Bolzano scomparsa


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1859

Cronache del passato > 1855-1859

L'anno inizia all'insegna di tensioni tra l'Austria-Ungheria e il Regno di Sardegna. Scoppia la seconda guerra d'indipendenza, che vede Francia e regno di Sardegna contro l'Austria-Ungheria, dal 24 aprile al 12 luglio. Gli Schützen tirolesi vengono mobilitati in particolare contro l'avanzata di Garibaldi, che si avvicina allo Stelvio. Gli austroungarici sono sconfitti e il Kaiser perde la Lombardia, che passa al regno di Sardegna. A fine anno la "Bozner Zeitung" (28 dicembre) descrive un nuovo miracolo dell'industrializzazione: gli abiti confezionati!

5/1/1859 Sarà prossimamente attivata una linea telegrafica tra Bolzano e Merano.
8/1/1859 Una curiosa notizia da Modena: "Anche a Modena si poterono leggere recentemente manifesti nei quali si invitava a non fumare in giorni determinati 'per la salvezza d'Italia' ("zum Heile Italiens"). Il governo allora ha distribuito alle truppe d'occupazione ("Besatzungstruppen") alcuni migliaia di sigari con l'ordine di farne uso proprio nei giorni indicati".
Per le feste natalizie si sono svolti numerosi riti in lingua tedesca. Ma anche il cappellano italiano, don Antonini, ha organizzato per i fedeli di lingua italiana riti religiosi tanto al mattino che nel pomeriggio nella vecchia parrocchiale (che si trovava accanto al fianco sud del duomo ma è stata rasa al suolo dalle bombe durante la seconda guerra mondiale, ndr). Come predicatore è giunto da Rovereto don Zignoli, noto in varie città italiane, che ha tenuto le sue prediche per nove giorni.
12/1/1859 "I coscritti che non intendono assolvere all'obbligo di leva debbono versare 1.500 fiorini".
"Domani il battaglione di Kaiserjäger di stanza ad Innsbruck e in marcia verso Trento si fermerà a Bolzano per un giorno di riposo. La marcia del battaglione rientra nei movimenti delle truppe destinate a rafforzare le (nostre) guarnigioni in Italia". Il giornale scrive anche di movimenti di truppe nel regno di Sardegna.
Nelle pagine di pubblicità appare un'inserzione redatta in italiano e datata "Venezia li 6 Gennajo 1859" nella quale si informa su linee di "Navigazione a vapore fra Liverpool e Venezia" ogni quindici giorni. "Questi vapori toccano nel venire Gibilterra, Palermo, Messina, Corfù, Ancona, Trieste e - nel ritorno - Corfù, Messina, Palermo, Gibilterra / e per merci e passeggieri rivolgersi alli Signori Anbin&Barriera raccomandatarii od al signor Marco Gariboldi sensale di noleggi". La linea è al momento servita dai vapori 'Corinthian', 'Albanian' e 'Meander'. "Il primo di questi vapori fu il 'Damascus' che giunse a Venezia li 25 Decembre e che ne rippartì il 3 Gennajo, avendo in quel breve tempo effettuato lo sbarco e la Caricazione di non indifferenti partite di merci tanto per Liverpool che per li porti intermedi". Questa inserzione è sicuramente da mettere in relazione con la prossima entrata in funzione della linea ferroviaria che collegherà Bolzano con Venezia.
15/1/1859 Sempre molto intesa l'attività teatrale.
22/1/1859 Il principe di Galles, erede al trono d'Inghilterra, proveniente da Innsbruck giunge a Bolzano "in incognito", qualificandosi barone Renfrew. Scende al "Kaiserkrone" con seguito e riparte per l'Italia, diretto a Roma.
2/2/1859 La nuova linea ferroviaria Verona-Bolzano entrerà in funzione probabilmente in marzo. Si apprende che sarà percorsa da quattro treni passeggeri al giorno.
Si è costituita a Bolzano da qualche tempo una "Gesellschaft Erheiterung", che indice manifestazioni volte al divertimento ed alla spensieratezza. Per il 9 febbraio si annuncia una serata danzante.
5/5/1859 Ancora movimenti di reparti militari. Un battaglione di stanza ad Innsbruck si mette in marcia verso Trento, mentre da Trento un altro battaglione è partito alla volta di Innsbruck.
Lieve scossa di terremoto alle 11 del giorno1.
12/2/1859 Una gran folla fa ala al passaggio dei battaglioni in marcia tra Innsbruck e Bolzano.
Si narra la storia di un militare nato a Burgusio 86 anni prima, ed ora defunto. Sebastian Schwarz ha servito tre imperatori d'Austria, è stato ferito venti volte, si è spostato dal confine turco a quello prussiano, poi in Olanda, in Belgio, in Francia (per combattervi i rivoluzionari dopo il 1789). Prigioniero ad Amien riuscì a fuggire con 14 commilitoni ed a rientrare in Austria. Ha poi combattuto in Germania tutte le battaglie contro Napoleone (anche ad Austerliz). Nell'ultima battaglia della sua compagnia i superstiti furono solo 12: lui sopravvisse nonostante sei ferite, alcune delle quali gravi. Congedato dopo venti anni entrò a servizio di un nobile ungherese e quindi di un canonico a Vienna. A sessant'anni era tornato a Burgusio con i suoi pochi risparmi, che ben presto si esaurirono. Si trovò in difficoltà perché senza pensione, ma il prelato del convento di Marienberg prese a cuore la sua situazione e lo assunse. Il giornale precisa inoltre che lo Schwarz, grazie alle sua ferite era noto per la infallibilità nel fare… le previsioni del tempo.
16/2/1859 Tra le frequentissime rappresentazioni teatrali figura anche la riduzione dei "Tre Moschettieri", di Alessandro Dumas. Successo.
19/2/1859 Si annunciano due grandi balli in maschera per i giorni 6 ed 8, nel teatro "Kaiserkrone". Nei giorni a venire appariranno inserzioni di noleggiatori di costumi.
23/2/1859 Si riparla dell'illuminazione pubblica a gas. L'esperto Riedinger, di Augusta, che ha assunto questo incarico per illuminare Innsbruck e Trento, s'è incontrato con esponenti municipali di Bolzano dicendosi disposto ad assumere l'incarico.
2/3/1859 "Tutti gli appartenenti al nostro reggimento di Kaiserjäger sono comandati con urgenza di tornare ai loro reparti. Le prospettive di pace stanno calando".
Nell'approssimarsi della guerra, la "Bozner Zeitung" descrive nelle loro caratteristiche le numerose nazionalità che compongono l'esercito austro-ungarico. E' interessante soffermarsi sugli italiani: "La lingua italiana si diffonde lunghe le coste della Dalmazia, della Croazia, dell'Istria, s'inserisce nel Sudtirolo (termine col quale s'intende principalmente il Trentino, ndr) e nel Goriziano". E più avanti: "L'italiano è parco, sereno e disponibile, con un pezzo di polenta o pane come alimentazione marcia nel caldo cantando in coro le sue arie tratte da tutte le opere, dimostrando un autentico talento, e ciò per tutto il giorno senza stancarsi; sa trovare e improvvisare con stupefacente abilità lo spazio per un campeggio, allestire un bivacco confortevole e ciò gesticolando vivacemente. La sua costituzione fisica lo rende particolarmente atto alla marcia. Nell'assalto l'italiano è impetuoso e gagliardo, difende efficacemente e con grande destrezza case, luoghi e città in muratura, sa approfittare in questi casi anche delle particolarità del terreno. Nell'insieme l'italiano è di buon cuore, servizievole, facile ad addestrare e comandare. Il suo è un modo di essere bonario ma in compenso vuole essere trattato civilmente. Brutalità e ingiustizia inducono la sua passionalità e il suo temperamento incline alla violenza a gravi vendette ed a feroci delitti. Nelle ritirate e in momenti di difficoltà gli italiani perdono il controllo e non conservano il loro sangue freddo, come accade invece agli slavi. Gli italiani sono ottimi gendarmi, validi ed abili pionieri e genieri, virtù per le quali si trovano in casa propria nel regno lombardo-veneto, dove dimostrano la loro abilità nella costruzione di canali ed opere di drenaggio. Sono negligenti nell'accudire ai cavalli".









