Bolzano scomparsa


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1866

Cronache del passato > 1865-1869

Prosegue la nostra lettura della "Bozner Zeitung". In apertura d'anno si fanno sempre più frequenti le voci di un possibile conflitto tra Prussia e Austria-Ungheria, con l'Italia alleata della Prussia. La guerra (terza guerra d'indipendenza italiana) divampa dal giugno all'agosto. Gli austro-ungarici subiscono pesanti rovesci ad opera dei prussiani (Sadowa), mentre sul fronte meridionale gli italiani occupano gran parte del Veneto e s'insinuano nel Tirolo, ma subiscono sconfitte a Custoza (terrestre) e a Lissa (navale). Con il trattato di Vienna (3 ottobre) l'Austria cede il Veneto alla Francia, che ne fa omaggio all'Italia.

3/1/1866 Anche alle prediche del "giubileo" in lingua italiana nella vecchia parrocchiale (Nikolauskirche, dietro il duomo) l'affluenza dei fedeli è stata elevata. Nel giorno di San Silvestro sono state somministrate 500 comunioni.
Un lungo articolo rivolto ai genitori ed educatori li sollecita ad indirizzare i giovani alla ginnastica. La dieta tirolese ha stanziato 200 fiorini al "Turnverein" di Bolzano, Trento ne ha ottenuti altrettanti, Innsbruck 830. Questa è una dimostrazione di quanto l'ente pubblico tenga alla salute della gioventù.
4/1/1866 In duomo Messa in suffragio dell'arciduchessa Elisabetta (+ 1856). Il 16 si celebrerà un'altra Messa in suffragio del suo consorte Ranieri (+ 1853).
9/1/1866 Agli arciduchi Josef e Clotilde è mancata a Linz la figlioletta Elisabeth, di soli 9 mesi. La coppia giungerà a Gries e prenderà alloggio a Villa Aufschnaiter, per un periodo di cura. Il seguito invece si acquartiererà nel palazzo dell'arciduca Enrico, nell'odierno palazzo Campofranco.
12/1/1866 L'orologio del campanile del duomo, dopo aver funzionato finalmente bene per pochi giorni, torna a segnare ritardi quotidiani di 8-10 minuti.
13/1/1866 Oltre all'arciduca Giuseppe d'Austria e consorte sono giunti a Gries anche la sorella dell'arciduchessa, principessa Amalia duchessa di Sassonia, ed anche la dama di corte contessa con Fünfkirchen. Tutti a Gries.
Il barone S. di Settequerce va a caccia in località Montiggl di Terlano con un suo servitore. Il barone scivola, dal suo fucile a doppia carica partono due colpi che raggiungono il pover'uomo, padre di sei figli, che muore.
Il rematore di una zattera da trasporto, Pietro M., all'altezza di Cardano finisce nell'Isarco ed annega. Il suo cadavere viene ripescato all'altezza del ponte ferroviario.









trasporto del legname sull'Isarco

L'imbianchino fassano Giuseppe Pollam, accusato di un "furto insignificante", si impicca in carcere.
17/1/1866 In duomo, Messa in suffragio dell'arciduca Ranieri d'Austria (+ 1855). Le personalità presenti a Gries hanno presenziato a una Messa in quella parrocchiale. Come avviene dall'anno della scomparsa di Ranieri, il comune di Bolzano ha distribuito indumenti ai bambini poveri.
Nel 1865 sono morte a Bolzano 291 persone (89 all'ospedale). Alta la mortalità infantile: i morti fino al sesto anno di vita sono stati 87. Lo scomparso in età più avanzata aveva 96 anni. La tubercolosi è stata la causa più diffusa: 41 casi.
18/1/1866 Inserzione pubblicitaria: la famiglia di un ingegnere cerca una buona cuoca.
19/1/1866 Iniziano nella sala del teatro i trattenimenti carnevaleschi. Al ballo di ieri erano presenti 70 signore, delle quali una quarantina animarono vari balli. Per i prossimi appuntamenti si attendono maschere di buon gusto.
20/1/1866 La corale dà concerto al ristorante della stazione.
23/1/1866 Il duca Filippo di Sassonia-Coburgo è giunto a Gries, in visita a suoi parenti.
30/1/1866 Si lavora alla realizzazione della ferrovia del Brennero. Nel tunnel del Bergisel s'è staccato del materiale che ha ucciso due operai e un cavallo.
31/1/1866 Nei pressi di Campodazzo un carro in movimento lungo la strada fa cadere un masso che investe un operaio addetto alla costruzione della ferrovia, uccidendolo.
6/2/1866 Nell'organico della compagnia teatrale si è inserita la cantante Carolina Ullmeyer del teatro nazionale di Innsbruck, che esordirà il giorno 6 nella "Figlia del reggimento" di Donizetti. Seguirà una serie di operette.
10/2/1866 Per domenica 11 si annuncia un ballo in maschera nel teatro illuminato a gas.
Al numero 239 dei "portici tedeschi" si noleggiano costumi carnevaleschi.
13/2/1866 Incidente nella Johannsplatz alla carrozza che trasporta in teatro la contessa Anna di Sarentino e sua figlia, contessa Maria, coniugata contessa Atz. Si spezzano le sospensioni delle due ruote posteriori, ma le due nobildonne non subiscono danni.
Il divieto municipale di lordare i muri delle case, ribadito con manifesti affissati "ad ogni angolo di strada", non viene osservato. Per gli imbrattatori sarebbero previste pene da 1 a 5 kreutzer oppure un carcere di 24 anni. Si propone che ai vigili venga devoluta metà della contravvenzione irrogata, in modo da renderli più solleciti nell'applicazione dell'ordinanza.
14/7/1866 Tolti due tratti, i cantieri della ferrovia del Brennero nel 1865 sono stati attivi lungo l'intero percorso. L'articolo precisa nei dettagli lo stato di avanzamento dei lavori.









Si lavora alla costruenda ferrovia del Brennero.

