Bolzano scomparsa


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1926

Cronache del passato > 1925-1929

DAL MONDO


I cambi della lira all'apertura dell'anno: con 95 lire si acquistano 100 franchi francesi, 479 lire per 100 franchi svizzeri, 120,26 lire per una sterlina, 24,84 lire per un dollaro, 3,50 lire per uno scellino, 5,91 lire per un marco. Il 3 gennaio muore a Bordighera la Regina madre, Margherita di Savoia. Inondazioni in Germania, Olanda e Belgio. Colonia è allagata. Straripa lungo buona parte del suo corso anche la Senna. Per inondazioni, 500 morti in Messico. In febbraio l'esercito italiano occupa in Cirenaica l'oasi di Giarabub. In marzo si istituiscono in Italia tre linee aeree per il trasporto di passeggeri: la tratta Genova-Roma-Napoli-Palermo (1.000 km per otto ore comprese le soste; si tratta di aerei che trasportano 11 persone; il biglietto costa 50 lire più della prima classe in treno); poi si vareranno la linea Torino-Trieste e quella Brindisi-Atene-Istanbul. In marzo in Costarica un treno precipita in un fiume: 248 morti. Il principe Umberto si Savoia si fidanza con la principessa Maria Josè del Belgio. Una irlandese, Violet Gipson, spara una revolverata a Mussolini che, sul Campidoglio, esce da un convegno internazionale di chirurgia. Lo colpisce di striscio al naso. Dal primo maggio viene abolito il visto sul passaporto per la Svizzera. Il colonnello Nobile col dirigibile "Norge" partito da Roma sorvola il polo Nord; a bordo anche l'esploratore norvegese Amundsen. In settembre nei pressi di Hannover un treno deraglia: 21 morti; hanno provocato il deragliamento due giovani che intendevano rapinare i passeggeri. Terzo attentato a Mussolini a metà settembre: un giovane anarchico all'altezza di Porta Pia lancia una bomba contro la sua auto. L'ordigno colpisce la macchina ma esplode successivamente ferendo otto passanti. La Germania viene ammessa alla Società delle Nazioni. In ottobre s'introduce in Italia la pena di morte per attentati ai regnanti e al capo del governo. Una nave carica di esplosivo esplode a Shanghai: si parla di 1.200 morti. I primi di novembre a Bologna il quindicenne Fabio Zamboni spara una revolverata a Mussolini, che resta illeso.