Militari austroungarici

9/3/1859 Giungono a Bolzano quattro compagnie di Kaiserjäger provenienti da Innsbruck e una proveniente da Bressanone. Sono dirette in Lombardia, prossimo teatro di guerra, contro i piemontesi.
12/3/1859 Grande successo e critica entusiasta per l'"Amleto" presentato in teatro dall'applauditissimo von Rekowsky-Linden. Si annunciano anche "I Masnadieri" di Schiller.
Un lungo articolo su castel Roncolo e i suoi affreschi. Nel giro degli ultimi trent'anni molto è stato fatto, per restaurarlo, ma molto resta ancora da fare. Castel Roncolo è ancora una rovina.
16/3/1859 Le ultime notizie dicono che il regolare traffico ferroviario inizierà il primo di maggio. Il breve articolo si conclude con un fatalista "vederemo", in italiano.
S'esegue a Bolzano una condanna a morte nei confronti del 50enne Johann S., da San Giorgio di Brunico, condannato per duplice omicidio (v. notizia del 9/11/1858). La richiesta di grazia inoltrata al Kaiser era stata respinta. "Stamane alle 8 si è mosso il corteo che trasportava il condannato in una carrozza chiusa, insieme con un sacerdote ed accompagnato dalla scorta; seguiva un'altra carrozza con i giudici, anche questa era scortata da armati. Il corteo era diretto nei campi a sud di Bolzano verso il luogo prescelto per l'esecuzione". La località non è precisata, ma non è improbabile che coincidesse con l'attuale piazza Verdi, che all'epoca si trovava relativamente distante dal centro cittadino ma facilmente raggiungibile - come vedremo - da una gran folla. Potrebbe essersi trovata però anche ad Oltrisasrco, allora in campagna. Dopo aver preso congedo dalla vita pregando e dopo aver rivolto parole di pentimento alla folla, il condannato salì sul patibolo. "Alle 9 la giustizia degli uomini si è adempiuta. Sul posto s'era radunata un'enorme folla, composta da elementi di basso ceto sociale".
Al teatro "Kaiserkrone" von Rekowsky-Linden recita l'"Egmont" di Goethe.
19/3/1859 Dopo l'avvenuto collegamento col fondovalle di Sarentino e della Gardena ora l'imperialregio ingegnere circondariale J. Schweighofer ha progettato la strada che scende dalla val di Funes, e che prossimamente sarà pertanto percorribile da carrozze con tiro a due. Il giorno 12 a Chiusa si terranno i relativi appalti. Il giornale sollecita anche la realizzazione della strada della val d'Ega. "Come esempio dei vantaggi (per i comuni) di queste strade verso il fondovalle, basti dire che sulla nuova strada della Gardena si paga volentieri per un cavallo carico di sculture in legno un pedaggio di 6-8 gulden, pur di evitare il precedente lungo giro, ripido e pericoloso, attraverso Laion o Castelrotto".
Si annuncia in teatro un'altra recita di un classico. L'attore von Rekowsky-Linden presenterà il "Don Carlos" di Goethe (scritto Göthe, ndr).
Sull'impiccagione dell'omicida Johann S. avvenuta il 15 marzo precedente, la casa editrice Eberle stampa e vende una specie di "instant-book". Il prezzo, 2 corone. Con altre due corone si può acquistare il testo della predica tenuta nell'occasione sotto al patibolo da padre Albert Köfler.
23/3/1859 I previsti orari funzionari sulla linea Bolzano-Trento, della quale si prevede l'esercizio a partire dal primo maggio: partenze da Trento alle 10,25 e alle 18,25; arrivi a Bolzano rispettivamente alle 12,25 ed alle 18,25, pertanto due ore esatte per ogni percorrenza. Per il percorso inverso invece la durata del viaggio, con partenze alle 6 ed alle 14, durerà quattro minuti meno.
Bilancio dal 1/11/1857 al 31/10/1858 del "Kleinkinderbewahr-Verein", che si è preso cura di 180 bambini. Di questi ne sono usciti per accedere alla scuola o per morte 51; pertanto restano nell'istituto 129 bambini. Il direttivo nel rendere noti i conti precisa anche tutti gli indumenti nuovi assegnati ai piccoli ospiti (66 pantaloni, 65 cappotti per maschietti, 58 vestiti per le bambine, 6 gonne, 72 grembiulini, 101 paia di scarpe, 104 paia di calze, 3 cappelli, un paio di guanti ecc.).
2/4/1859 Le fermate del treno tra Trento e Bolzano saranno le seguenti: Lavis, San Michele, Salorno, Egna, Ora, Bronzolo.
Nel precedente numero del giornale era apparso uno scritto nel quale si affermava che il "delirium tremens" è il frutto di un'eccessiva propensione all'alcool. Oggi con un'inserzione a pagamento un privato afferma che non è così, che vi sono anche casi di "delirium" in soggetti non-bevitori. L'inserzione pare essere dovuta a persone interessate a dissipare voci su qualcuno recentemente defunto.
6/4/1859 La stagione teatrale s'è conclusa. I lavori presentati sono stati ben 69. Il direttore Kranz ringrazia il pubblico e annuncia che gestirà anche la prossima stagione, in programma a partire dal 15 ottobre. Confida di riuscire a produrre anche qualche lavoro musicale, come "La figlia del reggimento".
9/4/1859 A Malles un incendio distrugge o danneggia gravemente 23 case. Si lamentano anche tre morti.
In piazza Domenicani è giunta Miss Dzuba, un'elefantessa addomesticata che si può vedere dalle 9 alle 22. Il primo pasto ha luogo alle 10, il secondo alle 15.