15/2/1866 Ancora sul rischio corso dalle nobildonne che in carrozza si dirigevano a teatro (vedi 13/2). Dopo la rottura delle sospensioni e delle ruote i cavalli spaventati sono partiti al galoppo trascinando la carrozza con le due passeggere a bordo, ma a fermarli è intervenuto coraggiosamente l'amministratore della stazione Antonio Bosio nobile con Klarenbrunn. "Siamo spiacenti di non aver appreso in precedenza di questa coraggiosa e nobile azione".
21/2/1866 Gli studenti del ginnasio hanno festeggiato con una rappresentazione teatrale (recite, canti, cori ecc.) il loro direttore, P.Flaviano Orgler, in occasione del suo onomastico. Bella festa, alla quale sono intervenute numerose autorità e signore.
22/2/1866 Il giornale dedica tutta la prima pagina e metà della seconda alla descrizione della festa avvenuta nel ginnasio.
27/2/1866 Colto sul fatto, un ladro viene inseguito e consegnato alla polizia dopo aver rubato due pelli nella Gerbergasse, oggi in italiano via Conciapelli., Si tratta di un pregiudicato di Pergine.
Si annuncia in teatro per il 28 un concerto del complesso musicale del reggimento "Arciduca Ranieri". Coopererà la corale ("Liedertafel").
28/2/1866 Cessano le competenze dell'imperialregio commissariato di polizia che passano ora al comune. Così il governo si libera di un notevole peso finanziario, che verrà però a gravare sulle amministrazioni comunali e quindi sui cittadini. Ci si chiede: un organo comunale potrà improvvisare la pluriennale esperienza della polizia di Stato?
12/3/1866 Le rappresentazioni teatrali proseguono frequenti. Intanto si annuncia il ritorno di un "amato comico", J.Keppler, che si produrrà in due spettacoli nei quali reciterà da solo ben 14 ruoli. Suonerà il complesso militare della guarnigione.
17/3/1866 "Il professor Lavedan di Parigi, inventore di apparecchi galvanici con cinti per il sollievo e la guarigione di ernie inguinali, scopritore della cinta voltaica e ipogastrica senza stecche per una posizione eretta, per il sollievo e la guarigione dei prolassi da maternità, titolare di un privilegio imperialregio è qui giunto e riceve all'albergo zur Kaiserkrone sabato domenica e lunedì dalle 8 del mattino alle 5 pomeridiane".
Il "Männerverein" (associazione cattolica maschile) a fine 1865 assisteva 75 ragazzi
dei quali 15 collocati presso artigiani per l'apprendimento di un mestiere, 47 collocati in montagna per imparare la vita lavorativa contadina, 15 sono stati allevati nel Raierum, ed uno ha frequentato la prima ginnasiale. Dei 7 che hanno lasciato, due si guadagnano il pane come bravi apprendisti, tre sono stati affidati a tutori o genitori (adottivi?) e due hanno rinunciato all'assistenza dell'associazione per assenza di voglia di lavorare. L'associazione non è in grado di autosostenersi e si rivolge pertanto ai benefattori per poter proseguire la sua attività.
20/3/1866 L'orchestra d'archi del reggimento arciduca Ranieri ha dato concerto a Merano. Il critico musicale non è soddisfatto del programma perché comprendente poca musica classica. A proposito dello "Stabat Mater" di Rossini: "noi non apparteniamo agli estimatori e della moderna musica italiana e così non siamo entusiasti". Quel genere di musica infatti non si accompagnerebbe alla profondità dei sentimenti.
Il professor Lavedan (vedi 17/3/) polemizza col giornale che ha pubblicato un articolo non di suo gradimento.
21/3/1866 Cittadini di Gries hanno intrattenuto con le loro musiche a villa Aufschnaiter per un'ora l'arciduca Giuseppe in occasione del suo onomastico.
23/3/1866 Il giornale elenca 15 artigiani e produttori dell'odierno Alto Adige che esporranno nel 1867 alla grande mostra dell'industria di Parigi. Quattro di questi sono già stati premiati a precedenti mostre a Londra e Parigi.
6/4/1866 Al tribunale di Rovereto è apparso il "maestro Palmeri", accusato di aver provocato la morte di un suo allievo colpendolo al capo con un bastone. Non essendosi potuto provare il rapporto di causa-effetto, il Palmieri è stato assolto per insufficienza di prove. Ma per eccesso di mezzi di correzione e per aver indotto altri scolari a deporre il falso è stato comunque condannato a sette mesi di carcere.
9/4/1866 Nelle enclave germanofone tra le montagne di Trento, Bassano e Verona dovrebbero giungere preti e scuole tedesche, per contrastare la pressione dell'elemento italiano. Lo propone il periodico del Ferdinandeum (università) di Innsbruck. Si tratta delle note isole linguistiche (Mocheni, Cimbri ecc.).
11/4/1866 Concerto del complesso militare orchestrale in teatro. Nonostante il buon nome del complesso e la destinazione benefica del ricavato (per i poveri) il pubblico è stato scarso.
16/4/1866 Jean Buchner, il figlio maggiore (venticinquenne) del proprietario dell'albergo "Zur Kaiserkrone" è stato rinvenuto ferito e privo di conoscenza sulla strada per Terlano, che stava raggiungendo con la sua carrozza, e il cui cavallo s'era imbizzarrito. E' deceduto a Bolzano in ospedale.
17/4/1866 Dopo cinque mesi di soggiorno nella villa Aufschnaiter di Gries gli arciduchi Stefano e Giuseppe, quest'ultimo con la sua consorte, sono ripartiti per le rispettive residenze.
Si sono svolti i funerali del nobile russo Friedrich von Wilke, genero del sindaco di Bolzano Streiter. Grande folla. Il corteo era preceduto dalla banda cittadina, poi i ginnasti nelle loro divise, alcuni dei quali recavano in spalla il feretro (il defunto era ginnasta a sua volta), due file di volontari portatori di fiaccole e quindi il pastore protestante, giunto da Merano. Con lui familiari, parenti ed amici del defunto. Seguivano il corteo il conte feldmaresciallo von Castiglione, comandante le forze militari del Land, il comandante la guarnigione ed altre autorità.
20/4/1866 "Ieri sera verso le otto nel cielo sopra la Mendola è apparsa una meravigliosa composizione di nuvole, che ha richiamato su di sé gli occhi di molta gente. S'era formata una gigantesca aquila prussiana, che ad ali distese guardava verso l'Italia. Molti spettatori si sono chiesti se questa apparizione non significasse guerra".
21/4/1866 Il giorno 25 nella sala del comune si effettueranno le vaccinazioni generali.
25/4/1866 In Italia sono in corso consistenti movimenti di truppe. A Vienna secondo la "Allgemeine Zeitung" sono in corso riunioni militari ad alto livello nelle quali si ritiene che l'Italia sia sul piede di guerra. Panico in borsa a Vienna.
27/4/1866 In un commento sulla situazione datato da Bolzano si espongono le apprensioni per una prossima guerra che vedrebbe Prussia e Italia alleate ai danni dell'Austria.
Il tribunale di Rovereto condanna a morte un contadino di Stenico che aveva sepolta viva la moglie.
28/4/1866 Articolo in prima pagina: "Guerra o pace?" La situazione si sta facendo sempre più difficile.
Tra la pubblicità si annuncia per l'indomani a teatro "un grande straordinario spettacolo del signor Lovis-Persoir, il noto tamburo maggiore francese di Sua Maestà Napoleone III, affiancato dai migliori artisti (locali)".
1/5/1866 Il traffico ferroviario verso Verona e con l'Italia viene ridotto. I venti di guerra spirano sempre più impetuosi.
2/5/1866 Il feldmaresciallo conte von Castiglione, chiamato ad Innsbruck per incombenze relative alla difesa del Tirolo, prende congedo dai "gentili" abitanti di Bolzano con un breve scritto che appare sulla prima pagina del giornale. Nelle pagine interne la redazione esprime il suo rammarico. Il conte compie in questi giorni i 50 anni di attività nell'esercito.
Tutti i recenti comunicati delle ferrovie sono stati stampati in italiano. Il giornale recrimina: Bolzano è una città tedesca e solo un decimo dei suoi abitanti è di madrelingua italiana.
4/5/1866 La regina di Sassonia è giunta ieri sera in treno da Verona con il suo seguito e stamane ha proseguito il viaggio per Innsbruck.
"Ai proprietari di case della città di Bolzano si ricorda che in occasione del passaggio di truppe i proprietari stessi saranno informati tempestivamente da quartiermastri, in modo da potersi preparare all'ospitalità, anche notturna, dei soldati".
8/5/1866 Un operaio di Bolzano, Anton Mumelter detto Tschagg, è morto precipitando da una roccia a Cardano. Si parla di omicidio ma la commissione medica lo nega. "Un omicidio avviene raramente senza motivo".
9/5/1866 Quattro operai italiani che dormivano sulla massicciata ferroviaria tra Bolzano e Bronzolo sono stati investiti da un treno e feriti seriamente.
11/5/1866 Dei quattro operai solo uno è rimasto ferito. I quattro erano del tutto ubriachi.
12/5/1866 "La guerra sembra essere inevitabile". La terza guerra d'indipendenza italiana è ormai alle porte.
14/5/1866 La "Volks- und Schützen-Zeitung" scrive che nella prevedibile guerra la difesa del Tirolo sarà affidata alla milizia territoriale ("Landsturm") e non alle compagnie di Schützen.