A BOLZANO GIORNO PER GIORNO


(Volks. 7/1/1926) Terremoto a Bolzano alle 19,04. La gente spaventata scende in strada.
Due avvinazzati si prendono a coltellate nella Gerbergasse (via Conciapelli). Uno, Adolfo Bertagnolli, finisce all'ospedale.
Un uomo, visibilmente alticcio, avvicina a sera una ronda per denunciare una prostituta che l'aveva poco prima alleggerito di 350 lire. La donna viene arrestata, la somma recuperata, ma anche il derubato finisce in carcere: porto di coltello dalle dimensioni non consentite.
Il prezzo del tabacco sale del 5 per cento.
Si progetta di istituire un osservatorio meteorologico. Il primo era stato realizzato nel 1883 a Gries da un privato, il dott. Höffinger. Due anni dopo era stato rilevato dall'Azienda di cura. Durante la guerra aveva cessato di funzionare e si era ritenuto di avvalersi di una struttura del convento dei Francescani. Ora lo si ripristinerà a Gries.
Il giorno 11, in concomitanza con i funerali della Regina madre, Margherita di Savoia, requiem pontificale in duomo. I negozi sono chiusi. A sera celebrazione funebre in Teatro. Il discorso è tenuto dal professor Munari.
(P.P. 13/1/1926) Messa funebre per la Regina Margherita in duomo. Il giornale sottolinea che sul catafalco figurava lo stemma dei Savoia: croce rossa in campo bianco (in realtà, i due colori sono invertiti). "Intanto nella città i negozi vanno chiudendosi ed una gran folla si riversa nella chiesa che alle dieci presenta un aspetto imponentissimo".
(P.P. 16/1/1926) "Il direttorio della sezione di Bolzano del Partito Nazionale Fascista ha richiamato l'attenzione delle Autorità competenti sulle condizioni che si verranno creando agli inquilini di Bolzano con la integrale applicazione del recente decreto legge sugli affitti. Data l'enorme penuria di abitazioni esistente il Direttorio crede non sia possibile di lasciare tutta la categoria di impiegati ed operai alla mercé di padroni di casa, i quali, in grande numero, hanno dimostrato di non comprendere le necessità dei tempi, obbligando troppo spesso le Autorità ad intervenire mediante la requisizione, per dare asilo e un tetto ai bisognosi".
(Volks. 21/1/1926) La Gazzetta Ufficiale pubblica il decreto del 10 gennaio col quale si dispone che "alle famiglie della provincia di Trento (che comprendeva allora anche le vallate altoatesine, ndr) che hanno un nome originariamente italiano o latino che è stato tradotto (…) in lingua straniera, verranno restituiti i nomi nella loro forma originale". Ai singoli è comunque consentito - su richiesta - di ottenere comunque l'italianizzazione del nome, se straniero.
Il dott. Fuchsenbrugger, già direttore del quotidiano der Landsmann, viene assolto in seconda istanza dalla Corte d'Appello di Trento. Il giornalista era stato condannato su querela della Dante Alighieri per aver pubblicato una notizia relativa al fatto che a Cortaccia l'associazione avrebbe distribuito agli scolari libri di scuola italiani, con figure offensive della morale. La pena irrogata era stata di 11 mesi e 20 giorni, più 1.500 lire. La Corte di Trento lo ha assolto per sopravvenuta amnistia.
(P.P. 27/1/1926) Decreto legge: "Può essere in ogni tempo revocata la concessione della cittadinanza avvenuta in seguito ad opzione a norma dei Trattati di pace, quando chi acquistò la cittadinanza se ne dimostra indegno per la sua condotta politica".
Campionato altoatesino di cross-country, disputato a Bolzano ad organizzazione dell'U.S. Emilio Colombo. Vince Enrico Dalla Maria (Milizia ferroviaria di Bolzano) davanti a Luigi Vitale (Emilio Colombo). Il vincitore ha coperto i 4.000 metri del percorso, molto pesante, in 16'1".
(Volks. 28/1/1926) Nelle scuole non ancora italianizzate gli allievi possono accedere alla classe superiori solo se hanno superato un esame d'italiano. In quelle scuole si impartiscono cinque ore di italiano la settimana.
(P.P. 10/2/1926) Il giornale di presta a raccogliere denaro da destinare al monumento a Cesare Battisti (in pratica il futuro monumento alla Vittoria, ndr).
Mussolini parla alla Camera, facendo riferimento a dichiarazioni del ministro bavarese Stresemann: "Si e mentito quando ai è parlato di una rimozione del monumento a Walther von der Vogelweide, che sorge in una delle piazze di Bolzano. Noi, rispettosi della poesia anche quando è mediocre (ilarità), noi, che non possiamo accettare l'antitesi fra Dante e Walther von der Vogelweide (nuova ilarità), perché equivarrebbe a stabilire una possibilità di comparazione fra il Pincio e l'Himalaia, noi lasceremo intatta la statua di questo vecchio troviero germanico; ma in una piazza di Bolzano, per sottoscrizione del popolo italiano, sulle stesse fondamenta sulle quali doveva sorgere il monumento della vittoria tedesca, erigeremo un monumento a Cesare Battisti... (vivissime approvazioni, calorosi applausi: l'assemblea e le tribune si levano in piedi e improvvisano una vibrante dimostrazione alla memoria del martire trentino) ed ai martiri che, col loro sangue e col loro sacrifìcio, hanno scritto per l'Alto Adige la parola definitiva della nostra storia. (…) Comunque io debbo dire con assoluta precisione che la politica italiana nell'Alto Adige non defletterà di una linea (vivi applausi). Vi applicheremo metodicamente ed onestamente, con quel metodo e con quella tenacia che devono costituire lo stile fascista, tutte le nostre leggi, quelle votate e quelle che voterete (vivi applausi). Faremo diventare italiana quella regione, perché è italiana (nuovi applausi), italiana geograficamente ed italiana storicamente. Veramente, del confine del Brennero ben si può dire che è un confine segnato dalla mano infallibile di Dio (…)".
(Volks. 11/2/1926) Altra testata, altro articolo. In un discorso alla Camera Mussolini dichiara che il monumento a Walther von der Vogelweide, che troneggia nell'omonima piazza a Bolzano, non sarà toccato, ma rifiuta un paragone tra il modesto poeta germanico e Dante, cui fu eretto un monumento a Trento in epoca asburgica. Afferma che sarebbe come paragonare il Pincio all'Himalaya. Annuncia che con una sottoscrizione sarà eretto a Bolzano un monumento a Cesare Battisti, nel posto sul quale durante la guerra s'erano iniziati i lavori per un monumento alla vittoria degli austro-ungarici.
(P.P. 13/2/1926) Il giornale Volksbote viene sequestrato per inesattezze "volute o non volute" nella traduzione del discorso di Mussolini alla Camera.
Il Comune eroga centomila lire per la costruzione del monumento a Cesare Battisti.
(P.P. 24/2/1926) Il giornale inizia la pubblicazione dei nomi delle persone che contribuiscono con offerte alla costruzione al monumento.
350 bolzanini firmano una lettera inviata alla Provincia, con la quale esprimono il loro dissenso per il contributo di centomila lire che il Comune ha deciso di devolvere al monumento. Il giornale pubblica i nomi dei 350 sottoscrittori (tra i quali figura l'ex sindaco Julius Perathoner) preceduti dal titolo "I 350 adoratori del boia". Si allude al boia Lang, che giustiziò Battisti.
