anche l'arrivo dell'arciduchessa Maria (consorte di Ranieri figlio e nuora del defunto Ranieri padre). Giungerà da Parigi anche il principe di Montleart, fratellastro di Elisabetta. Nell'articolo ogni nome è preceduto da un'altisonante serie di "altezza", "serenissima" e via celebrando.
La salma sarà custodita nella cripta sotto l'altare maggiore del duomo, dove si conservano i resti dei prevosti: la cripta sarà con l'occasione ampliata.
26/1/1853 I resti dell'arciduca Ranieri sono stati trasportati dalla sua residenza alla vecchia piccola parrocchiale, conosciuta come chiesa di San Nicolò, che si trovava dietro al duomo, a fianco del cimitero, e che è stata distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il trasporto concerneva la traslazione del cuore in un cofano d'argento (lo recava il cameriere personale di Ranieri, in alta livrea), dei visceri in un contenitore di rame (lo trasportavano due servitori in livrea di gala), il corpo imbalsamato era stato vestito della grande uniforme e composto in una bara di piombo che era trasportata da quattro lacchè in livrea e da quattro civili bolzanini (presumibilmente nobili, ndr). Il corteo, mossosi dalla residenza arciducale (evidentemente è lì che il macabro rituale dell'imbalsamazione aveva avuto luogo), aveva il seguente ordine: servitori arciducali in livrea, poi gli ufficiali della scorta arciducale, il medico arciducale, il segretario particolare dell'arciduca, quindi i servitori di camera con il maggiordomo. Tutti recavano in mano una candela accesa. Fiancheggiavano la bara gli ufficiali della guarnigione con le spade snudate a spalla. Seguivano "le imperialregie altezze gli arciduchi figli" e poi una lunga serie di autorità. La bara viene esposta aperta, ai piedi del defunto i due contenitori col suo cuore e le sue viscere. Inizia il pellegrinaggio di aristocrazia, autorità alte cariche religiose, popolo.
Il giorno 25 finalmente il funerale. La salma viene traslata dalla vecchia "piccola parrocchia" nel duomo stipato, con profluvio di presenze di Schützen. La messa funebre viene celebrata dal principe arcivescovo di Trento, Giovanni Nepomuceno von Tschiderer. Quindi la bara viene trasportata nella cripta sottostante l'altare, dove si trova tuttora. Nell'ambulacro retrostante il presbiterio sarà successivamente esposta una grande lapide in porfido rosa.