Castel Novale (Ried) nel 1860

15/5/1866 La festa campestre a Ried (Castel Novale) presente la banda reggimentale ha fatto affluire 400 persone, ma l'animazione non era pari a quella della volta precedente, anche perché ha piovuto. Si direbbe che Giove Pluvio abbia voluto punire i signori in cilindro e le signore in vestiti di seta, lì sicuramente fuori luogo.
16/5/1866 Per le esercitazioni alle armi degli Schützen 35 compagnie del Tirolo sono state designate a varie località, tra cui Bolzano.
"Quando verso la mezzanotte scorsa gli abitanti di Caldaro furono svegliati dalle campane a stormo, non pochi, balzando dal letto, si armarono subito di fucile e credettero di dover affrontare i garibaldini sulla Mendola. La maggioranza però si orientò sulla possibilità di un incendio, perché in molti sapevano che ieri sera un fulmine aveva colpito la punta della torre campanaria". In effetti si è trattato di un piccolo incendio, ma il corrispondente precisa che a Caldaro e dintorni serpeggia una certa psicosi di guerra, e che si pensa ad allestire un servizio di ronde notturne con gli Schützen. Intanto a Merano gli ospiti se ne sono andati anche perché spirano venti di guerra. Il comune, pensando ad una pace ritrovata, aveva venduto un edificio destinato a caserma, ed ora si profila la prospettiva per i meranesi di dover ospitare militari nelle rispettive abitazioni. Infine si dice che i piemontesi al di là dello Stelvio hanno migliorata la trafficabilità della strada di accesso al passo.
17/5/1866 Lungo la strada che porta da Bolzano a Gries (oggi via Diaz) è stata rinvenuta la salma, presumibilmente di un contadino, ucciso da più ferite infertegli al capo ed al petto. Indagini in corso, ma nei giorni a venire sul giornale non si avrà in merito più alcuna notizia.
Lite tra conducenti di carri nei pressi di Cardano. A questo proposito si fa presente che da quando si lavora alla costruzione della ferrovia del Brennero la presenza di operai italiani rende la zona - specialmente al Brennero - insicura. Si sarebbero trovati addirittura depositi di armi. Ma la voce si rivelerà inattendibile.
19/5/1866 Lungo articolo sulle fotografie, in vendita, riproducenti immagini di Bolzano e dovute al fotografo J.Gugler. Il prezzo è elevato: 30 o 60 kreuzer.
In caso di requisizione di locali per militari in transito i proprietari otterranno dall'erario 5 corone al dì per militare e una corona per cavallo.
23/5/1866 Vittorio Emanuele III offre a Garibaldi - che accetta - il comando di future truppe volontarie. Sono le truppe che tra breve invaderanno il Trentino e vinceranno la battaglia di Bezzecca., ove però Garibaldi sarà fermato dal sopravvenuto armistizio.
Il consigliere della Dieta d Innsbruck von Comini esorta alla costituzione nel Tirolo di formazioni volontarie.
Tra le inserzioni pubblicitarie appare la seguente, redatta in italiano: "AVVISO. A Levica (sic) presso Trento col giorno 15. Giugno p.s. verrà aperto lo Stabilimento dei bagni minerali, al quale sono annessi trattoria e caffè. Nello stesso di (sic) si aprira (sic) eziandio lo Stabilimento di Vetriolo".
24/5/1866 L'orologio del campanile del duomo ha ripreso a funzionare male. Da tre giorni ha continuato a rallentare ed ora è in ritardo di 20 minuti. Problemi per la gente che deve prendere il treno. Non è meglio smontare l'orologio ed esporre una meridiana?
25/5/1866 Grande convegno a Caldaro, con rappresentanze di più circondari, per apprestare difese in caso di guerra. Si sono intonati inni patrii, s'è celebrato un solenne rito religioso, la massa dei presenti era "commossa fino alle lacrime". Grida di evviva a sua maestà e la decisione di apprestare una truppa di 1.000/1.200 uomini per la difesa dell'Oltradige in caso di guerra.
26/5/1866 A Caldaro suona improvvisamente di mattina la campana grande, la gente spaventata guarda verso la Mendola temendo l'arrivo dei garibaldini, ma si trattava solo del richiamo ad una Messa disposta per richiamare i rappresentanti dei comuni del circondario perché fossero illuminati dal Signore, dovendosi assumere importanti decisioni (si tratta ovviamente della temuta guerra).
28/5/1866 Hugo Ritter von Goldegg viene votato comandante degli Schützen di Bolzano e circondario, val Sarentina e Renon.
29/5/1866 L'arciduca Ranieri è giunto a Bolzano col treno ed è ora ospite di suo fratello Enrico. La banda reggimentale ha suonato in suo onore nella Johannsplatz. Ranieri ha passato in rassegna le locale guarnigione ed è poi ripartito incarrozza verso Innsbruck, per andare a visitare le loro maestà Ferdinando (suo nonno, dimessosi) e Maria Anna.
1/6/1866 L'arciduca Ranieri, passando per Bolzano, dove ha il suo comando il reggimento a lui intitolato, ha elargito dal suo portafoglio personale a tutti i militari dal caporale in giù la diaria di tre giorni.
2/6/1866 Rituale processione del Corpus Domini, alla quale hanno preso parte anche i reparti "non coinvolti in trasferimenti". Evidentemente è in atto un movimento di reparti nell'ipotesi di una prossima guerra.
Lettera al giornale sull'inattendibilità dell'orologio del duomo. Il punto è che al clero la puntualità non importa per niente, pertanto dovrebbe pensarci il comune - dicono in parrocchia - ma questo ha altro da fare. Nella lettera si propone pertanto che quotidianamente il giornale informi sui minuti di ritardo dell'orologio del duomo.
6/6/1866 S'avvicina il tempo della villeggiatura, e così si fanno pubblicità i bagni di Tires, Razzes e Sant'Isidoro. Si affittano case private sul Renon.
7/6/1866 Il "Both für Tirol und Vorarlberg", che si stampa ad Innsbruck, ha ripreso un articolo del "Südtiroler Volksblatt" nel quale si afferma che i 10.000 operai italiani che lavorano alla costruzione della ferrovia del Brennero, nel tratto Bolzano-Innsbruck, sono dei delinquenti. Il "Bothe" smentisce questa accusa e la "Bozner Zeitung" si associa, riproducendo per esteso l'articolo. Eccolo: "Anzitutto bisogna precisare che attualmente (lavorano alla ferrovia) quasi 12.000 operai che parlano italiano, ma non sono italiani. Di questi 12.000 "Wälschen" - termine dispregiativo - almeno i due terzi vengono dalle valli del Sudtirolo (Trentino, ndr), pertanto sono figli di questa terra. Quanto la restante terzo la gran parte proviene dal Veneto, dal Friuli, dalla Dalmazia (terre ancora in proprietà austriaca, ndr), e sono una piccola percentuale proviene dal (regno) d'Italia. Come si comportano questi operi da quando i lavori sono iniziati? In linea generale ogni persona di buonsenso conviene sulla circostanza che nessun operaio italiano si comporta più educatamente, diligentemente e spartanamente di quello italiano. Chi visita i cantieri li vede affaccendati da mattina a sera; la loro alimentazione è la polenta; bevono acqua; abitano sotto tetti improvvisati fatti di frasche e zolle d'erba; il loro letto è la terra. Nell'estate scorsa lavorarono alla ferrovia 20.000 uomini: s'è chiesto agli imperialregi uffici circondariali quanti procedimenti penali siano stati celebrati a carico di questa massa d'operai, dei quali tre quarti sono italiani: essi non hanno disturbato il riposo domenicale, è loro sconosciuto il "lunedì blu" (le conseguenze di ubriacature domenicali, ndr) con i suoi spettacoli penosi, non si sono avute lamentele per l'insicurezza di strade e per furti loro addebitabili; questi timori sono stati espressi nella stessa Dieta tirolese, ma lo stesso consesso li ha poi smentiti. Nulla di tutto ciò; singoli eccessi che effettivamente avvennero - dei quali comunque una parte è loro addebitabile arbitrariamente - sono scaturiti comunque da una massa di 15-16.000 uomini. Furoo infastiditi (dagli operai italiani, ndr.) solo gli imperialregi uffici postali, ai quali essi si rivolsero dopo i giorni di paga quando vi hanno portato i loro risparmi sotto forma di centinaia e migliaia di vaglia postali; risparmi, messi da parte con diligenza e sobrietà, a beneficio delle loro famiglie lontane, per poter affrontare l'inverno. Così, nella generalità, si sono comportati gli operai italiani, e così si comportano tuttora"-
Fin qui, alla lettera l'articolo riportato dalla "Bozner Zeitung", che prosegue poi ancora a lungo affermando che le varie voci a carico di questa gente discendono solo dall'avvicinarsi della guerra: si sussurra allora arbitrariamente di cospirazioni, di armi nascoste ed altro. L'articolo prosegue affermando anche che i sospetti nei confronti di questi operai si traducono spesso, da parte dell'elemento locale, in vere e proprie provocazioni.
8/6/1866 Da Como: sono arrivate le armi per i" volontari". Si tratta di moschetti con i quali saranno armati i garibaldini nel conflitto che si avvicina.
+"L'orologio del duomo il giorno 7 ritardava di 4 minuti".
9/6/1866 I calzolai interessati alla fornitura di scarpe per la compagnia di Schützen Bolzano-Sarentino sono invitati a rivolgersi al relativo comando.
Nei castelli di Cornedo e di Velturno sono disponibili per i freschi estivi appartamenti rispettivamente non ammobiliati e ammobiliati.
+"L'orologio del duomo il giorno 8 era puntuale".
