Bolzano scomparsa


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1935

Cronache del passato > 1935-1939

DAL MONDO


In febbraio plebiscito nella Saar, contesa tra Francia e Germania. Il risultato sarà eclatante: per la Francia lo 0,4% dei votanti, per la Germania il 90%, per lo status quo l'8,87%. La Saar torna pertanto alla Germania. In marzo, rivolta in Grecia, ma i rivoltosi saranno sconfitti e il loro capo Venizelos troverà scampo all'estero. In aprile a Stresa si incontrano i plenipotenziari di Francia, Gran Bretagna e Italia (Mussolini) per definire gli equilibri europei, che garantiranno tra l'altro l'indipendenza dell'Austria contro le mire annessionistiche della Germania. Muore a Wool in un incidente motociclistico il maggiore britannico Shaw, noto come Lawrence d'Arabia. Al Giro d'Italia il 25 maggio appare nelle cronache per la prima volta il nome di Gino Bartali, vincitore di una tappa di montagna all'Aquila. All'inizio di giugno quarantamila morti per un terremoto nel Belucistan. A metà giugno il consiglio dei ministri istituisce il "sabato fascista", che "si inquadra nel complesso delle provvidenze apprestate dal Regime per la preparazione politica, culturale, sportiva e principalmente militare - e cioè fascista - del popolo" (La Provincia di Bolzano, 16/6/1935). Primo Carnera è sconfitto per KO tecnico alla sesta ripresa dal "negro ventunenne Joe Louis". In previsione di una guerra con l'Etiopia, l'Italia mobilita. In luglio per un'inondazione in Cina dello Yang-Tse si parla di centomila morti A fine luglio s'inaugura la linea aerea Roma-Parigi. In agosto un'inondazione provoca 14 morti nel Grossetano; centoundici morti nell'Alessandrino (70 solo a Ovada e dintorni). A fine mese la regina Astrid del Belgio muore in un incidente automobilistico; si trovava nella vettura, condotta da re Leopoldo, che era finita in un canale. Pressoché illeso il re. I primi di settembre un ciclone in Florida provoca oltre 500 morti. Domenica 8 settembre i viaggiatori sui "treni popolari" in Italia sono stati 67.077. Il Consiglio dei ministri italiano respinge le proposte del comitato dei 5, alla Società delle Nazioni, intese ad evitare la guerra in Abissinia. Viene fucilato a Santa Maria Capua Vetere il violentatore e assassino di una bambina di 6 anni. I primi di ottobre inizia l'invasione dell'Etiopia. In ottobre colpo di stato in Grecia: torna la monarchia. Etiopia: la Società delle Nazioni delibera le sanzioni contro l'Italia; l'Italia abolisce la schiavitù nelle zone occupate. Il governo invita i cittadini italiani a donare oro alla Patria: A metà dicembre s'inaugura Pontinia, terza città dell'"Agro redento" dalla bonifica fascista.


A BOLZANO GIORNO PER GIORNO


(Prov BZ 1/1/1935)
Nell'ex chiesa dei Domenicani si stanno riportando alla luce antichi affreschi di scuola riminese del '300. Emergono "in parte nel sottotetto e in parte nei locali della attuale scuola d'arte industriale" (l'istituto tecnico aveva sede nell'ex convento dei Domenicani, ndr). Sono tali "da rallegrare profondamente chi ha sempre creduto in quei diritti spirituali dell'italianità su queste terre, che i documenti del passato ci vanno man mano confermando".

Affresco Trecentesco nella chiesa dei Domenicani

(Prov.BZ 6/1/1935) "La Befana del Duce - La Federazione dei Fasci di Combattimento distribuirà oggi ventimila pacchi-regalo ai bimbi poveri".
(Prov.BZ 8/1/1935) Prima leggerissima nevicata stagionale in città.
(Prov.BZ 9/1/1935) L'Aeroclub, che conta un centinaio di soci, in tre anni ha dato alla riserva 32 nuovi piloti. Ne è commissario il rag. Luigi Rebora.
(Prov.BZ 10/1/1935) Nuovo reggente della stazione E.I.A.R. di Bolzano è il col. Filippo Giaccone
"Con l'incontro di domani in via Campiglio riprende dopo lunghissima stasi l'attività hockeistica cittadina". Di fronte il G.U.F. di Padova e l'Hockei (sic) club Renon. In crisi invece l'hockey bolzanino.
(Prov.BZ 12/2/1935) "500 persone si pigiavano attorno al rettangolo ghiacciato".
Il ponte Talvera, costruito nel 1900, dev'essere abbattuto e ricostruito con criteri più moderni: il Comune sta studiando un possibile progetto. Come chiamarlo? Dopo la costruzione di ponte Druso, si ipotizza un "ponte Claudio".
(Prov.BZ 15/2/1935) "Nella Federazione dei Fasci - Mi consta che alcuni proprietari di fabbricati rifiutino di affittare appartamenti a famiglie con bambini. Questo argomento non è nuovo. Ricordi a questi signori che il loro atteggiamento - ispirato da un egocentrismo insopportabile in una epoca in cui l'incremento della stirpe è considerato come una necessità politica, economica e sociale - è in netto contrasto con le direttive del Regime e pertanto passabile di adeguati provvedimento - Il Segretario Federale".
"Il generoso gesto di una Camicia nera. Dona il proprio sangue ad un infermo".
(Prov.BZ 16/2/1935) Lo Sci club vara il calendario delle manifestazioni per la stagione invernale (?!).
(Prov.BZ 16/2/1935) "Parole ai giovani - Disciplina e ardore - Ieri sera alle ore 20.30, i Giovani Fascisti della città, si sono concentrati alla Casa del Fascio, per una delle abituali improvvise mobilitazioni che servono a porre in risalto la effi-cienza della quadrata organizzazione giovanile del partito. Come sempre anche ieri sera la Camicie nere hanno risposto magnificamente all'appello e alle ore 21 i reparti preceduti dalla musica del Comando Federale, hanno attraversato le vie del centro, sfilando dinanzi al Palazzo del Governo e rientrando quindi ordinatissimi alla Casa del Fascio. Un'ondata di fresca ed esultante giovinezza, ha ravvivato l'atmosfera della città, già semi avvolta nel silenzio notturno Alalà festosi al DUCE e alla Causa, canti che ricordano qui ai confini della patria, in una. provincia doppiamente cara al nostro cuore la volontà indomabile del Fascismo di spazzare inesorabilmente, dal suo cammino glorioso, i pavidi e i ritardatari, i nemici palesi ed occulti. Le giovani Camicie nere, al compimento delle loro esercitazioni, sono state passate in rivista dal Comandante Federale che ha loro rivolto incisive parole. Il Gerarca si è compiaciuto dell'alto spirito che anima i Giovani Fascisti cittadini e li ha incitati ad amare con la loro divisa - che evoca nei colori di Roma le millenarie tradizioni del nostro paese e nella Camicia nera le glorie dello squadrismo - la disciplina consapevole e intelligente, leva di forza, strumento di potenza. Non manifestazioni piazzaiole superate nel tempo, non esuberanze ingiustificate, ma serena e cavalleresca fermezza nell'adempimento del loro dovere: questa è la via che i Giovani Fascisti atesini devono percorrere dando ovunque esempio di compattezza e di serietà. Il raduno si è chiuso col saluto al DUCE".
(Prov.BZ 18/2/1935) Sport. "Abbiamo da Roma: Il Direttivo divisioni superiori ha multato di lire cento la Bolzano Calcio per il contegno scorretto del pubblico durante la gara Bolzano-Monfalcone. Ha ammonito i capitani del Napoli e Ambrosiana, Vincenti e Meazza, perché all'inizio della partita si salutavano stringendosi la mano anziché col saluto romano".
"La danza delle ore - bizzarrie degli orologi bolzanini, in eterno contrasto tra di loro".
(Prov.BZ 19/2/1935) "Noi e gli altri - La Bolzano di domani - Lo sviluppo di Bolzano italiana, anche in questa tregua invernale che segna l'arresto di tutte le opere edilizie, continua ad essere oggetto di largo interesse e di vasto esame. E' di ieri un notevole studio del collega Alfio Berretta, comparso sulla 'Stampa' di Torino e dedicato all'avvenire di questa nostra città, la cui mole e la cui importanza nella vita nazionale sta assumendo proporzioni sempre più cospicue. L'articolo del collega Berretta, interessante e veritiero in molti punti è invece troppo ottimista o addirittura fuori della realtà in altri. Questi contrastanti aspetti ci offrono il destro a qualche stralcio e a qualche breve commento. "0ggi Bolzano - scrive il giornale torinese - è un immenso cantiere; dovunque è febbre ed ansia di lavoro: abbattere, ricostruire, trasformare; in un immediato domani Bolzano sarà una grande città di centomila abitanti, sentinella estrema della Patria verso il Nord; fulcro e centro propulsore della cultura, della forza e della gentilezza italiana Così, unitamente al rifacimento della parte vecchia, sorge la nuova città, là dove prima non c'erano che prati sottoposti al capriccio del Talvera, che a volte si divertiva a ingrossarsi e spandersi dappertutto. Dei passi giganteschi che in poco meno di dieci anni Bolzano ha fatto, si è convinti dando uno sguardo alle cifre che, molte volte, trasformano la loro aridità schematica in un fervente inno di vita". (…)