La lapide sepolcrale di Ranieri d'Austria in duomo

Nessun cenno, durante la lunga descrizione delle cerimonie funebri, della presenza della vedova, Elisabetta di Savoia Carignano, che pur c'era. L'articolo si è limitato a narrare che gli occhi di migliaia si sono rivolti verso di lei. Elisabetta resterà a Bolzano dove istituirà due iniziative benefiche: l'"Elisabethinum" e il "Rainerum", a vantaggio di ragazze e ragazzi in difficoltà. Morirà tre anni più tardi, il giorno di Natale del 1856. Anche il suo corpo dovette soggiacere al macabro rito dell'imbalsamazione (ci si rese conto che era deceduta per un tumore devastante). Riposa ora accanto a Ranieri, suo consorte, nella cripta del duomo.
2/2/1853 Lo scultore Rainalter ha effettuato il modello per un busto del defunto, aiutandosi con la maschera mortuaria ricalcata sul volto di Ranieri dell'arciduca. Si apre una sottoscrizione per finanziare la realizzazione dell'opera.
Sottoscrizione, varata dal giornale, anche per i sinistrati di Steinach, devastata da un incendio che ha distrutto 54 case, oltre alla chiesa.
9/2/1853 L'arciduca Ranieri ha lasciato 20.000 fiorini da spendere in beneficienza. Vengono destinate al duomo due preziose opere d'argento e dorate "del famoso Benvenuto Cellini".
23/2/1853 La regina di Sardegna Adelaide, figlia dell'arciduchessa Elisabetta, lascia Bolzano dopo quattro settimane di soggiorno e rientra a Torino. L'arciduchessa accompagna la figlia per un tratto di strada.
2/3/1853 Il giornale pubblica il seguente "Sonetto", firmato "…dalle sponde dell'Adige" (?), concepito "In morte di S.A.J. serenissimo Arciduca Viceré del Regno Lomb. Ven. defonto e sepolto in chiesa a Bolzano".
"E' questo il freddo sasso in cui riposa
dell'adorato Prence il fral divino:
Bolzan mesta lo bacia, e rispettosa
a lui piega la fronte il pellegrino.
Spesso dal muto Avel l'ombra amorosa
Il passo drizza sul sentier vicino,
e desìa di varcar l'alpe orgogliosa
volgendo il guardo all'Adria ed al Ticino.
Sa che per quella via si riede ai suoi
che gli fur figli, ed Ei fu Prence e Padre;
che qui i Figli spuntar, germi d'eroi.
e sa che a ridestar il foco sacro
che per Lui divampò, più che armi e squadre
del suo nome sol basta il simulacro".
5/3/1853 Quasi quotidianamente il giornale riferisce sulle condizioni fisiche del Kaiser, ferito con una coltellata al collo da un patriota ungherese il 18 febbraio. Oggi il giornale descrive anche l'impiccagione dell'attentatore, avvenuta davanti a una gran folla in una vasta piazza. Il feritore aveva 22 anni e auspicava l'indipendenza dell'Ungheria.
23/3/1853 "Te Deum" di ringraziamento in duomo per l'esito dell'attentato alla vita di sua maestà apostolica il Kaiser. Autorità e folla. Scoppiano i mortaretti, per l'occasione si indice una gara di tiro a segno al poligono. Altra cerimonia di ringraziamento a Gries.
Il "Männerverein" si sta adoperando per la realizzazione di un istituto per l'assistenza a ragazzi da intitolare "Rainerum", nel ricordo dello scomparso arciduca. Una benefattrice anonima ha già devoluto duemila fiorini.
13/4/1853 Pubblicità. L'imperialregia "Riunione Adriatica di Sicurtà" (sic) di Trieste pubblica per esteso il suo quattordicesimo bilancio consuntivo.
20/4/1853 Si annuncia per domenica 24 e giovedì 28 aprile, in teatro, la recita di un atto unico comico, seguita da sette "quadri viventi". Erano una forma rappresentativa ingenua e frequente. All'aprirsi del sipario appariva un gruppo di persone in costume, assolutamente ferme, che simulavano momenti storici del passato o altro. Poi, dopo che gli spettatori avevano ben contemplato il tutto, il sipario si richiudeva, inattesa di riaprirsi su un altro quadro. Alcuni dei temi in programma: "La scoperta dell'America", "Beduini in lotta contro i francesi", "La distruzione di Troia" ecc.
27/4/1853 Si proibisce di depositare legname addossandolo al muro esterno del lazzaretto, e questo per evitare che sulle cataste salgano curiosi che si affaccino per osservare matti e deficienti. E' opportuno non disturbare questi infelici. L'ordinanza è del comune di Dodiciville.
30/4/1853 Da una lettera al giornale si apprende che l'accattonaggio dilaga, specie nel fine-settimana, e che perfino bambini vengono spinti a chiedere l'elemosina passando di porta in porta.
4/5/1853 "Dio salvi il nostro Kaiser". Viene indetta una sottoscrizione onde costituire a Bolzano una fondazione a titolo di riconoscenza per lo scampato pericolo della "Sua imperialregia apostolica Maestà Francesco Giuseppe I", nell'attentato del 18 febbraio. L'iniziativa parte dal direttore del bolzanino "Collegium Joanneum", della curia del principe vescovo di Trento, costituito nel 1844/45, e che non dispone ancora di una propria struttura ma deve adattarsi per ora a prendere locali in affitto. Gli allievi ogni sera nelle loro preghiere serali dovranno invocare protezione per il Kaiser; nella cappella del costruendo istituto saranno esposte le immagini dei santi Francesco e Giuseppe, e nel refettorio sarà esposto un quadro raffigurante l'attentato a Francesco Giuseppe. Gli allievi del "Collegium Joanneum", di estrazione umile, sono seguiti nello studio e possono indirizzarsi, ma non necessariamente, alla carriera ecclesiastica.