11/6/1866 La giunta della Dieta del Tirolo ha deciso che ad ogni Schütze in partenza siano devoluti giornalmente 3,5 kr per l'uso della propri biancheria e delle proprie scarpe. Nulla è dovuto invece per le spese quotidiane.
+"L'orologio del duomo il giorno 10 era in anticipo di 2 minuti".
13/6/1866 + "L'orologio del duomo il giorno 12 alle 12 era puntuale".
14/6/1866 Domani alle 8 sarà celebrato in duomo un rito solenne durante il quale le compagnie di Schützen di Bolzano ed Egna presteranno giuramento prima di partire. Nel circondario di Bolzano sotto la direzione del signor commissario alla difesa conte Joh. Arz si sono costituite già 23/25 compagnie per la difesa territoriale, che in parte hanno già eletto i loro ufficiali.
+"L'orologio del duomo il giorno 13 era puntuale".
I tempi sono grigi e non c'è spazio per i festeggiamenti. Pertanto la corale rinvia all'autunno la festa per la ricorrenza della sua fondazione.
15/6/1866 + "Il 14 giugno alle 12 l'orologio del duomo era assolutamente puntuale".
Se in campo italiano i garibaldini si esaltano cantando l'inno di Garibaldi, sarebbe bene che anche gli Schützen si esercitassero nel canto degli inni tirolesi. Il direttore della banda del nostro reggimento ha composto un "inno degli Schützen" che pubblicheremo nei giorni prossimi.
16/6/1866 Ampie notizie sull'attività di addestramento degli Schützen. Il conte di Sarentino ha versato a loro favore 2.000 gulden. Gli Schützen di Bolzano e Sarentino si esercitano da otto a nove ore al giorno: un bersaglio a figura umana viene colpito da metà dei tiratori da una distanza di 300 passi.
+ "L'orologio del duomo alle 12 del giorno 15 era perfettamente in orario".
Il pericolo di guerra si avvicina ed il sindaco Streiter firma un appello alla cittadinanza: dal momento che è prevedibile l'arrivo a Bolzano di numerosi feriti bisognosi di cure, ci si rivolge alla cittadinanza perché offra tessuti di lino che le terziarie francescane possano trasformare in bendaggi. Si raccoglieranno anche alimentari e denaro "per la cura, l'intrattenimento e il ritorno a casa dei feriti".
18/6/1866 Al caffè Schgraffer la cittadinanza ha preso commiato dalle compagnie di Schützen di Bolzano-Egna. S'è suonata per la prima volta la "marcia degli Schützen" composta dal direttore della banda del reggimento. Entusiasmo e commozione.
Il sindaco invita la cittadinanza a proporsi per ospitare militari feriti e ammalati.
+ "L'orologio del duomo il 16 e il 17 alle 12 era di due minuti in anticipo".
19/6/1866 E' giunta a Bolzano la compagnia degli Schützen di Bressanone, che ripartirà domani.
20/6/1866 Nell'approssimarsi della guerra il giornale pubblica a tutta prima pagina l'appello del Kaiser "ai suoi popoli".
Il sindaco di Bolzano Streiter in un appello alla cittadinanza invita ad apprestare sacchi di paglia, sui cui possano giacere militari feriti o ammalati.
21/6/1866 La giunta comunale stanzia 15 kr giornalieri a favore di ogni suo Schütze. La disposizione è definita "di gran cuore". Intanto i carcerati cuciono bende, così anche le allieve delle terziarie francescane, nonché signore e signorine. "Così la città tedesca più vicina al teatro di guerra adempie al suo compito con tutte le sue possibili forze".
22/6/1866 In duomo convengono gli Schützen della compagnia Bolzano-Sarentino per un rito religioso. Discorsi patriottici, poi in marcia per le destinazioni previste.
Transitano per Bolzano le compagnie di Schützen di Hall e Vienna, di buon passo, nonostante il gran caldo.
23/6/1866 Garibaldi è arrivato a Bergamo. Mancano per i suoi uomini armi sufficienti. Ma sono in arrivo. Sono state confezionate 50.000 camicie rosse.
+ "L'orologio del duomo nei giorni 21 e 22 giugno alle 12 segnava l'ora esatta".
Transitano per Bolzano gli Schützen di Schwatz e Rattenberg.
Viene spiegato nei dettagli il testo della neonata "marcia degli Schützen"
Si appresta l'ospedale da campo n° 43. Il comando, sito nel ginnasio dei Francescani, pubblica il bando relativo all'acquisizione di tutto il necessario (alimentazione, lavanderia, asciugamani, fasciature, materiale sanitario ecc.).
Transita per Bolzano la compagnia in armi degli studenti di Innsbruck: ad accoglierli nel 1859 ci fu una banda musicale, ma stavolta niente.
Tutti i manifesti con l'appello del Kaiser sono stati strappati nottetempo da sconosciuti.
Il giornale pubblica gli appelli del Re di Prussia e del Re d'Italia ai rispettivi popoli.
25/6/1866 In grassetto: "Telegramma del signor principe governatore di Innsbruck alla redazione della Bozner Zeitung. - Bollettino n° 1 del comando dell'armata meridionale, 23 giugno ore 10 e 30 minuti: Le truppe nemiche hanno passato il Mincio in più punti oggi dopo la mezzanotte, 12 ore prima del momento concordato per l'avvio delle operazioni militari, proseguendo poi nell'avanzata, le avanguardie austriache secondo i piani si sono ritirate verso Verona senza opporre resistenza. Preparativi lungo il basso Po fanno ritenere che il nemico si appresti a passare il fiume anche su questo fronte. La nostra armata è pronta al combattimento".
26/6/1866 Il giornale pubblica i bollettini di guerra ni 2, 3 e 4. Altre notizie vengono dalla Venosta (Schützen e Kaiserjäger sono scesi dallo Stelvio verso Bormio) e dal fronte del sud (gli italiani sono stati rigettati oltre il Mincio, ma Garibaldi sarebbe a Rivoli).
Transitano per Bolzano gli Schützen di Fügen-Zell, Chiusa-Castelrotto e Kufstein.
Appello del sindaco di Bolzano per la costituzione di compagnie destinate al servizio interno (ordine pubblico) in città.
27/6/1866 Sua altezza l'arciduca Karl Ludwig giunge a Bolzano ove "si degna" d'incontrare "graziosamente" le autorità. Proclamazioni di fedeltà alla corona.
Transitano per Bolzano gli Schützen di Bludenz, Imst e Kitzbühl. Si annuncia il prossimo passaggio verso nord di 2.000 prigionieri piemontesi.
Gli Schützen di Bolzano sono dislocati in val di Ledro.
Il conte Coronini lancia un appello per forniture di bendaggi, biancheria ed altre necessità ospedaliere.
2/7/1866 Il conte von Castiglione torna a Bolzano per stabilire la sede del suo comando superiore della difesa del Tirolo.
Il giornale pubblica bollettini di guerra provenienti da vari fronti. Garibaldi si è ritirato dalla frontiera tirolese; anche il regio esercito si è ritirato a sua volta dalle terre imperialregie che aveva in precedenza occupato.
3/7/1866 Si pubblicano i nomi degli ufficiali tirolesi uccisi e feriti nella battaglia di Custoza.
+ L'orologio del duomo di Bolzano alle 12 del giorno 2 anticipava di due minuti.
4/7/1866 Riuscitissima e affollata processione a Gries per ringraziare il Signore dei recenti successi contro gli italiani. "A Bolzano non s'è mai visto niente di simile".
Peter Seeger, procaccia del Renon, assume quotidianamente incarichi presso la drogheria del signor Krautschneider.
5/7/1866 Ulteriori bollettini di guerra delle armate austriache: garibaldini sono stati cannoneggiati da imbarcazioni austriache a Gargnano.
6/7/1866 Si pubblicano altri bollettini di guerra: si combatte nella zona del lago d'Idro (garibaldini), nelle Giudicarie, passo di Crocedomini ecc.
7/7/1866 In prima pagina appare un manifesto dell'arciduca Albrecht, feldmaresciallo, indirizzato il 27 giugno dal quartiere generale di Verona ai "fedeli e coraggiosi uomini del Tirolo e del Vorarlberg". "Un governo infido ci ha dichiarato una guerra ingiusta". Si rinnovano nelle valli del Tirolo e del Vorarlberg i rischi del 1848 e del 1859. Correte alle armi, rinnovate l'epopea di Andreas Hofer,
Altri bollettini di guerra annunciano successi austriaci.
9/7/1866 I bollettini 14 e 15 aggiornano sul fronte italiano (gli italiani hanno lasciato Borgoforte; combattimenti al lago d'Idro contro 6.000 garibaldini) mentre il bollettino 6 aggiorna sul fronte tirolese (il nemico che aveva occupato Darzo e Lodrone è stato respinto fino al Caffaro).
10/7/1866 Onore e riconoscenza al signor Johann Ritter von Mörl che ha allestito e addestrato un'intera compagnia di 100 Schützen, che foraggia oltretutto personalmente con 25 kreuzer al giorno a testa., La compagnia è stata schierata nella Johannsplatz; ha tenuto un applaudito discorso il conte von Castiglione.
11/7/1866 In un "appello ai suoi popoli" il Kaiser ammette le sue sconfitte (Sadowa) ad opera dei prussiani sul fronte settentrionale e annuncia d'aver chiesto a Napoleone III un interessamento per una pace onorevole sul fronte italiano.
Il principe arcivescovo di Trento in un appello chiede ai suoi fedeli (tra i quali i bolzanini) di accettare la situazione come una punizione divina, di rinunciare a spese e divertimenti, e di devolvere denaro ad opere di sostegno ed assistenza. L'arcivescovo prescrive le preghiere da recitare nelle varie Messe, per tutta la durata della guerra.
13/7/1866 Bollettino n° 16: il nemico ha passato il Po in più punti. Le fortificazioni di Rovigo e il ponte sull'Adige sono stati fatti saltare in aria per rallentarne l'avanzata.
Bollettino n° 6 dal fronte tirolese: scontri nei pressi di Lodrone.
Garibaldi si trova a Rocca d'Anfo.
14/7/1866 Bollettino n° 8 dal fronte tirolese: attacco italiano alle posizioni di Spondalonga (Stelvio).