Si costruisce l’odierno corso della Libertà

(Prov.BZ 23/2/1935) Il 27 dalla "Scala" si trasmetterà via radio il "Nerone", ultima opera di Pietro Mascagni. Chi non fosse ancora provvisto di apparecchio radio può prenotarsi per trovar posto nell'auditorium dell'E.I.A.R. di Bolzano, in via Regina Elena.
(Prov.BZ 24/2/1935) Il giornale riproduce due foto scattate dall'estremità ovest di ponte Talvera verso il Catinaccio: la prima, quando la vista del massiccio era impedita dalla torre gotica del museo; la seconda, dopo il suo abbattimento (provvedimento commissariale del Comune del 22 dicembre 1934). Il panorama col Catinaccio è stato ripristinato e il giornale se ne compiace. Nel tardo dopoguerra la torre gotica è stata ricostruita. E' evidente che la costruzione, abbattimento e ricostruzione della torre hanno sempre avuto una motivazione politica: la torre cioè è stata costruita in uno stile "tedesco".
(Prov.BZ 2/3/ 1935) Al cinema "Centrale" si proietta "Viva Villa", con Wallace Beery.
(Prov.BZ 3/3/1935) "La Commissione per il confino - Diciassette antifascisti assegnati al confino di polizia - Altri provvedimenti - La Commissione Provinciale di cui all'Art. 106 del T. U. delle Leggi di P. 8. In seguito alla sua ultima riunione dal 23 febbraio u.s. ha disposto l'assegnazione al confino di polizia di 17 persone; ha inflitto l'ammonizione in confronto di altre 6 ed ha demandato al Questore la diffida a' sensi dell'art. 164 del citato T,U. in confronto di altre 14 persone, tutte responsabili di manifestazioni antinazionali". Nel successivo commento redazionale: "Non vi è respiro per i nemici della Patria e del Regime. Braccia, aperte - ci richiamiamo a una frase che trovò larga eco in un raduno al Consiglio dell'Economia - a chi intende con animo puro operare per le fortune d'Italia - ma il peso implacabile della legge su chi agisce ai danni della Nazione".
(Prov.BZ 5/3/1935) Si apre un problema: Bolzano non dispone di una sala per concerti dall'acustica accettabile.
(Prov.BZ 8/3/1935) "Cinque anni di spettacoli al teatro civico". Gli spettacoli sono stati: nel 1930, 99; nel 1931, 65; nel 1932, 25; nel 1933, 54; nel 1934, 52: Nell'anno più ricco di appuntamenti, il 1930, si sono rappresentate 15 opere, 8 varietà, 7 concerti, 13 operette, 21 commedie.
(Prov.BZ 9/3/1935) Un'inserzione per l'assunzione di un contabile: "Scapolo, capacissimo, di mitissime pretese. Se competente, energica, lavoratrice, eventualmente ragioniera". Il giornale protesta: gli scapoli non sono visti di buon occhio, perchè non collaborano alla crescita demografica del paese.
(Prov.BZ 10/3/1935) "La statua del trovatore Walther trasferita in via Roma - Che la statua di Walther von Vogelweider (sic) poeta lirico di grande fama e di incerta origine - certamente non atesina - eretta nel 1891 nulla piazza principale di Bolzano dovesse mutare domicilio era da tempo saputo. La presenza del trovatore, scolpito nel bianco marmo dall'artista venostano Natter, se si tiene presente lo scopo spiccatamente politico per cui era stato collocato nel centro dì Bolzano, era una solenne stonatura in una città cui il Fascismo ha rinnovato il volto e si accinge a mutare lo spirito. A tagliar corto alle molte voci e ai molti dubbi è intervenuta in data di ieri una delibera del Commissario al Comune con la quale la sorte del monumento resta definitivamente fissata. Nella sua delibera il Commissario adducendo tra l'altro anche la necessità di sgombrare un punto nevralgico della circolazione cittadina, ha disposto che la statua venga trasportata nel giardino rettangolare, delimitato dalle vie Dante e Carducci, a metà del lato settentrionale, in luogo alberato e tranquillo, intonato a ciò che Walther rappresenta nell'arte trovadorica del 1200. Alla spesa relativa si provvederà con i mezzi ordinari di bilancio. Il provvedimento avrà applicazione nei prossimi giorni. Walther che avremmo preferito in un Museo avrà in tal modo ancora una funzione ornamentale in città. Questo singolare trovatore - che in Alto Adige era semplicemente un intruso - ha avuto ancora una volta fortuna".

Il trasferimento del monumento a Walther von der Vogelweide

(Prov.BZ 12/3/1935) "Al Segretario Federale è giunto il seguente telegramma: "Il Duce ha concesso un contributo di lire mille alla famiglia del Balilla Giuseppe Stauder travolto a Sarentino dalla valanga il 28 febbraio. - Il Segretario del P.N.F. Achille Starace".
(Prov.BZ 13/3/1935) Nella Taverna municipale s'inaugura la dodicesima mostra dei vini. Oltre 200 le qualità di vino esposte. Numerose autorità, con a capo il prefetto Mastromattei. La taverna è gestita dalla "signorina Reheis".
Grande concerto orchestrale al Teatro civico, sotto la direzione del maestro Mario Mascagni. Un grazie al Comune che ha finanziato la costituzione di un consistente e valido complesso orchestrale. In programma Ciaikowskji, Tartini, P.Mascagni, Rossini e il compositore bolzanino Edoardo Lucerna. Sono presenti anche i duchi di Pistoia, ma il pubblico è scarso.
(Prov.BZ 14/3/1935) Il presidente della F.I.S.I., S.E. Ricci, visita "i campi nevosi dell'Alpe di Siusi (…) per studiare la possibilità di una maggiore utilizzazione della zona per gli sport sciistici e del ghiaccio". L'altopiano di Siusi è considerato propaggine della val Gardena, dato che è da lì che vi si sale.
(Prov.BZ 15/3/1935) Gli sposi in viaggio di nozze che scelgono come meta Roma hanno diritto ad una riduzione ferroviaria dell'80%. Dal 28 luglio '32, quando questa provvidenza è stata istituita, le coppie altoatesine che ne hanno usufruito sono state 133.
(Prov.BZ 17/3/1935) Al Teatro civico, recite di successo con la compagnia "Cimara - Adani - Melnati".
All'"Eden", "Caterina di Russia" con Marlene Dietrich.
(Prov.BZ 19/3/1935) S'inaugura il nuovo trampolino per il salto con gli sci a Costalovara (Renon) con una gara ("saltatori d'eccezione") vinta da Mario Bonomo, "l'olimpionico dallo stile perfetto". Cade e viene ricoverato a Bolzano in prognosi riservata Antonio Rodighiero (Asiago).
(Prov.BZ 20/3/1935) Il cortinese "Renato Valle vince alla Marmolada la gara di discesa obbligata". E' considerato il primo slalom gigante della storia dello sci, "inventato" dal bolzanino Gunther Langes, uomo sportivo e futuro direttore del quotidiano nazista Bozner Tagblatt (1944). Il tempo del vincitore: 6'21"3/10.
A partire dal prossimo aprile le biciclette dovranno essere dotato di fanalino posteriore rosso.
Il Comune decide la costruzione di una nuova chiesa "al Quirino". Si chiamerà "Regina Pacis".
(Prov.BZ 22/3/1935) "Mille avanguardisti rappresentanti la compatta falange delle giovani camicie nere dell'Alto Adige hanno lasciato ieri sera la nostra città, diretti a Roma, ove parteciperanno alle manifestazioni per la celebrazione dell'Annuale di Fondazione dei Fasci di Combattimento".
(Prov.BZ 21/3/1935) "A sedici anni dalla adunata di piazza S.Sepolcro con solenni cerimonie le Camicie nere atesine celebrano l'annuale della fondazione dei Fasci - L'omaggio al Monumento alla Vittoria - La inaugurazione dei corsi di preparazione politica per i giovani alla presenza di S.A.Reale il Duca di Pistoia - L'elevato discorso dell'on. Pavolini - Il rapporto dei Podestà e dei Segretari politici". Si sono distribuiti i "brevetti della Marcia su Roma". Dopo quello al defunto Aurelio Dallo Specchio, sono stati consegnati personalmente all'ing Marco Marchignoli (Bolzano), a Riccardo Borroni (Brunico), a Giuseppe Pigarella (Merano), a Zeno Fossi (Bolzano), a Silvio Tabarelli De Fatis dei Fasci di Trento, trasferito a Bolzano.
(Prov.BZ 27/3/1935) Al cinema "Eden" si proietta "Piccola Stella", con l'attrice bambina Shirley Temple.
(Prov.BZ 29/3/1935) La Gazzetta Ufficiale pubblica il decreto del 7 marzo 1935-XIII relativo alle "norme per espropriazioni necessarie alla creazione della zona industriale di Bolzano".
(Prov.BZ 3/4/1935) La cronaca riferisce un nuovo caso di trasfusione di sangue, eseguita nell'ospedale civile.
(Prov.BZ 5/4/1935) Iniziano al campo Druso di "agonali dello sport" per gli studenti delle scuole medie, che saranno impegnati nei giorni a seguire in numerose competizioni sportive. "Ciò significa chiaramente che gli studenti medii (sic) sono il naturale vivaio dal quale scaturiranno i prossimi goliardi universitari, e come tali debbono essere curati ed indirizzati alle discipline più idonee alle loro possibilità".
(Prov.BZ 7/4/1935) "Gli aspetti della lotta antitubercolare nella nostra provincia". "I morti per tubercolosi, pertinenti della città di Bolzano, sono stati 67 nell'anno 1931, 62 nell'anno 1932, 51 nell'anno 1933 e 43 nell'anno 1934".
Pubblico folto al debutto della compagnia di Armando Falconi al Teatro civico. In scena "Joe il Rosso" di Dino Falconi.
(Prov.BZ 9/41935) Stasera la compagnia Falconi va in scena con "La spada di Damocle" di Testoni. Nuovamente tutto esaurito.
(Prov.BZ 11/4/1935) "Un avanguardista della nostra città, Vittorio Zuccoli di Vittorio d'anni 14, abitante in via Cavour, è stato citato all'ordine del giorno dell'O.N.B. per un atto di coraggio, compiuto a Bolzano il 2 marzo scorso. Scorta una sorellina di 4 anni in pericolo di annegare nella roggia di via Conciapelli, si lanciava in suo soccorso e riuscito ad afferrarla per le vesti, non potendo da solo trarla in salvo, la tratteneva con spasmodico sforzo finché, attratti dalle sue disperate invocazioni di aiuto, accorrevano sul posto il padre e il pompiere Giovanni Cagol che operavano il salvataggio".
(Prov.BZ 16/4/1935) S'inizia a Bolzano la V campagna antitubercolare. "L'incitatrice parola di S.E. Mastromattei alla folla adunata al teatro civico". "Il prof. Lurà ha quindi rilevato che oggi per merito del Fascismo, la mortalità per tubercolosi è diminuita del 50 per cento rispetto al 1922".
(Prov.BZ 17/4/1935) In cronaca di Bolzano appare la foto di uno "slittino a vela", costruito dagli ingegneri Carlo ed Ottone Gutweniger di Dobbiaco. "I campi di neve di Dobbiaco (…) sono risultati eccellenti per la nuova simpatica ed elegante forma di sport invernale". Più che di uno "slittino", si tratta di uno "slittone".
(Prov.BZ 19/4/1935) "La solenne consegna delle armi alle reclute del '14 - L'austero rito alla caserma Vittorio Emanuele III alla presenza della rappresentanza fascista - Il vibrante saluto di S. A. Reale il Duca di Pistoia ai nuovi fanti del 232.o Fanteria - La superba sfilata dei reparti". "Alle reclute del 1914, ai ragazzi che hanno iniziato da appena pochi giorni la loro vita di caserma, e stato concesso ieri l'ambito privilegio dei soldati: quello di poter portare le armi. Con austera cerimonia militare altamente significativa è stato infatti consegnato, alle reclute del 232° Fanteria, il vecchio glorioso '91, 1'arma portata con onore dal fante in tutte le battaglie. Il simbolico rito, preludio ad un periodo di, addestramento, che farà delle reclute di oggi i perfetti soldati di domani, si è svolto in un'atmosfera di vibrante patriottismo (…)"
(Prov.BZ 21/4/1935) Grande spazio viene dedicato alla riscoperta e al restauro degli affreschi trecenteschi nella chiesa dei Domenicani.
(Prov.BZ 23/4/1935) In vicolo dei Campi a Gries una bimba di tre anni cade in una tinozza seminterrata piena d'acqua e muore. "Nella loro immensa disgrazie i genitori hanno avuto un grande conforto dall'affettuoso interessamento di S.A. Reale il Duca di Pistoia che conosciute le condizioni di miseria in cui si dibatte la sventurata famiglia, ha voluto far pervenire al padre un suo personale soccorso al fine di consentire degne onoranze alla misera salma".
(Prov.BZ 25/4/1935) Esce la nuova carta stradale della provincia di Bolzano. "La nuova edizione, particolarmente curata, risolve finalmente una grave deficienza (…). Senza andare alla cartografia prebellica, superata dalle innovazioni toponomastiche successivamente operate dal '18 ad oggi, senza ricordare le prime carte edite nel burrascoso periodo post-bellico, che risentivano degli alti e bassi di una soluzione politicamente incerta specie nello sviluppo dell'azione nazionalizzatrice in questa provincia di confine, accenneremo anonimamente ad una carta edita da uno dei più seri istituti cartografici nostri, e che in pieno Anno XII metteva in bella mostra denominazioni cancellate anche dall'uso comune da molti anni".
(Prov.BZ 30/4/1935) Quasi due intere pagine sono dedicate alle manifestazioni per il Natale di Roma. "La esaltazione del Natale di Roma ha in Alto Adige una particolare significazione - Bolzano celebra superbamente la festa del lavoro - Imponente adunata di popolo e solenne omaggio al Monumento della Vittoria - La celebrazione al Teatro Civico alla presenza di S.A. Reale il Duca di Pistoia e delle più alte Gerarchie provinciali - Il Segretario Federale in un incisivo discorso esalta l'opera costruttrice e civilizzatrice di Roma in ventisette secoli di storia". Con l'occasione nel greto dell'Isarco è stato inaugurato "l'ippodromo Roma". Migliaia di persone (…), mentre gli invitati, fra i quali si notava numerosissimo l'elemento femminile, che ha portato alla manifestazione una nota di grazia e di eleganza, hanno preso posto vicino alla tribuna eretta per le autorità sugli spalti del Lido".
(Prov.BZ 1/5/1935) Muore all'ospedale il motociclista 24enne Gebardo Petermaier che in piazza Dodiciville s'era scontrato "contro l'automobile BZ 1904 guidata dall'autista Giovanni Tauber di Francesco di anni 49".
(Prov.BZ 9/5/1935) Al Teatro civico inizia con "Sonnambula" di Bellini una breve stagione lirica. Canta il soprano Toti dal Monte.
(Prov.BZ 11/5/1935) Sono di turno "Cavalleria" e "Pagliacci".
(Prov.BZ 12/5/1935) "Successo completo e straripante di un pubblico che aveva esaurito ogni ordine di posti".
(Prov.BZ 16/5/1935) "A dodici anni dalla battaglia del Vodice e di Zagomilla - Il giuramento dei fanti d'"Avellino" - S.A. il Duca di Pistoia alle maschie e solenni manifestazioni".
(Prov.BZ 17/5/1935) "Un significativo dono è giunti in questi giorni alla Villa Reale Roma a Gries. S.E. Bottai, Governatore di Roma, ha offerto alle LL.AA.Reali i Duchi di Pistoia una superba riproduzione in bronzo della lupa capitolina, insigne monumento custodito sul Colle Sacro. La lupa sarà collocata su un basamento in pietra al centro della scalea d'ingresso della Villa".
Corte d'Assise. Antonio Messner e Giovanni Helbock, autori di furti ed altro, sparano tre colpi contro due carabinieri che li stavano arrestando, ferendo uno dei due militi. Il fatto avviene in una malga vicino a Rifiano. Messner viene condannato a 11 anni e 4 mesi, Hellbock a 9 anni e 11 mesi.
Dopo essersi fatta desiderare invano a Natale, la neve "fa la sua prepotente ed inopportuna comparsa ieri sera poco dopo le 18,30".
(Prov.BZ 19/5/1935) Giunge a Bolzano e si ferma in piazza Vittorio Emanuele III l'"autotreno del vino", esposizione itinerante dei vini italiani.
(Prov.BZ 21/5/1935) Inaugurazione sotto la pioggia della mostra itinerante dei vini italiani. "Mentre la visita si svolgeva gli altoparlanti scandivano le note della Marcia Reale e di Giovinezza, alle quali sono seguite le canzoni d'elogio del vino, tipico prodotto della terra italiana, bevanda antica e letificante".
(Prov.BZ 22/5/1935) Trecento Giovani Italiane della provincia, scelte tra le più meritevoli, partono da Bolzano in visita a Roma.
Corte d'Assise. Condannato a 30 anni Giovanni Psenner da Fiè, che il 23 novembre 1933 aveva ucciso in un bosco Maria Harder, sposata, dopo aver tentato di farle violenza.
(Prov.BZ 23/5/1935) Un lungo articolo sulla situazione ospedaliera di Bolzano e provincia. "L'ospedale di Bolzano, nell'immediato dopoguerra, esplicava la propria funzione sanitaria esclusivamente nei due primi primariati di chirurgia e medicina generale, con la variante di un primariato di oculistica. La Divisione Chirurgica disimpegnava il servizio, oltreché di chirurgia generale, anche di ostetricia ginecologica, di otorinolaringoiatria, di dermosifilopatia; quello di Medicina il servizio di medicina generale, di psichiatria e di pediatria (…). Il servizio di Radiologia non era centrale, bensì espletato, a seconda delle esigenze, da ogni singola divisione con un solo apparecchio radiologico (…). Il servizio generale d'assistenza infermiera era disimpegnato esclusivamente dalle suore, per i degenti di sesso femminile, mentre per quelli di sesso maschile vi erano tre o quattro infermieri". L'articolo precisa i successivi ampliamenti fino al 1934. In particolare i ricoverati che erano stati 3.601 nel 1920, sono saliti a 4.509 nel 1934. Attualmente l'ospedale dispone - vi si legge - di 600 letti.