Una sala da bagno ottocentesca

Si fa pubblicità ai rinnovati bagni dell'albergo "Zum Löwen", riaperti dal primo maggio. Le vasche sono di rame ed è possibile dosare a piacere l'acqua corrente fredda e calda. I bagni aprono alle 6 e chiudono alle 22.
17/5/1853 Lungo articolo su maggio, il mese della Madonna. Dal 1850 si sono introdotti nel nome di Maria riti particolari. Alle 5,30 le campane invitano nella chiesa dei Francescani, dove durante la messa si recita il rosario e si intonano litanie. Alle 9 messa in duomo in onore di Maria, con l'altare festosamente illuminato. "Sua altezza imperiale la serenissima arciduchessa Elisabetta" non solo assiste ai riti, ma con le proprie mani "ha confezionato mazzi di fiori per la Vergine miracolosa". Attenta descrizione della complessa cornice floreale che - in duomo - contorna l'immagine miracolosa della Madonna.
18/5/1853 Cambio di guarnigione a Bolzano. I reparti arrivano e partono (nel caso specifico alla volta di Trento) spostandosi sempre a piedi.









Un'inserzione pubblicitaria

Spettacolo di "magia indiana". Si esibisce l'artista della corte zarista Hermann Monhaupt, da Pietroburgo.
11/6/1853 La raccolta del denaro per la costruzione del ginnasio procede. Lo gestiranno i Padri Francescani.
22/6/1853 Il 26 giugno saranno riaperti a Sant'Isidoro di Campegno i bagni d'acqua minerale ("Mineralbad-Anstalt") con possibilità anche di bagni di vapore. I prezzi non sono stati aumentati. Il bagaglio per il trasporto può essere consegnato all'albergo "Zum Riesen", in vicolo Domenicani.
6/7/1853 L'anno scolastico presso il ginnasio si è concluso. Gli studenti sono stati 259, suddivisi come segue nelle otto successive classi: 52 - 31 - 22 - 29 - 27 - 26 - 41 - 31. I privatisti sono stati 17. Degli altri 242, i borsisti sono stati 16. La maturità a conclusione dell'anno 1851/52 è stata superata da 16 studenti.
20/7/1853 Il Passirio si gonfia per le piogge e produce danni: due morti. Pericolo anche per l'Isarco e l'Adige.
23/7/1953 A Bressanone brucia una casa: un morto.
6/8/1853 Collegamenti con carrozze. Si fa pubblicità tra l'altro a corse tra Bolzano e Bressanone. Una carrozza parte quotidianamente da Bolzano alle 6 ed arriva a Bressanone a mezzogiorno. Si riparte alle 14 da Bressanone per giungere a Bolzano alle 20. In altre parole, sei ore per ogni percorrenza tra le due città.









Pubblicità per il collegamento tra Bolzano e Bressanone.