La galleria di Spondalonga.

Erronea notizia sulla firma dell'armistizio: il giornale scrive della bandiera francese che sventolerebbe a Verona, ma le truppe italiane continuano ad avanzare da sud. Gli austriaci abbandonano Rovigo.
16/7/1866 La strada da Steinach a Bolzano è chiusa al traffico dalle 3 alle 15 nei giorni dal 15 al 19 luglio, per i movimenti del 5° corpo d'armata.
Si legge una corrispondenza relativa a fatti d'arme avvenuti nella zona tra il Tonale e
e Vezza d'Oglio.
17/7/1866 Entrano in Bolzano i 176 della compagnia di Schützen costituita da von Comini. La comanda il capitano Andreas Edler von Hofer, un nipote di Andreas Hofer. Va loro incontro a Rencio la banda civica. Proseguono poi il viaggio in treno. Transitano anche i 150 Schützen di Vipiteno.
18/7/1866 Bollettino n° 9 dal fronte tirolese: Scontri a Condino contro truppe garibaldine, che sono respinte verso Storo. Gli austro-ungarici fanno 100 prigionieri.
Il giornale non lo scrive, ma tra i prigionieri potrebbe esserci il pittore macchiaiolo fiorentino Raffaele Sernesi, ferito. Ricoverato all'ospedale di Bolzano, vi morì. I suoi resti si trovano ora al cimitero militare di Bolzano, sotto una grande croce che sovrasta l'ossario, e sulla quale appare la scritta :"ai Caduti nella guerra del 1866".