L'annuncio della presenza dell'elefantessa Miss Dzuba

4/5/1859 L'intera prima pagina è dedicata al "Kaiserlicher Manifest": Francesco Giuseppe si rivolge "ai suoi popoli" e annuncia lo stato di guerra con la Francia e il regno di Sardegna. Tra l'altro: "Ho dato ordine al mio esercito di mettersi in marcia contro il regno di Sardegna".
Recensione positiva per la "Martha" di v.Flotow. Ha cantato "Fräulein" Wagener, di Nancy.
7/5/1859 Il principe vescovo di Trento (ricordiamo che Bolzano all'epoca rientrava sotto la sua giurisdizione) impartisce disposizioni al clero per i riti da osservare nell'attuale stato di guerra. Tra l'altro nei riti domenicali e festivi bisogna intonare un "Salve Regina" più cinque Paternostri e Avemarie.
L'inviato britannico in Toscana lord Normanby con consorte ha assistito ad una replica dell'opera "Martha". Provenivano da Verona: si stanno allontanando dal possibile futuro teatro di guerra.

Lo stato di guerra induce la "Bozner Zeitung" a dedicare ampi spazi alle notizie dal fronte ed anche dall'interno, quando riguardano cronache, eventi o disposizioni collegate con la situazione bellica. Nelle pagine a seguire, pertanto, per dare un quadro più esauriente dello svolgersi delle cose, non ci limiteremo alle sole notizie di Bolzano, ma spazieremo oltre.

