Bolzano scomparsa


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1945

Cronache del passato > 1945-1950

DAL MONDO


Il cerchio attorno alle truppe germaniche si stringe sempre di più. All'inizio di gennaio l'Armata Rossa raggiunge Budapest, cadono le prime città tedesche della Prussia orientale, tra cui la Königsberg di Imanuel Kant, che da allora si chiamerà Kaliningrad; a sud si combatte nella pianura padana, a ovest nelle Ardenne (Belgio) si spegne progressivamente l'ultimo contrattacco della Wehrmacht. Sul fronte del Pacifico appaiono i kamikaze, ultima disperata difesa dell'aviazione giapponese contro le navi americane. In febbraio "Stalin, Churchill e Roosevelt hanno deciso la condanna a morte della Germania": così il Bozner Tagblatt titola l'incontro di Yalta. Il 14 e 15 febbraio Dresda brucia sotto le bombe degli aerei angloamericani. Insigni monumenti vanno distrutti; non si seppe mai quanti furono i morti (furono valutati dai 35.000 ai 200.000). A fine marzo viene assassinato il primo ministro egiziano, l'Egitto dichiara guerra a Germania e Giappone. il 28 febbraio lunghissimo discorso del ministro per la propaganda Goebbels alla radio, interamente riportato dal Bozner Tagblatt: "Preferibile morire che arrendersi". Di lì a un paio di mesi Goebbels si sarebbe suicidato nel bunker di Berlino con moglie e i cinque figli. Arriva il mese di marzo, e già da tempo sul fronte orientale si combatte su terreno tedesco: i sovietici sono entrati in Prussia e Pomerania. Gli angloamericani passano il Reno a Remangen. Colonia è occupata. Il Bozner Tagblatt del 22 marzo riferisce che Hitler ha ricevuto una ventina di aderenti alla Hitlerjugend tra i 15 ed i 17 anni, distintisi per atti eroici. Citato anche un dodicenne. In aprile muore Roosevelt, gli succede Truman. Hitler in un discorso ai combattenti del fronte orientale: Berlino non sarà mai russa, Vienna tornerà tedesca, chi si arrende sarà fucilato. Ma si combatte ormai attorno a Berlino e gli alleati dilagano in val Padana, tra Reggio e Ferrara. Il Bozner Tagblatt del 2 maggio annuncia la "morte eroica del Führer", a tutta prima pagina. La Germania capitola, Churchill si dimette, a San Francisco (siamo alla fine di maggio) nasce l'O.N.U. Il Giappone intanto continua a resistere: si combatte ad Okinawa. A metà luglio l'Italia dichiara guerra al Giappone. Il 18 luglio l'Alto Adige, giornale del Comitato di Liberazione, succeduto alla Provincia di Bolzano, esprime il sospetto che "Hitler e sua moglie" si troverebbero in Argentina, sbarcativi da un U-Boot. A fine mese si svolgono in Gran Bretagna le elezioni: ai conservatori di Churchill succedono i laburisti di Attlee. In agosto muore a Roma il compositore Pietro Mascagni. Hiroshima e Nagasaki sono distrutte da due bombe atomiche: il Giappone capitola. In Francia il maresciallo Petain, eroe della prima guerra mondiale, che aveva collaborato con i tedeschi durante il secondo conflitto, viene condannato a morte: la pena sarà poi tramutata in ergastolo. In Norvegia viene condannato a morte un altro capo di stato, fantoccio dei nazisti: Quisling. Sarà fucilato. Inizia in Indocina e nel Siam la rivolta contro la Francia. A Palermo, arresti di separatisti, tra cui Finocchiaro Aprile. In ottobre Pierre Laval, primo ministro della Francia collaborazionista, viene condannato a morte: sarà poco dopo fucilato. Secondo il primo ministro britannico Attlee le perdite delle forze armate germaniche ammontano - tra morti e invalidi permanenti - a 7.400.000 uomini. Il 20 novembre inizia a Norimberga il processo a carico di 24 grandi criminali del III Reich. I primi di dicembre si vara il primo gabinetto Degasperi. Nelle campagne di Reggio Emilia un treno si capovolge e numerose belve ritrovano la libertà, uccidono due contadini e sbranano altri animali. In dicembre la Francia rinuncia alle sue rivendicazioni su Susa e la val d'Aosta. Muore a fine dicembre il fondatore della FIAT, Gianni Agnelli.

A BOLZANO DI GIORNO IN GIORNO


(Bozner T. 3/1/1945) Si apprende da un necrologio che in un bombardamento ("Terrorangriff") su una città tedesca sudoccidentale muoiono la signora Maria Ganzi nata Riz, sua nuora Joseline Ganzi ed i di lei figli Helga e Helmut. Hanno parenti anche a Bolzano.

Il 4 gennaio Bolzano viene bombardata per la decima volta.. Il Bozner Tagblatt, che si stampa ora a Bressanone, non ne dà notizia e tralascia del tutto la pagina delle cronache locali. Dagli appunti personali di R.Melchiori si apprende che il bombardamento avvenne alle 13: fu colpito l'albergo "Viktoria" a Gries. In "Gli anni delle Bombe" (M.Ferrandi, G.Pacher, L.Sardi) si legge: "Il giorno 4, un giovedì, ebbe luogo una pesante incursione alle ore 13. Bombe sulla pensione Flora a Gries, alla casa Lageder e al ristorante Vittoria, oltre a quelle sulla stazione e le zone limitrofe". Nei giorni successivi sul Bozner Tagblatt appaiono tre necrologi che, per il loro contenuto, potrebbero ricondurre al bombardamento di giovedì 4. Ma niente di più.









Un bombardamento visto dal Corpo d’Armata

(Bozner T. 8/1/1945) Due grandi foto mostrano il feldmaresciallo Kesselring, comandante delle truppe germaniche in Italia, mentre assiste ad una sfilata di Standschützen sudtirolesi a Salorno. Sono destinati al fronte.
Si spostano a Gries altri uffici pubblici, tra cui quello del commissario comunale Führer, che trova così posto nelle scuole elementari.
(Bozner T. 10/1/1945) In prima pagina un grande incorniciato a firma Franz Hofer. Il Gauleiter dell'Alpenvorland, esorta i cittadini a offerte ("Volksopfer") per gli Standschützen. E' necessario sostenere l'efficacia della difesa dei reparti armati di nuova costituzione, con offerte di materiale ed indumenti. Come avviene nel Reich, così anche in provincia di Bolzano sono richieste uniformi "di tutti i tipi. scarpe e scarponi, materiali per tende e coperte, sacchi da montagna, pentolame, elmetti d'acciaio, bussole ecc". Si ha la netta impressione di un esercito ormai raccogliticcio. Le offerte vanno presentate alle sedi comunali. A parte: il Tribunale speciale giudicherà severamente chi speculerà sugli oggetti offerti.
(Bozner T. 12/1/1945) Un 15enne si reca al lavoro con gli sci e cade: uno sci gli si conficca in un occhio. Non si precisano ulteriori particolari.
"Aerei nemici terrorizzano in modo crescente la popolazione civile sparando in picchiata con le armi di bordo". Si consiglia di non correre ma buttarsi a terra. Non indossare abiti dai colori vistosi.
(Bozner T. 19/1/1945) Si precisano tutti gli oggetti (equipaggiamento, abbigliamento ecc.) da portare ai centri di raccolta, a beneficio dei militari. I reparti, specie quelli di nuova costituzione, mancano di quasi tutto.
(Bozner T.24/1/1945) Si insiste, rivolgendosi stavolta soprattutto alle donne ("Opferbeitrag unserer Frauen") sulla raccolta di equipaggiamento, indumenti eccetera per i soldati. "E' venuto il momento in cui le donne risparmiate dai bombardamenti, debbono conferire le loro offerte. Il popolo tedesco, come dimostrano le dure battaglie di questi giorni, lotta nel vero senso della parola per la sua vita. Coloro che combattono per la Germania debbono ottenere il necessario, essere equipaggiati, vestiti. A tale fine sono necessarie inimmaginabili quantità di materiale tessile".
(Bozner T. 27/1/1945) Si introducono limitazioni nell'uso del treno, che viene riservato a chi ne ha bisogno urgente.
(Bozner T. 31/1/1945) Si pubblica il 34esimo listino dei prezzi per gli ortofrutticoli valido per Bolzano e Merano. Un esempio: le mele di qualità costano lire 8,70 all'ingrosso e 11,10 al dettaglio.
(Bozner T. 2/2/1945) Il 30 gennaio si è commemorato l'affidamento del potere (cancellierato) ad Adolf Hitler. A Bolzano la ricorrenza è stata celebrata nella "Rottenbuchschule" (oggi scuola Longon). Tra i presenti il Kreisleiter Kiebacher, il commissario prefettizio Tinzl, il commissario comunale Führer (definito ("Bürgermeister"). Suona un complesso di Standschützen, canta un coro giovanile, discorso del camerata Emil Heinrichter che espone la missione storica del Reich come trincea difensiva dell'Europa contro le "orde asiatiche", una missione della quale si renderebbero sempre più conto anche Inghilterra e Francia. I presenti cantano l'inno dei giovani "Volks ans Gewehr" ("Popolo, al fucile"), viene comandato il "Sieg Heil!" per il Führer. Si conclude con inni patriottici.
(Bozner T. 3/2/1945) Nuovo fine-settimana dedicato alla raccolta per la "Volksopfer", che viene prolungata fino al 18 febbraio.
Una constatazione interessante: nei necrologi quasi quotidiani di caduti in guerra, è pressoché scomparsa la dizione "per il Führer".
(Bozner T. 9/2/1945) Si cita l'"avanzata età" di Filomena Regatschnigg da Frangarto, che ha raggiunto gli 80 anni! Ha avuto 16 figli, dei quali dieci sono ancora in vita.
(Bozner T. 10/2/1945) Su cinque necrologi di caduti in guerra, solo in un caso si cita il Führer, nel cui nome il sacrificio sarebbe stato compiuto.
(Bozner T. 12/2/1945) Il giornale consta di un solo foglio.
(Bozner T. 14/2/1945) In un articolo si spiega come si può cucinare con poco combustibile.
Si stampa un'ordinanza con la quale si informa che tutti i combustibili liquidi e solidi per autotrazione sono sequestrati. Fanno eccezione le quantità assegnate ai singoli per il mese di febbraio.
(Bozner T. 15/2/1945) Verdura ed ortaggi (soprattutto patate) possono soffrire per il gran freddo e deteriorarsi. Non gettarli via, ma cibarsene anche se non sono appetitosi. Altro consiglio: sfruttare la luce del giorno per risparmiare elettricità.
(Bozner T. 16/2/1945) Per comportamento valoroso sono stati decorati 37 militari del "SS.Polizei-regiment Bozen". Il giornale ne pubblica tutti i nomi
Appare un articolo sulla carne secca, un ottimo alimento.

Il 16 febbraio Bolzano viene nuovamente bombardata, ma anche in questo caso il giornale non vi fa alcun cenno. R.Melchiori, che abbiamo già citato, nei suoi appunti si limita a precisare l'ora del bombardamento: le 13. Nel libro "Gli anni delle bombe" si legge solamente: "Il vecchio Municipio di via Portici fu colpito e seriamente lesionato; anche il nuovo palazzo municipale nella piazza omonima, parzialmente andò in pezzi. Colpite varie case, e nuovamente la stazione".

(Bozner T. 17/2/1945) Si consiglia di raccogliere penne e piume per difendersi dal freddo cucendo caldi piumini.
(Bozner T. 19/2/1945) Il giornale consta nuovamente di un solo foglio. Avverrà più volte anche nei giorni prossimi.
Nella scuola "Rottenbuch" si commemorano i bolzanini caduti negli ultimi mesi, presenti le solite autorità. Guardia d'onore della Hitlerjugend e degli Standschützen. Suona un complesso di Standschützen. Discorso del camerata Paul Fulterer: la vittoria assicurerà al popolo tedesco libertà e vita. Rullio di tamburi mentre vengono letti tutti i nomi "degli eroi caduti che hanno siglato con il loro sangue la loro fedeltà al Führer, al popolo, alla patria, e che sono morti perché noi si possa vivere". Cori finali: la canzone del "Guten Kameraden" e Deutschland muss leben".
Si pubblicano disposizioni per la distribuzione degli alimentari in marzo.
(Bozner T. 20/2/1945) In un fondo si citano Andreas Hofer e Peter Mayr, gli eroi tirolesi dai quali oggi si deve prendere esempio. E' infatti la ricorrenza della fucilazione di Hofer e Mayr (20/2/1809). Un titolo: "Andreas Hofer e la città natale di Adolf Hitler".
(Bozner T. 23/2/1945) "Standschützen von 1915 - Standschützen von 1945" è il titolo di un articolo del conte Anton Bossi Fedrigotti.
Delitto a Terlano. Viene ucciso in campagna con un colpo di pistola l'agricoltore Heinrich Oberhofer. La sua salma viene trascinata in riva ad un canale, la sua bicicletta viene rubata. Si cercano due giovani, uno dall'apparenza sudtirolese, l'altro probabilmente italiano.
(Bozner T. 24/2/1945) Altro articolo di Anton Bossi Fedrigotti sugli Standschützen durante la prima guerra mondiale nella zona di Monte Piano. L'Austria vi è definita "Ostmark", secondo la dizione nazista.
(Bozner T. 26/2/1945) Vengono decorati "per comportamento valoroso" altri 14 militari del "SS Polizei-Regiment Bozen".
(Bozner T. 27/2/1945) Al Kursaal di Merano festosa serata di SS, all'insegna dello slogan "Dove ci siamo noi, alberga la fedeltà". Canta un coro di militari della scuola alpina delle SS di Predazzo, suonano una banda di Standschützen ed un quartetto d'archi della Schutzpolizei.

Da "Gli anni delle bombe", già citato: "Prima dell'ultimo bombardamento si verificò un altro, tragico, pauroso episodio, questo non legato alle incursioni aeree: lo scoppio della polveriera di Castelfirmiano. I fortini costruiti nel periodo fascista in quella zona, erano stati trasformati dai tedeschi in vere e proprie casematte. E' difficile dire quanti proiettili di ogni calibro e quanto esplosivo vi fossero accatastati. Il 27 febbraio uno scoppio terribile, eccezionale, scosse tutta la piana, si ripercosse sui monti, rotolò nelle valli. Per un attimo Castelfirmiano sembrò trasformarsi in un vulcano. Poi una enorme nube di fumo e di silenzio. Non c'erano case nelle immediate vicinanze e quindi le conseguenze sotto il profilo materiale e umano non furono disastrose; ma la montagna si spaccò, gli alberi diventarono scheletri, tutto attorno il verde scomparve. Uno spettacolo allucinante. Vi fu un numero imprecisato di morti fra il personale militare addetto alla polveriera. Il numero esatto non si è saputo mai".

(Bozner T. 28/2/1945) Si annuncia dal primo marzo una nuova sequenza di suoni per dare l'allarme aereo.

Il 28 febbraio Bolzano viene nuovamente bombardata, per la tredicesima volta. Il Bozner Tagblatt anche questa volta non dedica al fatto neanche una riga. Si legge invece in "Gli anni delle bombe", volume già citato: "Mercoledì 28 febbraio due allarmi e l'ultimo bombardamento. Tra le 9 e le 16,30 la popolazione poté abbandonare i propri rifugi solo per mezz'ora. Furono duramente colpiti: la chiesa dei Cappuccini, la stazione, l'Istituto dei soldati, l'albergo Schgraffer e la zona dei Piani di Bolzano". La Casa del soldato era alloggiata nell'albergo Schgraffer, che si trovava nell'odierna piazza Walther, ed era stato sede del Circolo Unione Savoia.

Quello del 28 febbraio fu l'ultimo bombardamento di Bolzano, 13 in tutto, cui c'è da aggiungere però qualche bomba isolata lasciata cadere da "Pippo", come veniva chiamato scherzosamente (ma lui operava sul serio) un caccia-bombardiere solitario che sorvolava la città di notte. "Pippo" apparve nove volte, ed una sua bomba danneggiò pesantemente lungo l'odierno corso Libertà la Casa del turismo, poi del Commissariato per gli affari italo-germanici (le opzioni), quindi cinema Corso, successivamente abbattuto per lasciare spazio ad un'altra costruzione. Non ci sarebbero state più bombe, ma è facile immaginarsi come la povera Bolzano appariva.
Ricorriamo ancora a "Gli anni delle bombe":
"Non c'è molto ormai da aggiungere; siamo alla fine. Bolzano, almeno nella sua parte centrale, appare una città senza vita, una città di rovine. Poche le case ancora intatte, moltissime quelle gravemente danneggiate, molte quelle distrutte. Una zona in-tera, quella attorno allo scalo ferroviario, è praticamente livellata: solo ammassi di detriti e muri sbriciolati. I giardini attorno al piazzale della sta-zione ferroviaria e che oggi siamo abituati a vedere verdissimi e pieni di fiori, sembravano scavati da un enorme aratro. Intatti, invece, quasi per miracolo, i due enormi platani che svettano ancora bellissimi sulla destra di chi guarda l'edificio della stazione. Solo rovine verso ponte Loreto fino al ponte Druso. E ancora macerie nella zona dei Piani e lungo la statale verso Cardano. Sembrava impossibile poter ricostruire, far tornare la città come era un tempo, farla risorgere nelle sue strutture". Secondo "Gli anni delle bombe" i morti furono circa 200, le case distrutte 325, quelle danneggiate gravemente 548, gli allarmi 472. Una documentata e recente indagine del maresciallo Mario Rizza ha appurato che i morti civili furono 240. Da aggiungere, i militari tedeschi, che non entrano invece in alcuna statistica conosciuta.