Dalla Maria trionfa nel campionato regionale di cross, organizzato a Bolzano dalla Emilio Colombo Al secondo posto Giuseppe Franceschini della Tridentum. Settimo il bolzanino Luigi Vitale (Colombo).
(P.P. 17/2/1926) Si riunisce a Milano il C.O.N.I. nazionale. Tra l'altro "l'on. Ferretti ha avanzata una proposta accettata per acclamazione: quella di riunire in Bolzano, il giorno stesso della posa della prima pietra al monumento a Cesare Battisti, la maggior parte delle forze ginniche, sportive e motoristiche della Nazione. Questa imponente adunata, che avrà il carattere di una vera e propria mobilitazione sportiva, comprenderà convegni, concorsi, gare nei ranghi delle società ginnastiche, a cavallo, in bicicletta, in motocicletta, al volante di potenti vetture, vestiti con le foggie [sic] dei più diversi rami di sport; i giovani di tutta Italia, a migliaia, raccolti dietro i vessilli delle Federazioni Nazionali sfileranno per le vie di Bolzano. Sarà, questo, un grandioso omaggio dello sport italiano al Martire trentino ed altresì una dimostrazione, per i fratelli redenti dell'Alto Adige, della potenza che anche in questo campo ha ormai raggiunto la patria nostra"
(Volks. 18/2/1926) Dal Talvera emerge la salma di una sconosciuta. Si accerta successivamente trattarsi della 53enne Elisabeth Mickanikl. Un ennesimo suicidio?
(P.P. 24/2/1926) Il commissario prefettizio di Bolzano scrive tra l'altro a Mussolini. "Poiché gli industriali di Carrara hanno offerto il Marmo per il Monumento, che indubbiamente sotto l'alto Patronato dell'E.V. sarà degno non solo di questa Città di Bolzano e della magnifica cornice che la circonda ma più ancora dell'Italia tutta che partecipa alla patriottica e significativa impresa, (questa Amministrazione) esprime il desiderio che la figura del martire purissimo sia, ad opera della Ditta Torinese che già si è offerta gratuitamente, fusa nel bronzo di cannoni austriaci".
Il giornale annuncia che Mussolini sarà a Bolzano il 12 luglio per il congresso dei mutilati e la posa della prima pietra del "monumento a Battisti".
(Volks. 25/2/1926) Muore la più vecchia bolzanina: Regina Plank aveva 93 anni.
(Volks. 4/3/1926) A San Giacomo un ladro, sorpreso in casa, spara al proprietario e a suo figlio, Alois e Josef Angerhofer, ferendoli entrambi non gravemente. Lo sparatore fugge ma viene successivamente arrestato.
Un'automobile scarica davanti all'ospedale un ferito e se ne va. Si tratta del 34enne Arcangelo Frasnelli, da Laives, che lavora in una cantina vinicola di Gries. Successivamente identificato il guidatore della vettura dichiara di aver caricato il ferito a Gries, dopo averlo trovato steso in terra. Il ferito narra che procedeva in bicicletta, quando è accaduto qualcosa che non ricorda.
Dopo aver subito i rimproveri del padre la 25enne Maria Egger, abitante a Rencio, raggiunge San Giacomo e si fa uccidere da un treno in transito.
Il sarto 87enne Francesco Albertani, originario di Rovereto, tuttora attivo, festeggia a Bolzano i 75 anni della sua permanenza nel mestiere.
(P.P. 6/3/1926) A Bolzano si svolge il congresso del locale partito nazionale fascista, di cui viene confermato il segretario avv. Stefanelli. Si approva un ordine del giorno nel quale si legge tra l'altro che i convenuti "plaudono alle leggi fascistissime volute dal Governo Nazionale e sopratutto all'istituzione dei Podestà che segna per la nostra provincia la liquidazione del Partito del famigerato Degasperi, cui negano il diritto di considerarsi cittadino di questa terra di martiri".
Le donne sono ammesse al diritto elettorale amministrativo (comuni e province) purché abbiano compiuto i 25 anni. Le interessate dovranno farne domanda.
Anche in questo numero del giornale appaiono lettere di persone il cui nome figura nell'elenco dei 350 firmatari della lettera di protesta contro la raccolta per il monumento a Cesare Battisti, ma molte negano di avere firmato.
(Volks. 11/3/1926) Arrestato un truffatore internazionale che da quasi 25 anni si faceva consegnare somme di denaro da donne che prometteva di sposare, per poi scomparire. Originario di Budapest, di recente a Roma aveva cloroformizzato un banchiere francese sottraendogli 28.000 franchi.
Arrestato un truffatore austriaco che si propone come "Wunderdoktor", medico dalle qualità magnetiche miracolose.
Assemblea generale dell'associazione inquilini. In un anno è intervenuta in 258 casi di sfratti e in 211 casi di aumenti ingiustificati degli affitti (sono state pertanto restituite agli inquilini 56.640 lire). Anche se negli ultimi anni tra Comune e cooperative sono stati costruiti 200 alloggi, a Bolzano necessitano ancora 500 abitazioni.
Dal 15 marzo al 12 aprile un complesso teatrale viennese andrà in scena con numerose operette.
(Volks. 18/3/1926) A Rencio in una cava di pietrisco una frana travolte tre operai. Resta ucciso il 18enne Rodolfo Saltuari; feriti seriamente il 22enne Giuseppe Tomasi ed il 23enne Eugenio Plancher. "Illesi i due cavalli aggiogati ad un carro"(!).
La Corte d'Assise giudica un undicenne, David Lösch, che a Ciardes aveva ucciso strangolandolo per antipatia, o forse gelosia, un bambino di tre anni affidato alle cure dei suoi genitori. Viene destinato ad una casa di correzione fino a 18 anni.
(Volks. 25/3/1926) La giunta provinciale di Trento approva la decisione del Comune di Bolzano di devolvere centomila lire per la costruzione di un monumento a Cesare Battisti. Ma il commissario prefettizio Steffanini, reduce da Roma, fa sapere che si tratterà invece di un monumento alla vittoria.
Muore il 56enne Heinrich Fuchs, investito alla stazione da un carro merci.
Al Comune di Bolzano si redigono le liste elettorali delle donne, ormai ammesse al voto. Le aspiranti elettrici debbono presentarsi con i rispettivi documenti alla scuola "Cairoli" (oggi "Goethe").
Per una settimana si proietta al cinema "Eden" il kolossal "Quo vadis?"
(Volks. 1/4/1926) Mortale infortunio del lavoro in un garage in costruzione. Vi muore il muratore 46enne Karl Heinrich.
(P.P. 10/4/1926) "Il viceprefetto Conte Vittorelli ha fatto sequestrare il settimanale Volksbote, per aver il giornale dato notizie tendenziose sulla morte dell'on. Amendola" (Giovanni Amendola, deputato comunista, era deceduto in seguito alle percosse subite da parte di fascisti a Montecatini, ndr).
(P.P. 14/4/1926) "Appena giunta in città la notizia dell'attentato contro la persona dell'on. Mussolini, per fortuna fallito, edifici pubblici e case si sono imbandierate in segno di giubilo".
(Volks. 22/4/1926) Muore a 77 anni il dott. Julius Perathoner, per 27 anni sindaco di Bolzano (fino al 1922). Nato a Teodone (Brunico) s'era laureato in giurisprudenza ad Innsbruck. Era liberale, e cioè laico. Durante la sua amministrazione, Bolzano aveva beneficiato di uno straordinario progresso. Ai suoi funerali la partecipazione è stata tale, da ricordare quella - straordinaria - ai funerali del prevosto Trenkwalder nel 1912.