11/5/1859 Si ritiene che il regolare traffico ferroviario con Trento possa iniziare col giorno 16: è evidente che si stanno accorciando i tempi per l'emergenza bellica. Per ora sulla tratta Verona-Bolzano è prevista una sola coppia giornaliera di treni, con partenza da Verona alle 6,46, arrivo a Bolzano alle 12,25, partenza da Bolzano alle 15,29 e arrivo a Verona alle 21,01. Per ora, niente convogli merci.
In duomo inizia un triduo "perché si allontanino i pericoli di guerra e per il successo delle armi imperiali".
Giungono anche a Bolzano numerose persone che si allontanano dal teatro di guerra. Si tratta in buona parte di famiglie i ufficiali provenienti dalla Lombardia. Ieri sono qui transitate 100 detenute nel carcere veneziano della Giudecca, dirette ad Innsbruck.
Il sindaco fa presente che potrebbe verificarsi l'esigenza di ricorrere alla disponibilità di case private per l'accoglienza di militari. I proprietari di immobili sono pertanto tenuti a prepararsi a questa evenienza, predisponendo i locali disponibili.
14/5/1859 E' ufficiale: dopodomani 16 maggio entrerà in funzione il collegamento ferroviario con Verona. L'amministrazione ferroviaria non annuncia festeggiamenti: bisogna risparmiare, anche per la guerra in corso. Ma il Comune non mancherà all'appuntamento. Il treno arriverà alle 12,25 e sarà accolto dal suono di una banda, dallo scoppio di mortaretti, da un aperitivo e a sera ci sarà una replica dell'opera "Martha", di von Flotow. Intanto spiace che l'amministrazione ferroviaria abbia stampato l'orario solo in lingua italiana. "Vi risulta che la città di 'Bozen', a nostro avviso tedesca, venga definita 'Bolzano?'". Gli orari erano stati stampati a Verona.
18/5/1859 Questa è la cronaca apparsa nella "Bozner Zeitung" dell'inaugurazione della ferrovia, avvenuta il 16 maggio 1859:
"In migliaia erano accorsi per assistere all'arrivo del treno e se ne stavano in folte file alla stazione, sul ponte sull'Isarco, lungo la massicciata ferroviaria, sul Calvario. Il Virgolo brulicava di spettatori in attesa, finché alle 13 gli scoppi dei mortaretti non annunciarono l'avvicinarsi del treno. Il convoglio era trainato da due locomotive battezzate con i nomi di Bolzano e di Trento; erano quasi del tutto ricoperte da festoni multicolori e fronde, e trainavano una fila di vagoni che fecero il loro ingresso in stazione mentre si levavano le note dell'inno nazionale suonato da una banda e la folla applaudiva". Segue il lungo elenco delle personalità in attesa e di quelle che arrivavano col treno. Successivamente i molti curiosi giunti a Bolzano dal circondario affollarono i locali pubblici, mentre le personalità furono invitate al "Kaiserkrone" per un pranzo. Mentre la banda cittadina suonava in piazza, si espressero indirizzi di saluto e di ringraziamento al Kaiser, ma ben presto gli ospiti giunti col treno dovettero assentarsi perché per le 15,30 era previsto che il treno rientrasse a Verona. La giornata si concluse con la festosa replica di "Martha" nel teatro tutto illuminato.
Alla protagonista "Frau Lutz" fu offerto un gran mazzo di fiori.
Ora che il collegamento ferroviario è stato finalmente attivato, resta aperto un problema "del quale anche i ciechi si renderebbero conto": non è stata ancora realizzata la strada di collegamento tra la stazione e la città. Intanto con assoluto tempismo l'editrice "Eberle" stampa e vende l'orario ferroviario per quest'unica coppia di treni giornaliera al prezzo di due corone.
21/5/1859 Si pubblicano norme di comportamento per il pubblico che utilizza il mezzo ferroviario o si avvicina agli impianti. In particolare, è bene non avvicinarsi troppo ai passaggi a livello con animali (carrozze al traino di cavalli, carri ecc.) perché al passaggio del treno questi potrebbero imbizzarrirsi.
Il comune ha provveduto a costruire quattro gabinetti pubblici, dei quali si precisa l'ubicazione. Pertanto ora si puniranno quanti sporcheranno luoghi pubblici. Per ogni utilizzo il prezzo è di un fiorino.
25/5/1859 Nei giorni 1, 2 e 3 giugno transiteranno per Bolzano 6.000 soldati diretti in Italia: dovranno trovare alloggio a Bolzano, Gries e Dodiciville. I proprietari di case sono tenuti a consegnare alla caserma di piazza Domenicani sacchi di paglia da utilizzare come materassi e cuscini per la truppa; il tutto in quantità predefinite per i singoli proprietari. Questi dovranno procurarsi i sacchi, mentre la paglia verrà fornita dall'amministrazione militare (ma sono i proprietari a dover riempire materialmente di paglia i singoli sacchi).
28/5/1859 Si fa appello ai medici civili perché si arruolino per raggiungere il fronte italiano: c'è urgente bisogno di loro. Si fa anche appello alla difesa territoriale degli Schützen, nel caso se ne presentasse la necessità. L'organizzazione appare attenta e accurata.
Il sindaco annuncia che 3.800 militari sosteranno il giorno 29 a Bolzano nella loro marcia verso sud. I proprietari di cavalli da tiro debbono tenerli a disposizione dell'esercito, per i casi di necessità. I proprietari di camere debbono metterle a disposizione degli ufficiali: saranno ricompensati presso l'ufficio competente ("Marschamt").
1/6/1859 Nella battaglia di Montebello l'esercito austro-ungarico ha avuto 718 feriti tra gli uomini e cinque tra i cavalli; morti 294 uomini e 20 cavalli, dispersi 283 uomini.
Una inserzione pubblicitaria: "Pubblico riconoscimento. Il sottoscritto si trova in dovere di esternare pubblicamente una lode ben meritata alla brava musica banda di S. Paolo, che gentilmente accondiscese all'invito a recarsi a Fondo nei giorni 21 e 22 corrente onde contribuire a rendere più animata la festa che questa popolazione compiva in occasione del sollenne possesso della Parrocchia Decanale del M.R. Don Domenico Formaini " ecc. ecc. è firmato "locandiere Giorgio Gilli".
8/6/1859 Dal suo quartier generale a Verona Francesco Giuseppe indirizza un appello ai suoi fedeli sudditi tirolesi perché si apprestino a difendere i confini della loro terra.
Il governatore arciduca Karl Ludwig ha pernottato al "Kaiserkrone". Lunghissimo l'elenco delle personalità al suo seguito e di quelle che lo hanno accolto. L'indomani il governatore è ripartito alla volta di Verona con un treno speciale.
Affollatissima processione per impetrare la divina benevolenza sull'esito della guerra.
"Il consiglio comunale ha deciso che il contingente di difesa prescritto per la nostra città (200 Schützen) sia operativo in breve tempo tramite l'arruolamento di volontari (…). Non è più il momento di discutere e fare piani, bisogna passare all'azione".
Presso l'editrice "Eberle" si possono acquistare "Preghiere per i tempi del pericolo" e "Preghiere per i soldati".
11/3/1859 A firma del governatore del Tirolo e del Vorarlberg arciduca Karl Ludwig e datato "Bozen, 10. Juli 1859" appare un appello che suona così: "Un nemico audace si avvicina ai nostri confini e minaccia alle spalle il nostro esercito. Perciò orsù alle armi, uomini coraggiosi!! Nel nome di sua maestà il nostro Kaiser e Signore mi rivolgo ancora una volta a voi: difendete la vostra casa e il vostro maso, e così difenderete anche la Casa d'Asburgo, che non ha mai contato invano su di voi. Con Dio! Per il Kaiser e per la Patria!" Nel testo non lo si dice ma è avvenuto un fatto nuovo: Garibaldi con i suoi volontari, i Cacciatori delle Alpi, partiti in 3.000 ma saliti nel corso dell'avanzata ad una forza di 12.000 uomini, stanno occupando la Valtellina e la Val Camonica e stanno puntando sullo Stelvio: minacciano di entrare nel Tirolo.
Un comitato di donne di Bolzano raccoglie denaro e tessuto di lino per i feriti (gli austro-ungarici hanno subìto una pesante sconfitta a Magenta). La giunta circondariale per la difesa del territorio lancia un appello agli abitanti di Bolzano, "l'ultima città tedesca", perché si attivino "onde preservare la nostra patria dall'oppressione straniera".
L'editrice "Eberle", come sempre molto attiva, vende carte geografiche delle zone dell'Italia settentrionale teatro di guerra. La stessa iniziativa è assunta dalla libreria "Pfaundler".
15/6/1859 Tra le altre numerose notizie di guerra si apprende che dal burgraviato di Merano si è mossa, diretta al confine dello Stelvio, una compagnia di 112 uomini composta da contadini di Malles, "alcuni meranesi e 44 studenti liceali di Merano". "L'entusiasmo dei giovani era grande, ed era evidente la loro ferma intenzione di affrontare i garibaldini".
18/6/1859 Numerosi studenti liceali di Bolzano si sono arruolati in varie compagnie; alcuni si assoceranno alla compagnia dei liceali di Innsbruck. Due professori (si tratta di preti) partiranno la prossima settimana come cappellani ospedalieri diretti a Verona. Intanto i comuni vicini raccolgono denaro: Egna ha offerto 800 fiorini "e così possiamo sperare fondatamente che le nostre frontiere tra breve potranno contare su una forte presenza di Schützen contro la baldanzosa gentaglia di Garibaldi".