La zona di viale Trento

(Bozner T. 1/3/1945) I segnali d'allarme sono di due tipi: allarme di primo grado, e allarme quale solo avviso di pericolo: è la sequenza dei suoni a informare la cittadinanza. Nel secondo caso il traffico può continuare e così anche le attività commerciali e produttive. E' la popolazione a poter decidere se raggiungere o meno i rifugi.
(Bozner T. 3/3/1945) Settimo fine settimana dedicato alla raccolta di denaro, indumenti ed oggetti a favore dei combattenti ("Opfersonntag"). Su 15 necrologi, sette sono di caduti in guerra.
(Bozner T. 5/3/1945) I ricercati per il delitto di Terlano sono il 30enne Ernst Ebner di Appiano ed un certo Helmut, germanico, entrambi ancora latitanti. Taglia di lire 5.900.
(Bozner T. 6/3/1945) "Pene pesanti per borsa nera". Il Tribunale speciale giudica il meranese 44enne Josef Egger e il 30enne Tullio Fellin da Cles, che con documenti falsi avevano prelevato a Padova ingenti quantità di zucchero che avevano poi venduto nel Trentino. Fellin viene condannato a due anni e mezzo e 400mila lire di multa; Egger a due anni e centomila. Condannati a pene minori i numerosi acquirenti.
Nuove norme per la vendita ti tabacchi mediante carte annonarie.
(Bozner T. 10/3/1945) Non alimentate gli animali con pane !!
Su sei necrologi di caduti in guerra, solo in un caso si cita il Führer.

Da "Gli anni delle bombe":
"Il giorno di S. Giuseppe (19 marzo, ndr) Bolzano fu risparmiata, ma furono attaccati da aerei da caccia San Michele-Appiano e la stazione di Caldaro, dove si trovava un treno merci carico di vino che fu completamente distrutto".

(Bozner T. 15/3/1945) Nuova cerimonia in ricordo dei caduti ("Heldengedenkfeier") nell'aula magna delle odierne scuole Longon, presenti il generale Schmid-Hartung, il Kreisleiter Kiebacher e il prefetto Tinzl. Un'orchestra d'archi della polizia suona l'adagio della "Patetica" di Beethoven, lettura di una poesia, si leggono anche brani significativi di un discorso di Hitler del 1942, canto corale di un inno. Parla il colonnello Fengler: "Proprio in questi giorni di durissima lotta ai confini della patria e di pesanti prove per la Heimat attraverso i bombardamenti terroristici nemici, gli eroi, che hanno donato la loro vita per noi, ci sono di luminoso esempio". Si canta tutti insieme la canzone "Zum guten Kameraden", ci si congeda "con il solenne giuramento di schierarsi sempre fedelmente per il Führer, e di resistere combattendo fino alla vittoria finale". Saluto al Führer e nuovi inni patriottici.
La prefettura impartisce disposizioni relative alle tessere annonarie per aprile.
(Bozner T. 16/3/1945) Un omicidio. L'agente Alexander Gasperi viene ucciso con un'arma da fuoco da una persona sospetta che aveva fermato sul Guncina. L'autore parla tedesco ed è ora ricercato. Le informazioni vanno date alla polizia, primo piano del Corpo d'armata.
(Bozner T. 18/4/1945) Ben otto necrologi di caduti in guerra. Solo in un caso si cita il Führer.
(Bozner T. 22/3/1945) La bolzanina Lise Putz, nata Kostowsky, in un necrologio annuncia la morte avvenuta a Vienna, in un bombardamento, di sua sorella, suo marito e dei due figli.
(Bozner T. 24/3/1945) Si ricorda che i manifestini lanciati da aerei nemici vanno subito consegnati alla polizia. Gravi pene per chi li conserva, li diffonde o ne comunica ad altri il contenuto.
(Bozner T. 26/3/1945) A Caminata (Kematen) sul Renon tre sconosciuti fanno irruzione in un maso ed uccidono a coltellate il contadino Josef Feichtner, che tenta di opporsi. Si tratta probabilmente di stranieri, forse prigionieri russi.
(Bozner T. 27/3/1945) In un articolo di "Memorie bolzanine" si ricorda che nel 1884 morirono a Bolzano 347 persone, delle quali 71 per tubercolosi, 34 per difterite, per polmonite e "debolezza senile" 20, tifo 5, vaiolo 7.
(Bozner T. 29/3/1945) Agenti nemici in uniforme tedesca e disertori si aggirano nelle nostra contrade. Diffidate pertanto di presunti militari germanici che chiedono cibo ed ospitalità.
(Bozner T. 30/3/1945) Per lavare biancheria, calze di seta, lana, tessuti leggeri colorati, va benissimo l'acqua residuale della bollitura di patate.
(Bozner T. 31/3/1945) Su 14 necrologi la metà è relativa a caduti in guerra. Nessun accenno al Führer.
(Bozner T. 3/4/1945) 200 metri sotto ponte Littorio (oggi Roma) sulla riva sinistra si arena il corpicino di una bambina di 10/14 giorni. Un delitto?
(Bozner T. 6/4/1945) Nuovi giuramenti di Standschützen. Parla il Gauleiter Franz Hofer, il quale ricorda che il diritto degli Schützen alla difesa del proprio territorio è vecchio di secoli. Angloamericani e bolscevichi mirano alla sparizione del popolo tedesco e della sua cultura. "Tutti coloro che non sarà possibile ridurre in schiavitù saranno torturati, le donne stuprate, e poi tutti insieme con i bambini saranno destinati a morire tra i tormenti". Bisogna essere decisi a combattere "fino all'ultimo respiro". Dopo il giuramento il Gauleiter ha ancora detto: "Avete riconosciuto la vostra appartenenza alla Germania, qui, in prossimità della frontiera meridionale dello spazio vitale tedesco. Solo la morte potrà sciogliervi da questo giuramento".
(Bozner T. 7/4/1945) Il sindaco fa pubblicare un'inserzione relativa alla distribuzione delle carte annonarie per maggio e giugno.
Tra i necrologi di caduti guerra figura quello del carrista delle SS ("Leibstandarte Adolf Hitler") Seppl Eggert, di 17 anni.
(Bozner T. 11/4/1945) Appare in cronaca la lettera a casa di una SS tornata al fronte, in Ungheria, nella quale si descrive il terrore che segue l'avanzata bolscevica. La lettera non è firmata.
(Bozner T. 12/4/1945) Al Tribunale speciale di Bolzano si condanna a morte un matricida. Il 9 aprile 1943 il contadino 42enne Josef Thaler, dedito all'alcool, alla madre che per questo suo vizio lo rimproverava reagì sparandole una fucilata. Il fatto avvenne a Montagna.
Quale autore dell'omicidio del 13 marzo sul Guncina, vittima l'agente Alexander Gasperi, viene indicato il 21enne Paul Andergassen (Caldaro). Taglia di 20.000 lire.
(Bozner T. 19/4/1945) In un breve articolo si spiega come e perché gli aerei in volo ad alta quota siano spesso seguiti da lunghe strisce bianche. Un interrogativo che si pongono gli altoatesini al passaggio dei bombardieri anglo-americani.
(Bozner T. 21/4/1945) "Contro la piaga dei maggiolini" vengono impegnati ora anche gli scolari. Il momento più propizio per la loro raccolta e distruzione è tra le 5 e le 9 del mattino. Bisogna scuotere gli alberi perché cadano. Poi li si raccolgono, li si immergono in acqua bollente. La pasta che ne deriva è un ottimo alimento per maiali e polli. Possono essere utilizzati anche come compost.
Su dieci necrologi, otto sono relativi a caduti in guerra. Appare anche il necrologio, datato Siusi, Bolzano e Selva Gardena, col quale Emil Gerstgrasser annuncia la morte in un bombardamento della moglie Elsa e dei figlioletti Marlene e Dietrich, un'accoppiata di nomi alquanto singolare.
(Bozner T. 24/4/1945) Mentre ormai si combatte a Berlino, a Bolzano si ricorda che è fatto divieto di dare alloggio a persone non autorizzate.
(Bozner T. 27/4/1945) Milano è in mano ai partigiani. A Bolzano e Merano si annuncia la distribuzione straordinaria di formaggio morbido, mentre scadono due tagliandi per il ritiro delle patate.
(Bozner T. 28/4/1945) Si impone la chiusura degli esercizi pubblici alle 21,30 a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno e Cortina. Si invita ad una maggiore produzione di patate e verdura, utilizzando a questo fine ogni spicchio di terra.

I giorni successivi avvennero in Alto Adige episodi sanguinosi dei quali la cronaca non parlò. Riprendiamo da "Alto Adige - Cent'anni e più in parole e immagini", di Carlo Romeo (Ed. Raetia): "Il 30 aprile a Merano, dopo un fallito tentativo dei vigili urbani di occupare il municipio, si formò un corteo disarmato con bandiere e bracciali tricolori. Le notizie delle insurrezioni delle città padane e l'equivoco sulla liceità di una manifestazione del genere, favorirono l'aggregazione al corteo di centinaia di persone. Reparti di SS dispersero la folla a fucilate, col concorso e l'incitamento di alcuni civili sudtirolesi, con un bilancio finale di nove morti e decine di feriti (uno dei morti fu il soldato americano Denis Johnson, ucciso da una bomba a mano lanciata contro di lui ed alcuni ebrei rilasciati dal campo di concentramento di Bolzano, ndr). Il 2 maggio nei pressi di Lasa lavoratori italiani dell'OT, dopo la fuga delle guardie, assunsero il controllo di un deposito. Nove di loro, sorpresi da un reparto germanico sopraggiunto, furono fucilati sul posto. La mattina del 3 maggio a Bolzano si verificarono scontri tra partigiani e soldati tedeschi. L'ordine impartito da De Angelis (comandante dei Comitato Nazionale di Liberazione altoatesino, ndr) e dal Gin consisteva in una dimostrazione di ,,rappresentanza nazionale", coll'esposizione di bandiere trico-lori e il controllo e pattugliamento di punti nevralgici, come ponti, magazzini e fabbriche. I primi incidenti cominciarono alla zona industriale, estendendosi poi in vari punti della città. Particolarmente grave fu l'episodio verificatosi allo stabilimento Lancia, in cui penetrò un reparto di paracadutisti per liberare soldati tedeschi lì detenuti. Il rinvenimento di alcuni cadaveri di commilitoni fu la causa immediata della brutale rappresaglia: una ventina di persone (operai, semplici rastrellati e alcuni lavoratori reduci dalla Germania) furono allineate lungo il muro della fabbrica e passati alla mitragliatrice. Complessivamente quella mattina del 3 maggio costò la vita a una quarantina di persone tra partigiani e civili (sconosciuto è il numero dei caduti tedeschi)".

Torniamo ora alla cronaca, quale appariva sul Bozner Tagblatt.
(Bozner T. 1/5/1945) Mentre gli angloamericani risalgono ormai la valle dell'Adige, il giornale esce ad un solo foglio. Nella seconda pagina, quella della cronaca, la quasi totalità dello spazio è occupata invece da un corsivo sulla cordialità, una storiella sulla vecchia Bolzano, un articolo medico-scientifico sulla difesa del corpo ed un romanzo a puntate. Poi otto necrologi (due di caduti in guerra e per un bombardamento aereo a Varna di Bressanone).
Nei giorni a venire il Bozner Tagblatt non riporta più alcuna notizia di cronaca altoatesina, ma si diffonde - solo due pagine - su temi culturali o d'evasione.
Intanto, senza che ne appaia notizia su alcun giornale, il 2 maggio a Cengles (Venosta) nove operai ed un medico italiani vengono uccisi da un reparto della Feldgendarmerie (la polizia militare) e sepolti in una fossa comune.

(Bozner T. 7/5/1945) Gli americani sono arrivati a Bolzano. Il giornale non ne fa cenno, ma in rilievo, in prima pagina, appare il comunicato alla popolazione civile del generale Paul W. Kendall, comandante la 88esima divisione americana:
1) Il Comitato di Liberazione diffonderà questo comunicato con ogni mezzo. Ci si attende la vostra collaborazione. Questa è la fine di una guerra spaventosa, ma la situazione attuale non consente di indire festeggiamenti;
2) E' proibita la distribuzione o vendita di vino o altre bevande alcoliche a militari americani e tedeschi, e questo fino a nostro nuovo ordine;
3) Tra breve i soldati tedeschi saranno evacuati. Il personale civile deve trasmettere le sue competenze in fatto di amministrazione militare alle truppe d'occupazione americane;
4) La popolazione civile viene invitata a tenersi lontana dalle truppe tedesche e ugualmente dalle strade, ad eccezione dei percorsi da e per i rispettivi posti di lavoro;
5) Le truppe tedesche che si sono arrese si trovano sotto la protezione dell'esercito americano;
6) Ronde tedesche sono state autorizzate a circolare armate allo scopo di controllare i propri militari, e sono riconoscibili per una fascia bianca a un braccio;
7) Le indicazioni necessarie sono pervenute al comandante germanico;
8) Compito principale dei civili è quello di evitare scontri, in modo da non dar luogo a ulteriore e inutile spargimento di sangue. Tutte le armi degli eserciti tedesco o italiano, che si trovino in possesso di civili, debbono essere consegnate ai locali acquartieramenti americani. E' vietato a civili armati di aggirarsi per le strade;
9) Coprifuoco alle 21. Questa misura non si applica alla polizia militare;
10) I civili debbono tornare senza indugio al loro lavoro. Il mancato adempimento di quest'ordine sarà considerato sabotaggio, e come tale perseguito;
11) Rapine e saccheggi saranno puniti secondo il codice militare;
12) E' proibita la distribuzione ed esposizione di manifesti, scritti, annunci e appelli. Debbono essere preventivamente sottoposti all'approvazione del locale comandante americano;
13) Giungeranno tra breve i comandi superiori, che prenderanno il controllo dell'amministrazione civile..
Subito sotto, ironia involontaria, appare il titolo del romanzo a puntate: "E la vita continua..."
(Bozner T. 8/5/1945) In prima pagina: "Resa incondizionata della Germania".

Per pochi giorni ancora il giornale appare su un solo foglio, senza alcuna notizia di cronaca. L'ultimo suo numero compare il 14 maggio. Si chiude così la breve parentesi del Bozner Tagblatt, il giornale nazista che costituì per poco più di un anno e mezzo l'unica voce dell'Alto Adige. Il primo quotidiano libero ad uscire fu il Dolomiten, il 19 maggio, seguito dall'Alto Adige il 24 maggio.

(Dolomiten 19/5/1945) La redazione è provvisoriamente a Bressanone, in via Torre Bianca n° 1. Responsabile Johann Tschurtschenthaler, tipografia Athesia.
In prima pagina a grandi lettere il titolo "Aufruf der Südtiroler Volskpartei" (Appello della Südtiroler Volkspartei) firmato dal presidente del partito, Erich Amonn. Inizia così: "E' giunta l'inevitabile fine del regime nazionalsocialista, superiore in orrore ad ogni immaginazione e misura". Più avanti: "Sudtirolesi, ricordatevi di tutte le previsioni e promesse di falsi profeti (...). Il fascismo e il nazismo debbono essere superati dalla radice, interamente, per sempre (...). Persone degne di fiducia di tutte le parti della nostra terra hanno fondato la Südtiroler Volkspartei con il seguente programma:
1) dopo 25 anni di oppressione sotto fascismo e nazionalsocialismo, far valere i diritti culturali, linguistici ed economici dei sudtirolesi, sulla base di fondamenta democratiche;
2) ricondurre pace ed ordine nella nostra terra;
3) riconoscere ai rappresentanti del partito - escluso ogni mezzo illegale - il compito di sostenere le richieste del popolo sudtirolese esercitando il diritto di autodeterminazione, presso le potenze alleate.
Sudtirolesi, radunatevi e siate uniti sotto questa bandiera (...). siamo d'accordo con i rappresentanti dei partiti italiani nell'auspicare una collaborazione che assicuri pace e ordine(...)".

Le pagine di cronaca sono intestate "Nachrichten aus Südtirol", e non più "Aus der Provinz Bozen", come avveniva col nazionalsocialista Bozner Tagblatt.
Appare un articolo sugli speculatori intitolato "Contro le jene del mercato":
(Dolomiten 23/5/1945) "Prezzi vergognosi". Si vedono finalmente dopo tanto tempo le prime arance, ma il prezzo è di 150 lire al chilo! Per un chilo di ciliegie, 60 lire: Questi prezzi non sono assolutamente giustificati: che intervengano le autorità
(A.Adige 24/5/1945) E' il primo numero del quotidiano tuttora nelle edicole. In prima pagina appare un fondo firmato dal Comitato Nazionale di Liberazione di Bolzano, dal titolo "Ricostruiamo". "Dal primo giorno in cui è cessato il terrore della guerra, la popolazione italiana chiede soddisfazione per le sofferenze subite durante il dominio nazista, e la popolazione tirolese chiede sicurezza da ogni ritorno ai sistemi fascisti. Responsabile del Governo della Provincia, il Comitato Nazionale di Liberazione ascolta e fa proprie entrambe queste voci solo apparentemente disunite dalla differenza etnica, ma fondamentalmente concordi nell'ideale comune: non più lotte nazionalistiche, non più oppressioni di maggioranza o di minoranza, ma una solidale, profonda collaborazione, perché la vita dell'Alto Adige risalga rapidamente dalle rovine delle dittature alla serenità e all'ordine della pace, in un clima di reciproco rispetto ed autonomia".
Altra notizia: "Il maggiore Mario Carità, capo delle SS italiane, è rimasto ucciso con la sua amante in un albergo delle Dolomiti, durante una sparatoria con dei soldati americani che vi si erano recati per catturarlo. Sono pure rimasti uccisi due soldati americani". Non si precisa la località, che era Siusi.