L’ospedale civile fu costruito nel 1859


(Prov.BZ 25/5/1935) Corte d'Assise. Condannato a 17 anni Giovanni Schwabl, che nell'inverno precedente a Bolzano nell'abitazione della donna contesa, in via Piave aveva ucciso per gelosia a revolverate il cugino Giacomo Stampfer.
Al campo sportivo "Druso" seimila giovani danno vita ad un saggio ginnico, "stupendo spettacolo di disciplina e di energia".
(Prov.BZ 26/5/1935) (A Trento il Re inaugura il monumento a Cesare Battisti)
A Bolzano in Corte d'Assise compaiono Paolo Hofer e Giovanni Gufler, che il 17/10/1933 al rifugio Piano assassinarono tre finanzieri che li avevano arrestati, per poi darsi alla fuga. Dopo alcune udienze saranno condannati a morte.
(Prov.BZ 28/5/1935) Si conclude il campionato di calcio di prima divisione. Il Bolzano batte la Ponziana 2-1. "Non si è mai visto giocare così male; una partita pietosa. La colpa non è proprio tutta dei biancorossi. I loro avversari, infatti, erano ancora più schiappe".
"Il DUCE ha ricevuto nella Sala Regia di Palazzo Venezia le 300 Giovani Italiane di Bolzano, che gli hanno fatto omaggio di un album contenente le loro firme (…). Le tre centurie di fanciulle di questa romana terra del Brennero che nelle file dell'organizzazioni ballilistica, pupilla del Regime, vengono educate e temperate nello spirito e nel corpo secondo le alte finalità etiche del Fascismo nel clima appassionato della Rivoluzione d'ottobre, hanno riconfermato al Capo, in una irrefrenabile manifestazione di fede entusiastica, tutta la spontanea dedizione, la disciplinata passione, la incrollabile certezza, che animano la gioventù fascista dell'Alto Adige".

Giovani fasciste reduci da Roma

(Prov.BZ 1/6/1935) Il principe ereditario Umberto compie una "rapida escursione" in Alto Adige "in forma privatissima". Giunge in treno a Bolzano, si spinge in auto fino nell'Alta val Venosta, nel viaggio di ritorno sosta a Nalles "ove (…) ha voluto visitare la casa e le cantine di un giovane atesino che prestò servizio militare nel Reggimento da Lui comandato". Omaggiato dalle autorità, ha ripreso il treno in serata. La "folla cospicua" che s'era adunata all'esterno della stazione, al suo apparire era "scattata in una vibrante entusiastica acclamazione".
(Prov.BZ 2/6/1935) Festa dello Statuto. In piazza Vittorio Emanuele III rivista e sfilata militare.
All'ospedale si effettua una nuova trasfusione di sangue
Mentre al confine con l'Etiopia spirano venti di guerra, cento operai altoatesini partono per l'Africa orientale. La loro è una "maschia e volontaria decisione" e rappresenta "la più serena ed esauriente risposta alla lacrimogena prosa di alcuni giornali stranieri ai quali appariva insopportabile la sorte di militari atesini dislocati nelle lontane assolate terre africane. Quasi che l'Asmara fosse una piana desertica e non un altipiano dove il clima è dolce". Gli operai percepiranno una paga minima di lire 25 giornaliere e saranno perciò in grado di "sensibilmente finanziare le famiglie lontane".
(Prov.BZ 4/6/1935) "L'entusiastico saluto della gente bolzanina alla centuria di operai partente per l'Africa orientale". "E' gente che è avvezza a lavorare duro. Uomini dell'alpe e della piana, quadrata, dai volti abbronzati e dai nervi saldi, decisamente pronti al caldo e al freddo".
(Prov.BZ 6/6/1935) A conclusione del campionato di calcio di prima divisione, girone A, la situazione è la seguente: 13 squadre, 25 partite per squadra, ai primi tre posti nell'ordine: Udinese, Fiumana e Trento. All'ottavo posto figura il Bolzano con 11 vittorie, quattro pareggi e dieci sconfitte.
(Prov.BZ 9/6/1935) "Bolzano fascista accoglie festosamente quattromila combattenti reggiani".
(Prov.BZ 11/6/1935) Si svolge a Bolzano un "convegno giornalistico internazionale", che appare in realtà come un'iniziativa promozionale turistica.
Il panettiere 24enne Ermanno Nones finisce con la sua moto sotto un autotreno in via Stazione e muore. "Notevole velocità".
(Prov.BZ 13/6/1935) Si propaganda il volo. I giovani fascisti di Bolzano hanno visitato domenica il campo d'aviazione. "La gioventù fascista, che all'esempio del Capo cresce maschia e forte, sprezzante del pericolo, anelante di gloria e di vittoria, può e deve conoscere l'ARMA che il Regime ha potenziato al massimo grado e che al Regime ha donato tanti trionfi".
(Prov.BZ 14/6/1935) Il consiglio superiore dei lavori pubblici approva il progetto dell'Istituto per le case economiche e popolari di Bolzano, relativo alla costruzione del primo dei tre lotti di "case popolari destinate per gli operai che saranno impiegati nei nuovi stabilimenti industriali".
(Prov.BZ 22/6/1935) Nuovo segretario federale a Bolzano viene nominato Almo Vanelli, che sostituisce dopo soli otto mesi Marcello Tallarigo. L'indomani viene definito "combattente e mutilato di guerra, squadrista".