I funerali del sindaco Julius Perathoner.

Lago di Costalovara. A sera tardi, nel buio, una compagnia di sei giovani sale su due barche per remare sul lago. Uno dei sei ad un certo punto vuole passare da una barca all'altra, questa seconda si capovolge e muoiono annegati Adolfo Cognola ed Emma Höppe.
Corte d'Assise. Alois Breitenberger da Scena aveva ucciso a coltellate un giovane - Franz Dossier - che a sera tentava di introdursi attraverso la finestra nella camera di una serva agricola, in un maso. Riconosciuto colpevole di omicidio viene però assolto per legittima difesa.
Vecchie ruggini a Lagundo tra il 34enne Jophann Etzthaler e Josef Abler, servi agricoli. I due s'incontrano in un locale pubblico. All'uscita dell'Abler l'Etzthaler e due suoi amici lo seguono, lo aggrediscono a coltellate inseguendolo per la strada e lo finiscono sotto gli occhi atterriti di sua madre. Josef e Johann Etzthaler vengono condannati a 12 anni, Rudolf Jung a 10 anni.
(P.P. 22/4/1926) Così il giornale commenta la scomparsa dell'ex sindaco Perathoner: "L'avv. Perathoner lascia larga traccia, nella città, della sua opera e della sua amministrazione. Noi che lo combattemmo vivo, perché non corrispondeva alla necessità dei tempi, ci inchiniamo davanti alla tomba del defunto, così come ci si inchina davanti a quelle figure di uomini che si rispettano e si ammirano se pur avversari, per la loro dirittura e per la loro onestà politica".
(P.P. 28/4/1926) Lettera al giornale: "Se qualcuno da Gries deve portarsi in città dopo le 21 è costretto ad andare a piedi. Cosa poco piacevole, perché se fa bel tempo sul tratto Piazza di Gries fino al ponte della Talfera (strade su cui passano centinaia di automobili) viene soffocato dalla polvere. Se poi piove finisce coll'arrivare a casa infangato da capo a piedi. Il tram per fare tutto il percorso impiega 18 minuti, mentre a piedi da una estremità all'altra lo si fa al massimo in mezz'ora. Perché questa lentezza?"
Nelle Sale civiche per due giorni si è proiettato gratis il film sulla visita di Mussolini in Tripolitania. Gran folla.
(Volks. 29/4/1926) Il 24enne Thomas Gruber si butta sotto il treno all'altezza del cimitero militare di San Giacomo. Aveva preannunciato il suo suicidio ad alcuni amici che lo avevano seguito tentando invano di dissuaderlo.
(P.P. 5/5/1926) Al Teatro civico si recita "Scampolo"; seguirà il film "Maciste nella gabbia dei leoni".
(Volks. 6/5/1926) Inondazioni e frane in tutta l'Italia settentrionale ed anche in Alto Adige. A Bolzano il Talvera è in piena e fa paura: si ricorda l'inondazione disastrosa del 1882. Dal suo greto viene spazzato a valle il deposito delle immondizie, che si trovava nei pressi del ponte.
(P.P. 8/5/1926) A Bolzano il 21 aprile si sono chiuse le iscrizioni al partito nazionale fascista. I fascisti di Bolzano sono 841, comprendendovi i 28 delle sottosezioni di Castelrotto, Bronzolo e Terlano. Vi sono compresi "numerosissimi cittadini di lingua tedesca".
(P.P. 12/5/1926) Studenti universitari di Padova visitano Bolzano: "La impressione lasciataci dalla visita della nostra balda gioventù universitaria fascista, è in noi ancor viva e gratissima. Il tempo ha favorito poco, anzi pochissimo, i nostri cari amici di Padova, i quali però non hanno affatto perduto il buon umore che fu anzi inesauribile, e le vie tutte della città; per le quali i pittoreschi goliardi sono passati hanno risuonato di canti e di risa! Ma il nuovo e rimarchevole segno dei tempi; è stato questo: accanto al gogliardo (sic) buon compagnone, spensierato, vecchio stile, c'è; nella gioventù accademica delle nostre file, il fascista, l'ex-squadrista, il milite o camicia nera che scatta austero e si irrigidisce sull'attenti, non appena un segno di disciplina, una parola d'ordine, un cenno all'idealità nostre vien fatto. Il gaudente è ormai più apparente che reale; od almeno è gaudente solo nelle pause e nei legittimi svaghi. In tutto il resto della sua primavera di gioventù, vibra passionalmente la religione per la Patria fascista; per il Duce. Ed è ben bello osservare questi trapassi, dalla libera letizia giovanile, alla marziale rigidità d'una disciplina quasi austera, volutamente scelta, volutamente accettata. Allegri e fini, entusiasti e fieri sono i nostri giovani accademici! Viva la gioventù nuova".
(P.P. 26/5/1926) Un'inserzione pubblicitaria: "Sale Civiche - Bolzano - Ritrovo preferito dagli italiani, viaggiatori di commercio e turisti - grandiosi saloni per club e società - splendido e grandissimo giardino concerto - birreria e degustazione dei migliori vini del Regno - accettansi pensioni e banchetti a prezzi modicissimi - cucina antidiluviana (sic)".
(P.P. 29/5/1926) Il sottoprefetto scioglie il Bauernbund. La motivazione: "Alcuni degli attuali dirigenti della Lega dei Contadini per la loro origine straniera, per i precedenti politici e per i notori contatti con organizzazioni antinazionali non danno garanzia di quella sicura fede nazionale che (…) è requisito indispensabile per i dirigenti di un sindacato".
(P.P. 2/6/1926) Il ministro agli interni Federzoni visita a Bolzano, quindi Merano. A Bolzano ricevimento in Municipio, poi in sottoprefettura per l'incontro con le autorità. Passa in rivista in via Vittorio Emanuele III (oggi via della Stazione) la milizia, i fascisti, mutilati e combattenti, organizzazioni giovanili e sindacali che successivamente si recano sul Virgolo per un "rancio". In piazza Walther, concerto della banda dei ferrovieri. Questo uno stralcio del suo discorso, definito "vibrante", tenuto all'hotel "Bristol", durante il pranzo: "Bolzano è oggi una città d'Italia: sia domani, in un prossimo domani, una città di Italiani. Ma per far questo, signori, occorrono parecchie cose: io non credo alla sovrapposizione esteriore di un costume sovrapposto ad un'anima diversa, anima estranea, ostile, anche se silenziosa. Occorre qualche cosa di più profondo, di più efficace, di più onesto; occorre il dovere, tutta la coscienza del nostro, del vostro dovere (applausi). Gli italiani, sian delle vecchie, siano delle nuove provincie (sic), intendo coloro che hanno imparato dalla mamma le prime parole nella lingua di Dante "il pappo e il dindi", costoro, voi, insomma che abitate Bolzano, occorre che abbiate in ogni giorno ed in ogni ora, e per ogni vostro atto, la con-sapevolezza che in ciascuno si riflette la responsabilità della Stirpe, in ciascuno si rispecchia la rappresentanza della Stirpe. Perché la Stirpe sia rispettata e amata, bisogna che ciascun Italiano qui sappia farsi rispettare, ed occorre concordia disciplinata e operosa, la tolleranza reciproca, la collaborazione attiva, continua, cosciente, soccorrevole e disinteressata".
La sede del partito nazionale fascista viene trasferita in via Principe di Piemonte (oggi via della Mostra), in palazzo Campofranco.
(Volks. 10/6/1926) Il viceprefetto di Bolzano smentisce che il 30 maggio ai Piani sarebbe stata uccisa una persona, che è invece viva e dei fatti narrati non sa nulla. La notizia, ripresa dalla stampa estera, era stata narrata da una donna che soffre di allucinazioni.
(P.P. 23/6/1926) Prima fonte. Pietro Fedele, ministro della pubblica istruzione, presiede a Bolzano il congresso degli insegnanti del Trentino e dell'Alto Adige ed il primo convegno regionale ginnastico delle scuole. In piazza Vittorio Emanuele si rivolge alla folla degli scolari schierati: "Oggi è per voi giornata di festa. Fra non molto qui in Bolzano italiana noi porremo solennemente la prima pietra del monumento che, per volontà del Duce, sorgerà qui alle porte di Bolzano, che celebrerà la vittoria italiana, che è vittoria del diritto indiscutibile dell'Italia. Questo monumento non sorgerà come un altro monumento per vana inutile stolta speculazione politica, non sorgerà come monumento di violenza che offenda altre genti, che offenda altre civiltà che noi rispettiamo. Ma sorgerà come l'espressione più pura, l'espressione più genuina dell'anima italiana grata a tutti martiri, a tutti gli eroi, i quali conquistarono all'Italia i confini che Dio le ha dati."
(Volks. 24/6/1926) Altra fonte. Il ministro dell'istruzione pubblica Fedele visita Bolzano. Piazze e strade imbandierate. Viene ricevuto dalle autorità in piazza della stazione. Marcia reale. Incontro in Municipio dove, in un discorso, Fedele non riespone piano e traguardi del governo in tema di istruzione poiché sono già stati illustrati "con più alte e adatte parole da parte del capo del governo". Visita all'asilo "principessa Mafalda", poi al Teatro, dove nel frattempo s'è aperto il congresso degli insegnanti fascisti. Marcia reale, Giovinezza. Nel suo nuovo discorso ricorda che "in terra italiana il diritto di educare i cittadini nella lingua di Dante è incontestabile". In piazza Vittorio Emanuele, terzo discorso davanti a tremila scolari di tutta la provincia, messa in duomo, pranzo al Bristol dove il ministro tiene un quarto discorso ricordando che "le aquile di Druso giunsero fino a Bolzano e portarono la cultura italiana oltre le Alpi". Visita al posto ove sorgerà il monumento alla vittoria, al Museo, a castel Mareccio. Conclusione della giornata sul Virgolo, per ammirare il panorama di Bolzano.
(P.P. 30/6/1926) Per far posto al costruendo monumento alla vittoria si abbatte il "portale del Parco della Talvera, che colle sue spalliere di glicine era ammirato dai cittadini e dai forestieri e che per il suo stile pittoresco venne illustrato da molti pittori e fotografi (…) " Il commissario prefettizio assicura che sarà ricostruito altrove, ma la cosa non avvenne.