Al centro il maggiore Carità

Degasperi, ministro degli Esteri e capo della DC, s'incontra a Bolzano con gli esponenti del C.L.N. (Comitato nazionale di Liberazione).
Le scuole dovranno chiudere entro il 30 maggio.
"Il problema degli alloggi. (...) Nessuna affittanza potrà essere conclusa e nessuna assegnazione di appartamento o locale potrà essere effettuata dal proprietario di casa senza il benestare dell'Ufficio Quartieri del Comune", che si trova a Gries, in piazza Tiberio.
(A.Adige 25/5/1945) Sotto il titolo "Collaborazione" appare un fondo nel quale si mette a confronto il programma del C.L.N. e quello della S.V.P. Vi si rileva che mentre il C.L.N. invita alla collaborazione, la S.V.P. "non cita una volta quella parola che abbiamo trattenuto e tratteniamo, in questi giorni gravi di responsabilità, nei nostri cuori: Italia". Più avanti: "A questo punto, è necessario rivolgere una parola di chiarimento agli alto atesini del gruppo etnico di lingua tedesca: nello stendere la mano, gli italiani non dimenticano il recente passato, né abbassano il capo. Le cronache dell'Alto Adige hanno registrato dal 1921 al 1936 o 1937, forse un paio di alloglotti uccisi durante il dominio fascista. Nei venti mesi di occupazione, centinaia e centinaia di italiani sono stati giustiziati, molto spesso dopo atroci torture, dal tribunale speciale di Bolzano, dalle SS, nei campi di concentramento, negli eccidi di Merano e di Bolzano, negli assassini di Arco, di Riva e di Rovereto. E purtroppo il tribunale speciale era composto quasi esclusivamente da tirolesi e sud tirolesi; e purtroppo, nelle file delle SS e della ghestapo (sic) erano numerosi i tirolesi e i sud tirolesi, spesso fra i più accaniti contro gli italiani. Anche l'antisemitismo nell'Alto Adige, che ha avuto manifestazioni così feroci e ha dato luogo a paurose deportazioni verso un destino troppo certo per essere definito ignoto, registra purtroppo fra gli esecutori e i persecutori numerosi elementi sud tirolesi. Si può dire, anzi, che esso si sia svolto nell'Alto Adige in un ambiente largamente favorevole alle persecuzioni antisemite. (...) Concludendo, l'elemento sud tirolese ha collaborato in grandissimo numero non soltanto all'economia tedesca di guerra, ma alla ferocia tedesca della guerra come accerteranno nei prossimi mesi le commissioni di epurazione (...)".
(A.Adige 26/5/1947) Si costituisce la Camera confederale del lavoro.
"Il signor Adolfo Hansen, cittadino danese, ha fatto pervenire al C.L.N. di Bolzano la somma di lire 50.000 perché venga messa a disposizione delle famiglie dei Caduti del Corpo Volontari della Libertà".
(A.Adige 27/5/1947) "E' stabilito a favore di tutti i dipendenti che, su attestazione del Corpo Volontario della Libertà risulta abbiano partecipato all'insurrezione del giorno 3 maggio 1945, un premio di insurrezione "una tantum" nella misura complessiva di L. 300 (trecento)".
(A.Adige 29/5/1945) Per tutta la giornata del 24 maggio, "giorno sacro al cuore di tutti gli italiani", al monumento alla Vittoria ha prestato servizio d'onore un reparto armato del Corpo Volontari della Libertà. In precedenza vi erano state depositate due corone d'alloro.
(A.Adige 31/5/1947) La vendita del vino, attualmente sospesa, riprenderà il 1° giugno. Ma il vino sarà razionato. "Ai lavoratori pesanti e pesantissimi sarà riconosciuta doppia razione".
(A.Adige 1/6/1945) Un titolo: "Molte domande e pochi alloggi". I bolzanini tornano a casa, ma trovano le loro abitazioni spesso distrutte o danneggiate.
(A.Adige 2/6/1945) I partiti dell'Alto Adige firmano un accordo per la collaborazione democratica dei due gruppi etnici. Firmano: per il P.C.I. Rinaldo Del Fabbro; per il Partito d'Azione Luciano Bonvicini, per la D.C. Lino Ziller, per il Partito liberale Raimondo Villa, per il P.S.I. di U.P. Bruno de Angelis, per la S.V.P. Erich Amonn.
Il tenente colonnello William E. McBratney, commissario provinciale di Bolzano, emana disposizioni relative alla proprietà e all'uso di autovetture. La competenza in caso di trasgressione è del Tribunale militare alleato.
(A.Adige 3/6/1945) Cerimonia in memoria del patriota Manlio Longon. Davanti alla prefettura si è formato un corteo che ha raggiunto il monumento alla Vittoria, poi la chiesa di Cristo Re, dove è stata celebrata una messa officiata da don Daniele Longhi, già compagno di cella di Longon. Aprivano il corteo due plotoni del Corpo volontari della libertà. Presenti i rappresentanti dell'Allied Military Governement e del C.L.N.









La vedova di Manlio Longon con le due figliolette durante la cerimonia

(A.Adige 5/6/1945) Si prospetta la necessità di una profonda epurazione della scuola altoatesina in lingua tedesca. In Germania gli alleati hanno imposto la chiusura di tutte le scuole, finora improntate all'ideologia nazista (la razza, l'antisemitismo, il superuomo, lo spazio vitale) finché non saranno epurati insegnanti e testi scolastici. In Alto Adige bisogna seguire la stessa direzione. Qui infatti dopo il 1943 la scuola italiana si è autoepurata "in quanto i nazisti che erano al potere non tolleravano che nella zona di operazione delle Prealpi si parlasse di Italia, di fascismo e delle sue realizzazioni". La scuola tedesca invece aveva seguito le stesse direttive di quella germanica "peggiorate forse nell'applicazione dello zelo settario di troppi dirigenti ed insegnanti". Nell'articolo si ricorda che durante l'occupazione nazista le scuole medie italiane erano state quasi tutte soppresse e che erano state ridotte al minimo possibile quelle elementari, mentre furono allontanati più di mezzo migliaio tra insegnanti e dirigenti "creando disastrose situazioni in molte famiglie". "Necessita una urgente e ed energica epurazione" degli insegnanti tedeschi e dei loro libri di testo.
Si costituisce a Bolzano il Comando militare territoriale, avente giurisdizione su Bolzano, Trento, Verona, Vicenza e Belluno.
Si è svolta domenica in Cristo Re una cerimonia commemorativa dei caduti del 3 maggio. "Il sangue sparso il 3 maggio è il lievito che ha consacrato il nascere della libertà di questa Bolzano.
(A.Adige 6/6/1945) Al monumento alla Vittoria è avvenuta la cerimonia del passaggio dei poteri militari dalla 88a Divisione americana al comando del Gruppo di combattimento "Folgore". Questo è formato da paracadutisti e marinai del reggimento "S,.Marco". Il giornale elenca le numerose località italiane nelle quali i paracadutisti e i marinai sono stati impegnati contro i tedeschi. "Questi sono i soldati del "Folgore" che la città di Bolzano è fiera di ospitare con il valoroso comandante generale Giorgio Morigi ed i suoi ufficiali".








Il passaggio dei poteri alla “Folgore”. Sullo sfondo il caseggiato I.N.C.I.S. danneggiato dalle bombe.


Due feriti per la deflagrazione di ordigni esplosivi a Cornaiano e Laives.
(A.Adige 8/6/1945) "Venti cadaveri di detenuti politici del campo di concentramento rinvenuti in una fossa comune". In realtà furono 23. Non si precisa il luogo esatto. Impossibile stabilirne l'identità. Si saprà più tardi che erano stati sterminati nella caserma "Mignone".
"Dopo quasi vent'anni, avendo perduto i contatti con l'organizzazione del Partito Comunista in seguito alle persecuzioni fasciste, si è presentato in questi giorni l'ultimo segretario della sezione comunista di Bolzano, compagno Giuseppe Silbernagel, per consegnare al Partito i fondi rimasti in cassa allora, con i rispettivi interessi bancari.
(A.Adige 9/6/1945) Al cimitero ha avuto luogo "il rito funebre in suffragio delle 23 vittime ritrovate in una fossa comune". Ha officiato padre Andrea Gaggero, reduce da Mauthausen, coadiuvato da due sacerdoti già internati politici: don Guido Pedrotti e don Daniele Longhi. "Sembra che queste vittime si riferiscano ad una delle tante 'ingiustizie sommarie' compiute il 12 settembre 1944".









Don Daniele Longhi, internato politico

I dettagli saranno appresi successivamente e pubblicati nel giornale il 22 agosto, quando venne arrestato il tenente delle SS Tito, comandante del lager di Bolzano: "Il regista delle esecuzioni sommarie era Tito, l'anima dannata del campo, sot-to i cui occhi compiacenti e crudeli aveva sfogo tutto il livore sadico dei suoi accoliti. Un episodio: il 12 settembre 1944, 23 ostaggi italiani internati nel campo vennero uccisi per rappresaglia. Caricate su di un autocarro, le vittime vennero trasportate in una casa isolata e, fatte entrare nella stalla del fabbricato, furono freddate una dopo l'altra a colpi di pistola alla nuca. Quindi l'autocarro trasportò i cadaveri fino a una fossa comune, dove furono gettati a guisa di spazzature".
Si fonda la sezione bolzanina dell'Associazione Partigiani d'Italia.
14 denunce per biciclette scomparse in un sol giorno.
(A.Adige 12/6/1945) Appare una "Cronaca del Partigiano" dalla quale si apprende anzitutto di divergenze in seno all'associazione e dell'esistenza di falsi partigiani che commettono furti e rapine. Poi: "Durante il periodo nazista affluirono nella nostra provincia ingenti quantitativi di merci e viveri dai magazzini di tutta Italia. Dove si trova ora questo nostro patrimonio? Lo sappiamo nascosto in molte cantine di certi signori, che erano in contatto con i nazisti (...)".
(A.Adige 13/6/1945) Il comando del(la) "Folgore" si trasferisce a Bressanone.
"E' emersa la necessità di ripristinare il coprifuoco dalle 23 alle 5".
(A.Adige 14/6/1945) Si sollecita la riapertura della Biblioteca civica.
Un necrologio: "Il 15 maggio 1945 decedeva in Merano, vittima delle sofferenze subite nel campo di concentramento di Bolzano - Dora Foà Muggia - il marito Enea, i figli Gastone (in Palestina) e Giorgio (prigioniero dei tedeschi) ne piangono l'adorata imperitura memoria". Il cognome è ebreo.
Altri due bambini restano feriti dall'esplosione di ordigni.
(A.Adige 15/6/1945) Il prefetto de Angelis visita il Centro Assistenza Rimpatriati dalla Germania. Il presidente della relativa commissione è l'ing. Ventafridda..
Riprende lo sport. In un incontro amichevole di calcio l'A.C.Merano batte i Ferrovieri di Bolzano. per 3 a 0.
(A.Adige 16/6/1945) Un corsivo del prof. Ragni, preside delle Magistrali, inizia così: "Quando il treno ci porterà da lungo viaggio a Bolzano e ci appariranno alla svolta del Virgolo le macerie della città piagata, il primo saluto ai ritornanti lo darà il campanile gotico del Duomo, intatto tra le rovine. Quando scenderanno nella stazione frantumata ed usciranno nel giardino devastato e ricercheranno nella memoria la fontana delle rane, il viale ombroso come una cattedrale, il tetto maiolicato della chiesa, ecco si ergerà sulla triste congerie, sugli alberi divelti, sulle case ridotte a coacervi di sassi, sul Duomo tragicamente squartato, si ergerà come irreale la cuspide aerea del campanile, intatta tra le rovine (..)".
Per lo scoppio di un ordigno esplosivo trovato alla zona industriale muoiono sul colpo tre giovanissimi: Umberto Dotta di 13 anni, Luigi Bassan di 9 e Guglielmo Bulfon di 7 anni. Due in gravi condizioni. Di questi due, il 13enne Arrigo Mosca morirà a sua volta l'indomani.









Umberto Dotta









Luigi Bassan









Guglielmo Bulfon

(A.Adige 17/6/1945) Sotto il titolo "Prigionieri" appare in prima pagina un corsivo che inizia così: "Stanno ritornando fra noi dalla Germania i prigionieri di guerra. Se alziamo gli occhi dal nostro tavolo di lavoro li vediamo passare ad ogni ora del giorno. Trascorrono a grappoli sugli autocarri americani, recanti alto sui motori il loro biglietto di presentazione: il tricolore d'Italia (...)". La firma è di Tullio Armani, futuro redattore capo della RAI di Bolzano.
Si ringraziano le tre Madri Francescane di Cristo Re per "l'aiuto generoso e disinteressato prestato quando più violenta imperversava la reazione nazista. Sempre abbiamo davanti agli occhi le umili figure delle tre suore che, con qualsiasi tempo, si trovavano al passaggio quotidiano degli internati del famigerato campo di concentramento, e con parole di conforto e di fede e con modesti doni cercavano di sollevare lo spirito e alleviare le sofferenze materiali di quei poveretti, sfidando gli oltraggi delle brutali SS (...)". Le tre suore tenevano in via Torino un asilo, che il 15/12/1944 fu circondato e perquisito.
(A.Adige 19/6/1945) In prima pagina, in inglese e italiano, un comunicato contro le iniziative autonomiste della S.V.P. presso i Comuni altoatesini. E' firmato dal commissario provinciale militare alleato McBratney.
Un articolo a firma Aladar Janes (insegnante del Conservatorio) dal titolo "Riordinamento scolastico musicale" ricorda "la forzata chiusura del locale Conservatorio avvenuta nel settembre 1943, con l'abusivo asporto di tutto il suo patrimonio strumentale e la non meno abusiva dispersione del corpo insegnanti". Chiuso il Conservatorio, erano "apparse e tutt'altro che con modestia, alcune scuole periferiche con finalità, in molti casi, artisticamente dubbie", nelle quali non era stato inserito alcun insegnante italiano.
(A.Adige 21/6/1945) Il dott. Lino Ziller è stato nominato presidente del C.L.N. di Bolzano.









Lino Ziller, futuro sindaco di Bolzano

Un autocarro uccide in via Pietro Micca la 53enne Regina Schrzlin.
(A.Adige 22/6/1945) Il Gauleiter Franz Hofer - scrive il giornale - si suicida con un colpo di pistola all'atto del suo arresto in Baviera. Ma la notizia è falsa: Hofer morirà nel 1975, impunito, nella sua casa in Baviera.
(A.Adige 23/6/1945) A tutta prima pagina: "L'esaltazione del sacrificio italiano per la liberazione dell'Alto Adige". Davanti al monumento alla Vittoria (e ai suoi fasci!) il capo del Governo militare alleato della V Armata consegna i brevetti "Alexander" ai partigiani e ai congiunti dei caduti e feriti. Si tratta del generale Hume, che nella prima guerra mondiale combatté "in questa regione", e che tiene un discorso, seguito dal tenente colonnello McBratney. Corone, inno di Mameli, i reparti di partigiani "nelle loro caratteristiche divise" raggiungono la caserma per consegnarvi le armi.
Si pubblica un corsivo sul lavoro dei prigionieri nella galleria del Virgolo. Ora vi lavorano prigionieri tedeschi.
(A.Adige 24/6/1945) Il "Comitato di epurazione" non è stato ancora insediato, come altrove, per le particolari peculiarità della provincia di Bolzano.
"Tutti coloro che hanno assistito prigionieri di guerra e militari alleati fornendo loro cibo, alloggio, vestiario, o soccorrendoli in ogni forma, sono pregati di rivolgersi immediatamente al proprio Sindaco dal quale avranno importanti informazioni in merito alle ricompense loro spettanti".
(A.Adige 26/6/1945) "Il Procuratore Generale della Corte d'Appello ha proceduto alla nomina dei componenti della Corte d'Assise Straordinaria che dovrà giudicare nella nostra provincia i colpevoli di reati politici e crimini di guerra. Il Governo Militare Alleato, che ha approvato le designazioni proposte, comunica i nominativi dei componenti la Corte Straordinaria: Presidente dott. Dell'Aira; Pubblico Ministero dott. Giovanardi; sostituto procuratore dott. Greco. La Corte verrà completata da quattro giudici popolari, scelti tra i cento proposti del Comitato Liberazione Nazionale. La Corte d'Assise Straordinaria avrà sede presso la Casa del Popolo, in viale Giulio Cesare (ex sede della federazione fascista). La Corte Straordinaria funzionerà per sei mesi". In realtà, resterà attiva più a lungo.