Il segretario federale Almo Vanelli

(Prov.BZ 23/6/1935) Trentuno camicie nere altoatesine si accingono a partire per l'Africa orientale, ove spirano venti di guerra. Saranno inquadrate nella divisione "21 Aprile".
(Prov.BZ 25/6/1935) Le 31 camicie nere sono volontari. Attorno a loro al momento della partenza s'è accesa una "ardente manifestazione d'entusiasmo popolare".
Il senatore Tolomei viene insignito della Legion d'Onore. Nella motivazione si legge tra l'altro: "Nel conferirvi questa alta distinzione, il Governo della Repubblica (francese) ha tenuto a riconoscervi i servizi eminenti che voi avete reso alla latinità prima, durante e dopo la guerra (…) con la vostra azione nell'Alto Adige, avamposto di difesa del blocco latino contro il germanesimo (…)"


Il sen. Ettore Tolomei (a d.) con il duca di Pistoia

(Prov.BZ 26/6/1935) Seicento giovani camicie nere altoatesine vengono ricevute dal Duce. "(…) Al DUCE le giovani camicie nere dell'Alto Adige hanno urlato tutto il loro incontenibile entusiasmo, hanno affermato la potenza della loro fede nei destini dell'Italia mussoliniana".
(Prov.BZ 27/6/1935) Il cambio della guardia tra il segretario federale uscente Marcello Tallarigo e quello entrante Almo Vanelli avviene alla Casa del fascio con "maschio rito".
(Prov.BZ 29/6/1935) A Bolzano si registrano 25 gradi all'ombra. Il giornale sottolinea che a Tripoli (colonia italiana) la massima è stata di 28.
(Prov.BZ 30/6/1935) Si stanzia a Bolzano il 7° reggimento bersaglieri. Proviene da Brescia, ove è stato di stanza 25 anni.
Sul Lungotalvera S.Antonio si apre la "Giornata del giocattolo", con giochi, gare ed esibizioni
Si accendono sui monti i fuochi del Sacro Cuore. Il giornale precisa che si tratta di una tradizione religiosa, il cattolicesimo contro "le manovre disgregatrici del protestantesimo. Tradizione prettamente cattolica, questa dei fuochi, ad onta di qualche sterile e mancata deviazione (…)".
(Prov.BZ 2/7/1935) Il direttore della Provincia di Bolzano, Mario Ferrandi, "iscritto al Partito dal 23 novembre 1919 (viene nominato) Capo dell'Ufficio stampa e propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento".
Si è in estate ed a Bolzano si consuma moltissima acqua: negli ultimi giorni da 17 a oltre 19.000 metri cubi al giorno. Bolzano consuma mediamente 433 litri al giorno per abitante (a Milano 300, Bergamo 150, Berlino 142, Londra 168, Kiel 103). Per il gran caldo "le donne hanno abolito le calze ed anche qualcosa d'altro. Gli uomini hanno tolto dal loro corredo personale la giubba, il cappello, e … le maniche della camicia. Se si continua di questo passo chissà dove s'arriva!" (Nel sottotitolo si legge: "verso il nudismo").
(Prov.BZ 3/7/1935) Parte per la colonia montana di Plancios il primo scaglione di bambini.
Ottengono la medaglia di bronzo al merito sportivo: Carlo Di Biasi (Bolzano, campione italiano dei tuffi); Vincenzo Demetz (Gardena, campione italiano di fondo); Giovanni Kasebacher ( San Candido, campione italiano di gran fondo); Paola Wiesinger (Bolzano, campionessa italiana di discesa e combinata). La Wiesinger è iscritta allo Sci club "A" di Milano.

Paola Wiesinger, campionessa mondiale (1932) e italiana di sci

Il 23enne Goffredo Baldi fa il bagno nell'Isarco, ma vi annega.
(Prov.BZ 5/7/1935) Tutte le sere la fanfara dei bersaglieri dà concerto in piazza. Folla, "un applauso unanime li saluta e li accompagna lungamente".
Un titolo: "L'Opera Balilla e la sua vasta attività in Alto Adige - Oltre 38.000 gli inscritti e 35.119 tesserati su di una popolazione di 42.500 giovani - Le refezioni scolastiche e le altre provvidenze - Gioventù sana e forte agli ordini del Duce".
(Prov.BZ 7/7/1935) In via Claudia Augusta la piccola Maria Cianchi di due anni muore investita da un autotreno.
(Prov.BZ 10/7/1935) In città gli affitti, già alti, crescono ulteriormente "per il trasferimento a Bolzano di ufficiali, sottufficiali, nonché di tecnici operanti nella zona industriale".
(Prov.BZ 12/7/1935) "Si è riunito ieri il Comitato intersindacale per fissare, in vista dei ribassi intervenuti nei prezzi all'ingrosso del grano e delle farine, il prezzo al minuto del pane comune e di lusso, delle farine di frumento e della pasta".
(Prov.BZ 14/7/1935) In seguito ad incidente stradale muore a Linz (Austria) Ermine von Schuschnigg, moglie del cancelliere austriaco. Era nata nel 1900 a Bolzano da Giuseppe Masera (commerciante, tuttora vivente a Bolzano) e Rosa de Anderlan.
(Prov.BZ 20/7/1935) Una lettera al giornale, che descrive bene come si presentava in quegli anni l'attuale piazza Walther: "Cara 'Provincia', mi permetto segnalarti quanto ho osservato ieri in piazza Vittorio Emanuele, verso le ore 18. Nel centro della piazza, sull'apposita zona ghiaiata sostavano ben quarantacinque automobili, disposte senza economia di spazio. Al lato occidentale della piazza stessa, sotto la fila di alberi, attendevano sei carrozzette dai cavalli dall'aspetto melanconico. Al lato opposto sei tassì invitavano i clienti occasionali a servirsene. Dinanzi all'albergo Grifone la corriera dell'Hotel provvedeva a scaricare turisti e valigie, mentre un poco più in su altre due autovetture pubbliche si preoccupavano di non intralciare del tutto il passaggio di via Pietro Micca. Presso la fermata della ferrovia del Renon intanto quattro motociclette temporaneamente prive dei rispettivi centauri facevano corona a tre automezzi di lusso. Nello stesso tempo il lato sud della piazza stessa, e precisamente il tratto prospiciente un'agenzia turistica alpina, cerca di emulare probabilmente un salone automobilistico esponendo sulla piazza stessa quattro macchine in sosta di diverso tipo, fra cui un'autocorriera di puro stile aerodinamico. Poco più lungo i frequentatori del Lido facevano ressa presso l'apposita autobus, che era fiancheggiata da un consimile mezzo destinato a servire alcune valli viciniori. Immediatamente dopo, dinanzi al sagrato del Duomo, quattro vetture tranviarie sostavano in misteriosa ed interminabile attesa, di qualche mistico evento forse, che le facesse mutare zona. In contrasto con il verde pisello delle vetture tranviarie la lunga auto della funivia del Colle ostentava spudoratamente il suo vermiglio. Per completare però il quadro dei mezzi di comunicazione esposti in piazza Vittorio Emanuele, il lato sud est della piazza stessa era pressoché del tutto ostruito dalle autocorriere dolomitiche, da auto private a cosmopolitico carattere internazionale e da altri mezzi di trasporto in collegamento con le agenzie turistiche che ivi hanno i loro uffici. Praticamente della vastissima piazza Vittorio Emanuele un dodicesimo soltanto sembrava, ieri alle 18, libero al traffico dei pedoni. Ma anche questo è una illusione in quanto che le automobili, le moto e le biciclette di transito dovevano beninteso utilizzare tale residuo di spazio, senza tener conto del ritmico passaggio di vetture tranviarie nei vari sensi. Ad ogni modo resta inteso che l'aspetto della piazza era certamente confortevole ai fini per esempio della iconografia storica dei mezzi di comunicazione oppure come esempio temporaneamente statico del dinamismo progressista del ventesimo secolo. Ma d'altro canto non si può credere, salvo reconditi progetti ignoti al pubblico, che una piazza come quella Vittorio Emanuele, debba essere destinata a simulare un vasto autoparco o qualche cosa del genere."
(Prov.BZ 21/7/1935) Centocinquanta bambini partono per la colonia marina di Riccione. Il titolo è: "Il partito per i figli del popolo".
(Prov.BZ 24/7/1935) "Il pericolo delle mosche e la difesa della salute". In un articolo si illustrano metodi nuovi per arginare la "pullulazione" delle mosche.
(Prov.BZ 26/7/1935) A podestà di Bolzano viene nominato il conte Altemiero Avogadro degli Azzoni, "nato a Treviso il 13 agosto 1883 da antica famiglia patrizia". "Non avrà a se (sic) dinanzi compiti lievi, il nuovo Podestà di Bolzano. La città non vive pigramente giornate di monotomia (sic): nei rioni periferici, nelle zone del centro è tutto un fervore di opere. La zona industriale, nasce e si sviluppa; gli edifici privati, divorano con voracità che impressiona le zone verdi; edifici pubblici di mole imponente, sorgono ad eternare la volontà costruttrice del Fascismo; intorno al Monumento alla Vittoria, si attende un evento che il nostro cuore auspica vicino, per iniziare la grande opera che darà a Bolzano un nuovo centro, degno del suo presente e del suo divenire".
Al cinema "Eden" si proietta "Le vie della città" con Gary Cooper e Sylvia Sydney. E' vietato ai minori di anni 16.
(Prov.BZ 28/7/1935) "Il ghiaccio e la conservazione degli alimenti". Nell'articolo si illustra l'opportunità di disporre in casa di una ghiacciaia, ossia di un mobile raffreddato all'interno dalla presenza di blocchi di ghiaccio. Tuttavia "oggi pare si vada iniziando l'epoca dei frigoriferi elettrici".
(Prov.BZ 1/8/1935) Una bimba di nove anni - Herta Facchinelli - muore di tetano. L'infezione le è stata prodotta da una scheggia di legno.
(Prov.BZ 3/7/1935) Una frana uccide un operaio in una cava di Frangarto. Si chiamava Attilio Orsi, 27 anni.
Cinema "Centrale": dopo il film "Michele Strogoff" ("nuova edizione sonora e parlata") si proietta l'incontro di boxe per il titolo mondiale Baer-Braddock.
(Prov.BZ 4/8/1935) Il giornale appare in una nuova veste grafica, a cominciare dalla testata. La sede è in via Dante 13, telefoni di redazione 1811 e 1810, intercomunale 1050. E' definito nella testata "quotidiano del partito nazionale fascista", l'abbonamento annuale per Italia e colonie costa Lire 52, ma non si precisa il prezzo di una copia singola. "Ora 'La Provincia di Bolzano' continua, rafforzata nello spirito e nella material, la sua strada. Noi siamo oltre ogni altra cosa orgogliosi che queste innovazioni siano state volute da Chi guida i destini dell'Italia, da Chi non si sdegna di seguire con benevolenza la nostra modesta ma appassionata, quotidiana fatica".
Entra in funzione il "sabato fascista". I lavoratori inquadrati nelle varie organizzazioni si sono raggruppati in piazza del Mercato (oggi largo Verdi) da dove - incolonnati - hanno raggiunto l'aeroporto, dove sono state loro le caratteristiche di tre aerei che si sono poi levati in volo, effettuando una serie di evoluzioni
(Prov.BZ 9/8/1935) Al cinema "Centrale" si proietta "Fra Diavolo", con Ollio e Stanlio.
Arriva a Bolzano il Carro di Tespi che darà recite in piazza Vittorio Emanuele III: "Fuochi d'artificio" di Luigi Chiarelli e "Tra vestiti che ballano" di Rosso di San Secondo. Tutto esaurito.
Proseguono i concerti bandistici in piazza Vittorio Emanuele III, protagoniste tra le altre le bande dei carabinieri e del presidio. "Presenza di pubblico eccezionalmente numerosa".
(Prov.BZ 13/8/1935) "Retata di accattoni di professione" che "ossessionavano gli abitanti della periferia. L'operazione è stata fruttuosa ed ha messo a nudo una piaga che va sanata energicamente".
(Prov.BZ 17/8/1935) Sfilano in città i giovani fascisti reduci dal campo paramilitare di Eores. Trentaquattro giovani hanno chiesto di poter partire per l'Africa orientale.
(Prov.BZ 18/8/1935) Muore d'infarto a 61 anni in un negozio di Bolzano l'ing. Zicheli, direttore generale dell'Azienda elettrica consorziale di Bolzano e Merano. Era di origine rumena e ricopriva l'ufficio fin dall'epoca asburgica.
(Prov.BZ 21/8/1935) 400 bambini partono per la colonia di Riccione. Il prefetto assiste alla "festosa partenza".
E' l'onomastico del duca di Pistoia, e in molti gli fanno gli auguri. La redazione del giornale si associa "con devozione".
(Prov.BZ 23/8/1935) "Esperimento di protezione antiaerea. Da domani sera entreranno in vigore le norme stabilite con circolare prefettizia, per la disciplina della vita cittadina in occasione del prossimi esperimenti di protezione contro gli attacchi aerei. Sarà bene ricordare:
1) che in tutte le case le luci dovranno, a datare da domani sera, essere fortemente azzurrate;
2) che porte e finestre dovranno essere munite di tendaggi o mezzi di oscuramento atti ad impedire in caso di allarme - ciò che si verificherà lunedì sera - il sia pure minimo riverbero delle luci;
3) che le scritte luminose, le lampadine esterne sono soggette alla stessa norma.
Per i contravventori alle disposizioni predette è stabilita una ammenda fino a 2000 lire ed è previsto l'arresto sino a tre mesi".
(Prov.BZ 24/8/1935) Iniziano le grandi manovre che interessano anche l'Alto Adige. Il partito rosso difende Bolzano, mentre quello azzurro "attacca decisamente con l'obiettivo la conca di Bolzano". La direzione delle manovre in val d'Adige è di S.E. il generale d'armata Ago.
" Ritmo guerriero. Bolzano respira in questi giorni, l'atmosfera che precede i grandi eventi. La città, cui il Fascismo ha donato un operoso presente e assicurato un radioso domani, è oggi orgogliosa di ospitare nelle sue valli, il flore della gioventù italiana in armi e vive appassionatamente gli avvenimenti che richiameranno in questa terra, le più alte gerarchie dello Stato. Già nel luglio scorso, le grandi vie di comunicazione, scorsero, lunghe colonne di fanti, dì bersa-glieri, di alpini, svelte teorie di carri armati, schiere di cavalleggeri, imponenti gruppi di artiglieria affluire dalla media Val d'Adige, e muovere verso le snelle zone dell'alpe. Battaglioni di Camicie nere in marcia, sinfonia di motori, trionfo di grigio-verde sullo sfondo cupo delle abetaie. Per più d'un mese, presso i sacri confini della Patria, importanti unità dell'esercito fascista, perfezionarono nella dura lotta contro le asperità naturali, nel quotidiano studio di nuovi accorgimenti bellici, nel libero e salutare esercizio delle forze fisiche, la loro preparazione. Al cadere del ferragosto l'alta montagna fu abbandonati: i reparti ridiscesero le mulattiere e le strade minori; entrarono nelle valli dell'Adige e dell'Isarco, riattra-versarono i grandi centri per convergere nell'Alta Anaunia ove, come è noto, le esercitazioni, vedranno la loro fase conclusiva. Gli spostamenti, furono appena avvertiti dalle popolazioni, tanta e tale fu la rapidità della manovra, cosi perfetta per la disciplina la marcia delle divisioni. Ma ora alla vigilia dell'epilogo, ogni episodio della vita atesina ha solo un colore: il grigioverde. Nei villaggi e nelle città la nota dominante, o quella imposta dalle superbe unità che testimoniano, in un momento in cui la Nazione, si appresta a difendere in terre lontane il suo prestigio e ad affermare i suoi sacri diritti, il dinamismo e la potenza del popolo italiano. In Bolzano l'atmosfera è anche più febbrile ecc."