L'ossario dei caduti del 1866 a Bolzano

Signore e signorine di Laives hanno consegnato al cooperatore don Sacomet la somma di kr. 132 più una grande cesta di bendaggi per feriti.
Dal giorno 16 la ferrovia Bolzano-Verona è attiva solo per trasporto di militari.
19/7/1866 Il bollettino n° 10 dal fronte tirolese riferisce di una riuscita operazione imperialregia che ha costretto i garibaldini (comandati da Garibaldi) a ritirarsi verso Caffaro.
Arriva a Bolzano il governatore con Lohkowitz che prosegue alla volta del Tirolo italiano: s'incontrerà con le autorità militari in vista del crescente pericolo di invasione italiana del Tirolo.
Da Primolano si scrive in una corrispondenza che una pattuglia austro-ungarica raggiunge Bassano trovandola imbandierata con tricolori, che però poco dopo… scompaiono. Sui muri delle case la municipalità ha fatto affiggere manifesti che danno il benvenuto all'esercito italiano. La pattuglia a cavallo (ulani) rientra al campo dopo un lungo giro.
20/7/1866 "Sui tentativi di Garibaldi di penetrare nel Tirolo si hanno i seguenti brevi comunicati: - Di Garibaldi si sa con sicurezza che egli con il suo considerevole numero di volontari sta avanzando su due colonne. L'una, forte di diecimila uomini, segue la via della sponda lombarda del Garda; l'altra si muove verso Val Sabbia. Insieme dispongono di trenta cannoni da montagna". Garibaldi lancia un proclama da Bagolino.
Il generale Cialdini sarebbe entrato in Padova.
21/7/1866 Un appello di Francesco Giuseppe "al suo fedele popolo tirolese": Gli sfortunati fatti bellici sul fronte del nord (Prussia) m'inducono a dirottare là parte della mia armata del sud. Crescono così i rischi per il Tirolo. Faccio pertanto appello ai valorosi tirolesi perché raddoppino i loro sforzi e sacrifici.
Bollettino n° 11 dal fronte tirolese: Le truppe del maggiore Albertini (reggimento arciduca Ranieri) hanno respinto il nemico dal Tonale a Spondalonga verso Vezza. La compagnia di Schützen di Caldaro ha voluto prendere parte all'azione.
Si annuncia per l'indomani a Bolzano una processione propiziatoria.
Da Bondo giunge al giornale una corrispondenza privata che racconta scontri con i garibaldini.
Il principe vescovo di Bressanone, Vincenzo, in un appello espone la minaccia di un'invasione italiana in Pusteria. Chiama pertanto il popolo tirolese ad un più forte impegno. "Dio protegga l'Austria! Dio protegga la Patria! Sia lodato Gesù Cristo e l'immacolata concezione di Maria".
23/7/1866 Bollettino 12, dal teatro di guerra tirolese: I nemici penetrati in val di Ledro sono stati attaccati da militari imperialregi discesi a sorpresa da monte Pichea verso Pieve di Ledro e Bezzecca. I garibaldini erano circa 12.000: mille sono stati presi prigionieri. Gli austroungarici si sono quindi ritirati sulle precedenti posizioni senza che i garibaldini li inseguissero. Altri reparti imperiali hanno respinto i garibaldini fino a Condino.
Un telegramma: La compagnia di Schützen Bolzano-Egna è stata coinvolta in un episodio a fuoco ieri l'altro nei pressi di Mezzolago. Hanno resistito bravamente; nessun ferito.
24/7/1866 Circa 8.000 persone hanno preso parte a Bolzano alla processione - durata quasi due ore - volta ad impetrare la felice conclusione della guerra.
Questo pomeriggio con un treno speciale sono giunti a Bolzano oltre mille garibaldini prigionieri. Tra questi, molti ufficiali cui è stato procurato un alloggio in alberghi, mentre la truppa si è accampata nell'areale ferroviario.
25/7/1866 Bollettino n° 13 dal fronte tirolese: I prigionieri da noi fatti il giorno 21 a Bezzecca e Pieve di Ledro sono circa 1.100. I nostri morti e feriti sono 113.
E' transitata per Bolzano, proveniente da Trento e diretta a Bressanone, la cassa erariale di Trento (die Finanzdirektions-Kasse von Trient). Evidentemente nell'approssimarsi degli italiani si intende mettere al sicuro il denaro.
Dal fonte italiano: "In conseguenza degli ultimi scontri e dell'occupazione di Condino e val di Ledro, il forte d'Ampola si è dovuto arrendere ai garibaldini".