La sede della Corte d’Assise straordinaria all’interno dell’odierno palazzo degli uffici finanziari

Le donne negli uffici tolgono il posto ai reduci. E' un problema.
Scoppia un ordigno nel greto dell'Isarco. Muore un 14enne, gravemente ferito un suo amico.
(A.Adige 27/6/1945) Altra esplosione: grave un altro 14enne.
(A.Adige 28/6/1945) In un solo giorno, nove furti di biciclette.
Un titolo: Le norme sull'acquisto di residenza in provincia di Bolzano - L'annullamento di una serie di infelici disposizioni che miravano ad eliminare famiglie italiane".
(A.Adige 29/6/1945) Una notizia dal Trentino che merita attenzione: la Corte d'Assise straordinaria di Trento giudica tre imputati tra i quali il "losco figuro" e "laido scriba" Mario G. Paoli, giornalista, direttore de Il Trentino, "quotidiano politico filonazista e filofascista". Paoli, che appare in aula ammanettato, viene condannato a 8 anni e 4 mesi di reclusione. L'articolo è firmato da Enzo Pizzi, futuro capocronista dell'Alto Adige. Paoli non sconterà la pena e diventerà corrispondente da Trento della RAI di Bolzano, e pertanto collaboratore dell'autore di questi appunti.
(A.Adige 3/7/1945) Sulla strada per Appiano una vettura militare in sorpasso investe frontalmente un'altra macchina. Muore il bolzanino neo-laureato Riccardo Zacher. Feriti gli studenti bolzanini Claudio Emeri (futuro esponente politico del P.S.I.) e Tino Tomasi, nonché l'autista Costantino Dalla Mura.
(A.Adige 5/7/1945) "Questa sera alle ore 21,15 il coro 'Rosa Alpina' di Bolzano si produrrà presso la locale stazione E.I.A.R. con un programma di canti della montagna".
(Dol. 5/7/1945) Il convento dei Francescani diffonde un appello col quale si chiedono offerte per la ricostruzione della chiesa, semidistrutta nel corso dell'ottavo bombardamento, quello del 29 marzo 1944.









La chiesa dei PP.Francescani

Si ricorda che i primi Francescani giunsero a Bolzano quando ancora il Santo era vivo (1217/1221) per proseguire alla volta del nord. Alcuni si fermarono, e il vescovo di Bressanone donò loro (1217/1224) la cappella di sant'Ingenuino, che si trovava allora fuori dalle mura di Bolzano, e lì i frati incominciarono a costruire l'attuale convento. E' del 1347 la benedizione dell'altare e del coro; è del 1380 la conclusione dei lavori per il convento.
(A.Adige 7/7/1945) "Le spoglie mortali di Giannantonio Manci ritornano oggi nella sua città natale", Trento. "Manci fu il capo del movimento clandestino trentino, animatore della lotta politica contro la tirannia tedesca, che ha pagato colano sangue il suo generoso ardimento, che ha sofferto ogni tortura con lo stoicismo dei forti, che è morto per non tradire i vivi, i compagni di cospirazione a lui affiancati per costruire l'edificio ideale della loro libertà. Egli fu socialista come lo fu Battisti e la Federazione socialista di Bolzano che ha indetto la cerimonia è giustamente fiera che le sia stato demandato l'incarico di organizzare la cerimonia per la traslazione della salma gloriosa".
(A.Adige 8/7/1945) Prima della traslazione, rito religioso in Cristo Re, officiato dall'ex internato don Daniele Longhi.
(A.Adige 10/7/1945) In prima pagina: "Un bando del governatore militare alleato - Sospensione o licenziamento dei funzionari ed impiegati nazisti e fascisti in provincia di Bolzano". Presidente della commissione di epurazione è Rinaldo Dal Fabbro. I dieci componenti hanno in sei cognomi tedeschi, in quattro cognomi italiani. La sede è nella Casa del popolo, attuale Palazzo degli uffici finanziari. Il lungo bando (16 articoli) è firmato dal tenente colonnello William E.McBratney. In un articolo del 27/7/1945 ("L'ex podestà Giorgio Pircher condannato") si apprende che i processi venivano celebrati nella "ex-sala delle udienze dei gerarchi fascisti, fresca di intonaci che hanno coperto con un velo pietoso le brutture affrescate nel tempo dell'impero da burletta".
Incendio nella baracca di un cantiere in via S.Osvaldo. Muore il vigile del fuoco 35enne Alessandro Ramperto.
Si revoca il coprifuoco.
Viene arrestato un avventuriero nato ad Innsbruck e residente a Bolzano di nome Francesco Marcovich, già - pare - interprete in un campo di concentramento tedesco in Curlandia. Girava per Bolzano in divisa di tenente dei carabinieri.
(A.Adige 12/7/1945) Il giornale esce in formato ridotto "per esigenze tecniche, determinate dal trasferimento del giornale nella sua sede definitiva di Bolzano". Inizialmente il giornale veniva stampato a Bressanone, al "Vincentinum".
La pioggia causa una decina di frane sulla strada del Brennero, tra Chiusa e Bressanone.
Due feriti per l'esplosione di un ordigno "in periferia".
(A.Adige 15/7/1945) "Il G.M.A. (Governo Militare alleato, ndr) desidera informare il pubblico che (...) tutte le leggi italiane approvate fin dall'8 settembre 1943 (...) sono entrate in vigore nella provincia di Bolzano. Si richiama particolarmente l'attenzione del pubblico sul R.D.L. del 20 gennaio 1944 che restituisce a tutte le persone di razza ebraica i loro diritti civili e politici, e sul R.D.L. n° 159 del 1944 che prevede l'istituzione di una Corte Straordinaria d'Assise per giudicare i crimini fascisti. Questa legge è in corso d'emendamento presso il Governo italiano, allo scopo di includervi i crimini commessi dai nazisti".
"Il Club Alpino Italiano di Bolzano riprende la sua attività". Dopo 20 mesi di inattività è stata aperta una sede provvisoria a Gries, in via Pietro Micca 9.
S'invitano 24 partigiani, elencati nominativamente, a ritirare il "certificato Alexander" presso il Comando divisione Alto Adige, in via Orazio 2.
(
Dol. 17/7/1945) Sul giornale appaiono frequentemente richieste di informazioni su militari sudtirolesi scomparsi. Nel numero odierno ve ne sono quattro.
(A.Adige 18/7/1945) Dalla radio di Graz si apprende che è ripristinato il collegamento ferroviario tra Austria e Italia.
In prima pagina, una notizia datata da Roma: "8 miliardi di lire rapinati dai tedeschi e recuperati dal Governo militare alleato". Tra l'altro: "Truppe operanti della V Armata hanno consegnato ai funzionari della divisione finanziaria dell'AMG oltre un miliardo e mezzo di lire. Una somma circa uguale è stata recuperata nel corso dei rastrellamenti che proseguono nella zona di Bolzano".
(A.Adige 19/7/1945) A Bolzano si processa il dott. Walter Simek, "già commissario tedesco presso l'Ufficio sanitario provinciale, imputato di furto aggravato, per aver asportato tutto l'arredamento e gli strumenti sanitari della clinica del prof. Polacco, il noto medico assai conosciuto in città per le sue qualità professionali, avendo anche ricoperto la carica di primario del reparto chirurgia all'Ospedale civile (...)". E' accusato anche del furto "di tutta la dotazione del gabinetto dentistico della professoressa Andalò Frank di Merano". Polacco e la Frank erano ebrei. "E' apparso che il Simek, ex-mediconzolo praticante e creatura de! famigerato Franz Hofer, subito dopo l'occupazione tedesca il 9 settembre 1943 venne elevato all'alta carica di I Commissario medico provinciale per benemerenze esclusivamente naziste e che sin dallo stesso giorno egli mise in atto dei sistemi briganteschi di rapina contro le proprietà di stimati cittadini".
A conclusione del processo, il Simek sarà condannato a sei anni di reclusione e 12.000 lire di multa (vedi Alto Adige del 24/7/1945).
(Dol. 18/7/1945) Appare un lungo articolo commemorativo dell'architetto Marius Amonn (1879-1944), molto attivo in Alto Adige. L'articolo, a suo tempo era stato proposto al nazista Bozner Tagblatt, ma non apparve perché censurato dal "Pressediktator" Artur Piseky. Marius Amonn aveva progettato l'attuale edificio dell'UPIM, in via della Posta.
(A.Adige 20/7/1945) Bolzano offre la cittadinanza onoraria al generale americano Edgar Erskine Hume, capo del Governo militare della V Armata (questa la definizione del giornale). La cerimonia ha luogo in una sede decentrata del Comune, alle scuole "Rosmini" di Gries. "Bolzano (...) ha voluto manifestare la sua infinita riconoscenza e il suo imperituro ricordo per la liberazione dal feroce oppressore, con la consegna simbolica delle chiavi della città e il conferimento della cittadinanza onoraria". Discorso del sindaco Luciano Bonvicini: "In questa Provincia (...) dove le varie vicende storiche hanno accomunato popolazioni di differente lingua e costume, in virtù dell'annientamento delle forze che rappresentano la brutalità e l'oscurantismo, uomini di buona volontà hanno gettato le basi per raggiungere una forma di pacifica convivenza che, ne sono certo, potrà in un avvenire non lontano costituire una vera fratellanza di popoli". Nella sua risposta, in inglese, il generale afferma che qui "popolazioni di differente lingua hanno dato prova di superare pregiudizi e risentimenti di razza per giungere ad un accordo politico di valore non esclusivamente locale". Il futuro dell'Alto Adige "sarà promettente e prospero". Tra le autorità citate i viceprefetti Gilardi, Meneguzzer e Amonn, e i vicesindaci Biamino e de Breitenberg (sic).









il sindaco di Bolzano, Luciano Bonvicini (al centro)