Grandi manovre in val di Non.

(Prov.BZ 25/8/1935) Alle manovre assisterà il Re.
In piazza Vittorio Emanuele III. una numerosa folla segue "col più vivo interesse" la "radiotrasmissione della cronaca della partenza da Napoli delle 5.000 Camicie nere, dirette nell'Africa orientale".
(Prov.BZ 27/8/1935) A tutta prima pagina: "Bolzano con ardente slancio di fede fascista ha offerto al Duce il pegno della sua infinita dedizione - Il consiglio dei Ministri convocato domani a Bolzano". Alla visita del Duce sono dedicate tre intere pagine.
"In piazza Vittorio Emanuele è la visione imponente, maestosa della massa umana che gremisce lo spiazzo centrale, tutti i lati, ogni angolo presentando l'aspetto di una nereggiante marea di gente. Gli edifizi che circondano la piazza stessa hanno perduta ogni sagoma architettonica precedente, sono irriconoscibili, si sono trasformati come per una magia improvvisa. Le facciate dei palazzi sono coperte da striscie (sic) multicolori con frasi inneggianti all'indirizzo del Capo, da ogni finestra gremita di grappoli umani pendono drappi tricolori, bandiere, fe-stoni. Alti dagli appositi pennoni pendono enormi vessilli coi colori nazionali. Ovunque è folla, dapertutto (sic) è gente in appassionata attesa. Sui tetti, sotto il sole, vi sono persone che aspettano, attorno ad alte bandiere che garriscono festosamente al vento. L'assieme della vasta piazza vista dall'alto suscita una emozione viva, profonda come di una visione popolare in cui la pienezza della contenuta passione e dell'irrefrenabile ansia di vedere il Capo acquista forma concreta, imponente, palpitante. Le Camicie nere dei 60 Fasci della Provincia, dei Gruppi rionali Cittadini, gli appartenenti al Guf, gli iscritti alle organizzazioni sindacali, combattentistiche, d'arma, al Dopolavoro, ai sodalizi patriottici, venuti da ogni angolo della terra dolomitica, da ogni comune, dalle valli, dai monti, dalle più sperdute frazioni, sono presenti. E fra essi, tra le file serrate dei fascisti e degli iscritti alle varie associazioni, vi è il popolo. - donne, bimbi, vecchi, il popolo vivo e minuto l'uomo della strada - accorso anch'esso per salutare il Capo. Alcuni hanno interrotto il lavoro, - lo si vede dal succinto abbigliamento - per accorrere al richiamo che par emani al solo enunciare il nome di Mussolini. (…) L'imminenza dell'arrivo del Capo è presentita come per una telepatia collettiva, come per un istinto intimo, e la massa della Camice nere e del popolo prorompe in una sola invocazione: Duce, Duce! Il grido si ripete, ardente, alto, permeato di passione, si ripercuote lontano nelle vie laterali come un'eco travolgente, riecheggia dalle fìnestre, dai balconi, dai tetti, Duce! Duce! Par quasi che il popolo non trovi altra forma con cui salutare il Capo che quella di invocare irrefrenabilmente il nome amato. (…) Il clamore popolare si fa più alto. Dalla Via della Stazione giunge come il tonare lontano di un coro ardente. La vasta eco si avvicina. La marea di folla nella piazza ondeggia nereggiante, si addensa verso il lato inferiore, è percorsa da una febbrile intensa commozione. Le grida di invocazione aumentano di potenza, salgono al cielo assolato. Le note delle bande che hanno attaccato gli inni della guerra e della Rivoluzione vengono soprafatte dal vociare ardente, delle grida assordanti rivolte in omaggio all'in-dirizzo del Duce.

Il Duce a Bolzano

Ed ecco che lentamente, preannunciato dall'altissimo canore umano si avanza da Via Vittorio Emanuele una prima, automobile seguita dalla macchina scoperta, in cui, in piedi è il Duce, sorridente, che saluta romanamente la folla. La manifestazione assurge alla grandezza di una apoteosi. Da tutti i lati della piazza la folla preme e si addensa verso il Capo. Attorno alla macchina le fila delle Camicie nere rotte le formazioni si stringono inneggiando, in un appassionante e travolgente entusiasmo. Camice nere, universitari fascisti, dopolavoristi, operai tutti alzano il saluto al Capo e vogliono vederlo da vicino, si addensano, si assiepano, fremono. L'automobile del Capo del Governo è bloccata dalla marea popolare nel mezzo della piazza. Il Duce sorride compiaciuto, sorride col suo sorriso luminoso al popolo, al suo popolo che lo invoca, saluta ripetutamente col gesto romano. D'ogni lato della piazza si alzano le grida d'entusiasmo. Dalle finestre, dai tetti la gente si protende per vederlo, per poterlo scorgere anche solo per un attimo, per lanciargli un grido augurale. Gli alfieri elevano al vento le fiamme e i gagliardetti. Dei fiori vengono lanciati dalle finestre: né l'omaggio floreale può raggiungere il Capo, e tanto meno egli potrebbe accorgersene. Ma ciò non conta. E' il gesto spontaneo, l'omaggio fervido che la folla compie, elettrizzata e commossa, impetuosamente, ardentemente, quasi come per un rito di fede e dedizione infinita. Lentamente, mentre d'ogni lato con-tinuano ininterrotte le grida d'affetto, la macchina del Capo del Governo riesce a farsi largo fra la marea di popolo e, a passo d'uomo, si inoltra per via Pietro Micca (l'odierna via della Rena, ndr) avviandosi verso il Palazzo del Governo, ove il DUCE immediatamente si ritira, al lavoro. Ecc. ecc."
(Prov.BZ 28/8/1935) Mussolini tra le truppe in val di Non. Il giornale dà molto più spazio alla presenza del Duce, che non a quella del Re.

Il Duce e il Re in val di Non.