"La battaglia di Magenta"

22/6/1859 Il governatore arciduca Karl Ludwig si compiace in prima pagina dell'attività assistenziale manifestata dai bolzanini nei confronti dei soldati che attraversano la città per dirigersi verso i campi di battaglia. "Lo riferirò al Kaiser".Continuano i preparativi per la costituzione delle compagnie di Schützen anche a Bolzano (sono due le compagnie in allestimento). Arrivano intanto a Bolzano numerosi feriti dal fronte. Il nuovo ospedale, non ancora ultimato, potrebbe servire allo scopo.
Nel giardino dell'albergo Schgraffer (nell'odierna piazza Walther) la locale "Sängergesellschaft" (compagnia dei cantori) ha organizzato un'affollata serata nella quale si sono cantati anche inni patriottici. Il ricavato è andato ai "combattenti feriti della nostra armata".
Il giornale riporta quanto scritto dalla "Kölnische Zeitung", che ha descritto l'esodo degli austriaci da Milano. Vi sono stati tumulti. Dalle finestre si sparava sui soldati diretti alla stazione. Le truppe hanno allora preso con sé come ostaggi donne e bambini. Ci sono stati casi di militari pugnalati dai milanesi.
Il bilancio della battaglia di Magenta, vinta dai franco-piemontesi: tra gli austriaci sono morti 63 ufficiali e 1.302 uomini, feriti 218 ufficiali tra i quali 5 generali e 4.130 uomini, i dispersi sono 4.000, ma molti stanno rientrando nelle file. Il generale Gyulay è stato esonerato dal comando della seconda armata.
A Bressanone, ad iniziativa del vescovo, si parla di rinnovare il patto del Tirolo col Sacro Cuore di Gesù, per impetrare l'appoggio divino nella guerra in corso.
Un appello del "comitato di difesa": coloro che siano in possesso di fucili li mettano a disposizione degli Schützen. "Ci si attende dal patriottismo dei proprietari di armi che essi, se impediti a raggiungere essi stessi il campo di battaglia, offrano almeno in prestito il loro fucile alla patria, per la sua difesa".
25/6/1859 La compagnia degli Schützen di Velturno ha raggiunto per prima Bolzano, accoltavi dalla banda musicale, per poi proseguire alla volta di Fondo e successivamente del Tonale. Sono transitati poi per Bolzano anche le compagnie di Kufstein e di Rattenberg, e per domani è previsto il transito della compagnia degli studenti di Innsbruck.
29/6/1859 Bolzano continua ad essere attraversata da compagnie di Schützen in marcia verso i confini del Tirolo. Festeggiamenti e discorsi per la compagnia degli studenti di Innsbruck, saliti poi in treno alla volta di Riva. Le compagnie di Bolzano, Gries e Dodiciville sono ora pronte ad incamminarsi verso il fronte. Da Verona arrivano col treno numerosi feriti, che vengono amorevolmente assistiti dalle donne di Bolzano.
Mancano sacchi di paglia sui quali i feriti possano giacere. Il sindaco indirizza un appello alla popolazione.
2/7/1859 Battaglie a Solferino e Villafranca. Francesco Giuseppe è sul campo.
Ieri si è mossa in marcia alla volta del Tonale anche la prima compagnia di bolzanini. Si tratta di 155 uomini, dei quali 20 sono Schützen, armati con fucili dell'esercito, da caccia o da tiro a segno. Come comandante hanno scelto il signor Karl Wagmeister. Dopo la cerimonia della consegna della bandiera al poligono di tiro, tra suoni di banda, la compagnia ha assistito ad un rito in duomo. Poi, accompagnata da una gran folla, ha iniziato la sua marcia. Pernotteranno a San Paolo per proseguire l'indomani verso la Mendola. Sono intanto transitate per Bolzano le compagnie di Imst (diretta al Tonale) e Bressanone (diretta in Vallarsa). La compagnia di Innsbruck da Bolzano è ripartita col treno. Tra le altre compagnia in transito, si citano quelle di Hopfgarten e Kitzbühel, tutte provenienti da oltre Brennero.
Seicento feriti provenienti da Verona sono giunti a Bolzano in treno. Vengono assistiti soprattutto da volontarie. Ma in stazione non c'è ancora - per dissetarli - nemmeno un po' d'acqua. E col calar della sera non v'è alcuna illuminazione.
Il nuovo ospedale (oggi struttura-base dell'università) sta accogliendo militari feriti ed ammalati. Per gli ammalati civili si aprono i locali del ginnasio dei Francescani e quelli dello Johanneum (a Gries, abbattuto nel secondo dopoguerra). Anche nel comune di Dodiciville si sta allestendo un ospedale militare.
Da Gries sono partiti per il Tonale gli Schützen di Gries, Tires, Collepietra e Dodiciville. In precedenza avevano assistito ad una Messa ed era stata loro consegnata la bandiera.
6/7/1859 Il giornale riporta corrispondenze dal Tonale e da Caffaro.