Alcuni sconosciuti sparano alcuni colpi di pistola in una via non precisata. Colpito un militare del(la) "Folgore", Mario Ghidelli di 27 anni. E' grave. Nessun altro particolare.
(A.Adige 21/7/1945) Il "Tribunale Militare di Guerra del Gruppo di combattimento Folgore" giudica quattro paracadutisti imputati di omicidio e tentato omicidio (nonché violazione di domicilio) per un episodio avvenuto il 10 luglio in Dobbiaco. I quattro erano entrati nell'abitazione del fabbro Albin Koller e lo avevano ucciso, ferita la moglie. Il maggior imputato, Italo Scalas, è condannato a 18 anni. Tre anni per un altro imputato, due per gli altri due. La sentenza è inappellabile.
(A.Adige 22/7/1945) Si definiscono le modalità di vendita per i generi razionati (pane, pasta, riso, marmellata, zucchero, grassi, latte condensato, carne).
"Prossima sessione della Corte straordinaria d'Assise - Assassini e torturatori nazisti si avvicenderanno sul banco degli imputati". "Come si ricorderà il 4 ottobre 1943 durante le ore del mezzogiorno la città fu sottoposta ad un prolungato bombardamento. Nella stazione ferroviaria sostava un treno carico di prigionieri di guerra inglesi i quali sorpresi dal bombardamento abbandonavano i carri cercando scampo un po' dovunque. Due di questi prigionieri, in preda a legittimo terrore, mentre stavano allontanandosi dalla zona della stazione (...) in via Ca' de Bezzi venivano fatti bersaglio ad alcune fucilate sparate loro dietro (da Francesco Plankl e Adolfo Blaha, di Bolzano). Dei due prigionieri uno veniva ucciso, l'altro riportava ferite (...). Compiuta la nefanda azione i due si sarebbero conteso l'onore dell'uccisione del prigioniero". "Altro tristo figuro (...) è il 21enne Ferdinando Pasquazzo di Severino. E' costui un seviziatore che ha lavorato al soldo delle SS. Addetto alla camera di tortura del 'Corpo d'Armata' il Pasquazzo fu uno dei maggiori cultori del tristemente celebre metodo importato a Bolzano dal noto torturatore maggiore delle SS Schifer (in realtà Schiffer, ndr), metodo che consiste nell'inserire elettrodi ai lobi delle orecchie ed alle nari delle vittime per costringerle a parlare". Promosso di grado, il Pasquazzo divenne capo del servizio di guardia presso la residenza del Gauleiter Franz Hofer.
(A.Adige 26/7/1945) Il comandante del Gruppo di combattimento "Folgore" consegna al prefetto de Angelis "la cospicua somma di lire 297.724" da devolvere ai rimpatriati dalla Germania. "I militari (...) che fin dal loro arrivo in questa zona hanno assistito quotidianamente al rientro dalla Germania di tanti connazionali in condizioni misere, hanno preso spontaneamente l'iniziativa di soccorrere (...) questi loro fratelli e lenire almeno in parte le loro sofferenze".
Nella prossima sessione della Corte straordinaria d'Assise si rievocherà un episodio del 4 ottobre 1943, quando due prigionieri inglesi in fuga (si trovavano su un trasporto diretto a nord quando la stazione ferroviaria venne bombardata) furono assistiti dal dipendente comunale Gualtiero Stevani che indicò inoltre loro la strada per la fuga in Svizzera. All'incontro assisté la 18enne Maria Oberlechner, che denunciò lo Stevani alle autorità naziste. Per questo suo atto la giovane donna sarà processata e condannata a un anno e quattro mesi (vedi cronaca del 26 luglio).
(A.Adige 27/7/1945) La Corte di giustizia alleata giudica l'ex-borgomastro nazista di Lana, Giorgio Pircher, colpevole di "rifiuto d'obbedienza ad un ufficiale dell'Armata americana; rifiuto di esporre la bandiera italiana; rilascio abusivo di documenti di identificazione e di carte annonarie ad ex-soldati della Wehrmacht (...); costituzione illegale di una guardia armata; detenzione abusiva di armi (...) con mitragliatori, fucili, bombe ecc.). Viene condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione.
(A.Adige 28/7/1945) A Cornaiano si svolgono le estreme e solenni onoranze funebri al partigiano Carlo Lantschner (Franco) ucciso a 20 anni "da mano fratricida" a Sottocastello di Cadore, l'8 febbraio 1945. Apparteneva alla brigata partigiana garibaldina "Calvi". Presenti autorità militari e partigiani.
A Firenze in piazza della Signoria il generale Hume, comandante la V Armata USA, consegna alla cittadinanza opere di maestri italiani asportate dai nazisti e reperite a Campo Tures e San Leonardo in Passiria. Si tratta di 400 colli contenenti tra l'altro opere di Giotto, Cimabue, Michelangelo, Donatello, Raffaello, Botticelli, Cellini ecc.
Viene arrestata a San Genesio "la famosa Frau Polli", ossia Maria Fössinger in Polli. "Durante il periodo dell'occupazione germanica questa donna inflessibile e spietata era stata segretaria dell'"Arbeitsamt ", l'ufficio tedesco del lavoro, che si era specializzato nella tratta schiavistica degli operai italiani. La "Frau nazista" insieme coi suoi degni complici Giovanni Rölich e Giuseppe Tirler, rispettivamente direttore e vice direttore dell'"Arbeitsamt", aveva formato un terzetto di negrieri i quali andavano reclutando con i noti sistemi di violenza, del materiale umano che, nella megalomane illusione dei seguaci di Hitler, avrebbe dovuto servire per portare a termine anche a Bolzano i piani della guerra totale, la famosa "Totalkrieg " teutonica. Quasi tutte le donne di Bolzano ricordano certo con disprezzo la figura sinistra della Polli, poiché quasi tutte le donne sono passate purtroppo nel suo ufficio e ne hanno udito gli ordini crudeli dati con una specie di sadica voluttà di vendetta e di odio razziale. Questa isterica che aveva dimenticato ogni prerogativa della sua femminilità, questa acida donna quarantenne senza sorriso e tanto pallida in volto aveva respinto, con la sua voce sgradevole ed irritante, le preghiere di tante madri e tante spose costrette da lei tante volte a dei lavori umilianti e inumani".
(A.Adige 29/7/1945) "Per il prossimo inverno non ci sarà nessuna disponibilità di carbone o di coke per usi domestici".
Sciolta l'Unione dei commercianti, di matrice fascista, nasce l'Associazione dei commercianti della provincia di Bolzano.
(A.Adige 31/7/1945) Il 13 giugno, in un maso di Lasa, Giovanni Stricker uccise a raffiche di mitra sette persone: i coniugi Gufler, proprietari del maso, e i loro cinque giovanissimi figli. Un sesto figlio sopravvisse perché si trovava al pascolo. Ecco la sua storia: lo Stricker, militare tedesco, negli ultimi mesi aveva disertato dandosi alla montagna. Arrestato, era stato internato, presumibilmente nel campo di concentramento di Bolzano. Messo in libertà dagli alleati in maggio, aveva raggiunto il maso Gufler dove s'era accasato come lavorante. La motivazione dell'eccidio: la rapina. Lo Stricker viene condannato a morte dalla Corte militare alleata. Sarà fucilato a fine settembre (vedi cronaca del 25/9/1945).
(A.Adige 3/8/1945) Appare un articolo contro le donne che lavorano sottraendo posti agli uomini, soprattutto ai reduci. "Negli uffici ci sono molte donne che potrebbero starsene a casa a collaborare con la mamma o a preparare il necessario per il marito che ritorna a casa (ecc.)".
(A.Adige 5/8/1945) Il prefetto impone con un decreto la riammissione in servizio di chi è stato rimosso dal posto durante l'occupazione tedesca, o se ne è allontanato per sottrarsi a persecuzioni politiche o per svolgere attività partigiana.
(A.Adige 7/8/1945) "La ricostruzione della città". Si ricorda che 325 case (pari al 9%) sono state totalmente distrutte dalle bombe, 548 (15%) sono state gravemente danneggiate, 1.395 (39%) parzialmente danneggiate. Nell'insieme pertanto il 63% degli edifici ha subìto le conseguenze dei bombardamenti. "Quasi un secolo di lavoro sarà necessario per ricostruire tutto ciò che è andato distrutto (...). In queste cifre non sono comprese le case lievemente danneggiate, che si contano a centinaia". Il C.L.N., il prefetto, i rappresentanti delle imprese e delle cooperative si riuniscono ripetutamente per decidere "i quantitativi di materiali occorrenti per la ricostruzione, cemento, calce idraulica, calce viva, gesso, laterizi, legname, ferro, vetro ecc.; i costi delle varie categorie di lavoro. Si concluse che in un periodo di tre mesi sarebbe stato possibile riparare circa 1.500 alloggi".
La polizia americana arresta a San Genesio Antonio Babinot, 33enne. Era autista presso il Tribunale speciale nazista. Si era frequentemente vantato di aver "ucciso un patriota sul Monte Grappa" tagliandogli la testa (!). Era autore - a sua detta - di fucilazioni e di torture. Era inoltre coinvolto nella borsa nera. Verrà condannato a 6 anni e 8 mesi (vedi Alto Adige del 21 ottobre 1945).
Il prossimo inverno non sarà consentito il riscaldamento elettrico.
La Bolzano Calcio rinasce e prenderà parte al prossimo campionato nazionale di serie C.
(A.Adige 10/8/1945) Il pane è cattivo. E poi, perché non ce n'è di bianco? Altrove lo si trova.
(A.Adige 12/8/1945) Scrive il Dolomiten che a Bressanone non si accettano telegrammi redatti in tedesco. La prefettura rende noto che "malgrado manchino attualmente esplicite disposizioni legislative in materia, la Direzione Provinciale delle Poste, aveva già da tempo ufficiosamente segnalato a tutti gli uffici dipendenti che i telegrammi redatti in lingua tedesca venissero ugualmente accettati".
Ultimato il trasferimento dei macchinari da Bressanone, il giornale riprende la sua attività nella sede di viale Beatrice di Savoia 26 (il Lungotalvera San Quirino).
(A.Adige 14/8/945) La Corte superiore alleata, nella sede della Corte straordinaria d'Assise, inizia il processo contro Giovanni Stark, ex militare della Wehrmacht, accusato d'aver ucciso il partigiano Carlo Kuppenwieser, che con altri partigiani era andato ad arrestarlo, a Merano. Il processo viene subito aggiornato.
Un titolo: "Contro gli speculatori - Il sequestro di farina, burro, olio, lardo, formaggio, prosciutto ed altri generi - Latte scremato ed annacquato".
Nelle sale cinematografiche non più film tedeschi, ma tornano quelli americani. Al "Centrale" si proietta "Serenata a Vallechiara", all'"Eden" riappaiono Ollio e Stanlio.
Sotto il titolo "Disinfestare" si legge: "Quando verranno rimossi od abbattuti i superstiti fasci littori che ancora fan bella o brutta mostra su qualche edificio pubblico o privato? Quando verrà dato il definitivo colpo di spugna a troppe scritte di sapore imperiale e fascista che insudiciano le case, palazzi e i ponti sulle strade di maggior traffico? Per presto che si faccia, sarà sempre troppo tardi".
La Corte di Assise di Cremona condanna a otto anni il maestro Ferdinando Limenta, che a Bolzano aveva diretto l'orchestra dell'E.I.A.R. Limenta era accusato di collaborazionismo, quale condirettore responsabile del Popolo di Crema ed ex-vicesegretario politico del fascio repubblicano della stessa città.
(A.Adige 17/8/1945) "La ricostruzione della città - Provvidenze statali. Rimborso del 50 per cento per lavori fino a lire 300.000".
Inizia una curiosa serie di inserzioni pubblicitarie, che testimoniano le carenze del servizio ferroviario: "Bolzano - Roma - Autovettura Crysler - 4 posti in partenza oggi 17 agosto ore 17 - Rivolgersi uffici CIT, Bolzano e Merano".
(A.Adige 18/8/1945) Si costituisce la Giunta provinciale amministrativa. "E' stato ricostituito il corpo dei vigili urbani le cui competenze si limitano, almeno a quanto sembra, alle sole informazioni anagrafiche, alle segnalazioni stradali, mentre il loro servizio non è stato ancora esteso alla disciplina della circolazione stradale".
Il campo sportivo Druso è un disastro. "Oggi (è) un deposito di rottami e ferramenta vecchia, dopo essere stato caserma, autoparcheggio, stalla (...)". Durante la guerra vi si trovava anche una batteria antiaerea.
(A.Adige 19/8/1945) Davanti alla Corte straordinaria di Assise nella Casa del popolo comparirà per rispondere di collaborazionismo e di delazione al tedesco lo squadrista Renato Amori, marcia su Roma, capo deposito locomotive a Bolzano. Dopo una lite denunciò ai tedeschi un suo dipendente, Francesco Magro, che fu internato nel lager di Bolzano fino a guerra conclusa.
Prossimo processo anche al 48enne Giovanni Colliselli, detto il "Nano", della Schutzpolizei, noto per la ferocia nell'esercitare la sua funzione. Sarà condannato ad oltre 7 anni (vedi cronaca del 26/9/1945).
(A.Adige 21/8/1945) "Proveniente da Roma è giunto ieri a Bolzano l'On. Avv. G.B. Boeri, incaricato della Presidenza del Consiglio di una missione personale in Alto Adige per lo studio dei problemi, che interessano il nuovo ordinamento della Provincia".
Dal comitato di epurazione vengono dispensati il dott. Luigi Vassanelli, il conte Teodorico Wolkenstein e l'avvocato Curzio Tauber. Subentrano il dott. Sandro Settimi, l'avv. conte Rodolfo Mamming, l'avv. Carlo Prati e il sig. Egidio Cadamuro.
(A.Adige 22/8/1945) "L'arresto del famigerato tenente delle SS Tito, comandante del campo di concentramento di Bolzano". L'arresto è stato effettuato dagli americani in Germania. "La polizia alleata ha pure tratto in arresto un altro membro delle SS, che apparteneva al corpo dei sorveglianti del campo, certo Carlo Gutweniger fu Edoardo, residente a Merano". La Questura di Bolzano, dal canto suo, ha arrestato "altri tre feroci guardiani del triste luogo di internamento" : Enrico Baldo di 40 anni, Carlo Kovarich (Verona) 45enne, Pietro Mittersteiner (Bolzano) 38enne. Dei processi scriverà il giornale nei giorni 7 e 8 novembre prossimi.
(A.Adige 24/8/1945) L'E.I.A.R. trasmette a Bolzano la prima "Ora del dilettante".
(A.Adige 25/8/1945) La delinquenza dilaga. Una banda di dieci malfattori rapina in una casa dell'Agruzzo Marta Schmidt (valore oltre 750.000 lire). In zona Castel Firmiano sei ex-soldati tedeschi armati si sono introdotti in casa dell'agricoltore Federico Zanetti, depredandola. Sono stati identificati; ricerche in corso.
I nuovi limiti di velocità disposti dall'autorità alleata, espressi in miglia, sono tradotti in chilometri: fuori città 65 all'ora, autocarri 40/50; in città 30 km per tutti. L'indicazione delle velocità massime appare su grandi cartelli redatti in italiano, tedesco e inglese.
(A.Adige 28/8/1945) Dai microfoni di Radio Bolzano canterà a sera il coro della "Rosa Alpina", diretto da Giuseppe Rossaro.
(A.Adige 29/8/1945) In prima pagina, datata da Milano, appare la notizia della condanna a morte dell'ex ministro delle finanze della "cosiddetta repubblica sociale italiana", Giampietro Pellegrini. Tra l'altro vi si legge della "relazione d'inchiesta del commissario straordinario della Banca d'Italia sull'episodio del trasferimento in Germania dell'oro italiano. Da essa risulta che l'oro partì da Roma il 22 settembre 1943 diretto a Milano, da dove venne trasferito a Fortezza (Bolzano). Si tratta di 117 tonnellate d'oro di cui sono state ritrovate ai primi giorni della liberazione soltanto 44 tonnellate".
Si costituisce in Alto Adige il Fronte della Gioventù, aperto ai giovani dei due gruppi etnici sotto ai 25 anni. Primo punto del programma: "Continuazione della lotta di liberazione dell'Alto Adige da ogni residuo nazi-fascista".
Al cimitero si riesuma la salma del partigiano Gastone Franchetti, da Riva del Garda. Era il "capo del movimento cospirativo" del Basso Sarca. Tradito da un delatore fu tradotto a Bolzano il 29 ottobre 1944, e qui fu torturato e condannato a morte dal Tribunale speciale. Al momento della fucilazione rifiutò la benda, strinse le mani dei componenti il plotone di esecuzione, gridò "Viva l'Italia, viva Cristo Re" e morì.
(A.Adige 30/8/1945) Prossimamente davanti alla Corte d'Assise straordinaria apparirà l'ex gerente dell'albergo "Dolomiten" di Collalbo, il 52enne Paolo Bachmann. Tra l'altro, aveva denunciato persone che sospettava avessero ascoltato Radio Londra.
(A.Adige 31/8/1945) Altri processi. L'ingegner Giuseppe Turin di Merano, 45enne, commissario durante l'occupazione tedesca delle sedi bolzanine del Genio civile e dell'A.N.A.S. è accusato di collaborazionismo. Il meranese Edoardo Pranzner invece, capo della S.O.D. di Lagundo, il 14 settembre 1943 aveva estorto duemila lire al capitano Giulio Gentilli minacciandolo, in caso contrario, di denunciarlo perché ebreo. Il Gentilli aveva pagato ed era poi fuggito a Milano. Sua sorella, internata in Germania, non era più tornata. Il Pranzner viene condannato a tre anni.
(A.Adige 1/9/1945) Tornano i reduci dalla prigionia in Russia e Germania. "Bisognerebbe assistere all'arrivo di qualche tradotta di questi relitti umani per rendersi conto del pietoso stato in cui versano e del bisogno urgente di fraterna assistenza". Vengono ospitati provvisoriamente in un edificio attiguo all'ospedale civile. Si fa appello alla cittadinanza perché porti loro conforto e devolva offerte.
(A.Adige 2/9/1945) Un titolo: "Come operarono i feroci sgherri nazisti nelle celle del Corpo d'Armata". Il lungo articolo incomincia così: "In piazza 4 novembre nell'angolo estremo di via Diaz e via Cadorna, in quel pomposo palazzo di stile pompieristico dove avevano sede gli uffici di quei generaloni italiani che l'8 settembre 1943 brillarono per la loro assenza, si era installato durante il periodo del dominio germanico in Italia il comando supremo della Polizia e della Gestapo, per la zona di operazioni delle Prealpi. Il palazzo era diventato in breve tempo una centrale del delitto, poiché criminali gallonati delle SS hitleriane lo avevano trasformato in una palestra di inumani esperimenti di tortura a danno dei patrioti italiani. Il 'Corpo d'Armata' era diventato in breve tristemente celebre in tutta la zona. Nelle sue lugubri celle sotterranee passarono il conte Manci, Longon, Gastone Franchetti, e tanti altri noti ed ignoti. Passarono in molti e molti vi patirono e vi morirono". Nell'articolo si descrivono i cinque reparti nei quali l'organizzazione poliziesca era suddivisa e si riportano i nomi dei principali responsabili (il cui arresto sarà annunciato nell'edizione del 13 settembre). "I metodi adottati contro i patrioti ricordano le camere di tortura medioevali della Inquisizione, modernizzati e perfezionati. Schiffer, veterano ispiratore di carnefici, aveva importato da Trieste il sistema della tortura con la corrente elettrica. Le vittime venivano portate nella camera sotterranea del palazzo ubicata e isolata in maniera che le grida del suppliziati non venissero udite dall'esterno, quindi legate loro le mani e i piedi su una scala di legno in maniera che il corpo del torturato si trovasse sospeso da terra con una sbarra di ferro che passava sotto le ginocchia. Dopo i preliminari che consistevano in schiaffi, pugni calci e percosse con un nervo di bue animato internamente da un filo dì acciaio, si iniziava il rito di tortura vero e proprio. Elettrodi venivano inseriti i nei lobi delle orecchie e nelle pinne del naso dei disgraziati o posti sulle guance, sugli occhi o sui testicoli, causando le più atroci sofferenze (ecc)".
(A.Adige 4/9/1945) Si ricostituisce l'ordine dei farmacisti altoatesini.
Il C.L.N. invia un messaggio di benvenuto al reggimento alpino "Garibaldi" trasferito in Alto Adige.
Nella notte tra sabato e domenica lungo la passeggiata Sant'Antonio, a 25 metri dal ponte Talvera, è stato ucciso a randellate il 30enne Giuseppe Vanzetta da Ziano, probabilmente per rapina.
Si svolge nella Casa del popolo la prima udienza della Corte straordinaria d'Assise. "Il primo dei collaborazionisti nazi-fascisti che sarà chiamato a rendere conto (...) è Giovanni Foppa di Pietro, di Livinallongo (Belluno), imputato (...) di aver fornito ai tedeschi informazioni che hanno portato all'arresto di patrioti operanti nelle province di Bolzano e Belluno". Il giornale insiste però perché non si colpiscano solo i pesci piccoli: "Abbiamo anche noi i nostri ( pesci grossi) che circolano indisturbati e tranquilli in questa provincia che sembra sia diventata il paradiso dei nazi-fascisti. Abbiamo numerosi, troppi elementi appartenenti alle SS che invece del campo di concentramento sono ospiti di riguardo di pensioni, alberghi e case private degli altoatesini".
(A.Adige 5/9/1945) Processo Foppa. I partigiani testimoniano a suo favore. Nella sua funzione di autista di mezzi pubblici, li ha aiutati attivamente. Ha anche trasportato esplosivo per un progettato attentato ai ponti bolzanini sul Talvera. Ma da altra fonte si afferma che il Foppa - delatore al soldo dei nazisti - avrebbe contribuito tra l'altro all'arresto di partigiani bolzanini, tra cui Manlio Longon.
Si rinnovano gli appelli ai cittadini sovietici perché tornino in Russia. Il competente ufficio sovietico si trova al n° 14 di via Castel Roncolo; Il campo di raccolta è lungo la strada di Merano, n°23.
(A.Adige 7/9/1945) Il Foppa viene condannato a dieci anni di reclusione.
Nel pomeriggio nella stessa aula si processa per collaborazionismo la 50enne Anna Schwienbacher da Merano, accusata di aver denunciato alla polizia tedesca Caterina Roso, poi condannata a sei mesi dal Tribunale speciale germanico. La Roso aveva deprecato che l'attentato del 20 luglio 1944 a Hitler non fosse riuscito. Non si riferisce la sentenza a carico della Schwienbacher.
(A.Adige 8/9/1945) A Settequerce ignoti rubano oggetti (piatti, bronzi, quadri ecc.) per oltre un milione e mezzo, di proprietà della signora Paola Cadsky, stivati "al sicuro" in un garage. Interviene il proprietario del garage, che viene però allontanato a rivoltellate. Gli ignoti fuggono in auto con il carico.
(A.Adige 9/9/1945) "Nella ricorrenza dell'8 settembre sono state commemorate a Bolzano le vittime del nazismo e del fascismo per la rinascita della Democrazia". Rito solenne "quello svoltosi (...) nel piazzale della Vittoria, al cospetto del Monumento ai Caduti". Autorità americane, autorità provinciali, partiti dei due gruppi etnici, Sono presenti il reggimento Garibaldi e il battaglione della Guardia di Montecassino. Vengono deposte sei corone.









Un militare italiano e uno americano durante una cerimonia al monumento alla Vittoria

(A.Adige 11/9/1945) Il 27 luglio è giunto a Bolzano un primo contingente di 130 reduci dalla prigionia in Russia. La maggior parte di costoro è ripartita alla volte dei rispettivi paesi. Una quindicina viene trattenuta in un ospedale della Croce Rossa a Lana-Postal.
Un uomo e una donna vengono uccisi a colpi d'arma da fuoco sul lungo Isarco sinistro, un chilometro a valle del ponte Roma. Sono il 32enne Giuseppe Bertolini, commerciante emiliano, e la 19enne Angelina Lavà, cameriera in un bar di via Druso. I loro corpi vengono rinvenuti sul sottostante greto. La macchina sulla quale vi erano giunti è stata depredata delle gomme. Si suppone la rapina. Gli autori saranno identificati (vedi Alto Adige del 30/9).
Uccisa anche la 38enne Anna Mahlknecht, abitante in via Isarco. Percorreva l'aia del suo maso quando è stata raggiunta al capo da un colpo d'arma da fuoco. Mistero.
(A.Adige 12/9/1945) La sera precedente si è celebrato un rito religioso per i 23 trucidati del 12 settembre del 1944 nella caserma Mignone. Ha officiato padre Longhi, che ne ha ricordato la vicenda. Erano giunti al lager di Bolzano provenienti dai forti di Verona. La mattina del 12, in ora antelucana erano stati trasportati in camion alla caserma Mignone di Oltrisarco dove "in quattro reparti delle salmerie (erano stati) finiti a colpi di pistola". Poi lo stesso camion ne aveva scaricato i corpi in una fossa comune al cimitero.
(A.Adige 13/9/1945) "La solenne commemorazione dei 23 patrioti barbaramente trucidati dalle SS". Il giornale ne riporta i nomi, appresi attraverso la collaborazione di don Carlo Signorato, cappellano delle carceri di Verona. Alcuni facevano parte di una non meglio descritta "missione inglese". Uno era stato arrestato da tre repubblichini all'atto dello sbarco da un sommergibile a Caorle. Ma l'identificazione delle singole salme non è stata possibile. Si intende ricordarli con un monumento commissionato all'arch. Pellizzari e all'ing. Piamonte.
Sul tema la dott.ssa Carla Giacomozzi dell'Archivio storico del comune di Bolzano ha pubblicato nel 2011 un volume ("23. Un eccidio a Bolzano") che fa luce sull'episodio: nomi, cognomi e quant'altro.
"Siamo informati che la polizia militare alleata è riuscita a rintracciare e trarre in arresto quasi tutti gli ufficiali germanici delle SS che formavano lo stato maggiore del "Corpo d'Armata" la sede della Gestapo e della S.D., la polizia segreta tedesca. Fra gli arrestati figurano il generale Brunner, capo di tutte le polizie alle dipendenze del Commissariato supremo per la zona delle Prealpi, il maggiore Schiffer, il maggiore polacco Rodolfo Thyrolf capo del servizio informazioni e il tenente SS Andergassen che con i sottufficiali Matzken, Storz e Butz formava il quartetto degli uomini incaricati di torturare i prigionieri con i sistemi più violenti. Tutti costoro sono stati internati in campo di concentramento e nel prossimo futuro saranno giudicati dalle Corti Alleate come criminali di guerra".
(A.Adige 14/9/1945) "Nel corso di una intervista concessa a un redattore dell'Ansa, il Prefetto di Bolzano, Bruno de Angelis, ha dichiarato che secondo le indicazioni avute dal Governo alleato, si avvicina il momento nel quale questa provincia verrà restituita all'amministrazione italiana insieme con tutte le altre della Italia settentrionale, benché tale restituzione costituisca un atto distinto dalle risoluzioni che verranno prese alla conferenza di Londra. Egli ha continuato dicendo che sebbene una parte della popolazione di lingua tedesca attenda vivamente le decisioni della conferenza di Londra con !a speranza di una annessione all'Austria, il Governo italiano segue con grande serenità la situazione senza minimamente rallentare i suoi sforzi, tendenti ad un riavvicinamento tra le due popolazioni".









