Bolzano scomparsa


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1946

Cronache del passato > 1945-1950

DAL MONDO


A Norimberga prosegue il processo a carico dei grandi criminali nazisti. Intanto il 1° gennaio cessa l'amministrazione militare alleata sul territorio italiano "fatta esclusione della Venezia Giulia e della provincia di Udine". Una banda di separatisti siciliani viene attaccata da carabinieri ed esercito nei pressi di Caltagirone: muore un appuntato, "numerosissime le vittime nel campo dei separatisti", arrestato il loro capo Concetto Gallo. Si apprende che il 15 dicembre i russi hanno rinvenuto a Berlino nei pressi dell'ex-cancelleria il corpo bruciato di Hitler. In Sicilia si ripetono gli scontri tra banditi (secessionisti), e carabinieri. In gennaio a Napoli salta in aria un treno carico di esplosivi: 23 morti e 500 feriti. Sicilia turbolenta: alla fine di febbraio "banditi" tentano di impadronirsi a Palermo della stazione radio e di due caserme. Vengono respinti. Nell'Agrigentino si sono arrestati 103 delinquenti responsabili di 200 delitti, tra i quali anche omicidi. Una rivolta di detenuti a San Vittore dura oltre 70 ore: un morto. In maggio i ministri degli esteri dei "Quattro Grandi" decidono che l'Alto Adige resterà all'Italia. Re Vittorio Emanuele III abdica i primi di maggio, e parte sul "Duca degli Abruzzi" per Alessandria d'Egitto. Arturo Toscanini torna a dirigere alla "Scala". In maggio muore il cardinale Gasparri: aveva firmato con Mussolini nel 1929 i patti lateranensi. Rovinosa invasione di cavallette in Sardegna. Referendum istituzionale: l'Italia sceglie la repubblica, re Umberto II parte per l'esilio. In giugno, il primo elettrotreno da Milano e Firenze impiega sei ore. Amnistia per tutti i condannati a pene inferiori ai cinque anni. Dopo 45 anni di carcere viene graziato il brigante calabrese Musolino. A fine giugno Enrico De Nicola diviene il primo Presidente della Repubblica italiana. I primi di luglio esplode una bomba atomica su Bikini; seguiranno altre esplosioni sperimentali. Il 26 luglio un attentato ebreo all'hotel King David di Gerusalemme, dove ha sede il quartier generale britannico, provoca 92 morti. In settembre dopo 22 anni di esilio torna in Italia don Sturzo. I primi di ottobre il Tribunale di Norimberga condanna alla pena di morte 12 criminali nazisti, sette sono condannati a pene minori, tre assoluzioni. I condannati a morte saranno impiccati, ad eccezione di Göring che sfuggirà all'impiccagione avvelenandosi. A Roma in ottobre un elevato numero di operai disoccupati assaltano il Viminale, sede del ministero dell'interno: due morti e 141 feriti. A fine settembre l'U.R.S.S. fa esplodere in Siberia la sua prima bomba atomica. Stragi in India, tra indù e mussulmani; Gandhi digiuna. A fine novembre la Corte militare britannica condanna a morte a Roma i generali von Mackensen e Malltzer, responsabili dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.