L’ingresso al parco, abbattuto per erigere il monumento alla Vittoria.

(Volks. 1/7/1926) Si avvelena sul Virgolo il farmacista 31enne Hans von Piwotszky.
(Volks. 8/7/1926) Si annuncia per il prossimo giorno 12 la visita del Re. Si prevede una grande affluenza di persone. Chi è disposto ad affittare camere, si annunci.
Il principe vescovo di Bressanone fa pubblicare dal giornale una nuova lettera pastorale, già diffusa attraverso i pulpiti nelle chiese, contro l'indecente moda femminile.
(P.P. 10/7/1926) La prima pagina è dedicata quasi interamente al Re, del quale si annuncia la visita a Bolzano. Un fondo è firmato "Salve al Re". "Domani Bolzano accoglierà con tutti gli onori il suo re che qui viene per inaugurare il Congresso dei Mutilati, ed assistere alla posa della prima pietra del Monumento alla Vittoria, alla quale l'Augusto signore contribuì valorosamente incitando, con l'esempio, magnifico Re Soldato, i suoi soldati (…)"
(P.P. 14/7/1926) Titolo a tutta prima pagina: "La posa della prima pietra del Monumento alla Vittoria alla presenza del Re". Titolo di spalla: "Bolzano intorno al suo Re": "Il pomeriggio afoso di sabato gravava come una cappa di piombo sullo spirito e sull'animo delle migliaia e migliaia di ospiti che i treni del pomeriggio riversavano nella città di Druso dalle valli e dai monti atesini e da innumeri città d'Italia. La vigilia della febbrile preparazione era segnalata dall'intensa attività dei comitati per i festeggiamenti, dagli ultimi ritocchi che squadre di operai apportavano all'abbigliamento della città tutta pavesata a festa. Verso sera, mentre una fine pioggia accresce il dubbio ed il timore per la dimane, giungevano dalla regione i Podestà dalle grandi fascie tricolori, seguiti da musiche, pompieri, alabardieri municipali, da robusti contadini, e formose popolane vestiti dai costumi più svariati, e smaglianti di colori. Squadre di fascisti e di universitari attraversano le vie della città quasi a sfidare il tempo, inondandole dei loro canti e dei loro inni. Ognuno a Bolzano, cittadini e forestieri, ieri notte, prima di coricarsi, e stamane appena svegliatosi ebbe un solo pensiero: il tempo. Stamani però nel cielo non vi erano nubi: un provvido vento del sud tutte le aveva fugate al di là della cerchia delle alpi nostre, al di là del Brennero: nel paese sempiterno delle brume (…)"

Il Re nella piazza dedicata alla sua persona.

Brani di cronaca: "Piazza della Stazione è gremita di gente che s'accalca dietro i cordoni che a stento riescono a trattenerli. Presso l'uscita della biglietteria trasformata in saletta reale si stipano le alte magistrature dello Stato e le più alte autorità militari: i marescialli Cadorna, Badoglio, Sua Eccellenza il Ministro Fedele, il Presidente del Senato, il presidente della Camera, S.E Stuardo in alta uniforme discorre a lungo con il Principe Vescovo di Trento. Giungono le berline Reali precedute dai corazzieri in alta uniforme che si distendono nel centro della piazza. Essi sono ammiratissimi specie dai bolzanini i quali ne ammirano commentandole le magnifiche uniformi e il superbo e fiero portamento. La berlina che trasporterà durante il tragitto per diverse cerimonie la sacra Maestà del Re, si ferma davanti alla gradinata della stazione. Al giungere sul piazzale del grande mutilato Del Croix tutte le autorità lo attorniano complimentandolo. Alle 8,30 in punto giunge il treno Reale. Chi è sulla piazza se ne accorge dall'irrigidimento sul-l'attenti dei corazzieri, dello Stato maggiore. La fanfara dei corazzieri suona l'attenti. S.M. il Re appare a fianco del suo aiutante di campo Gen. Cittadini. Un uragano di applausi e voci di viva il Re ne salutano l'apparire. Il Re da uno sguardo intorno e sorridendo, saluta portando la mano alla tesa del berretto. Egli sale sulla berlina, alla sinistra il Ministro Fedele, di fronte il Commissario Prefettizio ed il Generale Cittadini. Preceduta dai corazzieri e seguita dalle altre automobili con dentro tutte le autorità civili e militari, la berlina reale per via Andrea Hofer e via dei Grappoli si dirige al Municipio attraverso due fitte ali di popolo plaudente: uomini, donne, giovanetti, bimbi, umili operai vestiti a festa con nel volto l'anima felice raggiante. Ritti sull'attenti gli alpini del 6° regg. Rendono gli onori militari. Piazza del Municipio è anch'essa tutta quanta gremita di gente che applaude freneticamente. Nella sala consigliare dove è stato eretto il trono Reale, S.M. il Re ascolta attentamente il saluto che a nome della città di Bolzano gli rivolge il Commissario Prefettizio (…)"

Il Re alla posa della prima pietra del monumento alla Vittoria.