La resa del forte d'Ampola

Ultime notizie: gli italiani conquistano Primolano e risalgono la Valsugana verso Borgo. Pergine è minacciata.
26/7/1866 Telegramma del governatore di Innsbruck alla "Bozner Zeitung": "Dal teatro di guerra, Bollettino n° 14. Ieri pomeriggio le 16 compagnie di fanteria 'Rainer' agli ordini del maggiore Pichler dislocate in Valsugana sono state attaccate dall'armata nemica di Bixio, forte di 10.000 uomini, che dovrebbero essere rinforzate da altri uomini. L'attacco di Garibaldi che si sta preparando nelle Giudicarie con 40.000 uomini, così come il prevedibile aggiramento da parte del nemico della nostra ala sinistra lungo la val di Cembra, mi inducono a concentrare le nostre forze nella valle dell'Adige, per poter assicurare la diesa del Tirolo tedesco".
"I rappresentanti del comune di Bolzano hanno oggi rivolto un appello all'Arciduca Ranieri perché faccia sentire la sua autorevole voce affinché nel caso di trattative di pace l'intero Sudtirolo tedesco resti all'Austria e alla Germania".
Si impartiscono disposizioni per la difesa del Tirolo tedesco e si pubblica il giuramento di fedeltà al Kaiser che i volontari debbono pronunciare.
27/7/1866 Telegramma alla "Bozner Zeitung" dal quartier generale tirolese, Trento: l'attacco italiano in Vallarsa viene respinto dai Kaiserjäger comandanti dal capitano Cramolini. Il comandante nemico generale Medici, a conoscenza della tregua, ha rinunciato all'azione per evitare inutile spargimento di sangue.
"In base a notizie assai attendibili non si parla di distacco del Sudtirolo né italiano, né tedesco. E' in atto una tregua d'armi di otto giorni".
Il quartier generale italiano si trova a Pergine ove si trova il tenente generale Medici, che comanderebbe 12/14.000 uomini. Lo affronta a Civezzano il maggiore generale Kaim. Si pubblica un proclama del maggiore generale barone Kuhn rivolto agli abitanti di Trento contenente norme di comportamento in caso di combattimenti.
28/7/1866 La cittadinanza non si preoccupi: i numerosi trasporti militari stazionanti nei pressi di Bolzano non contengono munizioni.
30/7/1866 Bollettino n° 16: I garibaldini che dalla strada del Ponale minacciano Riva sono stati nuovamente respinti; Riva è presidiata dai marinai ed ora è subentrata una tregua d'armi.
La tregua d'armi è stata prolungata fino al 2 agosto. Altre notizie risalenti ai giorni precedenti informano che Treviso è imbandierata di tricolori.
"Grazie alla bontà (?) di Sua Eccellenza il tenente feldmaresciallo e comandante superiore della difesa del Tirolo signor conte von Castiglione", al giornale perviene un telegramma col quale si informa che la tregua viene prolungata al 10 agosto alle 4.
Gli italiani si trovano nel Cadore, in vicinanza della val Pusteria. I combattenti dei corpi italiani nel Tirolo sono armati con fucili a retrocarica prussiani.
3/8/1866 "Dal confine italiano": Dall'inizio della tregua la divisione Medici si trova a Pergine. E' costituita dalle brigate Pavia, Sicilia e da un battaglione di bersaglieri, con supporto di artiglieria.
7/8/1866 L'armata del generale Caldini è acquartierata lungo l'Isonzo. Ci sono stati tra le truppe italiane casi di colera.
La campana della chiesa di Gries suona a distesa a notte profonda, la gente scende in piazza e si sparge la voce che Garibaldi stia scendendo dalla Mendola, ma l'allarme è frutto solo di un giovanotto ubriaco.
8/8/1866 Il giornale pubblica un appello di Garibaldi ai trentini, datato Storo 18 luglio 1866.
9/8/1866 Supposizioni sul prossimo confine orientale del Veneto, nel caso quest'ultimo venga assegnato all'Italia. Si parla di possibili confini sull'Isonzo o sul Tagliamento.
Continuano ad arrivare a Bolzano ed a partirne compagnie di Schützen.
11/8/1866 Nuove notizie sui movimenti dei garibaldini nel Trentino occidentale (Tione).
13/8/1866 Armistizio. Telegrammi informano che il nemico ha sgomberato il Tirolo. Gli imperialregi riprendono - senza combattere - le posizioni abbandonate.
La Cassa di risparmio di Bolzano riprende la sua attività
18/8/1866 Festeggiamenti a Bolzano per il rientro dei volontari dai confini del Tirolo. Giungono 52 ufficiali e 1.700 uomini, ai comandi del tenente colonnello Dipauli. Folla alla stazione per accoglierli. La locomotiva è decorata con festoni, bandiere ed un ritratto del Kaiser. Suona la banda cittadina.
Riprende il trasporto merci sulla ferrovia Bolzano-Verona.
20/8/1866 Rituale festa a Bolzano per il compleanno del Kaiser Francesco Giuseppe.
21/8/1866 Si celebrano i funerali di Carlo Faini, ufficiale garibaldino, tenente nel 6° reggimento volontari. Sul feretro la sua rossa camicia garibaldina. Il conte von Castiglione e le altre autorità militari seguono la salma. E' presente anche la banda musicale cittadina.
22/8/1866 Appare un lungo articolo dal titolo: "L'avanzata dell'elemento italiano nel Sudtirolo tedesco". Vi si enuncia la tesi che le consistenza del gruppo etnico tedesco diminuisca progressivamente ad opera del dilagare verso nord del gruppo etnico italiano. Nel medioevo si parlava tedesco fino alle colline he sovrastavano Verona e Vicenza. Ora vi sopravvivono solo due isole linguistiche, in corso di estinzione, nelle zone dei Sette Comuni e dei Tredici Comuni, distribuite tra la Lessinia e Luserna (Trento, Verona, Vicenza). Si riconosce che sotto Venezia questa antica lingua germanica sia stata protetta, ma ora sotto l'Austria la cosa non accade più. In passato si parlava tedesco in Valsugana, e nella valle del Fersina c'erano paesi in cui ancora all'inizio del secolo si parlava tedesco, così anche negli uffici, nelle scuole e nelle chiese. La stretta di Salorno fino a cinque decenni fa veniva indicata come un netto confine linguistico, ma da qualche decennio tutta la pianura dell'Adige fino a Merano è sotto minaccia di italianizzazione. Si cita in particolare la Bassa Atesina, con la zona di Cornaiano, San Paolo, Appiano e Caldaro fino alle rive di quel lago, una zona per molto tempo risparmiata dall'invasione italiana, che è diventata ormai la meta preferita dei tirolesi italiani. Di recente il confine linguistico rappresentato dall'Isarco è stato a sua volta superato dall'elemento italiano, che ha raggiunto Terlano, Gargazzone, Postal, Nalles e Lana. "Merano è attraversata oggi ugualmente dagli italiani, così come accadeva tre lustri fa a Bolzano. Qui i missionari ("Missionäre"?) provenienti da Trento, Rovereto, Ala, Arco ecc. ottengono rinforzi dalle valli di Non e di Sole, e ciò al fine di affrettare l'italianizzazione dell'intera zona. Anche lungo l'asse dell'Isarco da Bolzano oltre Bressanone verso Brunico e Vipiteno le pattuglie degli italiani si spingono sempre più in profondità: sono solo le avanguardie di masse più imponenti, che senza dubbio si troveranno a loro agio una volta che le strade ferrate supereranno il Brennero e - provenienti dalla Carinzia - lungo la Pusteria raggiungeranno Bressanone".
23/8/1866 I volontari acquartierati nella scuola della Johannsplatz (oggi Hotel Città) in buona parte ubriachi si sono lasciati andare ad intemperanze nei confronti dei passanti "di lingua italiana e tedesca". Si sono infrante finestre e scaraventate dall'alto sedie. Per ridurli alla ragione sono dovuti intervenire i militari della guarnigione. E' auspicabile che in futuro questi volontari, provenienti da Innsbruck, se ne restino a casa.
24/8/1866 Un lungo e toccante articolo descrive lo sgombero dei garibaldini dal Tirolo, dopo l'Obbedisco" di Bezzecca.
27/7/1866 A Firenze è morto il signor Franz Murmann, nato a Bolzano, vissuto a lungo in Egitto, dove stampava un giornale.
28/8/1866 Il "Messaggiere Trentino", la cui uscita è stata proibita durante i giorni dell'assedio di Trento, riprenderà le pubblicazioni, ma a Padova.
30/8/1866 Appare un lungo articolo di colore sulla sonnolenta Bolzano. "A dirla tutta, qui non accade niente. Un redattore della "Morgenpost" di Vienna che produce romanzi del brivido, si alza la mattina con tre omicidi per poi coricarsi a sera con almeno quattro avvelenamenti (…), non riuscirebbe a resistere a Bolzano nemmeno 24 ore. Neanche un furtarello, neanche un cavallo imbizzarrito, di un omicidio neanche parlarne (…). Ma anche le piccole città hanno la loro poesia".
31/8/1866 Titolo: "Die Italienisierung des Etschlandes". La "Bozner Zeitung" riporta un articolo sul tema apparso sulla "Reform". La "Verwälschung" avviene seguendo questo processo: non appena un immigrato italiano giunge in paese, accade che da Trento vi venga trasferito un curatore d'anime che non conosce il tedesco ed inizia a predicare in italiano. Il sacerdote italiano si fa seguire spesso da insegnanti della sua nazionalità, quando non è lui stesso ad impartire le lezioni a scuola, "e allora il contadinello tedesco si vede costretto, se vuole imparare qualcosa, ad adattarsi volente o nolente all'odiato italiano". Questo avviene perché una gran parte del Tirolo tedesco si trova compreso nella diocesi di Trento che è italiana. Accade così che gli studenti tedeschi di teologia si trovino costretti per quattro anni a frequentare in italiano il seminario in una città "antipatica" (ossia Trento) per apprendere le norme della cura d'anime tra la gente tedesca che sarà loro affidata.
"Chiesa e scuola sono tra le ragioni dell'italianizzazione del Sudtirolo". Ma c'è dell'altro, e l'articolo conclude affermando che quando un contadino o un proprietario terriero si vedono costretti a vendere, allora si fanno avanti solo compratori italiani. Ciò perché "il capitale tedesco" (ossia quello proveniente dalla Germania) qui non può liberamente affluire, perché la proprietà di immobili è consentita solo ai cattolici. E gli italiani - s'intende - sono privilegiati proprio perché cattolici.
"Come apprendiamo da fonte affidabile l'insegnamento nelle nostre scuole maschile e femminile riprenderà il 10 settembre". Questo per merito del barone Kuhn che sta provvedendo a far sgomberare dei locali scolastici, fin qui destinati a militari feriti o ammalati. Anche il ginnasio, utilizzato come ospedale militare, potrà rientrare in funzione ma - per ragioni sanitarie - ci vorranno ancora due mesi (circostanza che sarà poi smentita).
Si annuncia una buona stagione teatrale. La direzione del teatro è stata affidata al dottor Josef Haiderer, che come direttore del teatro di Landshut ha dato buona prova. Le recite dovrebbero riprendere in ottobre.
1/9/1866 Il Kaiser Francesco Giuseppe, persa la guerra, "accondiscende" al passaggio all'Italia del regno Lombardo-Veneto.
4/9/1866 Si progetta la costruzione di una caserma ad Appiano, utile se si tiene conto che "dopo l'ultima triste guerra siamo ora circondati su due lati da un nemico aggressivo e rapace", che non nasconde le sue intenzioni di annetterci.
Suicidio di un ferroviere italiano a Chiusa.
Si assegnano medaglie al valore a militari austriaci per le battaglie di Custoza ((25 giugno), monte Suello (3 luglio), Lodrone (7 e 10 luglio), Cimego (16 luglio), Monte Nota e Pieve di Ledro (18 luglio).
5/9/1866 Le lezioni nelle scuole inizieranno il 10 settembre con una Messa in duomo.
6/9/1866 Da tre mesi imperversa un'epidemia di vaiolo tra Bolzano e la Mendola: 300 casi ma solo 10 decessi.
10/9/1866 Tornano dal fronte a Bolzano numerose compagnie di Schützen. Le accoglie la banda musicale. Allo Schgraffer si sono approntati 120 coperti; numerosi i brindisi. Le compagnie locali si sono poi sciolte. Festa anche in piazza Gries per il rientro della compagnia Bolzano-Sarentino: ha suonato la banda di Sarentino, scesa appositamente a Gries.
Riprende il traffico ferroviario tra Bolzano e Verona.
12/9/1866 "Nello sgomberare Mantova gli austriaci lasceranno agli italiani un monumento che i Kaiserjäger hanno eretto all'eroe tirolese Andreas Hofer". I Kaiserjäger ne avevano trafugato i resti nel 1823, trasportandoli poi ad Innsbruck. Successivamente sul luogo ove Hofer era stato fucilato avevano eretto un monolite con la scritta: "Andreas Hofer - 20 febbraio 1810".
13/9/1866 L'italianizzazione del Sudtirolo è resa evidente anche nella stazione della "tranquilla città tedesca di Bolzano". Vi appaiono infatti scritte in italiano.
Molti volontari "salvatori della patria" che finora venivano mantenuti dal governo si trovano attualmente privi di sostentamento e si lasciano andare a furti, truffe e bevute.
14/9/1866 La fluitazione sull'Adige, proibita nelle sole ore notturne, è stata ora del tutto vietata.
17/9/1866 Continuano i rientri di militari dal teatro di guerra. Oggi si citano in particolare 300 riservisti del reggimento di fanteria Albert von Sachsen, che rientrano a Bolzano per unirsi ai loro camerati in attesa a Bolzano e Bressanone, per poi tornare tutti insieme alla loro sede, in Boemia.
19/9/1866 Transitano sulla via del rientro 670 riservisti del reggimento di fanteria Granduca di Toscana. Rientrano 600 uomini del reggimento di fanteria Re d'Olanda, che ripartiranno a loro volta per riprendere la via di casa.
21/9/1866 In un lungo articolo si racconta l'impegno della città di Bolzano per l'assistenza ai militari feriti o ammalati durante la guerra. Alla stazione un comitato si è preso cura di 5.711 militari ai quali si sono distribuite tra l'altro 2.510 camicie, 15.200 sigari, 300 bottiglie di vino e molto altro ancora. Poi ci sono stati i numerosi doni raccolti da benefattori per i ricoverati negli ospedali da campo (denaro, vino, marmellate, caffè, zucchero, limoni, latte, sigari, indumenti ecc.). Da aggiungere che 200 militari sono stati presi in cura da privati direttamente nelle rispettive case. Ed altro ancora.
22/9/1866 L'imperatrice Carlotta del Messico è giunta a Bolzano e - dopo essere stata omaggiata e festeggiata alla stazione - è scesa all'hotel Kaiserkrone. Riprenderà domani il viaggio alla volta di Roma. Carlotta è consorte di Massimiliano I imperatore del Messico e fratello di Francesco Giuseppe, che nel 1867 sarà fucilato dai repubblicani.