20/8/1853 Grandi festeggiamenti in duomo per il 23esimo genetliaco dell'imperatore Francesco Giuseppe. Te Deum.
24/8/1853 In prima pagina: Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Wittelsbach (conosciuta come "principessa Sissi") si fidanzano ad Ischl. Sissi non ha ancora 16 anni.
La scuola, ed anche i corsi per maestri, riapriranno i battenti il 1° settembre. Precederà le lezioni una Messa in duomo. Anche nella quarta classe sarà introdotto l'insegnamento dell'italiano, che sarà gratuito per i meno abbienti, a pagamento (modesto) per gli altri. Possono accedere ai corsi d'italiano anche gli scolari più dotati della seconda e della terza classe. L'avviso è firmato dal direttore della scuola, Josef Alverà.
27/8/1853 Quella dell'acqua potabile è per Bolzano un vero problema. La città non dispone di acqua sorgiva, ma solo di quella che si attinge dal Talvera, direttamente o indirettamente. E così l'acqua spesso non è fresca ed ha un sapore spiacevole. Quanto a pulizia, non se ne parla. Basta un po' di pioggia e tutte le fontanelle della città gettano acqua fangosa, roba da cisterna medio-orientale e indegna di una città contornata da montagne ricche d'acqua. Il sindaco di Dodiciville ha dovuto addirittura proibire che nei rii che attraversano la città si gettino animali morti o immondizie. Non si potrebbe provvedere a canalizzare in città l'acqua pulita che scende, ad esempio, dal Colle?
Grandi feste a Pietralba per i trecento anni del ritrovamento della sacra immagine della Pietà.
1/10/1853 Il 30 settembre è stato inaugurato l'istituto Rainerum, che accoglie scolari e studentui di condizioni disagiate per esservi istruiti ed educati. Le autorità si sono incontrate in duomo per assistere ad una Messa, dopodiché si sono trasferite nel nuovo edificio, dove è stato tra l'altro scoperto un busto dell'arciduca Ranieri, cui l'istituto è dedicato. Presenziava anche l'arciduchessa Elisabetta, vedova dell'arciduca. Il Rainerum si trovava in via Carducci, ma è stato distrutto dalle bombe della seconda guerra mondiale. E' stato ricostruito nello stesso luogo, ma in stile moderno.
Il cantante Johann Anzoletti annuncia che, grazie a finanziamenti ottenuti da parte dell'arciduchessa Elisabetta, ha aperto corsi di canto gratuito presso la locale scuola pubblica, con cadenza di cinque ore settimanali. Il contratto è per tre anni. Inoltre Anzoletti impartirà lezioni gratuite a giovani ("junge Männer") a casa propria, sempre gratuitamente, dedicando allo scopo un'ora al giorno.
5/10/1853 Si fa luce su un orrendo delitto perpetrato attorno al 20 settembre, quando a Bolzano furono trovati, sparsi in vari angoli della città, i resti sezionati di un adolescente. Si tratta di G.K., figlio di un fiaccheraio, un ragazzo difficile che aveva dei conti aperti con la giustizia. La madre del ragazzo confessa d'averlo ucciso onde punirlo della sua condotta, essendo oltretutto del tutto irrecuperabile. L'aveva ucciso con un'ascia in cucina e poi sezionato.
5/11/1853 Per la terza volta in poco tempo si dà vita ad un'iniziativa benefica. Nella Maurergasse s'inaugura la nuova sede dell'asilo-nido fondato nel 1847 e che da allora ha ospitato 238 piccoli. Le autorità si riuniscono in duomo con "molto nobili signori e signore", mentre i piccoli "giungeranno le mani verso la Madre miracolosa per invocare la sua benevolenza verso i generosi benefattori". L'asilo è dovuto ad un legato dello scomparso arciduca Ranieri.
30/11/1853 Titolo: "Il primo viaggio con un veicolo da Bolzano a Sarentino". E' stata completata la nuova strada, finalmente carrozzabile (per tiri a uno) che da Bolzano sale verso Sarentino. All'avvenimento si dedica oltre una pagina completa di cronaca, con citazioni iniziali di conquiste dell'umanità: le esplorazioni polari, i miracoli dell'elettricità, lo stupore delle popolazioni mesoamericane all'apparire dei primi cavalieri spagnoli. I sarentinesi non hanno mai visto le giacche rosse dei postiglioni ed ora la cosa è possibile. Suono di una banda e cinque carrozze con le autorità partono da Bolzano e si dirigono su per la valle, lungo la strada da poco aperta. Segue una coda di popolo. Scoppiano i mortaretti a Sant'Antonio ed a Castel Roncolo, e poi la lunga salita, descritta con toni tra l'entusiastico e l'elegiaco. Arrivo finalmente a Sarentino, rintoccano le campane, suona la banda, s'assiepa curiosa la folla, i giovani ammirano stupiti le carrozze, cose mai viste. Si aprono finalmente per la valle possibilità di commerci e di benessere, gli allevatori potranno portare il loro bestiame ai mercati di Gries e Bolzano. Si pranza, discorsi, e poi il ritorno: da Sarentino a Bolzano le cinque carrozze impiegheranno tre ore.









La mulattiera della val Sarentino (1835)

17/12/1853 Nevica. La posta dall'Italia giunge con sei ore di ritardo, quella da Vienna manca da due giorni.

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