(Prov.BZ 29/8/1935) A Bolzano, "cuore pulsante della nazione guerriera", nel palazzo del Governo (oggi della giunta provinciale) si riunisce il Consiglio dei ministri. Mussolini fa sapere d'essere pronto alla guerra con l'Etiopia, indipendentemente dalla minaccia di sanzioni annunciate dalla Società delle Nazioni. "L'Italia è pronta a tutto in Africa ed Europa, per la legittima tutela dei suoi interessi. E' bene che questo sia assolutamente compreso e perfettamente ricordato".
(Prov.BZ 30/8/1935) Mussolini ispeziona le truppe impegnate nelle manovre, si reca a Merano (nuovo bagno di folla) ed al Brennero. Il "Capo che tutti ci invidiano", cena a 'villa Roma' (ossia al palazzo ducale, ndr), ospite dei duchi di Pistoia.
(Prov.BZ 31/8/1935) Il Duce eroga tra l'altro 50.000 lire alla città di Bolzano "per premi da distribuirsi alle famiglie numerose". "Il Duce ha anche disposto un largo condono dei provvedimenti di polizia adottati nella primavera scorsa contro taluni elementi della provincia".
"Il segretario federale consegna al Duce 6.000 stelle alpine raccolte sulle crode dolomitiche".
(Prov.BZ 1/9/1935) "Per le vie di Bolzano sfileranno oltre centomila soldati". "Le grandi unità che hanno preso parte alle manovre supereranno gradualmente in questi giorni il Passo della Mendola e scenderanno alla volta di Bolzano", da dove proseguiranno in treno alla volta delle rispettive sedi. S'intuisce che il percorso dalla val di Non a Bolzano verrà coperto a piedi.
"Il Duce ha lasciato Bolzano. Il commiato delle camicie nere e del popolo tutto, è stato ardentissimo, commovente". Il Duce in piedi in auto, lasciato il palazzo del governo, passa tra due ali di folla lungo via Mercato (oggi largo Verdi), via Roma (oggi via Marconi), ponte Druso. "Sul ponte Druso, teso tra due aquile romane, è uno striscione con la scritta: 'Duce, ritorna presto'. E' l'appassionata preghiera di tutto il popolo atesino, più che mai stretto attorno al suo Capo, in queste indimenticabili giornate".
Il giornale riprende un articolo che Il Popolo d'Italia ha dedicato a Bolzano. "Quanto questa città sia grande e operosa e nuova, come nel corso di pochi anni crescerà in espansione di opere ed in intensità di vita, quale sarà il suo prossimo avvenire nella storia d'Italia, se n'è avuto un chiaro segno in questi giorni di fervore militare e patriottico".
(Prov.BZ 4/9/1935) "Il Quadrunviro De Vecchi di Val Cismon inaugura al teatro civico il 39° Raduno della 'Dante Alighieri'". Il presidente della Dante on, Felicioni ricorda tra l'altro: "A Bolzano la 'Dante Alighieri' nel 1911 (…) quando pochi nel Regno pensavano alla questione dell'Alto Adige, acquistò (a Oltrisarco) un terreno per edificarvi un asilo il giorno in cui le armi vittoriose della Patria avessero restituito queste terre italianissime allo Stato italiano. Ebbene, oggi, su quel terreno compie la sua opera utilissima un asilo della 'Dante', sorto già fin dal 1921".
Un giovane fascista, Carlo Moltironi, abitante a San Giacomo, prima di morire (peritonite) vuole indossare la camicia nera. "Si può dire che il povero camerata sia morto col nome sacro del Duce sulle labbra".
(Prov.BZ 5/9/1935) "In occasione della visita di S.E. Il Capo del Governo in Alto Adige sessanta impiegati del Comune di Bolzano hanno chiesto, in atto di omaggio al Duce, la restituzione del loro nome in forma italiana. Con tali richieste le domande presentate dai capi famiglia della provincia, dal 1° gennaio al 31 agosto u.s., dirette ad ottenere la restituzione del cognome in forma italiana ammontano ad oltre 2.300".
(Prov.BZ 6/9/1935) Tutti i membri del direttorio del Fascio di Bolzano chiedono di essere inviati volontari in Africa orientale.
(Prov.BZ 8/9/1935) Per il "sabato fascista" i lavoratori hanno visitato il cotonificio di Sant'Antonio, che impiega 250 operai.
(Prov.BZ 10/9/1935) L'istituto fascista di cultura di Bolzano indice corsi di lingua tedesca per gli alunni delle scuole elementari pubbliche.
Al cinema "Eden" si proietta un western: "L'invincibile" con John Wayne (scritto Waygne).
(Prov.BZ 11/9/1935) Sul Renon sono funzionanti tre campi da tennis a Collalbo e tre a Soprabolzano.
(Prov.BZ 12/9/1935) Rientra a Bolzano la "centuria" di avanguardisti atesini reduci dal campo Dux di Roma. Ad accoglierli alla stazione le autorità e "un baldo manipolo di balilla moschettieri".
(Prov.BZ 13/9/1935) "Sulle alture sovrastanti il lago di Monticolo, selvagge e selvose (…) rimaste nello stato in cui erano 20 secoli or sono quando i legionari di Druso distrussero alcuni castellieri di predoni reti - alcuni ruderi di fortificazioni preistoriche sono stati dissepolti or sono tre anni - sorgerà prossimamente la nuova stazione dell'Eiar di Bolzano". Il progetto è dell'ing. Ronca.
(Prov.BZ 14/9/1935) "La unificazione delle Casse di Risparmio - Le assemblee dei soci delle Casse di Bolzano, Merano e Brunico votano unanimi la fusione di tre organismi in un unico ente".
Un bimbo di tre anni - Cesare Colombo - viene investito e ucciso mentre attraversa via Claudia Augusta.
(Prov.BZ 22/9/1935) Al cinema "Centrale" si proietta "Zou-Zou, la Venere nera", con Josephine Baker.
(Prov.BZ 24/9/1935) Si sopprimono i due cimiteri di Gries (quello "nuovo" e quello evangelico): le salme saranno traslate nel nuovo cimitero di Oltrisarco.
"Cospicua affluenza di bestiame al mercato periodico". I capi presentati sono 1.416.
(Prov.BZ 27/9/1935) La Regina Elena inaugura a Millan (Bressanone) "una benefica istituzione del Regime per le fanciulle derelitte".
Al cinema "Eden": "Abissinia", documentario girato dall'aviatore svizzero Mittelholtzer.
(Prov.BZ 1/10/1935) "Le Camicie Nere del Fascio di Bolzano celebreranno domani in maschia solenne adunata, l'annuale dell'azione Fascista che, alla vigilia della Marcia su Roma, rivendicò ai confini della Patria i diritti intangibili dell'Italia vittoriosa".
Festa dell'uva con grande folla sul Lungotalvera, all'estremità nord di via Regina Elena ed ad Oltrisarco. Suonano le bande di Dodiciville, Gries e del presidio militare.
(Prov.BZ 3/10/1935) A tutta pagina 5 i seguenti occhiello, titolo e sottotitoli: "Trentacinquemila persone sono scattate all'ordine del Capo - La superba partecipazione di Bolzano all'adunata totalitaria dell'Italia fascista - Come la città ha risposto disciplinatamente ed appassionatamente all'appello - La rapida e ordinata mobilitazione - Il popolo partecipe colle Camicie nere alle fasi dello storico raduno - L'imponente visione della piazza Vittorio Emanuele - Con un grido solo di fede e dedizione per il Capo le forze fasciste atesine hanno salutato l'alta parola lanciata dal Duce al mondo"
Nel testo: "Mai come ieri la città, che trae le origini dalle gesta di Druso romano, aveva assunto un volto così spiccatamente italiano e fascista". L'adunata è stata ordinata contemporaneamente in numerose città d'Italia, ed ha lo scopo di far udire in diretta un discorso del Duce, alla vigilia delle ostilità in Abissinia. Secondo il giornale in piazza Vittorio Emanuele III si sono radunate 23 mila camicie nere e almeno 10 mila tra cittadini e turisti.
(Prov.BZ 8/10/1935) Entusiasmo per le strade all'apprendimento dalla radio (altoparlanti sono installati in pubblico) che le truppe italiane hanno conquistato Adua, in Etiopia.
(Prov.BZ 9/10/1935) Il principe Ruperto di Baviera visita i restauri di scuola giottesca agli affreschi della chiesa di Domenicani.
(Prov.BZ 11/10/1935) Bolzano necessita di un nuovo ospedale. Un lungo articolo racconta di un concorso per nuovi progetti e illustra - con due foto - i progetti premiati. Nessuno dei due sarà comunque realizzato.
(Prov.BZ 12/10/1934) Inizia con "Fedora" una breve stagione lirica. "I prezzi sono inferiori a quelli delle passate edizioni".
(Prov.BZ 13/10/1935) Il sottosegretario Tassinari inaugura nelle Sale civiche la 2^ "Mostra dell'Agricoltura, dell'Artigianato e del Turismo".
(Prov.BZ 15/10/1935) Prima del "Ballo in maschera".
(Prov.BZ 16/10/1935) Torna per un'ultima recita "Fedora" a "prezzi popolarissimi". Il giorno successivo nuovamente il "Ballo in maschera". Successo.
(Prov.BZ 22/10/1935) Entusiasmo alla stazione per la partenza di un primo scaglione di volontari della divisione "Tevere" per l'A.O. Non dovevano essere molti, visto che occupavano un solo vagone. Presenti comunque le autorità, con il prefetto in testa.
Investimento mortale a ponte Loreto. Un'auto torinese travolge il 60enne Emanuele Perini.
(Prov.BZ 24/10/1935) Al cinema "Eden" si proietta "Il (anziché 'nel', ndr) segno della croce", "il colosso dei colossi storici dei tempi della Roma dei Cesari". Frederic March, Claudette Colbert, Charles Laughton.
(Prov.BZ 25/10/1935) La Società delle Nazioni ha imposto sanzioni all'Italia per la guerra in Etiopia. In cronaca appare un articolo dal titolo: "Alle donne italiane". Vi si legge tra l'altro: "Ogni donna ha da rivolgere questa severa disciplina dei consumi anzitutto, su se stessa. Molta parte del suo abbigliamento, della sua eleganza, della sua vanità s' è finora soddisfatta con, prodotti di marca straniera. C' è ancora il pregiudizio del lusso straniero. Moda, stoffe, profumi, ciprie vengono cercati oltre frontiera. Ma ogni acquisto significa esodo di oro italiano, indebolimento, sia pure minimo, della resistenza finanziaria italiana. Si contano a centinaia i milioni di lire finora emigrati, ogni anno, all' estero, per l'eleganza femminile. Ora basta. La donna italiana deve rinunciare al prodotto straniero, sentire la fierezza della sua italianità anche nell'uso della vita quotidiana. Questa sarà la sua prima grande battaglia vinta su se stessa, per la Nazione. Ma ogni donna è al centro di una famiglia. Amministra il suo bilancio, i suoi consumi, i suoi acquisti: indirizza spesso, in gran parte, tutta la sua vita economica. Anche in questa sua missione essa ha nelle mani il più diretto e costante mezzo di espulsione dal territorio italiano dei prodotti forniti dai Paesi sanzionisti. Se si deve resistere alla tentazione di comperare prodotti superflui stranieri, bisogna rifiutare inesorabilmente il prodotto dei Paesi stranieri che non comperano i prodotti italiani e rifiutano di venderci i mezzi più necessari alla di-fesa. Vi deve essere una ritorsione netta, totalitaria, combattiva. Vini, liquori, dolci e frutte secche, tessuti, tabacchi, automobili stranieri, fin'ora importati per decine di milioni, devono essere respinti. Può bastare per ogni bisogno la produzione italiana. Operando su questa via la donna. italiana aiuterà la difesa delle nostre scorte di oro, riservate all'acquisto del carbone e del petrolio, del ferro e della gomma, del pane necessario alla nostra industria di guerra".