Il giornale riporta testualmente tutti i discorsi, anche la "poderosa orazione del Grande Mutilato Del Croix". Si cita il confine sacro del Brennero, la stirpe nostra, il giuramento sacro, non mancano nei discorsi le citazioni di Colombo, Dante, del "Grande Vostro Avo Vittorio Emanuele II". Il fiabesco corteo che si snoda sotto le finestre della sottoprefettura è descritto minutamente. Passano le rappresentanze in costume delle tante vallate altoatesine: "Ecco Caldaro, l'ex roccaforte dei Baroni De Paoli, arrabbiati pangermanisti, trasformatasi in poco tempo mercé l'assidua opera di un Commissario fascista. In testa un cartellone artistico con uno stemma della città e la croce Sabauda, seguito da una cinquantina di bambini appartenenti a quel corpo ginnastico, dalla banda civica, dal corpo dei pompieri, dalla banda del ricreatorio (…)"
(P.P. 24/7/1926) "S.E. il primo Ministro Benito Mussolini ha ordinato che si costituisca una Legione di Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, che recluterà i suoi Militi nei Circondari di Bolzano, di Merano, di Bressanone e di Brunico, e avrà la sede del Comando a Bolzano. La decisione del Duce è nuova prova del suo costante interessamento e della fiducia che Egli nutre per le forti e laboriose popolazioni di queste valli (…)". Sarà la 45esima Legione della M.V.S.N.
(P.P. 27/7/1926) L'hotel "Germania" sulle pendici del Guncina si chiama ora hotel "Imperia" ed è di proprietà del "signor Zuech, italiano e fascista", che vorrebbe costruire un ascensore che risalga la montagna fino all'edificio.
(P.P. 28/7/1926) "Si cercano telefoniste - La società Telefonica delle Venezie - Agenzia di Bolzano - cerca telefoniste per servizio di commutazione (…) - Riceviamo dalla Società Telefonica delle Venezie l'avviso che sopra riproduciamo. Il trattamento economico usato dalla società al personale telefonico è insufficiente. Questo è il motivo per cui il personale statale esistente, pratico ed addestrato al suo lavoro, se ne è andato. Per questo il servizio telefonico della nostra regione è deplorevole e intollerabile, mentre si aumentano tariffe applicando diritti accessori. Ciò diciamo perché non è ammissibile che (…) il normale servizio telefonico sia sacrificato alla spilorceria di una società appaltatrice (…)".
(Volks. 29/7/1926) Dopo la sua visita a Bolzano il Re ha erogato ventimila lire per i poveri della città.
Improvviso abbassamento della temperatura. Nottetempo si sono avuti otto gradi. Sulle montagne ha nevicato.
(P.P. 31/7/1926) Si scioglie l'associazione stampa dell'Alto Adige. Un'assemblea di giornalisti "invita tutti gli ex-iscritti ad inviare la propria adesione al Sindacato Fascista della Stampa per la Regione Tridentina, che ha sede a Trento".
(Volks. 12/8/1926) A Ponte Adige un treno investe e uccide la 18enne Paula Thurner. Camminava lungo la massicciata con il fratello.
(P.P. 14/8/1926) Sta per cessare anche in Alto Adige il blocco dei fitti. "Necessita quindi che padroni di casa ed inquilini rispondano all'aspettativa dell'autorità e del Governo, dimostrando, i primi e i secondi, di saper sopportare quel tanto di sacrificio che ad ognuno compete, secondo giusta ed equa interpretazione della legge. A dire il vero, i capi delle due associazioni che gli uni e gli altri comprendono: Lega inquilini ed Associazione padroni di case attraverso numerose dichiarazioni pubbliche, nei maggiori centri, sono intervenute a raccomandare buon senso e ad affermare onestà di propositi: ma nella pratica, oggi, s'avvera che molti padroni di casa non tengano alcun conto degli ammonimenti e delle dichiarazioni della loro Associazione; e fra i! sì ed il no, hanno scelto l'usura, l'inganno, qualche volta il gioco di prestigi o per esprimere e rappresentare la buona volontà che li guida. Vi sono fortunati e ricchi proprietari di case che hanno aumentato il 100 per cento di affitto; altri che in apparenza hanno aumentato poco, ma poi hanno appioppato sul povero inquilino cifre fantastiche mensili, per pulizia, spurgo di pozzi neri, acqua potabile, riparazione di intonachi, scale e tetti ecc. ecc., che porterebbero l'inquilino a pagare cifre iperboliche; altri ancora che non hanno aumentato propria nulla, ma si sono semplicemente accontentati di licenziare per il primo novembre tutti gli inquilini. Mezzo semplice e spiccio di interpretare la legge! (…)"
(Volks. 26/8/1926) In canoa da Bolzano a Venezia, lungo l'Isarco e l'Adige. L'impresa è riuscita a due sportivi che hanno pernottato tre volte lungo il percorso.
(P.P. 28/8/1926) Si annuncia una visita in Alto Adige del principe ereditario. Il giornale riproduce in prima pagina una grande foto di Umberto e gli dà il benvenuto: "L'Alto Adige si appresta a riceverVi con tutto il sorriso primaverile della sua profonda incontrovertibile italianità, che nella fiorente sua natura come nella tradizione storica, balza a testimoniare i vincoli che legano estrema regione d'Italia all'aquila romana ed al leone alato (…) Questo novello fervore di opere è bene senta il popolo Atesino con la Vostra visita, perché disorientato nella perduta purezza dei suoi caratteri primi, reso dimentico delle sue origini dai fatali flussi e riflussi della storia che imperversarono su questo estremo bastione eretto contro i popoli nordici, possa in lavacri di fede e di entusiasmo purificarsi di tutte le scorie del tempo e ritrovare sotto d'esse la sua anima vera. Così Voi certo, Altezza Reale, intenderete il saluto di questo popolo: non sentirete intorno a Voi l'entusiasmo del caldo del Friuli e del Veneto, ma un composto sentimento di affetto che nelle sue intime espressioni avrà però tanto profonde radici come le attestazioni più vibranti che Vi giunsero al cuore nelle altre cento città d'Italia. Il popolo Atesino, nel Vostro sorriso buono, nella Vostra altera figura di Italiano, vedrà l'animo innondarsi (sic) di luce, sentirà il linguaggio e il cammino fatale della Storia, comprenderà l'espressione ed i propositi della nuova Italia e dirà a sé stesso: questa è la mia Patria!, grande di gloria e di tradizioni, per Essa voglio io pure unire lo sforzo del mio volere e del mio lavoro, affinché si eriga nel mondo, a nuovo faro di civiltà e di progresso (…)"
(Volks. 2/9/1926) Dal 28 al 31 agosto il principe Umberto ha visitato l'Alto Adige. Il giorno 30 si è fermato a Bolzano.
Il giorno 30 s'è svolta nel parco del Talvera a Gries la mostra-mercato dei cavalli: la data era stata spostata per farla coincidere con la presenza del principe ereditario. Sono stati presentati 179 capi, 50 dei quali sono stati premiati.
Il generale Umberto Nobile, trasvolatore del polo Nord, visita Bolzano. Ricevuto dalle autorità e dalle note della banda dei ferrovieri, ha poi raggiunto il Municipio, dove gli è stato offerto un vermouth d'onore. Pranzo con le autorità al Bristol, gita in Sarentino, cena sul Virgolo.
Cinquanta boy scout britannici raggiungono Bolzano e si accampano con le loro tende sul piazzale attiguo al museo.
(Volks. 9/9/1926) Dopo 11 settimane di ricerche si rinviene la salma di Oskar Leutkep. Il 20 giugno aveva raggiunto in gita solitaria Cologna, sopra Gries. Sulla via del ritorno era precipitato mentre percorreva un sentiero. E' stato rinvenuto nei boschi sovrastanti San Maurizio da una contadina.
In ripresa continua il turismo a Bolzano: in agosto i turisti sono stati 22.008. Ma nell'anteguerra erano ancora di più: nel 1913 erano stati 25.307.