Il prefetto di Bolzano con il ten.col. MaBratney, commissario del governo militare alleato

Un altro titolo in prima pagina: "Le linee fondamentali e il nuovo ordinamento dell'istruzione elementare in Alto Adige". La notizia è datata da Roma, e riferisce le linee fondamentali approvate dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la pubblica istruzione, Arangio Ruiz."In netto contrasto con la politica oppressiva delle popolazioni alloglotte praticata in quella regione dal governo fascista ed in applicazione delle direttive autonomistiche tracciate dal governo Parri fin dalle prime riunioni, lo schema prevede che l'insegnamento sia impartito nella sola lingua materna della scolaresca tedesca od italiana sia nell'asilo infantile che nella prima classe elementare, nelle classi seconda e terza mezz'ora al giorno sarà destinata alla conversazione nella lingua non materna, nella quarta e nella quinta un'ora al giorno al suo insegnamento metodico".
(A.Adige 18/9/1945) Nella sala stipata dell'Istituto tecnico Battisti dà concerto il violinista Leo Petroni. Al pianoforte Luisa von Walther.
(A.Adige 20/9/1945) Altri due deferimenti alla Corte straordinaria d'Assise: 1) Giuseppe Fischer da Silandro che il 9 settembre 1943 aveva tratto arbitrariamente in arresto Antonio Wielander; 2) l'ex-maggiore della guardia repubblicana Martino Della Sega, 39enne da Collalbo, già istruttore alla G.I.L. Dopo l'8 settembre avrebbe denunciato ai tedeschi la presenza nel complesso G.I.L. di alcuni militari che furono poi internati in Germania.
(A.Adige 21/9/1945) Dal giorno 24 sarà ripristinato il traffico ferroviario tra Bolzano e Verona.
(A.Adige 22/9/1945) Viene arrestato l'ex-soldato della Wehrmacht 28enne Felix Wilhelm, che nei pressi di Caldaro aveva ucciso il contadino 64enne Floriano Roschatt per rapinarlo di due buoi.
(A.Adige 23/9/1945) E' stata fatta luce su un "servizio clandestino di corrispondenza diretta oltre frontiera a mezzo di emissari che varcavano il confine del Brennero abusivamente per sfuggire alla censura imposta dalle autorità alleate". Il recapito era presso il caffè Gostner di piazza delle Erbe.
Una bimba muore e la sua sorellina è ferita per lo scoppio di una bomba a mano in un locale della scuola di via Leonardo da Vinci. Rita di 11 anni e Marisa di sette, figlie del custode Borghesi, erano entrate in un locale dal quale alcuni militari stavano sgomberando materiale della Wehrmacht. Trovata una bomba a mano, l'hanno fatta esplodere. E' morta Rita.
(A.Adige 25/9/1945) "Il sette volte omicida Giovanni Stricker è stato fucilato - ieri mattina alle nove in una località periferica di Bolzano". Si tratta della zona di Aslago, ed esattamente ove si trovava il poligono di tiro (esiste tuttora ad Oltrisarco piazzetta del Bersaglio). Il cappellano delle carceri don Giovanni Nicolli lo assisté fino all'esecuzione. "Fino all'ultimo il condannato, che si sforzava di mantenersi tranquillo, fu assistito da don Nicolli. Vado incontro alla morte rassegnato - ha detto - perché so di averla meritata. Solamente quando fu fatto sedere sulla triste sedia, il condannato cominciò a dar segno di palese smarrimento. Il corpo si afflosciò sulla sedia e a malapena riuscì a mantenersi in equilibrio anche per la scomoda costruzione della sedia stessa. Ed eccoci agli ultimi istanti: baciò tre volte il crocefisso che gli veniva porto dal sacerdote e mormorò alcune preghiere. Poi la scarica del plotone d'esecuzione mise fine ai suoi giorni, vendicando così sette vittime innocenti. Dopo la recitazione della preghiera dei defunti la salma del giustiziato è stata caricata sopra un furgone e trasportata al cimitero dove è stata tumulata" (da "Bolzano 1943-45 - Testimonianze dal carcere di don Niccolli", a cura di E.Zampiccoli).
(A.Adige 26/9/1945) Corte d'Assise straordinaria: "7 anni e 4 mesi a Giovanni Coleselli". Alla lettura della sentenza il pubblico (in gran parte abitanti del rione popolare, che avevano subìto le sue angherie) ha applaudito. Vedi cronaca del 19 agosto.
(A.Adige 27/9/1945) "Vogliamo un alloggio - La quotidiana invocazione di decine e decine di capi di famiglia".
La Corte straordinaria d'Assise condanna a un anno e quattro mesi la 18enne Maria Oberlechner. Aveva denunciato l'impiegato comunale Gualtiero Slovani che aveva prestato aiuto a prigionieri inglesi in fuga. Assolta per insufficienza di prove Crescenzia Seebacher (Renon) che avrebbe denunciato Romana Bartolon, successivamente internata nel lager di Bolzano.
(A.Adige 28/9/1945) "L'avvocato Giuseppe Agostini, ex borgomastro nazifascista di Monguelfo, denunciato alla Corte Straordinaria d'Assise". Viene definito "nota figura di parassita professionista". Durante il periodo dell'Alpenvorland aveva sposato la causa nazista. Tra l'altro aveva iscritto il figlio alla Hitlerjugend (gioventù hitleriana) e gli faceva frequentare la scuola tedesca "per accellerare (sic) il suo processo di imbastardimento".
Corte straordinaria d'Assise. Sono imputati di collaborazionismo e furto il 56enne Antonio Zelger (proprietario dell'albergo "Klaus", sul Colle) e il suo omonimo figlio 26enne. Dopo l'8 settembre '43 consegnarono ai tedeschi militari italiani in fuga. Avrebbero anche saccheggiato la postazione antiaerea italiana su Monte Pozza, impadronendosi tra l'altro di due muli. Poi avrebbero maltrattato gli aviatori inglesi abbattuti sul Colle il giorno di Natale 1943, che hanno quindi consegnato ai tedeschi. Di quest'ultimo episodio - ma non dei presunti maltrattamenti - sono stato testimone. Il padre sarà assolto, sei anni e 8 mesi al figlio (vedi A.A. 28/9/1945).
(A.Adige 29/9/1945) "La cittadinanza onoraria delle maggiori città atesine conferita al Lt. Col. McBratney". A McBratney subentra nella funzione di commissario provinciale il Col. G.Bruce Thompson. Presenti tra le altre autorità i sindaci di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico.
(A.Adige 30/9/1945) Si commemorano allo stabilimento SIDA i due operai Antonio Peretto e Walter Saudo, fucilati dai tedeschi il 3 maggio 1945, a guerra finita. Viene loro dedicata una targa.
A Merano vengono arrestati "quattro feroci criminali di guerra" ricercati dalla polizia francese: il meranese Ernesto Kross e suo fratello Giovanni, con le rispettive mogli.
"Il meranese Antonio Holz, capo della Gestapo di Trento, assicurato alla giustizia quale criminale di guerra". E' stato arrestato a Rifiano.
Sono stati scoperti gli autori del duplice omicidio del 7 settembre sul lungo Isarco sinistro, nel quale furono uccisi un uomo e una giovane donna (vedi cronaca dell'11/9). L'ucciso era al centro di un traffico di pneumatici rubati. Uno dei due omicidi è il 19enne Bortolo Guzzardi (Incudine di Brescia). Latitante l'altro colpevole. Arrestato e poi rimesso in libertà un uomo nella cui cantina, in via Druso 1, erano stati trovati i copertoni smontati dalla macchina dell'ucciso.
(A.Adige 2/10/1945) "La cittadinanza onoraria di Bolzano offerta al maggiore James Geddes (...) in riconoscenza per la sua difficile attività nel dirigere le operazioni di rimpatrio dei reduci italiani dai campi di concentramento della Germania".