Il sindaco rivolge un appello per la consegna di sacchi vuoti da usare come materassi e cuscini per i "poveri soldati feriti". In una scuola femminile si sono confezionate in breve tempo 96 pfund di fasciature per i feriti. Il sindaco ringrazia ufficialmente.
9/7/1859 Le perdite austro-ungariche nella battaglia del giorno 24 giugno a Solferino sono particolarmente pesanti. La "Bozner Zeitung" redige un lungo e accurato elenco, reparto per reparto: "Dopo questa triste ma non ancora completa lista i morti sono 2.079 e tra questi 74 ufficiali, i feriti 8,128 (376 ufficiali)". Sul numero dei dispersi non si hanno dati.
I volontari tirolesi sono impegnati in un primo scontro a fuoco sul Tonale, mentre a Bolzano transitano altre compagnie di Schützen. A parte, un'altra breve notizia riferisce di scontri in Valtellina con piemontesi e garibaldini.
Entra in esercizio un collegamento di carrozze a cavalli tra Bolzano e Bressanone. Partenze da Bolzano alle 19 e da Bressanone alle 12. Primi posti 60 corone, secondi posti 30 corone.
13/7/1859 Da Verona: i due imperatori hanno firmato i preliminari di pace.
Intanto per Bolzano transitano, ancora dirette al fronte, le compagnie di Vipiteno, Castelrotto e Gardena. L'arrivo dei feriti a Bolzano è diminuito. Nel giardino dell'albergo Schgraffer (nell'odierna piazza Walther) ha avuto luogo un intrattenimento musicale per i feriti leggeri. Si apprende via telegrafo da Verona che il giorno 10 vi sono stati combattimenti allo Stelvio. Gli aggressori, presumibilmente piemontesi e garibaldini sono stati respinti.
In un lungo articolo si descrive lo svolgimento della battaglia di Solferino.
Nei pressi di ponte Loreto si vende al miglior offerente una quantità di letame costituita da escrementi di cavalli, lasciati evidentemente dalle truppe in transito.
16/7/1859 Francesco Giuseppe cede la Lombardia.
Il sindaco Kappeller rende noto in prima pagina uno scritto datato Verona 12 luglio: è firmato dal Kaiser ed è diretto al governatore del Tirolo. Francesco Giuseppe si compiace dell' "l'amor di patria e della fedeltà dei sudditi tirolesi accorsi alle armi". "Poiché mi sono determinato alla pace, ora sciolgo i Landesschützen in armi da ogni successivo impegno".
Giungono a Bolzano il governatore del Tirolo, proveniente da Verona, e inoltre i principi arcivescovi di Bressanone e Trento. Inizia intanto il passaggio degli Schützen che si ritirano dai confini del Tirolo e tornano alle loro case. Dal giorno 13 è ripreso il regolare traffico ferroviario con Verona.
Intanto un corrispondente descrive la vittoriosa battaglia dello Stelvio, nella quale gli italiani sono stati respinti; le loro perdite sarebbero di 80/100 morti.
23/7/1859 Rientrano - e passano per Bolzano - le compagnie di Schützen dal Tonale (scendono dalla Mendola) e dalle Giudicarie (col treno). Sono in tutto 22 compagnie. "I tirolesi del nord, dislocati soprattutto a Riva e nelle Giudicarie, ebbero a soffrire molto per il caldo e gli insetti". Insufficienti gli approvvigionamenti.
Un lunghissimo articolo descrive nei dettagli i fatti bellici sviluppatisi precedentemente nella zona dello Stelvio nei primissimi giorni di luglio. L'attacco italiano avvenne l'8 luglio. Gli italiani erano 10.000, guidati da Garibaldi, i difensori 3.000. Gli italiani avevano strutturato le loro forze in otto battaglioni; scopo principale della loro azione era la conquista del monte Braulio. L'attacco iniziò alle 8 e si protrasse fino alle 11. "I Kaiserjäger saltavano come camosci nella neve e s'arrampicavano lungo le rocce. Reparti di fanteria furono mandati in loro aiuto l'uno dopo l'altro, ma i Kaiserjäger contennero l'attacco bravamente da soli".
Nell'articolo si narra inoltre come gli italiani avanzarono nel centro con un cannone da 16 pfund, che fu però bloccato da una cannonata austriaca che danneggiò l'arma e uccise due cavalli. "Il piano del nemico era audace e fa onore al signor Garibaldi", ma gli attaccanti furono fermati. Secondo l'articolista persero circa 300 uomini, tra morti e feriti. L'indomani le armi tacquero: era giunta infatti la notizia dell'armistizio, per la quale oltretutto gli austriaci dovettero abbandonare le posizioni. Lo Stelvio (allora "Ferdinandshöhe") passava in mani italiane, così anche il Wörmserjoch, che si trova sopra lo Stelvio, e poi Santa Maria, il Braulio, Spondalunga ed il Monte Cristallo. Dando ascolto ad una tradizione secondo la quale Garibaldi vi pose piede, la Dreisprachenspitze in epoca fascista fu intitolata all'eroe dei due mondi: Cima Garibaldi (m. 2.845).