(P.P. 15/9/1926) Nuovo attentato a Mussolini, che ormai viene identificato sul giornale come "il Duce". "Nelle prime ore del pomeriggio giunsero nella nostra città le prime notizie sull'attentato, dapprima vaghe ed incerte, poi concrete e precise. Alla redazione del nostro giornale, dagli alberghi montani, dai paesi e dalle città dell'Alto Adige, fu un incrociarsi telefonico di domande che durò fino a tarda ora, ovunque esclamazioni di sdegno, ed osanna man mano che si annun-ciava il fatto e poi l'epilogo. Nella serata, nella nostra città veniva affisso dal Fascio locale il proclama del Direttorio del Partito Nazionale Fascista, attorno al quale fu un raccogliersi di gente d'ogni lingua e forestieri in gran numero che si univano ai cittadini ed agli italiani delle altre provincie (sic) nel biasimare l'attentato e nella gioia per lo scampato pericolo. Telegrammi in gran numero, da associazioni, da autorità, da privati vennero spediti al Duce in segno di omaggio e di gioia. Alle ore nove gran numero di fascisti e di sindacalisti si raccolsero alla casa dei Sindacati in Via Gilm, dove convennero pure tutte le autorità. Un grande corteo con in testa la musica dei ferrovieri fasciati e la fanfara della sezione rionale di Oltrisarco snodandosi con a capo le autorità ed una folta siepe di gagliardetti fascisti e sindacalisti, procedette per Via Gilm, e per via Regina Elena, via del Museo, attraversando il centro della città e sfilando davanti al Municipio ed alla Sottoprefettura venne a concentrarsi in Piazza Vittorio Emanuele, dove alla folla parlò il segretario politico del fascio locale. Fascisti e sindacalisti dopo il discorso, sull'attenti, salutate romanamente all'ordine dei capi le autorità, per via Principe Umberto si portarono ancora davanti alla casa dei sindacati sciogliendosi senza che alcun incidente venisse a disturbare la spontanea manifestazione di giubilo per lo scampato pericolo del Duce".
(P.P. 18/9/1926) "Domenica 19 c.m. con un treno speciale giungeranno a Bolzano alcune centinaia di combattenti di Treviso che portano nella nostra città un masso del Montello. Esso verrà murato a suo tempo nel Monumento alla Vittoria".
(P.P. 22/9/1926) "Il Senatore Tolomei aveva inviata una interpellanza al Presidente del Consiglio sull'abusivo uso che si faceva della parola "Alto Trentino" in sostituzione di quella "Alto Adige". S. E. Mussolini ha inviato al Senatore di Gleno la seguente risposta: "La denominazione "Alto Adige", se non ha che un unico precedente storico quale la attribuzione al Dipartimento che durante la dominazione Napoleonica (1810-1815) fu istituito per il territorio corrispondente all'attuale Trentino, ivi aggiunta una parte del territorio ad esso soprastante, risponde però ad un concetto geografico, poiché serve ad indicare il bacino superiore dell'Adige, col vasto raggio dei suoi affluenti, dalle grandi Alpi fino alla stretta di Salorno. Sotto tale riguardo la denominazione "Alto Adige", ferma restando l'unità non solo provinciale, ma regionale, della Venezia Tridentina, appare giustificata. Non poteva, pertanto, il Governo non mantenere la denominazione "Alto Adige" quando dovette regolare l'uso delle denominazio-ni nella Venezia Tridentina. Infatti, con Decreto 8 agosto 1923 del Prefetto della Provincia di Trento, fu stabilito che accanto alla denominazione "Trentino" propriamente detto fosse ammessa la denominazione subregionale di "Alto Adige" per la parte settentrionale della Provincia stessa. Allo stato delle cose qualsiasi diversa denominazione non può ritenersi che illegittima. Sono state, perciò, invitate le competenti Autorità a considerare quale infrazione al predetto decreto ogni denominazione che non rientri fra quelle autorizzate, come, ad esempio, quella di "Alto Trentino", cui si riferisce l'on. interrogante, ed a prov-vedere conseguentemente a norma di legge. MUSSOLINI"
(Volks. 23/9/1926) Riapre il ginnasio-liceo dei padri Francescani. Alla prima classe del ginnasio l'insegnamento avverrà in italiano, dal 1928 sarà in italiano in tutte le cinque classi del ginnasio. Nel liceo (dalla sesta all'ottava classe) l'insegnamento avverrà come attualmente fino al 1928. Dal 1928 le tre classi saranno riservate a studenti interessati alla carriera ecclesiastica.
Con oggi in tutte le panetterie si vende un'unica qualità di pane. Pane "di lusso" è stato sequestrato presso alcuni panettieri.
La 36enne Irene Costa si uccide con una revolverata in casa sua, in via Roggia. E' sposata.
Il 24enne Hubert Hillebrand, segretario dell'hotel Laurin, buon nuotatore, si reca sulle rive dell'Isarco per un bagno ed annega.
Muore a Longomoso a 78 anni il contadino Florian Schweigkofler. Aveva 19 figli, nove dei quali ancora viventi.
(P.P. 25/9/1926) "In via Conciapelli al numero 12 vi era una pubblica fontana. In questi ultimi giorni è stata chiusa. Gli inquilini del numero 12 di via Conciapelli ci scrivono che a sopportare le conseguenze della soppressione sono loro. Essi infatti non hanno acqua (corrente in casa)".
Quinto giro podistico di Bolzano, organizzato dalla Emilio Colombo. I concorrenti sono 66, vince Luigi Rossigni della S.S.Magniniana di Mantova davanti ad Alfredo Furia della 87esima squadriglia aerea di Padova. La Magniniana vince per la quinta volta consecutiva e si aggiudica il trofeo.
(Volks. 30/9/1926) Il piccolo Heinrich Warasin, di cinque anni, cade a Gries in una roggia ma viene salvato in tempo. E' figlio di una vagabonda che viene trattenuta in questura.
Ricorrono i 45 anni della ferrovia Bolzano-Merano.
Si aprono le iscrizioni alla scuola di musica, nella sede di via Portici 20, secondo piano, ossia nel vecchio municipio. Sarà frequentata anche dal futuro maestro Carlo Maria Giulini, per il corso di violino.
Il numero 81 del Piccolo Posto viene sequestrato. Non se ne apprende la ragione
(Volks. 7/10/1926) Il comando di divisione viene trasferito da Trento a Bolzano. Ricevimento festoso in Municipio per il generale Modena e il suo stato maggiore. Il comando s'insedia in via Roma, nei locali della guarnigione (oggi vi si trova la questura). Il comando di brigata viene invece trasferito a Merano.
Si vuole suicidare con una revolverata lungo via Campiglio il ferroviere Severino Moggio, di 25 anni. Tuttavia sopravvive.
(P.P. 9/10/1926) Otto squadre si iscrivono al campionato tridentina di calcio, terza divisione. Sono: U.G. Trento, U.S. Rovereto, Rapid F.C. Bolzano, Amateure F.C. Bolzano, Merano S.C., Hansa S.V. Merano, Alta Punteria F.C. di Brunico, Dopolavoro F.C. Bressanone.
(Volks. 14/10/1926) La scuola di musica, già privata e conosciuta come Musikverein, sostenuta con contributo del Comune, diviene comunale a tutti gli effetti col nome di Istituto musicale Gioacchino Rossini. Il direttore Alois Kofler permane nel suo incarico.
(P.P. 23/10/1926) "E' soppressa la tassa sulla circolazione dei velocipedi e sulle macchine ed apparecchi ad essi assimilabili".
Nelle Sale civiche oltre al ristorante di prima classe se ne è aperto uno di seconda classe. Con cinque lire si possono consumare: pasta asciutta o in brodo, un piatto di carne guarnito, due panini, un quarto di vino, frutta o formaggio, servizio compreso.
(P.P. 27/10/1926) Per poter ottenere un abbonamento alla radio gli abitanti residenti ad oltre 1.500 metri di quota dovranno farne domanda alla questura, per il circondario di Bolzano, alle sottoprefetture negli altri casi.
"Il comando di divisione dei RR.Carabinieri è stato trasferito dall'ex hotel Vittoria, rimpetto (sic) alla stazione ferroviaria, all'ex hotel Gasser".
(Volks. 28/10/1926) Cade dal tetto di un fienile e muore a San Giacomo il 37enne Giovanni Pallaoro. Vi era salito per ripararlo; per non scivolare sulle tegole aveva avvolto i piedi in stracci.
(Volks. 30/10/1926) Bolzano diviene capoluogo della neo-costituita Provincia. La Venezia Tridentina, pertanto, si sdoppia nelle due province di Trento e di Bolzano.
(P.P. 3/11/1926) Disastro ferroviario sulla Bolzano-Merano, tra Gargazzone e Lana. L'Adige in piena erode la massicciata, finiscono nel fiume la locomotiva e due vagoni passeggeri (fortunatamente vuoti) mentre altri due si rovesciano sulla scarpata. Restano sui binari gli ultimi tre vagoni. Nell'incidente muoiono il macchinista ed il fuochista, Claudio Bruschi e Guido Destremi.