l'imperatrice Carlotta

Il primo ottobre riprendono le lezioni del "Musikverein". I corsi costano per i figli dei soci 30 corone al mese, per gli altri un fiorino, lezioni gratuite per i poveri.
26/9/1866 In tre giorni sono giunti a Bolzano in treno 2.000 riservisti diretti alle rispettive sedi.
Si annuncia per il giorno 30 l'inizio della stagione teatrale con "Il talismano" di Nestroy.
Il primo ottobre riprenderanno lezioni, allenamenti nonché corsi di fisioterapia alla società di ginnastica (Turnverein).
28/9/1866 Si annuncia il prossimo passaggio di altri 5.000 riservisti diretti alle loro case lontane. Saranno alloggiati nelle baracche di ponte Loreto.
2/10/1866 I "cari meranesi" raccontano che a Bolzano e Gries c'è il tifo ed a Verona il colera, ma sono falsità. Spargono queste voci per tenersi ben stretti i loro villeggianti. D'accordo: a Bolzano non abbiamo le loro belle passeggiate, ma qui abbiamo un teatro e la banda militare che suona in piazza.
Nella chiesa dei Cappuccini si è celebrata una Messa in suffragio dei militari del reggimento di fanteria Principe di Sassonia, recentemente caduti. Dopo la Messa si è pregato in lingua boema.
Alle forze dell'ordine si presenta un marito chiedendo che sua moglie, totalmente ubriaca e fuori di sé, venga arrestata. Lo accontentano.
Sono ripresele recite teatrali. Debutto positivo.
6/10/1866 Oggi si è ripristinato il collegamento telegrafico con l'Italia.
Nuova critica teatrale della "Anna-Lise" di Hersch. Valutazione positiva. Le recite proseguiranno frequenti, ma noi non le citeremo che in occasioni particolari.
8/10/1866 Si festeggia un po' ovunque l'onomastico del Kaiser.
10/10/1866 Bolzano necessita di una caserma, specie ora che l'Austria ha perso il Veneto ed il confine con l'Italia si è fatto più vicino. E' inoltre necessario costruire una scuola.
11/10/1866 E' possibile che il telegrafo e la ferrovia favoriscano il dilagare delle malattie dei vigneti e delle patate? Se ne sarebbe parlato in un consiglio comunale dell'Oltradige e la notizia - dovuta ad un corrispondente locale - è apparsa perfino su giornali viennesi. Il comune di Appiano smentisce che discorsi di questo genere siano stati tenuti nel suo ambito.
13/10/1866 E' stata gettato il nuovo ponte sull'Adige di Cardano. E' lungo 110 schuh (piedi?), è di ferro e proviene dalla fabbrica Rotschild in Moravia. Il ponte serve al traffico stradale, quello che gli si sta realizzando accanto è riservato alla ferrovia.
Presso la dogana ferroviaria di Bolzano si vendono 112 fucili tecnicamente superati, dotati di baionette, sciabole ed altro.
16/10/1866 "La gendarmeria (…) ha espulso una coppia di veronesi con 5 bambini perché senza dimora né denaro. E' stata arrestata una 17enne senza fissa dimora e documenti per il suo accompagnarsi notturno con militari".
17/10/1866 Il trattato di pace tra Austria e Italia è stato sottoscritto, ma truppe austriache sostano ancora a Verona (anche a Mantova) in attesa disgomberare. L'8 ottobre una ventina di ufficiali austriaci che avevano preso posto in un caffè di piazza Bra è stata aggredita da centinaia di veronesi. Della cosa si dispiace ufficialmente il governo italiano. Il giornale dedica all'episodio una lunga corrispondenza.
Il movimento turistico a Bolzano è notevolmente aumentato, ma… in conseguenza del passaggio di truppe e di impiegati pubblici austriaci che lasciano il Veneto.
19/10/1866 Il giornale pubblica per intero il trattato di pace tra Austria ed Italia. L'articolo III è così concepito: "Sua Maestà il Kaiser austriaco dà il suo assenso alla riunificazione del regno Lombardo-Veneto con il regno d'Italia. Gli articoli sono 24.
20/10/1866 Dal 23 al 29giungeranno quotidianamente a Bolzano circa mille soldati al giorno che proseguiranno il viaggio verso Verona. Si tratta di reggimenti veneti, già arruolati con l'Austria, che ora passano al regno d'Italia. Il 43° ospedale militare che si trovava a Bolzano ed era a sua volta animato da personale veneto è stato sciolto. Ufficiali e medici partiranno tra giorni per Verona su 17 vagoni, con tutto il materiale ospedaliero. Si completano anche gli spostamenti di reparti d'artiglieria, cavalleria e fanteria.
24/10/1866 Diretto ad Innsbruck, sua prossima destinazione, il reggimento Erzherzog Rainer transita per Bolzano. Nell'occasione la sua banda, nota ai bolzanini da quando il reggimento era qui di stanza, suonerà una nuova marcia che il suo direttore - Rudolf Melusin - ha composto in omaggio ai bolzanini- Il titolo è: "Non ti scordar di me".
25/10/1866 Viene giudicata una banda di borsaioli, 13 imputati per 96 furti. I più sono trentini, che usavano creare confusione in occasione di pubblici mercati per approfittarne. Condanne fino a 7 anni.
Il noto e apprezzato compositore M.Nagiller si è dimesso da direttore del Musikverein di Bolzano. Secondo il corrispondente da Merano si sarebbe sentito offeso per una critica apparsa sulla "Bozner Zeitung", che smentisce.
26/10/1866 Sua Eccellenza il comandante supremo delle truppe stazionanti nel Tirolo-Vorarlberg conte von Castiglione va in congedo, su sua richiesta.
27/10/1866 Ingresso trionfale delle truppe italiane a Venezia.
Si polemizza sull'illuminazione interna delle scuole, che non c'è. Insegnare nella penombra è difficoltoso, ma introdurre il gas è costoso.
29/10/1866 Nella notte dal 20 al 21 nelle strade di Rovereto sono stati diffusi manifestini con la scritta: "Anche noi vogliamo essere aggregati al regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele".
30/10/1866 L'uso del gas per l'illuminazione si sta espandendo e i forestieri che giungono a Bolzano si rallegrano per l'illuminazione delle nostre strutture pubbliche. Il contrario avviene per le strade che sono ancora al buio, e per le quali si lamenta che l'illuminazione in questo periodo dell'anno è spesso insufficiente per la presenza di nuvole che nascondono la luna. Oltretutto si accendono le lanterne pubbliche in ritardo, a notte avanzata, cosa che porta a disagi specie sotto i portici.
31/10/1866 Tornando al tema illuminazione, in effetti rispetto allo scorso anno c'è stata una riduzione dell'illuminazione pubblica a gas, cosa che torna a vantaggio delle casse comunali. E così "la regina della notte ha eletto formalmente la nostra città a suo regno" Comunque è auspicabile che anche quando c'è luna piena si illuminino ugualmente via della Mostra e piazza delle Erbe, Piazza del Grano e piazza Santa Trinità (oggi si chiama piazza Municipio, ndr), come già si fa con le meno importanti via della Roggia e vicolo delle Erbe.
Il giornale prosegue da anni con la pubblicazione dell'elenco degli ospiti degli alberghi di Bolzano. Citiamo come esempio gli ospiti scesi al Kaiserkrone tra il 26 e il 29 ottobre: conte Forni con consorte da Vienna, Burian ispettore dei telegrafi da Innsbruck, Neton con famiglia e servitù da Pilkington (Inghilterra), Evans più Octavins Cooper dall'Inghilterra, poi altri da Vienna, (Buda)Pest, Svizzera, Innsbruck. Quindi la contessa Valley con famiglia e servitù da Monaco, la baronessa von Kalkhof dall'Ungheria, il nobile von Herling da Monaco, la signora von Hengelmiller (definita 'possidente') con sorella da Vienna. L'elenco prosegue con gli ospiti scesi agli hotel Luna, al Sole, Due chiavi d'oro, Aquila Nera, Grifone nero, Grappolo d'oro, Zum Grandl.
6/11/1866 Il re Luigi di Baviera diretto a Roma ha sostato a Bolzano dove ha pernottato all'albergo Kaiserkrone. Ha festeggiato da poco il suo 81esimo compleanno. Proveniente da Monaco ha pernottato al Kaiserkrone per due notti anche lord Russel, "con folto seguito".
7/11/1866 La situazione della scuola è problematica. Vi sono maestri che debbono insegnare a classi di 80/100 allievi. A Bolzano 10.000 abitanti) dai tre corsi di studio (Unterrealschule, Hauptschule e Trivialschule) ogni anno vengono congedati 170/180 ragazzi. Questi sono costretti in locali angusti e provengono in prevalenza da famiglie molto povere. Gli insegnanti guadagnano annualmente somme poco remunerative, inferiori in alcuni casi allo stipendio di un gendarme.
Al mercato bestiame del giorno 3 sono confluiti 1.233 capi di grossa taglia e 1.151 capi di taglia piccola.
8/11/1866 Al teatro si è tenuta la 18esima rappresentazione della stagione con "La figlia del reggimento", opera di Gaetano Donizetti.
9/11/1866 "Nel Ferdinandeum di Innsbruck è esposta per alcuni giorni la portantina di Garibaldi, che gli italiani hanno trascurato di portarsi appresso nel ritirarsi (dal Tirolo meridionale). E' dubbio che tale oggetto sia degno di restare permanentemente nel museo. Forse si potrebbe trovargli un angolo nel poligono di tiro".
10/11/1866 Durante lavori di scavo è deceduto a S.Maurizio l'operaio Angelo Aristallon, da Pergine.
La redazione della Bozner Zeitung fa sapere d'avere diradato le recensioni teatrali perché si tratta di lavori già visti. Si attendono le promesse novità.
Il direttore del Musikverein M.Nargiller, nell'accomiatarsi da Bolzano narra la storia dell'associazione dall'inizio (con un filo di polemica). Al suo nascere il Musikverein (1855) disponeva di 11 insegnanti (10 uomini e una donna) che ebbero il primo anno 43 allievi, il secondo 86, poi sempre più di 100, fino all'ultimo anno in cui gli allievi sono stati 491 (163 nel canto elementare, 77 nel violino, 8 nel violoncello, 17 nella viola, 14 nei fiati di legno, 74 negli ottoni, 7 nel canto maschile, 53 nel canto corale, 46 nel canto assolo, 32 nel corso di armonia). Nella banda civica suonano 16 soci del Musikverein. Si è costituita la banda musicale dello stesso Musikverein, che è stata affidata inizialmente alla direzione del signor Horn. Soddisfacente la situazione finanziaria.
12/11/1866 Processo per omicidio. L'8 luglio Peter Untergasser di Stegona incontra "un certo Mutschlechner", litigano e l'Untergasser accoltella mortalmente il Mutschlechner. L'imputato invoca a sua discolpa lo stato di ubriachezza. Viene condannato a 3 anni e mezzo di carcere duro.
A Merano soggiornano al momento 1.200 persone per la cura dell'uva (la notizia viene poi smentita). Sulle passeggiate è vietato alle donne di indossare gonne con lo strascico e agli uomini non è consentito fumare.
19/11/1866 Il comune decide sull'illuminazione dei locali scolastici dei corsi di recupero: candele di stearina. Il giornale consiglia - per decenza - di spostare altrove l'orinatoio che si trova sotto il porticato della scuola nella piazza centrale, edificio che oggi ospita l'hotel Città.
Sono terminati i passaggi di militari imperialregi d'origine veneta diretti alle loro case, a sud. Tra il 22 ottobre ed il 15 novembre sono stati 10.491. In totale i militari veneti rientranti a Verona per rientrare alle loro case dopo il servizio nell'esercito austriaco sono stati 40.000.
20/11/1866 Oltre Brennero si sono verificati casi di colera (Steinach, Matrei, Gries, Sill).
2/11/1866 Processo per spaccio di banconote false a carico del commerciante di bestiame Josef Hofer da Tarces. Ne possedeva e ne aveva diffuse, ma si è ritenuto possibile che fosse stato a sua volta truffato. Assoluzione per insufficienza di prove. Le banconote provenivano dalla Valtellina.
22/11/1866 A Saale, nei pressi di San Lorenzo Sebato, un gruppo di lavoratori italiani si è rifiutato di pagare in un locale il proprio contro e si sono comportati come se si trovassero all'estero. Si dice che questi italiani, che sono veneti, in val Badia fanno propaganda per l'Italia e dicono che chi parla "welsch" è italiano.
24/11/1866 Al direttivo del Musikverein è riuscito di rimpiazzare il direttore Nargiller, trasferitosi ad Innsbruck, con un noto bolzanino - Josef Anzoletti - insegnante di musica a Trento. Niente concorso, perché Anzoletti dà notoriamente ampie garanzie. Ma Anzoletti chiede rassicurazioni economiche: si fa appello al comune.
A Chiusa è terminato il transito di soldati italiani verso il Veneto d'origine. Chiusa era stata designata stazione di sosta e tra settembre ed ottobre aveva ospitato nelle sue abitazioni e masi (siti fino a mezz'ora di distanza dal centro) 48.973 uomini. La cittadina dispone di 104 numeri civici e 700 abitanti.
6/12/1866 A Trento è tutto tranquillo. Ma c'è chi di domenica passeggia in camicia rossa e nei negozi di tessili si vendono notevoli quantità di tessuti di colore bianco, rosso e verde.
14/12/1866 Una notizia datata Gries riferisce che giornali d'Oltralpe scrivono che a sud del Brennero vi sarebbero stati casi di colera. Non è vero. Evidentemente si confondono le due Gries: quella a nord e quella a sud del Brennero. Comunque, se è vero la nostra Gries ha tutte le qualità ambientali per essere eletta a luogo di cura, mancano tuttavia le infrastrutture: due soli alberghi, neanche un parco o una passeggiata, il turista deve bere l'acqua del Talvera.
S'è tenuto il secondo concerto del Musikverein.
15/12/1866 Il cavaliere Georg von Toggenburg, già governatore del Veneto, è stato nominato governatore del Tirolo.
Si pubblica il programma musicale del solito concerto bandistico in piazza della prossima domenica.
17/7/1866 E' stato fermato ed espulso un operaio italiano (trentino?) che mendicava gridando: "Evviva Vittorio Emmanuelle, Re d'Italia. Evviva nostro Beppo Garibaldi" (sic).Un commerciante di carne pusterese che pernottava nella stalla del signor Mumelter è stato trovato l'indomani privo di vita. Chi non poteva permettersi di pernottare in un albergo, si doveva accontentare di fienili e stalle.
18/12/1866 Grande successo della debuttante orchestra del 17° reggimento di fanteria, che ha suonato con un nuovo programma nella birreria Krautner (si trovava nell'edificio che sorgeva a nord dell'odierna piazza Walther, dove oggi s'erge una casa della Cassa di Risparmio). Il direttore Czibulka viene sollecitato ad insistere con le musiche di Offenbach. Invece secondo il giornale la direzione del locale dovrebbe preoccuparsi di una migliore ventilazione: l'aria è pesante per il troppo fumare degli avventori.
Soddisfazione ad Ora, dove finalmente si è riusciti a separare la scuola femminile da quella maschile. Le insegnanti sono tre suore di Caldaro. Il vantaggio per le allieve è che potranno così essere addestrate nelle attività manuali femminili.
20/12/1866 Il direttore del Musikverein M.Nagiller prima di trasferirsi a Innsbruck ha diretto il suo ultimo concerto a Bolzano. A questo ha partecipato al violino Joseph Anzoletti, prossimo direttore del Musikverein. Si tratta di un trentino, quindi: Giuseppe.
29/12/1866 Una corrispondenza dall'Oltradige conferma che la presenza di linee telegrafiche provocherebbe e diffonderebbe la malattia dei vigneti (Traubenkrankheit).
Si apre un'attività per la predisposizione di cannelli di paglia per la confezione di sigari. Non essendo necessaria una particolare abilità manuale, possono esservi impiegati anziani e bambini. L'annuncio è firmato dal sindaco Streiter.

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