Cima Garibaldi

"Invano i nostri eroici soldati e in particolare i nostri Schützen tirolesi hanno respinto l'audace nemico giù da rocce e pareti, invano i nostri Landesschützen hanno sopportato il caldo, il freddo ed anche la fame, di giorno e di notte, su neve e ghiaccio. L'insuperabile anello fortificato tra la Ferdinandshöhe, Santa Maria, Brayulio, Spondalunga e Monte Cristallo è stato sottratto ai vincitori dalla pace di Villafranca".
Il giornale scrive ancora diffusamente dei fatti bellici trascorsi. Alla battaglia di Solferino hanno preso parte 120.000 francesi e 60.000 piemontesi (quindi 180.000 nel complesso). Gli austro-ungarici sono stati 140.000.
27/7/1859 In una lettera aperta numerosi abitanti delle case che si affacciano sulla Johannsplatz (oggi piazza Walther) protestano per le esercitazioni militari che da qualche tempo vi si svolgono di buon mattino, e questo in un periodo di caldo insopportabile, quando si può godere di un sonno tranquillo.
Una parte dei contributi volontari in denaro versati dai cittadini di Bolzano per sostenere la loro compagnia di Schützen sarebbe rimasta inutilizzata. Gli Schützen, che sottolineano il fatto d'aver perso 100 giorni di retribuzione ed alcuni anche il loro lavoro, chiedono ora pubblicamente ai donatori cosa loro preferiscano che del denaro venga fatto: restituirlo agli offerenti? Girarlo al comune per una diversa utilizzazione? Servirsene per costituire una nuova compagnia? Gli Schützen di Bolzano fanno presente d'essersi dovuti mantenere, nei giorni della loro ferma, con denari propri, mentre i camerati di altri paesi hanno ottenuto un soldo soddisfacente.
30/7/1859 Dalla val Pusteria si hanno notizie di disertori austro-ungarici che tentano il ritorno a casa attraverso le montagne. "Solo nei monti di Misurina si dovrebbe aggirare un centinaio di disertori". Il giorno 18 c'è stato un conflitto a fuoco tra disertori e Schützen sull'alpe a nord di San Candido. E' stato ucciso lo Schütze (evidentemente disertore) Jakob Ortner da Sillian, feriti due Schützen di Monguelfo che gli avevano dato la caccia. Il gruppo dei disertori era formato da 24 uomini.
In una lettera alla redazione si contesta che alla compagnia degli Schützen bolzanini non sia stata versata alcuna somma di denaro. All'atto della partenza da Bolzano sono stati consegnati loro più di mille fiorini.
3/8/1859 In una lettera il comandante degli Schützen bolzanini prende posizione contro chi lo accusa di essersi trattenute somme di denaro. Afferma che ad ogni Schütze sono stati erogati 20 kreutzer al giorno. Al loro rientro a Bolzano si sono dovuti provvedere personalmente di cibo, dato che ogni ulteriore somma era stata loro negata, "per non arrivare a casa affamati". Si sono cucinati qualcosa davanti al municipio, sotto gli occhi dei curiosi, ma nessuno li ha accolti, e se ne sono ritornati poi alle rispettive case". "Hanno fatto il loro dovere di buon animo, sopportando fame e sete, caldo e freddo (sul Tonale) ed altri disagi, come tutte le altre compagnie, dispiacendosi solo del fatto di non aver avuto l'occasione di mostrare il loro coraggio".
6/8/1859 "Il passaggio (attraverso Bolzano) delle truppe che tornano dall'Italia prosegue ininterrotto, conseguentemente continuano le ricerche di alloggi e le strade - nonostante il gran caldo - appaiono animate. Il giornale elenca i reparti di passaggio; lo farà anche nei giorni prossimi.
Il sindaco fa presente che il letame ammucchiato nei pressi di ponte Loreto, dovuto ai cavalli dell'esercito ed al bestiame da macello di proprietà dei militari, è di proprietà del comune, e non va asportato. Per la vendita di quel letame - da usare come concime - si annuncia un'asta.
18/8/1859 Continua l'elenco dei reparti di passaggio, provenienti dall'ex Lombardo-Veneto e diretti a nord. Continuano caldo e siccità. Dilaga la malattia della vite.
20/8/1859 Si è festeggiato il compleanno del Kaiser. Scoppi di mortaretti sul Virgolo, parata militare in piazza, Messa solenne in duomo. Poi, per le autorità, "dinner" festoso al "Kaiserkrone". A sera fuochi pirotecnici.
31/8/1859 All'unica coppia di treni sulla tratta Verona-Bolzano se ne aggiunge ora un'altra: partenza da Bolzano alle 6, la sera alle 22,38 rientro a Bolzano. Si dà il via al traffico-merci. Ma non è stata ancora costruita la strada di collegamento tra la stazione e la città. Da Bolzano a Verona, con fermate a tutte le stazioni, si impiegano 5 ore e mezza.