Un decreto prefettizio datato Trento 9 novembre, ritenuto che la società sportiva Turnverein Bozen svolga attività contraria all'ordine dello Stato, ne dispone lo scioglimento. I giornali non ne fanno cenno. In un suo libro di memorie ne parla l'atleta Toni Ruedl (Turnen und Sport, Innsbruck-München, Südtirol-Verlag, 1974): "...il 18 novembre, alle 6 di sera, la palestra del Turnverein Bozen fu occupata da una squadra di armati. Noi eravamo in tre, nei locali posteriori, e da lì tentammo di salvare qualcosa attraverso le inferriate, quadri, stuoie di cuoio, indumenti, attrezzi a mano ecc. Fummo scoperti e dovemmo fuggire, inseguiti... La direzione (del Turnverein) fece stampare manifestini listati a lutto, che noi nel corso di quella stessa notte diffondemmo. Era l'ultimo indirizzo di saluto del nostro direttivo, il suo ed il nostro commiato".

(Dol. 24/12/1926) Appare nelle edicole una testata nuova, il “Dolomiten”. E’ in pratica l’erede del “Landsmann” che aveva chiuso le pubblicazioni con l’ultimo numero del 26/10/1925. Dopo oltre un anno di silenzio, il giornale di via Museo torna ai suoi lettori con una veste nuova ed una nuova testata. Il “Dolomiten” chiuderà le pubblicazioni con l’avvento del nazismo (settembre 1943) per riprenderle poi nel dopoguerra, nel maggio 1945.
Si dà notizia della costituzione della Provincia di Bolzano. Il primo prefetto sarà il grand’ufficiale dottor Umberto Ricci, da Altamura. La decisione costitutiva della Provincia di Bolzano è stata assunta dal Consiglio dei ministri in data 6 dicembre.
A Oltrisarco il bambino Enrico Catoi di sette anni viene investito da un’automobile, che procedeva a non più di 10 km all’ora, e ucciso.
(Dol. 27/12/1926) Negli indirizzi postali i toponimi debbono figurare esclusivamente in italiano.
Il giornale riporta in breve i processi celebrati dalla Corte d'Assise di Bolzano dal 16 al 30 novembre, periodo nel quale non è uscito. E' interessante scorrerli per farsi un'idea del clima di violenza, ben superiore a quello d'oggigiorno, che alimentava allora le cronache altoatesine:
16 novembre: condannata a due anni, ma poi amnistiata, l'operaia 21enne Clementina Viel per infanticidio;
18 novembre: processo al 29enne Giuseppe Coltri per omicidio nei confronti di Johann Angerer;
22 novembre: Matthias Ratschiller (24 anni) e la sua amante Josefine Tscholl (22 anni) sono giudicati per l'uccisione della moglie del Ratschiller (rispettivamente oltre 18 e 16 anni di reclusione);
26 novembre: Adolf Braunhofer, di 26 anni, viene giudicato per omicidio per rapina, omicidio e due tentati omicidi, tutti delitti compiuti a 17 anni. Condanna a oltre 16 anni;
29 novembre: la trentenne Caterina Zanol viene giudicata per l'uccisione a coltellate del coniuge 65enne. La Zanol aveva incolpato del fatto un'altra persona, rimasta a lungo in carcere. E' stata infine condannata ad oltre 16 anni;
30 novembre: Per l'uccisione a coltellate di Jakob Wieser viene giudicato Mathias Issinger: due anni e mezzo;
10 dicembre: Viene giudicato e condannato per duplice tentato omicidio un ladro, il 23enne Viktor Lanznaster, che sorpreso in casa dal derubato, ne era fuggito dopo averlo ferito con tre colpi di pistola.
Altri casi di processi per omicidio si erano risolti con l'assoluzione a vario titolo degli imputati.
(Dol. 31/121926) Per ospitare provvisoriamente Prefettura, Questura e amministrazione provinciale, si requisisce l'hotel "Vittoria", sito davanti alla stazione. In precedenza erano ospitati nel retrostante palazzo Widmann, dove più tardi torneranno ad insediarsi.

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