(Prov.BZ 27/10/1935) Il G.U.F. (Gioventù universitaria fascista) di Bolzano ottiene il "rostro d'oro" essendosi classificato primo a livello nazionale per "l'ottima organizzazione della Scuola di roccia al Passo Sella, elevata dal Segretario del Partito nell'Anno XIII a scuola nazionale". In tutt'Italia i gruppi concorrenti erano 62.
(Prov.BZ 29/10/1935) S'è celebrato anche a Bolzano l'annuale della marcia su Roma. Raduno e "interminabile sfilata". S'inaugurano opere pubbliche: le autorità visitano i cantieri di piazza Vittoria, inaugurano le case dell'I.N.C.I.S. in via Diaz, l'Istituto delle suore Marcelline ("che si propone di dare alle fanciulle di agiata condizione una preparazione profondamente cristiana, e una istruzione solida, compita (…) e che ha trovato degnissima sede nell'ex Casinò di cura di Gries"). Poi visita alla zona industriale in corso di realizzazione, case popolari ad Oltrisarco ecc. A sera in Teatro concerto vocale-strumentale.
(Prov.BZ 30/10/1935) Si conclude la "Mostra dell'artigianato, agricoltura e turismo". Le medaglie d'oro a: Società Lasa, industria del marmo; Società artisti gardenesi, Ortisei; Società "Unda-radio", Dobbiaco. Quest'ultima produceva apparecchi radio.
Un operaio veneto precipita e muore in un cantiere di Gries, nel quale si sta costruendo una caserma.
(Prov.BZ 31/10/1935) "La solenne inaugurazione dell'anno scolastico - La partecipazione di oltre quattromila giovani delle scuole cittadine - La funzione in Duomo e la manifestazione alla Casa del Balilla alla presenza di S.E. il Prefetto - L'omaggio degli studenti degli istituti medi al Monumento alla Vittoria". Tra gli altri ha parlato il "preside del R. Liceo-Ginnasio 'Carducci'. Il barone Altenburger ha voluto ricordare ai giovani che quest'anno la scuola s'inizia mentre la gioventù italiana si accinge alla riconquista dell'impero romano in Africa".
(Prov.BZ 1/11/1935) Parte dalla stazione ferroviaria un secondo scaglione di volontari altoatesini diretti in Abissinia. Autorità, folla, banda musicale. Prendono posto in un vagone riservato.
(Prov.BZ 2/11/1935) Ognissanti. Folla nel nuovo cimitero di Oltrisarco, e in quello vecchio in corso di demolizione in vicinanza del duomo.
Al cinema "Eden" dopo "Il grande Barnum" (Wallace Beery) si proietta il primo lungo documentario sulla guerra in corso in Abissinia. "L'avanzata delle nostre truppe nel Tigrè".
Nuovo mortale incidente nel cantiere di Gries, ove l'impresa Tattara sta costruendo una caserma.
(Prov.BZ 3/11/1935) "Il consumo delle carni ovine, bovine e suine è nella nostra città notevolissimo". In regime di sanzioni, per risparmiare bisognerà consumarne di meno. "Il Duce non ha voluto si ricorresse al tesseramento, il popolo italiano deve però dimostrare coi fatti di essere pienamente cosciente delle necessità del momento. Gli spacci di carne rimarranno chiusi due giorni alla settimana per impedire la vendita delle carni bovine, ovine e suine. Se proprio non se ne potrà fare a meno altra carne potrà sostituire quella per la quale dobbiamo dipendere dall'Estero. Dovrà essere dato incremento alla pollicoltura ed alla coniglicoltura e si potrà anche ricorrere alla cacciagione. Quello che preme è di ridurre il consumo. Nella nostra città si potrà arrivare a questo senza che il consumatore debba sottoporsi ad eccessivi sacrifici. Vogliamo anche sperare che non sì vadano a cercare scappatoie. Negli alberghi e nei ristoranti ad esempio, non si do-vrebbero assolutamente servire piatti di carne nei giorni di chiusura delle macellerie. Evasioni del genere sono delittuose in un momento in cui tutti debbono sentire l'orgoglio di poter contribuire all' azione del Governo per fronteggiare le inique sanzioni. Dobbiamo " bastare a noi stessi ", come ha detto il Duce. E anche su questa strada Bolzano non deve essere seconda alle altre città italiane".
S'inizia il campionato di calcio di prima divisione, nel quale militano due squadre altoatesine: il Bolzano e il Merano (entrambe sconfitte nel giorno dell'esordio).
(Prov.BZ 5/11/1935) Si celebra l'anniversario della vittoria. "Una interminabile colonna di popolo sfila davanti al Monumento alla Vittoria".
(Prov.BZ 6/11/1935) Il duca di Pistoia s'accinge a partire per l'Africa orientale. "Non sono d'uso, in quest'epoca ferrigna in cui anche la parola va denudata da ogni fronzolo retorico, le apologie e i sonori saluti. Ma noi (…) non possiamo esimerci da un preciso dovere: quello di esaltare nel Duca di Pistoia l'uomo, il soldato, il milite convinto ed entusiasta di quella Rivoluzione che nel nome del Re e per volontà del Duce ha restaurato i valori eroici e morali della stirpe".
(Prov.BZ 7/11/1935) Il duca è partito. La cronaca dell'avvenimento (su quattro colonne) inizia così: "Ancora vibrano i nostri cuori di commozione al ricordo della ardente, appassionata manifestazione con la quale il popolo atesino ha salutato ieri sera S.A.R. il Duca di Pistoia (…) Abbiamo visto cento e cento episodi che testimoniano dell'infinito amore, del reverente affetto, della profonda devozione con cui la gente atesina circonda l'Augusta figura del Principe Sabaudo".
(Prov.BZ 8/11/1935) E' scomparso l'ultimo guardia-fuoco di Bolzano. Luigi Füchsel aveva 80 anni. "Di tanto in tanto, con molta più frequenza che non ai nostri giorni si sviluppavano violentissimi incendi, che distruggevano interi caseggiati prima ancora che si potesse tentare l'isolamento del. fuoco. L'eterno pericolo del fuoco incombeva sempre tremendo su uomini e cose. Da, qui la necessità di trovare il modo per poter segnalare subito gli incendi e permettere l'immediato intervento dei pompieri. Sul campanile di Bolzano, era stato perciò istituito il servizio di sorveglianza, al quale attendevano due uomini: il Füchsel e un altro. Nell'altissimo campanile, a circa cinquanta metri di quota, i due uomini avevano stabilito la loro abitazione che si trovava immediatamente sotto alla piramide ottagonale e sopra alla cella campanaria. Da questa abitazione, che era indubbiamente la più alta della città, si poteva godere il pa-norama di Bolzano e dintorni. Due letti, una tavola, alcune sedie e due armadi, costituivano l'arredamento della singolare abitazione. Durante la notte i due guardia-fuoco vegliavano a turno: uno dalle 18 a mezzanotte; l'altro da mez-zanotte alle sei. Ogni quarto d'ora il guardiafuoco si affacciava agli ampi finestroni e scrutava le tenebre in ogni direzione per vedere se volute di fumo o lingue di fuoco si levavano nell' abitato. Quando un incendio era segnalato nel centro della città, i due uomini facevano echeggiare i rintocchi della campana maggiore; quando invece il fuoco era avvistato alla periferia, veniva suonata, la campana più piccola. Contemporaneamente a uno dei finestroni, in direzione del luogo dell' incendio veniva esposta una lampada, che era rossa per gli incendi dentro alla cerchia cittadina e verde per quelli lontani. I pompieri così accorrevano verso il luogo indicato dalla lampada e potevano mettere m opera con relativa sveltezza i mezzi che avevano a disposizione per domare l'incendio. Oggi (…) telefono e segnalazioni elettriche hanno reso molto meno pratico o addirittura superfluo il servizio di guardiafuoco. Ma i vecchi bol-zanini, pensano ancora con riconoscenza ai due uomini che per dei decenni hanno vegliato mentre la città dormiva, ed hanno contribuito con la loro opera alla eterna lotta dell'umanità contro l'elemento distruttore".
(Prov.BZ 9/11/1935) Altro passo avanti nella battaglia del grano. In Alto Adige la produzione per ettaro che era di 10 quintali nel 1926 è salita a 17. Complessivamente è salita in tutta la provincia da 27mila a 68mila quintali. Tra le classifiche dei premiandi figura anche quella dei parroci: miglior produttore è risultato il parroco di Tesimo, don Luigi Pfeifer.
Festeggiamenti nell'affollatissima casa del fascio per la conquista di Macallè. "Alto e possente si è levato nella sala il saluto del Duce".
(Prov.BZ 12/11/1935) Genetliaco del Re: rivista militare in piazza Vittorio Emanuele III. E' la prima "grande manifestazione militare dopo la assegnazione del Comando del Corpo d'Armata nella nostra città" Seimila gli uomini impegnati.
"Oro per la Patria". Il giornale pubblica un primo elenco di cittadini che hanno offerte oro a favore dell'erario. In 31 hanno offerto complessivamente grammi 304,500, dovuti principalmente ad anelli matrimoniali.
(Prov.BZ 13/11/1935) Un operaio di 23 anni, Francesco Gallondi, muore per un infortunio occorsogli in un cantiere della "Porfidi d'Italia", in Aguzzo.
(Prov.BZ 14/11/1935) "Contro le inique sanzioni - Le maschie decisioni dei commercianti atesini - Il boicottaggio dei prodotti provenienti dai paesi sanzionasti in tutti i settori del commercio - Le macellerie sospenderanno la vendita delle carni tre giorni alla settimana - Lista di cibi senza carne nei ristoranti nei giorni di martedì e venerdì".
(Prov.BZ 15/11/1935) In tutti gli uffici pubblici entra in vigore l'orario continuato. La disposizione, per consentire maggiori risparmi.
(Prov.BZ 19/11/1935) Manifestazioni "antisanzioniste". "Ogni casa aveva il suo tricolore: bianco rosso e verde dappertutto: nelle vetrine e sulle finestre, ai balconi e sulle torri. Ogni cantiere alla periferia aveva il suo vessillo".
(Prov.BZ 21/11/1935) Il giornale si diffonde sul neo-inaugurato Istituto delle suore Marcelline, aperto nell'edificio dell'ex Kursaal di Gries, e fa un quadro della situazione: "Vogliamo, a questo punto, aprire una parentesi per rilevare la portata del cammino compiuto in questi ultimi anni nel delicato e importantissi-mo campo degli istituti educativi. Un vero e proprio convitto sino al 1930 non esisteva in Alto Adige, così come mancavano le forme organiche di assistenza per i fanciulli privi di educazione famigliare- II Convitto "Damiano Chiesa" risolveva uno degli aspetti del problema raccogliendo progressivamente nella magnifica sede di Gries un numero sempre più cospicuo di convittori. L'Istituto "Duchessa di Pistola" e l'Istituto "Regina Elena" risolvevano il secondo lato - non meno vitale - del problema, provvedendo all'assistenza e all'educazione dei bimbi meno favoriti dalia fortuna. Rimaneva da risolvere l'incognita della educazione delle fanciulle appartenenti a famiglie agiate. Ed ecco allora germogliare e prendere rapidamente corpo, l'idea di un convitto. I laboriosi studi si conclusero con l'attribuzione dell'incarico alle Suore Marcelline".