l'orario ferroviario dei due treni da Bolzano a Verona

3/9/1859 Ancora proteste per l'assenza di una strada che dalla stazione ferroviaria di Bolzano porti in città. Un viaggiatore fa presente d'essere arrivato a Bolzano al buio e di aver avuto i guai suoi per raggiungere l'odierna piazza Walther, senza cadere, tra buche e sterpaglie. Oltretutto i viaggiatori di passaggio che arrivino a Bolzano di sera non trovano un albergo aperto, e tocca loro peregrinare da un esercizio all'altro. Si sa di signore che a ora tarda (l'arrivo del treno serale è alle 22,38) si sono trovate costrette a spostarsi invano di albergo in albergo, prima di incontrare la gentilezza di un "Kaffetierer" che ha arrangiato loro una sistemazione.
7/9/1859 Prosegue la polemica sulla mancanza di una strada che colleghi la stazione alla città.
17/9/1859 Da giorni per il treno in partenza da Bolzano per Verona alle 15,30 l'orario è stato anticipato alle 15.00 senza che nessuno fosse avvertito. Molti viaggiatori si sono pertanto presentati in stazione a treno già partito.
"Il primo mercoledì dopo la domenica del rosario" ci sarà a Gries un mercato bestiame per i contadini: il tempo viene scandito sul filo delle consuetudini religiose.
21/9/1859 E' opportuno aprire un secondo sportello alla biglietteria della stazione. Spesso la gente - specie quella della terza classe - è costretta ad accalcarsi.
S'avvicina l'inverno e la guarnigione non dispone di una ricettività sufficiente. Si fa appello ai proprietari di case perché mettano a disposizione dell'esercito locali che possano essere riscaldati.
24/9/1859 Sono in arrivo dalla Sicilia 2.000 quintali di ottimo zolfo. Gli interessati si prenotino presso la ditta "Josef Ringler's Söhne". Lo zolfo serviva in agricoltura.
5/10/1859 Il governatore del Tirolo esprime al sindaco di Bolzano il compiacimento dell'"imperialregia apostolica Maestà" per la disponibilità dimostrata dai cittadini per "l'assistenza alle truppe, ai malati e ai feriti" nel recente periodo di guerra.
Festeggiamenti per l'onomastico del Kaiser. Folla di autorità e fedeli in duomo.
8/10/1859 Dopo cinque mesi riprendono le recite nel nostro "modesto tempio della cultura".
Si fa pubblicità ad un servizio privato di carrozze tra Caldaro e Bolzano. Il collegamento avviene tre volte in settimana.
12/10/1859 E' stata aperta la strada della val di Funes. Ora il paese (1.500 abitanti) è collegato al fondovalle con una strada larga nove piedi. Entusiasmo all'arrivo a destinazione dei primi due traini a due e quattro cavalli. Ora i prodotti (legname e frutta) della valle possono essere finalmente commercializzati. Dopo l'apertura recente delle strade delle valli Sarentino e Gardena, è questo il terzo successo dell'ingegnere circondariale Schweighofer. Ci sono però ancora altre valli isolate, ad esempio le valli d'Ultimo e Passiria, mentre volgono a compimento le premesse burocratiche per la costruzione della strada della val d'Ega, che colleghi finalmente Nova Levante a Bolzano.
26/10/1859 Tutti i sabati alle 16 presso l'albergo Badl (Gries) ci sarà un'asta per la vendita del letame prodotto dai cavalli militari lì alloggiati.
9/11/1859 Al teatro "Kaiserkrone" serata dedicata al centenario della nascita di Federico Schiller. Viene eseguita l'ouverture dalla "Lenore" di Beethoven, poi l'esecuzione della "Glocke" dello scrittore tradotta in musica, il tutto ad opera del "Musikverein". L'indomani si recita di Schiller il "Guglielmo Tell" in cinque atti, in una sala festosamente illuminata.
19/11/1859 In teatro si festeggia l'onomastico dell'imperatrice Elisabetta. Suona la banda dell'imperialregio reggimento Arciduca Enrico.
Si annuncia per il giorno 23, festa di santa Cecilia, il terzo concerto della stagione del "Musikverein". Si apre con la Settima di Beethoven, poi l'ouverture e il finale della "Loreley" di Mendelsson. Inizio alle 18,30.
30/11/1859 In teatro tra le tante altre recite - più in settimana - riappare la "Maria Stuarda" di Schiller.
7/12/1859 Appare in prima pagina un pesante articolo sui "Welschtiroler", ossia i trentini, che aspirano a staccarsi dall'Austria.
17/12/1859 Proseguono frequentissime le rappresentazioni teatrali. Ma oggi appare nel giornale un "chiarimento" del direttore Kratz che fa presente come, in relazione a voci che corrono, egli non sia intenzionato ad andarsene, se il "rispettabile pubblico" lo sosterrà. Evidentemente, la frequentazione della sala non è soddisfacente.
21/12/1859 Da due giorni nevica intensamente. Bolzano è isolata. Non funziona nemmeno il treno.
24/12/1859 Il treno partito da Verona lunedì è giunto a Bolzano solo martedì sera. Ormai tra Trento e Bolzano non si viaggia più.
28/12/1859 Il traffico postale è ripreso regolarmente. Resta un'interruzione a Lavis, dove la strada ferrata è stata allagata dall'Avisio, e l'acqua si è poi ghiacciata. Per liberarla, bisognerà ricorrere all'esplosivo.
Il freddo si è attenuato ma Bolzano è stata investita da piogge copiose che hanno ridotto le strada in condizioni pietose. La posta di Innsbruck è giunta in ritardo di ore, per la caduta di slavine al Brennero. Ormai è previsto che il transito delle carrozze al passo resterà interdetto per alcuni giorni.
Georg Dadois annuncia d'avere rifornito il suo negozio di "Bondole, Sopresse, Zampini, Salcicia alla Bresciana, Parmesan (…) e Salami".

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