Un posto di ristoro a Bolzano per rimpatriati dalla Germania

(A.Adige 3/9/1945) Il prefetto espone a Merano i più importanti problemi dell'Alto Adige. Dice tra l'altro: "Frattanto, mentre stiamo risolvendo il problema della scuola tedesca, ci prepariamo ad organizzare gli uffici pubblici, e prima di tutto la Prefettura, con una segreteria tedesca che permetterà di corrispondere da e con il pubblico dell'altro gruppo etnico nella sua lingua". L'articolo è preceduto da una breve chiosa nella quale si afferma che esso giunge con un giorno di ritardo per consentire al quotidiano Dolomiten di uscire in contemporanea.
"Numerosi collaborazionisti denunciati alla Corte straordinaria d'Assise" . Sono di Colle Isarco, Cornaiano e Lana.
Si invitano "tutti i musicanti" a intervenire ad una riunione alla Casa del Popolo onde gettare le basi per una banda musicale cittadina.
Da Brunico: "L'esumazione dei fucilati del 6/7/1944". Erano in sei, uccisi in località "Bersaglio". Mancano ulteriori particolari sull'episodio.
(A.Adige 5/10/1945) Un titolo: "Chiudere l'ufficio alloggi (o cambiare sistema) - Il primo piano di via Leonardo da Vinci 11 potrebbe essere utilizzato molto più opportunamente per ospitare quattro famiglie di senza tetto".
"Il 17 corrente nell'aula del Tribunale cittadino presso l'Istituto S. Giuseppe di via Cesare Battisti avrà luogo la causa contro certo Goffredo Heidegger (...) accusato di essersi impossessato di un anello d'oro, di un orologio da polso e di una catenina sottratti alla salma di un aviatore americano precipitato al suolo col suo apparecchio (...) nella valle di Mules".
(A.Adige 7/10/1945) La polizia effettua un centinaio di fermi nel corso di un rastrellamento "al bar Corso ed in altri ritrovi pubblici cittadini". Si tratterebbe di "borsaneristi e fannulloni". Arrestate anche numerose donne, trasportate poi all'ospedale per visite mediche.
Il direttore della Reichsbank (la Banca di Germania in epoca nazista) scovato in un albergo di Funes. Massimiliano Berhuber, 53enne, è indicato come "uno dei maggiori responsabili del saccheggio del patrimonio artistico di Italia e Francia".
Vengono arrestate Maria Zanon in Ohnewein e sua figlia Ida, da Appiano, che avevano "denunciato i coniugi Paolazzi come ascoltatori di radio clandestine, causando con ciò il loro arresto e trasferimento (...) al campo di concentramento di Bolzano". La Corte straordinaria d'Assise (Alto Adige del prossimo 26/10) assolverà la madre per insufficienza di prove, e condannerà la figlia a otto mesi.
In un lungo articolo il giornale racconta "come vennero trucidati dieci operai italiani" il 2 maggio a Lasa. Nel sottotitolo: "I particolari della tragedia - 4 persone arrestate dai carabinieri per collaborazione - La fuga 'in extremis' di due condannati a morte". Si tratta di operai della polveriera di Cengles che ne avevano preso possesso, in seguito ad accordo con il comandante tedesco. Tuttavia giunsero tre autocarri di SS che arrestarono 11 operai accusandoli di essere partigiani. "L'autocarro carico dei prigionieri fu condotto nei pressi della chiesa di Lourdes e le vittime innocenti furono invitate a scendere dall'autocarro ad una ad una; sulla strada attendeva un sicario col mitra spianato per freddarle sul posto. Fu in quegli istanti terribili (...) che si verificò l'audacissima fuga di un condannato". Si tratta di tale Longhino, che colpì con un pugno la SS che avrebbe dovuto ucciderlo e scomparve nel bosco, favorito dalle tenebre incipienti. Ezio Borghini si finse morto, e sopravvisse così a sua volta. Gli uccisi vennero seppelliti sul posto, e "fra i lugubri becchini vi erano certo Enrico Tappeiner di Lasa e tale Goffredo Spechnauser, accusato anche di aver sferrato un calcio contro il cadavere del dott. Michele Indovina, il quale, catturato mentre ritornava dall'aver visitato un suo paziente, senza ragione venne unito al gruppo dei condannati a morte e fucilato". I quattro responsabili identificati, tutti del luogo, saranno giudicati dalla Corte d'Assise straordinaria.
(A.Adige 10/10/1945) "Vasta retata della polizia negli alberghi della città - Il fermo di ottanta persone equivoche - Oltre alla lotta contro i borsaneristi clandestini si auspica una energica azione contro la borsanera ufficiale". "Molte donnine di dubbia moralità sono state accompagnate all'ospedale cittadino per una rigorosa visita sanitaria". Gran parte degli arrestati sono stati poi rimpatriati con foglio di via obbligatorio. "Bolzano deve essere liberata per quanto è possibile da tutta questa genia parassitaria".
(A.Adige 11/10/1945) Il 51enne Umberto Chiomento sorprende nottetempo un ladro che sta asportando le gomme di un motocarro. Il ladro gli spara un colpo di pistola (30 giorni di prognosi) e scompare. Analogo episodio a San Paolo Appiano.
(A.Adige 13/10/1945) La Corte straordinaria d'Assise riprenderà le udienze il 19 corrente presso la Casa del Popolo.
La Corte militare alleata condanna a tre anni il 23enne Ernesto Strasser. Aveva introdotto clandestinamente dall'Austria materiale propagandistico mirante all'annessione dell'Alto Adige all'Austria. Dichiara il pubblico ministero Kazburg: "Noi abbiamo avuto abbastanza fastidi in questa provincia e queste forme di propaganda creeranno sempre nuovi disordini. Gli alleati devono punire severamente ogni trasgressione poiché essi sono i responsabili dell'ordine".
(A.Adige 14/10/1945) Il pregiudicato polacco Robert Giogara, di 24 anni, viene sorpreso al deposito bagagli della stazione mentre ritira due valigie che aveva precedentemente rubato all'hotel "Grifone". Fugge. Un carabiniere che lo insegue, spara e lo uccide.
La squadra annonaria della Questura effettua "il sequestro di notevoli quantità di benzina, petrolio, coperture e pezzi di ricambio d'auto".
La Corte alleata condanna a due anni i due autori del furto di un'autovettura di un tenente americano. Condanna inoltre persone che detenevano armi.
(A.Adige 16/10/1945) Il Tribunale alleato condanna due ladri che avevano tentato di razziare 1200 litri di benzina americana.
Nel cortile della Casa del Popolo s'è svolta un'adunata di forze di sinistra in favore della prossima convocazione dell'assemblea costituente.
I giornali Alto Adige e Dolomiten pubblicano una lunga lettera aperta del sindaco di Brunico (ing. A.Beikircher) al prefetto De Angelis. Se i cittadini italiani sono stati perseguitati durante il periodo nazista - vi si legge - i sudtirolesi lo furono durante il periodo fascista. Ci vuole equanimità.
(A.Adige 17/10/1945) "Coloro che, aventi nozioni di inglese, desiderano impiegarsi presso le Forze armate Alleate (...) sono pregati di presentarsi (...) in via Orazio n°2 primo piano".
La Croce Rossa americana ha distribuito finora ai bisognosi dell'Alto Adige 6 tonnellate e mezzo di indumenti (11.304 capi), ad ospedali ed istituti: 15 tonnellate e mezza di sapone, 8 tonnellate di medicine e materiale sanitario, 3.000 lenzuola ecc.
(A.Adige 18/10/1945) Viene arrestata la prostituta Emma Brunner. Ha 15 anni.
La Bolzano Calcio si fonde con l'A.C.Ferrovieri e parteciperà alla serie C.
(A.Adige 19/10/1945) In prima pagina: "Il castello di Labers a Merano officina di contraffazione delle sterline" . I nazisti vi avrebbero stampate "milioni e milioni di sterline" (ma la notizia viene smentita in un articolo del prossimo 4 novembre). L'organizzazione faceva capo a Max Riedels. Di quelle sterline si racconterà successivamente nel film "Operazione Cicero".
Successo del concerto nel quale il violinista Giannino Carpi, del Conservatorio, ha eseguito tra l'altro due sue composizioni: "L'usignolo nel giardino incantato" e "L'ossessione dei bombardieri".
"Introduzione dei programmi bilingui nelle trasmissioni per l'Alto Adige". Sono previsti quotidianamente due notiziari in lingua tedesca, inoltre "nei concerti che frequentemente vengono messi in onda si lascia il dovuto spazio a musiche e canzoni cantate in tedesco".
Viene riesumata a San Genesio, nelle vicinanze del maso "Kreuzer", la salma dell'alpino Rocco Vitali (Brescia) ucciso il 12 settembre 1943 da Giovanni Burger, che lo aveva poi seppellito. Si accerta che all'ucciso erano state asportate le scarpe.
(A.Adige 20/10/1945) "Un ingente deposito di armi scoperto in una casa di via Druso - (...) - Durante una perquisizione dalle cantine del palazzo Ferrari escono alla luce mitragliatori, bombe a mano, automobili, maschere antigas, pneumatici, casse di munizioni, rivoltelle, abiti da frate (...) - Il cav. Martino e tre dei suoi figli tradotti alle carceri". Martino Ferrari era un impresario edile. I suoi tre figli sono Vittorio 30enne, Elio 25enne e Duilio 19enne. Notizie sul successivo processo appaiono nell'Alto Adige del 15/11/1945 (vedi).
(A.Adige 21/10/1945) Due processi alla Corte straordinaria d'Assise, alla Casa del Popolo. Antonio Balbinot viene condannato a 6 anni e 8 mesi. Era imputato di "aver contribuito al mantenimento del regime nazista con atti arbitrari di violenza e prepotenza" (vedi Alto Adige del 7/8/1945). Il 40enne Alfredo Mazzurana da Brentonico, ex agente della SOD, addetto a servizio di polizia e sorveglianza del rifugio antiaereo di Oltrisarco, "era imputato di collaborazionismo e doveva rispondere di vilipendio alla nazione per aver pronunciato la seguente frase: 'Per me ammazzare un italiano o un coniglio è la stessa cosa'". Viene condannato a due anni e quattro mesi.
(A.Adige 23/10/1945) Si sono riaperte le scuole. "Una massa di circa 5.000 alunni obbligati all'istruzione si trova costretta in pochissime e misere aule, mentre molti edifici scolastici sono occupati per altre attività ed alcune caserme sono quasi disabitate".
"L'arresto di una nota speculatrice" che metteva in vendita pane a 50 lire il chilo. Si tratta della 40enne Gisella Bruni, con esercizio in via Verona.
Il roveretano Gianni Piccolroaz vince il circuito ciclistico di Bolzano.
(A.Adige 24/10/1945) "L'arresto di due ex guardiani del campo di concentramento". Sono il 35enne Giuseppe Mittermaier (di Nova Ponente, residente a Ponte Gardena) del quale sono riferite le gesta sadiche contro alcuni reclusi, tra i quali l'avvocato Löw, colpevole di essere ebreo. Per la sentenza a suo carico vedi l'Alto Adige del 28/11/1945. L'altro è il 18enne Alberto Majer, ucraino, che tra l'altro "aveva preso parte al massacro di settanta patrioti nel campo di Fossoli (Modena) (...) e fu uno degli esecutori (a Bolzano) delle ventitre vittime sepolte in una fossa comune (...). Si prestò volontariamente come carnefice (...) e uccise di suo pugno due degli internati sparando loro dei colpi di pistola alla nuca".
Nel salone dell'A.M.G. (Allied Military Government) all'ITC Battisti si tiene il primo concerto orchestrale del dopoguerra. Dirige Aladar Janes. Tra gli esecutori il pianista Nunzio Montanari e il violinista Giannino Carpi.
(A.Adige 25/10/1945) "Il col. S.W.Miller ha assunto la carica di commissario provinciale del Governo militare alleato di Bolzano, al posto del tenente colonnello J.B. Thompson, in attesa del ritorno in Inghilterra".
"E' da poco tempo che per le vie di Bolzano di vedono passare degli agenti di polizia con caschi bianchi su motociclette rosse: è la nuova polizia del traffico in servizio anche nella nostra provincia. Cos'è questa polizia del traffico? E' una polizia di nuova costituzione in Italia". L'articolo prosegue indicandone le competenze e l'utilità. La sede è in via Claudia Augusta 38.
(A.Adige 26/10/1945) "Particolari sull'arresto del maggiore Schiffer - Scovato in Renania il criminale cerca due volte di suicidarsi". Era stato il comandante "di tutta la polizia tedesca nella nostra regione all'epoca della dominazione nazista". Il suo ufficio era al Corpo d'armata. Sarà deferito alla Corte suprema alleata insieme alla sua amante, la 22enne Roy Christa, "una fanciulla dalla faccia di madonna, ma dagli istinti di autentica iena". Secondo il giornale assisteva alle torture. Lo Schiffer fu condannato all'impiccagione dalla corte militare alleata di Napoli (vedi Alto Adige del 16/1/1946).
La Corte straordinaria d'Assise condanna Ida Ohnewein da Appiano a otto mesi, per aver denunciato due coniugi di Appiano che ascoltavano Radio Londra.
(A.Adige 28/10/1945) Il ministro degli esteri Degasperi afferma alla commissione esteri, presso la Consulta, che il confine del Brennero non è in discussione.
Sei falsi partigiani armati saccheggiano un'abitazione in località S. Piretro.
Giro podistico di Bolzano. Vince la Polisportiva Alto Adige (Mirandola, Ceccarini, Gurian, Beccaro, Criscuolo).
(A.Adige 31/10/1945) In prima pagina appare uno scritto dell'on.Boeri, dopo il suo giro esplorativo in Alto Adige. L'on.Boeri "precisa in questo articolo la portata del decreto proposto dal presidente (del consiglio dei ministri) Parri per la bilinguità in Alto Adige. Dopo un periodo di oppressione, ritorna la serena comprensione dei reali interessi della popolazione, si afferma nuovamente la direttiva che non la forza ma il rispetto delle libertà reciproche valgano a rinsaldare i vincoli materiali e morali che uniscono italiani e sudtirolesi".
Corte straordinaria d'Assise. Riappare l'imputato Edoardo Gutmann (vedi cronaca del giorno 23 ottobre) per una lunga serie di reati. Circostanziato il racconto delle numerose brutalità delle quali fu protagonista. Le udienze proseguono.
Cessano di avere corso i francobolli della Repubblica Sociale Italiana.
(A.Adige 1/11/1945) Gutmann viene condannato "a soli cinque mesi". La pubblica accusa farà ricorso.
"Solenne commemorazione funebre dei patrioti di Bolzano - Una Messa al "Magnesio" per Manlio Longon - Omaggio ai 35 caduti nella zona industriale - Cerimonia al cimitero per i 23 della fossa comune".
In ultima pagina Ugo Bonafini firma un'intervista con un badiota che fu "bastonatore a Dachau". Una storia di orrori.
(A.Adige 2/11/1945) Il ministro degli esteri Degasperi al Teatro Brancaccio di Roma: "Non si può ammettere che in Alto Adige si riformi un governo di nazisti".
"L'ex-podestà di Castelrotto denunciato per collaborazionismo". Si chiama Giuseppe Prossliner ed ha 66 anni..
(A.Adige 4/11/1945) Quattro colonne in prima pagina: "Sterline false e autentiche opere d'arte fra il castello di Labers e i rifugi di Passiria". Nell'articolo si smentisce che in castel Labers si fossero stampate sterline false: ve ne sarebbe stato solo un deposito. Raggiunsero invece la val Passiria e Campo Tures nelle sole ultime settimane del conflitto 650 opere di Botticelli, Michelangelo, Perugino, Donatello, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Velasquez ecc.









Arte rinvenuta in val Passiria

(A.Adige 7/11/1945) Prima riunione del ricostituito corpo dei giovani boy-scout nella sede del C.A.I.
La Corte d'Assise straordinaria giudica il veronese Giovanni Kovarich, ex SS, guardiano del campo di concentramento di Bolzano. Lungo elenco di fatti delittuosi che gli vengono attribuiti, ma nel corso dell'udienza emerge anche che il Kovarich si lasciava andare spesso, nei locali pubblici, a smargiassate, nelle quali amplificava le sue gesta per impaurire gli astanti. Viene condannato a 12 anni di reclusione.
(A.Adige 8/11/1945) La Corte d'Assise straordinaria assolve l'ex guardiano del campo di concentramento di Bolzano Enrico Baldo, SS da Laives. Aveva "esplicato il suo incarico forzato di carceriere con uno spirito di vera solidarietà verso gli internati. Egli si era in parecchie occasioni prodigato per aiutare i prigionieri recando loro viveri, sigarette e vestiario e sfidando la sorveglianza delle guardie".
(A.Adige 11/11/1945) "I carabinieri sono riusciti a catturare in circostanze drammatiche Enrico Eisath, notissimo pregiudicato colpito da 14 mandati di cattura, uno dei membri più pericolosi della banda del noto bandito alto-atesino Plattner".
(A.Adige 13/11/1945) Sono transitati da Bolzano i primi due treni trasportanti prigionieri italiani in Russia: sono 1.974.
Una pubblicità: "La ditta Zuegg mette in vendita senza tessera il suo nuovo prodotto MARMELLATA D'UVA".
"Retata di signorinelle - 23 ragazze fermate per misure di P.S.". Segue un lungo elenco nominativo. La più giovane ha 15 anni, la più anziana 38.
(A.Adige 14/11/1945) "Ragazzine che sfarfalleggiate leggere per le vie della città, oggi al braccio di John, domani a quello di Giovannino, signorinelle belle che folleggiate eteree nei balli della periferia e del centro, donnine che vi concedere onesti svaghi serotini con gli assetate dell'amore a contanti, attenzione (...)", la polizia ha effettuato altri venti arresti. Inoltre "siamo informati che in questi ultimi mesi le ragazze amorali fermate per misure di P.S. (...) assommano a qualche centinaio ormai".
Merano ospita i primi reduci dalla Russia, che vengono poi dislocati nei vari ospedali, a seconda delle loro malattie.
La Corte alleata inizia il processo a carico dell'impresario edile Martino Ferrari e dei suoi tre figli (Elio, Duilio e Vittorio) arrestati il 19 ottobre dopo che nella loro casa, al n° 1 di via Druso, era stato rinvenuto un ingente quantitativo di armi.









Il bolzanino Duilio Ferrari ha preso parte a scontri a fuoco contro reparti tedeschi in val Camonica

(A.Adige 15/11/1945) Il processo Ferrari, relativo al deposito di armi rinvenuto in una casa di via Druso (vedi Alto Adige del 20/10/1945) rivela aspetti inattesi. Il maggiore responsabile dell'occultamento delle armi sarebbe il giovane Duilio, ex-partigiano che - così rivela il pubblico accusatore Katzburg - avrebbe compiuto "l'occultamento del materiale bellico per proteggere gli interessi della popolazione italiana. Debbo mettere in rilievo (...) che tutti tre i figli di Martino Ferrari sono ex partigiani e dopo la liberazione hanno fatto parte delle forze di polizia che hanno rastrellato e consegnato molte armi". Ferrari padre, il cavalier Martino, afferma di non aver saputo nulla delle armi nascoste, il figlio Duilio si assume ogni responsabilità, Elio afferma di essere stato il comandante di "una squadra volante partigiana nella quale il vice-comandante era lo stesso fratello Duilio". Ma delle armi nascoste non sapeva nulla. Emerge che Duilio era stato arrestato due volte dalle brigate nere in val Camonica, ma entrambe le volte era riuscito a fuggire. Chiede l'avvocato della difesa Guaita: "E' vero che fu portato vicino al muro di un cimitero per essere fucilato?" Imputato: "Non solo Duilio fu portato, ma anche mio padre e tutti gli altri fratelli, uno dei quali fu arrestato e morì poi in campo di concentramento in Germania". Subentra l'altro difensore, avv. Cheneri: "Ha preso parte il teste col fratello Duilio a scontri armati contro le camionette tedesche?". Imputato: "Era la nostra specialità, o meglio quella della nostra pattuglia volante. Non uno scontro abbiamo avuto, ma decine. Mio fratello Duilio ha accompagnato da solo al passo del Tonale una missione francese, calatasi col paracadute". Interrogato, il terzo fratello - Vittorio - dichiara a sua volta di non aver saputo dell'occultamento delle armi.
Continuano a transitare prigionieri di guerra italiani reduci dalla Russia. Con tre treni sono transitati circa 6.000 prigionieri, altri treni sono passati ieri l'altro, altri seguiranno. Alla stazione ferroviaria di Bolzano in località 'Siberia' è stata prodigata assistenza e cibo ai reduci, alcuni dei quali apparivano in uno stato di estrema prostrazione e denutrimento".
(A.Adige 16/11/1945) La Corte alleata giudica i quattro imputati della famiglia Ferrari (padre Martino, figli Vittorio, Elio e Duilio) nelle cantine della cui casa, al numero 1 di via Druso, era stata trovata una grande quantità di armi, munizioni, benzina, pneumatici ed altro. Emerge che il padre Martino non ne sapeva nulla. Quanto ai figli, "gli imputati hanno beneficiato della mitigazione della pena in considerazione del loro passato partigiano". "Particolarmente appassionata è stata l'arringa dell'avv. Guaita, ex-commissario di guerra delle brigate partigiane delle 'Fiamme Verdi', del settore della Valsassina". E ancora: Nel criterio di mitigazione della pena ha avuto una influenza determinante il fatto che i fratelli Ferrari (specialmente Duilio ed Elio) per concorde dichiarazione del teste dott. Rizzi e del sacerdote don Antonioli sono stati coraggiosi e valorosi partigiani in val Camonica". Parole in difesa degli accusati sono state espresse dallo stesso pubblico accusatore Katzburg. Duilio è stato condannato a cinque anni, metà spesa sospesa "in considerazione del suo passato di partigiano e del suo coraggio di combattente"; Vittorio a nove mesi, sei dei quali sospesi. In "Le Case di Viso", pubblicato nella collana "Il tempo e la memoria" (Circolo culturale Ghislandi - Valcamonica) si cita un'azione condotta dai fratelli Elio e Duilio Ferrari, che nell'ottobre 1944 assaltarono un'autovettura sulla quale viaggiavano ufficiali tedeschi, ferendone uno. La conseguente rappresaglia portò all'uccisione, a Case di Viso, di un partigiano e sei civili.
(A.Adige 17/11/1945) Muore al manicomio di Pergine il bolzanino Antonio Turatti. Prigioniero dei tedeschi e poi liberato, era stato trovato casualmente a Praga da altri prigionieri italiani, tra i quali suo fratello. Era in stato confusionale, parlava di stragi alle quali aveva assistito. Ricoverato in manicomio, vi è deceduto.
Il Gruppo d'arte drammatica Minerva recita nel "Bugiardo" di Goldoni nella sala "Veritas" di corso Giulio Cesare.
(A.Adige 18/11/1945) "Domani avrà inizio (presso i commercianti dettaglianti) la distribuzione della legna da ardere".
L'edilizia scolastica è in crisi. Da una lettera al direttore del giornale si apprende che vi sarebbero solo 20 aule per 4.000 alunni delle elementari. Inoltre il latte nelle latterie arriva "quando vuole". Ai "sinistrati" sono stati distribuiti buoni da 120 lire per il prelevamento di indumenti, ma i negozianti affermano di non disporne.
(A.Adige 21/11/1945) La Corte straordinaria d'Assise assume la definizione di Sezione speciale della Corte d'Assise.
S'inizia la graduale smobilitazione del personale femminile, per far posto a reduci e disoccupati.
(A.Adige 22/11/1945) La Corte superiore alleata giudica Luigi Segala e Livio Alvi, imputati di rapine. La competenza del Tribunale alleato deriva dal fatto che il Segala nel delinquere vestiva una divisa americana, "cosa che danneggiava il prestigio delle forze armate alleate", mentre l'Alvi affermava "di agire nel nome e per conto del governo militare alleato". Il Segala sarà condannato a dieci anni, l'Alvi a due anni e sei mesi (vedi Alto Adige del 23/11).
Sulla smobilitazione del personale femminile negli uffici pubblici e privati esprimono il loro parere un'impiegata ("in certi uffici vi sono ragazze che sono malviste dal dirigente o perché brutte, o perché non hanno accettato di fare con lui passeggiate sentimentali"), un dirigente d'azienda ("provvedere è giusto, ma sarebbe iniquo (...) che si creassero ingiustizie, si procedesse alla carlona, con una superficialità che in tal caso sarebbe colpa") e un rimpatriato (bisogna "finirla una buona volta con le signorine dall'aria pudica molte delle quali hanno la sfacciata abitudine di cambiare due abiti al giorno (...). Io rientrando dai campi di concentramento (...) ho trovato la mia famiglia nella più squallida miseria").
(A.Adige 25/11/1945) Il Genio civile accerta che i danni causati dalle incursioni aeree su Bolzano hanno prodotto danni per due miliardi e 200 milioni di lire. Delle 3.600 case di Bolzano 325 sono state distrutte, 550 gravemente danneggiate e 1.395 lievemente danneggiate.
Dopo Folie e Vieweider, arrestati, la banda Plattner perde un altro elemento, Enrico Vieweider, riconosciuto ed arrestato in una via di Bolzano da un brigadiere di polizia.
(A.Adige 27/11/1945) Allo stabilimento "Lancia" viene scoperto un cippo alla memoria dei caduti del 3 maggio. E' presente anche il principe arcivescovo di Trento. Discorsi, Messa, poi tutti davanti alla targa che - sul muro esterno - ricorda tuttora i nomi dei tre operai che lì sono stati fucilati.
E' in atto il censimento della popolazione. I moduli vanno presentati in un ufficio di via dell'Endertà (oggi via Combattenti). L'Endertà era un'amba abissina, teatro di una battaglia.
La sezione speciale della Corte d'Assise si occupa di Giovanni Chenetti, da Moena, accusato d'aver denunciato l'ufficiale giudiziario della pretura di Vipiteno - Antonio Safina - che aveva pronunciato parole ingiuriose nei confronti dei tedeschi. Arrestato, il Safina era stato condannato a 18 mesi dal Tribunale speciale germanico. Trasferito nel carcere di Graz, vi era morto nel corso di un bombardamento che aveva provocato 400 vittime. Il Chenetti viene assolto per insufficienza di prove: il delatore avrebbe potuto essere un altro degli astanti.
Una circolare della Prefettura: "Tutti i dipendenti da enti e uffici nei cui confronti durante il periodo dell'occupazione nazista di questa provincia vennero adottati provvedimenti di licenziamento o di dispensa (per motivi politici) devono essere senz'altro riassunti in servizio".
In uno stabilimento della zona industriale un apprendista quindicenne accende un fiammifero per vedere se in un bidone vi sia ancora dell'acetone. C'è. L'esplosione lo lascia pressoché illeso, ma uccide il direttore dello stabilimento Dante Fagiuoli e ferisce gravemente il capo-fabbrica Giuseppe Perezza.
(A.Adige 28/11/1945) La Sezione speciale della Corte d'Assise condanna a 24 anni il 36enne Giuseppe Mittermaier, da Nova Ponente, optante e quindi cittadino germanico, uno dei guardiani del campo di concentramento di Bolzano. "I testimoni, per lo più ex-internati di lingua italiana e di lingua tedesca, (...) sono stati unanimi nel dichiarare come l'accusato si fosse comportato in una maniera inumana con numerose vittime, specialmente con il compianto avv. Loew, di cui egli si fece volontariamente carnefice. Attraverso la parola del testi, alcuni episodi di bestiale crudeltà sono stati rievocati fra il raccapriccio del pubblico presente all'udienza. Gli atti di sevizie contro l'avv. Loew, numerosissime volte percosso, fatto braccare e mordere dai cani del campo aizzatigli contro dal carnefice Mittermaier, che lo costrinse a ingerire il suo sterco e lo terrorizzò minacciandolo sadicamente di fargli schiacciare la testa con le ruote di un autocarro messo appositamente in moto, hanno particolarmente impressionato l'uditorio. Mittermaier lo costringeva anche a portare grosse e pesanti pietre, malgrado fosse ormai in età assai avanzata; inoltre percuoteva le sue vittime al capo con un mazzo delle sue pesanti chiavi". L'avvocato Loew, definito "noto professionista altoatesino", era ebreo (ma nell'articolo non lo si dice) e morì mentre lo si trasferiva dal campo di concentramento di Bolzano in Germania. Nel maggio 1946 la Cassazione respingerà il ricorso del Mittermaier.