L’inaugurazione dell’Istituto delle Marcelline, presente la principessa Maria Josè

Al cinema "Eden" si proietta "Piccole donne", premiato a Venezia, con Katharine Hepburn
(Prov.BZ 24/11/1935) La compagnia di Paola Borboni presenta "Come prima, meglio di prima", di Luigi Pirandello. "Il pubblico fece alla compagnia le accoglienze più lusinghiere. La sala gremitissima (…) acclamò calorosamente gli attori tutti che si presentarono alla ribalta salutando romanamente". Nei giorni successivi ""Gli amanti impossibili" di Rocca, "120 all'ora" di Szantho e "Non darmi del tu" di de Flaviis, con minor successo.
(Prov.BZ 26/11/1935) A causa delle sanzioni bisogna economizzare la benzina. "La grande maggioranza degli automobilisti si sono resi conto che è imperioso dovere ridurre al minimo il consumo della benzina, la quale è uno dei prodotti fondamentali per la nostra resistenza. L'auto deve essere usata soltanto per ra-gioni serie, in contingenze che si riconnettono strettamente ai bisogni della vita del paese: un criterio di pubblica utilità deve essere tenuto presente ogni volta che si consuma una quantità sia pur minima di benzina. Questo debbono ricordare al-cuni pochi automobilisti i quali sì ritengono in diritto di consumare il prezioso combustibile per andare a passeggio. Non si capisce, per esempio, come possano esserci tante auto ferme, la sera, dinanzi ai teatri, ai cinematografi, ai caffé. A piedi o in tramvai si riesce magnificamente a raggiungere la località in cui si inten-de trascorrere la serata : basta uscire di casa qualche minuto prima. Il criterio della più rigida economia dev' essere poi tenuto presente specialmente la dome-nica, quando la macchina serve a soli scopi turistici: gli automobilisti devono allora sentire l'imperioso dovere, per non consumare la benzina, di rinunciare alla gita progettata, oppure di effettuarla usufruendo dei servizi pubblici, Mentre la popolazione tutta ha compreso che non bisogna acquistare i prodotti stranieri, è dunque possibile ignorare che la benzina è il più straniero di tutti i prodotti? Ogni goccia di benzina è una particella di oro fino!"
Per risparmiare la duchessa di Pistoia si trasferisce da "villa Roma" all'attigua "villa Lidia", sempre nell'ambito del parco ducale.
(Prov.BZ 27/11/1935) Il cinema "Eden" cambia nome e diventa "Luce", in dispetto al ministro inglese Anthony Eden. A Merano l'istituto delle "Dame Inglesi" diventa "Beata Vergine Maria".
Al "Luce" si proietta "Il cappello a tre punte" con Enrico Viarisio e "i due celebri irresistibili comici fratelli De Filippo". Regia di Mario Camerini.
(Prov.BZ 28/11/1935) "Le donne vadano a far la spesa con sacchetti di tela per risparmiare la carta, i negozianti facciano propaganda in questo senso presso i loro clienti".
"Osservatorio". Nella rubrica si fa presente che la piazza centrale, per motivi di decoro, non deve servire a pesche di beneficenza, fiere, esposizioni ed altro. Inoltre, visto che è imperativo un minor consumo di carne, è necessario potenziare il mercato del pesce.
Il 67enne Arturo Santi, dipendente di una ditta di trasporti, viene travolto e ucciso da una locomotiva allo scalo ferroviario.
"Non siamo disposti a sopportare i giovanotti che sciupano benzina per far la 'mafia' al volante: vadano a piedi o in bicicletta".
(Prov.BZ 29/11/1935) "Cronache e cronachette antisanzioniste (…) Sulla cancellata che cinge il giardinetto di una villetta in via Santa Maria abbiamo letto questa scritta: 'Qui dove fiorivano tulipani d'Olanda, oggi si coltivano patate carote cavoli e spinacci (sic) d'Italia, Cittadini: aprite gli stomachi alle più liete speranze. Alalà' (…) Ecco l'ironico cartello esposto in una farmacia cittadina: 'In questa farmacia non si vendono prodotti dei paesi sanzionisti. Noi non abbiamo sale inglese: adoperate l'olio di ricino italiano' (…)".
(Prov.BZ 3/12/1935) All'affollatissimo Teatro civico, la premiazione del primo concorso nazionale del grano e dell'azienda agricola, che si ricollega ai precedenti concorsi nazionali per la battaglia del grano. Dal 1925 al 1935 sono state acquista in provincia con il contributo dello Stato 440 macchine agricole, per un valore complessivo di lire 250.000 (onere per lo Stato, 90.000). Altri contributi statali per lavori di bonifica, costruzione di silos ecc.
(Prov.BZ 5/12/1935) Prima nevicata a Bolzano.
(Prov.BZ 6/12/1935) Oltre all'oro (raccolti sei chili e passa) si raccoglie anche il ferro, offerto dai privati. Camion militari girano per la città.
(Prov.BZ 7/12/1935) Un elettricista che lavora alla rete d'illuminazione pubblica cade dall'alto di un palo di fronte al corpo d'armata e muore. E' il 37enne Luigi Leoni.
Si vieta l'usanza "d'importazione nettamente straniera" degli alberi di Natale.
(Prov.BZ 10/12/1935) L'Azienda elettrica di Bolzano e Merano cede a un'azienda privata l'esercizio delle linee tranviarie Bolzano-Gries, Bolzano-Laives, Merano-Foresta e Merano-Maia Alta. L'esercizio è fortemente deficitario
(Prov.BZ 11/12/1935) Omicidio in una gioielleria di via Museo. Viene trovata morto, ucciso dietro il banco, col cranio fracassato, il gioielliere 47enne Federico Covi. Il regime impone scarso spazio alla cronaca nera: per questo delitto pertanto un titolo ad una sola colonna, e 32 righe in tutto.
(Prov.BZ 12/12/1935) La compagnia teatrale di Kiki Palmer recita in "L'affare Kerbyusky", di Fodor.
(ProvBZ. 13/12/1935) "La cronaca lietissima dello spettacolo inaugurale del breve corso di recite la compagnia Palmer darà in questi giorni al nostro Civico, si apre con un grave appunto rivolto ad una parte di pubblico che ieri sera ha creduto opportuno, non si sa per quale ragione, disturbare con a certa insistenza l'inizio di ogni atto della deliziosa commedia di Fodor: "L'affare Krubynsky". Ha creduto opportuno infatti questo piccolo stuolo di persone, far bella mostra di sé, arrivando notevolmente in ritardo, e mettendosi non troppo silenziosamente alla ricerca del proprio posto, mentre gli attori stavano cominciando la commedia, irridendo a chi, con doveroso senso di educazione, si era disposto in tempo ascoltare il lavoro, di sentire le battute e di assistere alla scena. Il casetto assai curioso si è quindi ripetuto all'inizio del secondo e del terzo atto. Ci sembrerebbe superfluo ripetere a questi signori che l'anticipazione di orario, non è cosa voluta dagli organizzatori locali, ma fa parte di quelle disposizioni governative diramate ultimamente circa le controsanzioni nel campo teatrale, ed alle quali è doveroso attenersi scrupolosamente (…). Del resto la direzione del teatro porta a conoscenza dei ritardatari per vizio, che con lo spettacolo di questa sera al cominciare della commedia saranno chiuse le porte d'accesso alla sala ed ai palchi. Così che per chi arriverà tardi il lavoro avrà inizio al secondo atto".
(Prov.BZ 14/12/1935) Le offerte alla Patria - il plebiscito dell'oro - l'inesauribile vena aurifera dello slancio popolare continua incessante - un nuovo elenco di donatori". Nel lunghissimo elenco figurano alcune centinaia di donatori dei due gruppi etnici. Continua anche la raccolta del ferro
(Prov.BZ 15/12/1934) Il Senato approva il finanziamento della nuova zona industriale di Bolzano. Uno stralcio dall'intervento del senatore Ettore Tolomei a Roma, in occasione dell'approvazione da parte del Senato della legge per la zona industriale di Bolzano: "Bolzano, è il cuore dell'Alto Adige, è il centro civile, economico, agricolo, industriale delle bellissime valli che credo quasi tutti voi avete imparato, visitandole, ad ammirare e ad amare. Bolzano nuova, Bolzano grande, Bolzano italianissirna è una vera e tipica creazione del Governo Fascista. Ivi concorrono, senza distinzioni regionali e tanto meno provinciali, le forze vive di tutta la Nazione. Accanto all'agricoltura, al commercio, e alle virtù dell'alta cultura vi si schierano, ora, le risorse dell'industria. I lavori per la zona industriale sono già in atto. La vasta pianura a mezzodì del capoluogo si viene trasformando; alcune tra le maggiori imprese dell' industria nazionale vi hanno dato inizio agli impianti. Tutto ciò che li agevola (come la legge sottoposta oggi al voto del Senato) avvicina alla meta. Sono sicuro di rappresentare il sentimento dell'intiero Alto Adige, da Salorno al Brennero, esprimendo al Governo la gratitudine dei luoghi cui si rivolgono le assidue cure. Le leggi sulla zona industriale acquistano dalla situazione geografica della città capoluogo dell'Alto Adige e dal momento storico nel quale nascono un. valore ed un significato che non sono più locali né soltanto interessano la frontiera atesina, ma suscitarlo l'orgoglio della Nazione e rinsaldano una coscienza mondiale".
Bolzano si avvia ai mille quintali di ferro offerti alla patria. La Croce Rossa raccoglie anche carta e stracci.
La compagnia di Kiki Palmer dopo "I vestiti della donna Amata" termina con "Le due leggi di Maudo", di Dello Siesto.
(Prov.BZ 17/12/1935) Una critica severa sulla scelta del repertorio di Kiki Palmer "…tanto per non aggiungere, nello spettatore, al ricordo del biglietto pagato l'amarezza di una serata perduta".
Un secondo scaglione di operai atesini (50) parte per l'Africa "ove l'Italia redime col ferro e civilizza con opere veramente romane una terra ancora barbara".
(Prov.BZ 18/12/1935) "Giornata della Fede". Gli anelli nuziali d'oro vengono offerti davanti al monumento alla Vittoria. La duchessa di Pistoia legge il messaggio che la regina indirizza a Roma dall'altare della Patria. Le scuole fanno vacanza.

Oro alla patria: la duchessa di Pistoia offre la sua fede al monumento alla Vittoria


Parte da Bolzano alla volta di Roma la signora Egle Malferrari, diretta al convegno delle madri prolifiche. E' moglie del podestà di Sarentino ed ha avuto otto figli in dieci anni di matrimonio.
(Prov.BZ 19/12/1935) Al monumento alla Vittoria grandiosa manifestazione. Sono state offerte alla Patria 3.500 fedi. In Alto Adige oltre 10.000 gli anelli finora donati. Le donne (prima la duchessa) che depositano le loro fedi d'oro, ne ricevono in cambio una d'acciaio. "A rendere il rito ancor più suggestivo la folla intona l'inno a Roma, e le note solenni dell'imperiale inno pucciniano si diffondono nell'aria, suscitando brividi di commosso orgoglio". Dona la sua fede d'oro anche la vedova dell'ex borgomastro Julius Perathoner. Il tuffatore Carlo Dibiasi offre il suo medagliere: un oro e cinque argenti.
(Prov.BZ 20/12/1935) Sabato fascista. Si apre in via Cappuccini il cinema "Roma" con "Le scarpe al sole". "Il nuovo locale conterrà poco meno di mille (diconsi: 1.000) persone, e sarà finalmente un sollievo per la sete spettacolare della nostra cittadinanza".
(Prov.BZ 21/12/1935) Il film è stato premiato alla terza Biennale di Venezia (così veniva definito il Festival) con la coppa del Ministro della stampa e propaganda, e vi recitano Isa Pola e Cesco Baseggio, soggetto di Paolo Monelli ("passione umana, sacrifici ignorati di fanti alpini, eroismi sublimi di combattenti") A seguire un "Topolino a colori" di Disney.
Versato alla Banca d'Italia già oltre mezzo quintale di oro, raccolto in Alto Adige.
(Prov.BZ 22/12/1935) "La infrenabile vitalità di Bolzano esige urgentemente che un'altra sala moderna, arredata, attrezzata intelligentemente sorga accanto a questa". "Bolzano ha oltre quarantamila abitanti e ha finalmente una sala rispettabilissima". "All'inizio della rappresentazione comparvero sullo schermo le figure di S.M. il Re e del Duce ed echeggiarono le note della 'Marcia Reale' e di 'Giovinezza'". Alle autorità furono riservate "poltrone in galleria". Dopo gli inni un film Luce sulle manovre militari in val di Non con il discorso del Duce alle truppe. "Per tre quarti della durata del discorso, o meglio del messaggio del Capo, il suo volto ha occupato totalmente il rettangolo dello schermo: il maschio volto imperiale sembrava scandire le parole sì da doverle fare riecheggiare sino in fondo alle anime". Poi un documentario sull'occupazione di Macallè con le "fulgenti dimostrazioni dell'avanzata della civiltà italiana in Africa Orientale". Il regista si chiama Elter: "italiano anche con quella 'erre' finale".
(Prov.BZ 24/12/1935) Terza giornata della madre e del fanciullo. In Alto Adige si sono spesi in un anno due milioni e mezzo per sedicimila assistiti.
(Prov.BZ 25/12/1935) La celebrazione avviene al Teatro civico. "Sullo sfondo, fra i due ritratti del Re e del Duce, campeggiava una grande fotografia riproducente una madre con i suoi tre bambini, mentre sulla sinistra del palcoscenico era stata posta una tela ad olio di notevole pregio artistico, nella quale il Duce è raffigurato nell'atto di proteggere una famiglia". Il discorso ufficiale viene tenuto dal presidente dott. Longi, che in precedenza aveva ordinato un "alalà" indirizzato al prefetto (che a sua volta aveva risposto ordinando il "saluto al Duce").

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