L’avvocato Walter Loew, perseguitato perché ebreo

(A.Adige 30/11/1945) In prima pagina appare un lungo decreto del prefetto de Angelis che così viene presentato: "La bilinguità in Alto Adige - l'uso parificato della lingua italiana e tedesca costituirà la base della libera convivenza dei due gruppi etnici nella provincia".
La Sezione Speciale della Corte d'Assise giudica il 22enne Ferdinando Pasquazzo, da Fortezza. Era accusato "di avere (...) nelle province di Bolzano e Trento collaborato col nemico invasore arruolandosi volontario nelle SS e commettendo torture, sevizie e maltrattamenti in danno di arrestati sottoposti a interrogatorio dalla Gestapo". Ammette, ma "si è dichiarato pentito del suo losco operato". Parlano i testimoni, a suo tempo sottoposti a pesanti interrogatori nel Corpo d'Armata di Bolzano. Demetrio Lionelli: "Schiaffi, pugni, calci, ingiurie erano riservati abitualmente agli interrogatori". Il teste Giulio Bertolini "ha descritto (...) le scene raccapriccianti del suo interrogatori durato sei ore (...). E' stato sottoposto a sevizie crudeli in quella famosa stanza n°12 del Corpo d'Armata". Testimonia tra gli altri anche l'avvocato Giuseppe Ferrandi, torturato a sua volta. Dice l'imputato: "Avevo fiducia di vincere la guerra". Viene condannato a 12 anni.
(A.Adige 1/12/1945) L'energia elettrica è carente. Il generale di brigata J.K. Dunlop, commissario regionale per la regione veneta del Governo militare alleato, dispone che i fornitori di energia "sono autorizzati a sospendere (...) la somministrazione di energia in due turni". Segue il calendario di erogazioni e sospensioni.
La Corte suprema alleata condanna due stranieri (un bulgaro e uno jugoslavo) che, indossando divise alleate, avevano effettuato furti nel brunicense. Sono stati condannati entrambi a cinque anni.
Radio Bolzano conclude un suo ciclo di trasmissioni teatrali con una recita di "Yerma" di Garcia Lorga. Tra gli interpreti, Ivo Gaddi.
(A.Adige 5/12/1945) La Sezione della Corte d'Assise straordinaria giudica il 31enne Giuseppe Fonzo, da Melfi. Nel campo di concentramento di Karlsbad era stato nominato "Kapò" e incrudeliva pertanto contro i suoi stessi compagni, bastonandoli. Viene condannato a 10 anni.
A.C.Ferrovieri, G.S.V. Lancia, A.C. Sida e Bolzano-Calcio si fondono per dare vita all'A.C.Bolzano. "La sede dell'A.C. Bolzano è stata fissata al bar Lorenzi in corso della Libertà, che diventerà così il covo del tifo calcistico bolzanino".
La razione mensile di zucchero viene portata a 200 grammi.
(A.Adige 6/12/1945) "Manca il carbone - La sospensione delle lezioni nelle scuole medie ed elementari della città e provincia". La chiusura avverrà a partire dal giorno 10. Dopo le ferie natalizie si deciderà sulla riapertura.
"Brigantesca aggressione sul ponte Roma". Due malviventi aggrediscono il 43enne Livio Segata, gli sparano una rivoltellata in viso e lo depredano di 160.000 lire. Il Segata, che abitava in via Claudia Augusta, doveva prendere il treno delle 5,50 e aveva deciso di allungare il percorso per evitare il meno sicuro viale Trento. Riesce a raccontare la sua aggressione, ma le sue condizioni si aggravano e muore.
La Camera del lavoro stabilisce le tariffe base per lezioni in casa dell'insegnante: 100 per lezioni individuali di scuola media, 120 per le medie superiori, per lezioni collettive somme via via più elevate.
In Assise s'inizia a rievocare i giorni immediatamente successivi all'8 settembre 1943 quando a Resia giunsero le SS che, in base a sicura delazione di gente del posto, uccisero il brigadiere dei carabinieri Ottavio Monaco e internarono in Germania, tra gli altri, l'ex-podestà Spechtenhauser, poi deceduto a Dachau. Sette gli imputati.
(A.Adige 7/12/1945) Al Natale della solidarietà aderisce anche "Sua Altezza Carlo De Ferrari, principe arcivescovo di Trento".
Al processo per i fatti di Resia, nel quale vari testimoni ritirano o ammorbidiscono le loro precedenti dichiarazioni, il presidente esprime il sospetto che siano stati minacciati.
(A.Adige 8/12/1945) Il problema degli alloggi è grave. Il C.L.N. bolzanino fa presente che ci sono ancora 5.000 sinistrati da sistemare, 25.000 sfollati da far rientrare, e intanto sono immigrate 25.000 persone "che hanno arbitrariamente e illegalmente occupati gli appartamenti che spettavano (...) ai sinistrati e agli sfollati qui residenti".
Alla Sezione speciale della Corte d'Assise appare il 38enne Pietro Mitterstieler da Bolzano, arrestato il 6 novembre, uno degli aguzzini del lager in via Resia. Aveva adottato "atti di bestiali maltrattamenti a danno di molti internati del campo di concentramento". "Provava un immenso piacere a dare calcioni nel sedere agli internati perché voleva avere la punta delle scarpe sempre pulita e lucida". Collaborò ai maltrattamenti all'internato avvocato Loew. Sarà condannato a 14 anni. La Cassazione rigetterà il suo ricorso (maggio 1946).
(A.Adige 9/12/1945) Riapre il cinema "Roma", che si aggiunge pertanto al "Centrale" e all'"Eden".
"L'anarchia commerciale dilaga paurosamente - Nelle vetrine rutilanti di luci c'è ogni ben di Dio eppure il popolo ha fame".
(A.Adige 12/12/1945) Tra le frequenti rapine, da citare quella al ponte S.Antonio per 200.000 lire sottratte a due impiegati comunali che rientravano da San Genesio portando con loro la riscossione delle imposte.
Si conclude anche il processo a carico del 23enne Antonio De Rossi, da Albano Laziale, che aveva collaborato con i tedeschi assumendo il ruolo di "Kapò" nel campo di Saale, in Germania. Il De Rossi aveva ucciso a bastonate due prigionieri, riducendone un terzo all'inabilità (vedi Alto Adige del 25/11/1945). Viene condannato a 24 anni di reclusione.
(A.Adige 14/12/1945) Il prezzo dei quotidiani sale a 4 lire.
"Il commerciante Carlo Stötter a giudizio per collaborazionismo". Commerciante di legname vipitenese, è accusato di aver "denunciato, fatto arrestare e deportato in campi di concentramento numerosi italiani; di aver fatto eseguire arbitrarie perquisizioni e di aver commesso atti illegali in danno di italiani". Fungeva da interprete negli interrogatori di italiani. Davanti alla Corte d'Assise, lo Stötter nega. Sarà assolto per insufficienza di prove (vedi Alto Adige 29/12/1945).
(A.Adige 15/12/1945) Davanti alla Sezione speciale d'Assise si celebra il processo contro l'avv. Erico Hoelzl, 42enne, già procuratore di Stato presso l'ex-Tribunale speciale tedesco di Bolzano. L'accusa: collaborazionismo. Gli si consente di prendere posto fuori dalla gabbia. Hoelzl per due ore perora la sua causa, affermando di essere stato precettato in quell'incarico e di aver sempre ubbidito ad ordini superiori. Era - dice - solo uno dei cinque pubblici accusatori, e si è adoperato spesso a favore degli imputati. Contraddittorie le testimonianze: i testimoni rivolgono nei suoi confronti "aspre critiche e a volte anche grata approvazione. In genere però si è potuto constatare che gli atti di qualche generosità sono stati compiuti (...) in un secondo tempo, quando cioè lo sfacelo tedesco era già inesorabilmente in atto". Il processo viene rinviato.
(A.Adige 18/12/1945) Processo Hoelzl. L'escussione di testi vede posizioni differenti. A favore depongono gli avvocati Hippoliti, Reinisch, Cheneri, Sand, Ferrandi. Contrari numerosi internati. Il p.m. Telchini chiede otto anni, la difesa chiede l'assoluzione, Hoelzl, "che sedeva muto e disfatto in volto", viene condannato a quattro anni e cinque mesi.
In uno scontro con un autocarro militare a ponte Loreto muore il ciclista 45enne Umberto David, impiegato di banca.
Si ricostituisce a Bolzano il Circolo Tennis.
(A.Adige 19/12/1945) Viene sospesa per 15 giorni la licenza alla ditta bolzanina Enrico Stuffer, per "irregolarità nella gestione dei generi razionati". Il giornale alza l'indice contro gli speculatori.
Processo alla sezione speciale della Corte d'Assise contro il "noto tabaccaio" Giuseppe Clementi, quarantenne, originario trentino e optante per la Germania, che aveva denunciato - tra l'altro - una famiglia ebrea, quella dei Carpi, abitanti al numero 20 di via Leonardo da Vinci, e della quale faceva parte la piccola Olimpia, cui Bolzano ha dedicato recentemente un parco-giochi. Il Clementi, che aveva il suo esercizio nella stessa strada, accompagnò militari della S.O.D. fino alla casa dei Carpi. "Malgrado le grida disperate e le implorazioni della signora Carpi, che chiedeva piangendo le venisse lasciato almeno il figlio (la S.O.D. le stava portando via il marito e il figlio 17enne, ndr) gli inesorabili emissari prelevarono le due vittime designate e le condussero via. In un secondo tempo l'intera famiglia Carpi (la moglie ed altre due figlie di 16 e 3 anni, ndr) fu incarcerata e tradotta in Germania. Nessuno dei suoi membri, da allora, ha fatto più ritorno dall'inferno tedesco". Sebbene si fosse accertato che il Clementi si trovasse effettivamente in compagnia dei militari che avevano arrestato i carpi, questi fu assolto per insufficienza di prove. Aveva dichiarato che era lì come interprete.
(A.Adige 20/12/1945) L'autorità militare alleata vieta in provincia di Bolzano "in qualunque circostanza e con effetto immediato il consumo di energia elettrica per l'illuminazione di vetrine di negozi, iscrizioni luminose di reclame, impianti industriali, bar, ristoranti, teatri, cinema, locali da ballo e da altri divertimenti".
(A.Adige 21/12/1945) Nel settembre del '43 e nel marzo del '44 le SS rapirono con la forza la piccola Anna di cinque anni alla famiglia De Lorenzo di Ponte Gardena e, rispettivamente, Milia di otto anni e Enzo di dieci alla famiglia Plancher di Bolzano. Dovevano essere trasferiti in Germania per essere rieducati "secondo i criteri del regime nazista". Disperazione delle due famiglie, I bimbi affidati a una famiglia di contadini austriaci ed ai nonni optanti per la Germania dei Plancher (!) sono stati ritrovati grazie alla Croce Rossa italiana e restituiti ai genitori.
Si conclude il processo per i fatti di Resia (vedi Alto Adige del 6/12). L'albergatore Giuseppe Lindspointer viene condannato a 14 anni, il negoziante Ottone Zierhold a 6 anni e otto mesi, il macellaio Giuseppe Zierhold a due anni. Insufficienza di prove per gli altri. Nella sua requisitoria il p.m. Freddi ha parlato di "processo della paura": i testimoni erano stati chiaramente minacciati.
(A.Adige 23/12/1945) In prima pagina il giornale riferisce le parole di Degasperi al Consiglio dei ministri. Tra l'altro: "Devo dichiarare (...) esplicitamente che non possiamo ammettere che la questione delle frontiere di uno Stato di 45 milioni di italiani venga decisa da una piccola frazione che abita nella provincia di confine e ciò tanto meno se di questa esigua minoranza buona parte si è distinta prima e durante la guerra per la sua cordiale accettazione del nazismo e per la sua partecipazione alla guerra dalla parte di Hitler fìno all'ultimo momento (...). Colla nuova Austria che si avvia a vita autonoma e democratica saremo lieti di riprendere contatti diplomatici, ma affinché le relazioni siano profìcue bisogna che non vengano poste pregiudiziali di carattere territoriale non accettabili".
(A.Adige 24/12/1945) "La distribuzione dei generi razionati per il mese di gennaio": pane, pasta, sale, latte, zucchero, grassi, farina, polenta. E' tornato lo zucchero, ma non ancora le patate.
Al cinema "Centrale" si proietta..."Abbasso la miseria".
(A.Adige 27/12/1945) Due autocarri carichi di prigionieri tedeschi si sorpassano sulla statale del Brennero, tra Cardano e Prato Tires. Viene investita l'autovettura guidata dal 32enne Renzo Pederzolli, diretto ad Innsbruck, che muore. Altri tre feriti. "Pederzolli disimpegnava il servizio messaggi della Croce Rossa italiana attraverso la frontiera".
(A.Adige 29/12/1945) La Sezione speciale della Corte d'Assise assolve per insufficienza di prove il vipitenese Carlo Stötter, accusato di collaborazionismo (vedi Alto Adige del 14/12).
"E' approvata, per l'anno scolastico 1945/46, l'istituzione di scuole medie in lingua tedesca (...). Il corpo insegnante (...) dovrà essere in possesso dei titoli accademici richiesti dalle vigenti leggi italiane". La disposizione è firmata dal maggiore W.H. Harrison, incaricato commissario provinciale del Governo militare alleato per la provincia di Bolzano.
(A.Adige 30/12/1945) Si ricostituisce a Bolzano il 4° reggimento alpino, composto dalle compagnie Bolzano, Trento ed Edolo.
Le rapine dilagano, ne appaiono frequentemente anche nella cronaca di Bolzano (non le riferiamo tutte per la loro ripetitività), il Comando militare alleato di Bolzano ha convocato alcuni tribunali straordinari che trattano questa specifica materia. Alcuni hanno già cominciato a funzionare a Verona e Udine, che rientrano nella competenza dell'A.M.G. di Bolzano.
A otto mesi dalla conclusione del conflitto, al cinema "Centrale" si staccano ancora biglietti in tedesco con la scritta "Wehrmacht".

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