A BOLZANO GIORNO PER GIORNO


(A.Adige 1/1/1946)
Inizia l'amministrazione italiana della provincia di Bolzano. Il prefetto de Angelis indirizza "ai cittadini della provincia" un messaggio che appare in prima pagina. Tra l'altro: "Esprimo il mio ringraziamento alla cittadinanza dei due gruppi etnici per il concorso dato sino ad oggi al governo della provincia con un contegno disciplinato. (...) Mi sembra tuttavia opportuno avvertire alcuni ambienti politici della provincia che un governo democratico non significa affatto un governo debole; al contrario, soltanto un governo fermamente deciso a far osservare le leggi e la autorità' ottiene quel rispetto generale che garantisce a sua volta i cittadini nell'esercizio della libertà. Il governo intende che la sua autorità sia rispettata, i compiti di preparare l'ordinamento dell'Alto Adige e di riorganizzare attivamente la vita economica e amministrativa della provincia richiedono che ciascuno lavori tranquillamente. Esigendo l'osservanza delle leggi, il governo non può, ammettere manifestazioni separatiste. Come le leggi dì ogni altro Stato, quelle italiane difendono l'integrità e la sicurezza dello Stato. La ratifica delle frontiere settentrionali è affidata alla conferenza della pace, non all'iniziativa dei gruppi politici locali. Soltanto la decisione concorde delle grandi nazioni, di quelle stesse nazioni che hanno ora deciso di restituire all'amministrazione italiana l'Alto Adige, ha efficacia in materia di frontiere. E' evidente che ogni provocazione influirebbe a danno di chi la provocasse. Il partito popolare sudtirolese è stato pienamente rispettato fino ad oggi quantunque esso sia sorto come l'espressione di un movimento separatista. Esso continuerà a essere rispettato, alla condizione che la sua azione per la tutela degli interessi locali sì svolga ora nella piena osservanza delle leggi italiane".
Anche il maggiore W.M. Harrison, già commissario provinciale dell'A.M.G., nel lasciare il suo incarico si rivolge in inglese alla popolazione con un messaggio di buon anno. Informa poi che sei ufficiali alleati resteranno in Alto Adige "per osservare l'andamento e lo sviluppo politico della vostra provincia, di assistere il governo italiano secondo le direttive dei supremi governi alleati e di riferire sui progressi fatti per quanto concerne l'uguaglianza delle possibilità e responsabilità di ambedue i gruppi etnici". Dice ancora: "Vi prego di considerare quanto fortunati siete stati al confronto dei popoli dell'Europa devastata e di altri parti del mondo ancora sconvolte da disordini e lotte sanguinose".
Il 31 dicembre al "Magnesio" si è ricordata la figura e il sacrificio di Manlio Longon, che dello stabilimento è stato direttore. Viene scoperta una lapide, redatta dal preside dell'istituto magistrale Ragni.
"Provvedimenti della commissione provinciale di epurazione". Si rendono noti ordini di sospensione e di licenziamento a carico di: Mario Basignani, Michele Boninsegna, Ugo Claus, Felice Fontana, Sergio Lucarelli, Umberto Paltrinieri, Renato Pasqualini, Pasquale Porcaro, Carlo Rosanelli, Giovanni Soldaini, Heiner Steck, Armando Tirroni, Aurelio Trevisani, Willy Felderer, Lodovico Mitterdorfer, Romano Tartarotti.
(A.Adige 2/1/1946) Un ladro di biciclette - Ermanno Lionello di 28 anni da Contarina - viene sorpreso sul fatto in via Torino. Un brigadiere dei carabinieri lo sottrae al linciaggio. Si apprende poi che il Lionello è ricercato perché condannato nel 1940 a 30 anni di reclusione per omicidio.
(A.Adige 4/1/1946) Nella chiesa di Cristo Re si ricorda il partigiano Angelo, ossia Manlio Longon, nel primo anniversario della morte, avvenuta per strangolamento al Corpo d'Armata. Era presente, con due delle quattro bambine, la vedova Wilma. Ha officiato don Guido Pedrotti, reduce dal campo di Dachau. Poi un corteo ha raggiunto il piazzale antistante, ove la figura di Longon è stata commemorata dal rettore dell'Università di Padova, prof. Meneghetti. "Al termine del discorso commemorativo la folla dei cittadini è stata ammessa alla visita delle celle e delle camere di tortura del corpo d'armata".
L'ex federale di Bolzano Francesco Bellini viene condannato in appello a 26 anni dalle Corte straordinaria d'Assise di Venezia. La Corte di Treviso lo aveva condannato a morte.
(A.Adige 6/1/1946) Appaiono nella rubrica riservata ai lettori nuove lettere sul tema delle donne che lavorano, occupando posti prima destinati agli uomini. "Sono una modesta impiegata: la mia famiglia per farmi studiare ha fatto dei sacrifici. Adesso, dopo patimenti che certa gente nemmeno immagina perché è sempre stata negli agi, comincio a respirare: ho 30 anni, mi son fatta apprezzare, ho un discreto stipendio, e proprio ora dovrei piantar lì, per darmi a far che cosa? Mio padre è un ferroviere in pensione; vivo lui, forse, potrei ancora vivacchiare; ma quando egli non ci fosse più, di che cosa vivrei? Pensione no, patrimonio no, marito, ahimè, nemmeno. Ed allora? (...) Io vorrei che chi lancia il sasso contro le donne impiegate, tenesse presente anche queste situazioni: e non mi sembra di dimostrare, per questo, incomprensione verso i reduci disoccupati, ai quali varrei tanto poter essere utile". Firmato S.T.
Un'altra voce: "Ce ne sono tante signorine a cui l'ufficio serve solo come pretesto per andare a casa quando vogliono, e per aver del denaro da spendere in dolciumi, profumi, ecc. Ma ce ne sono anche tante che sul tavolo d'ufficio consumano non solo i gomiti del vestito, frutto di sapienti economie non confessate, ma anche la salute, la gioventù, pur di aiutare i genitori o i fratelli. Si fa presto a dire ad un direttore o ad un capo-ufficio che segnali quelle che possono essere sostituite perché non ne hanno bisogno: ma chi le conosce le no-stre tragedie familiari, chi sa cosa si nasconde molte volte dietro una apparente agiatezza?" Firmato G.M.
Ladri e rapinatori di gomme d'auto imperversano, alle volte si travestono: "Tre falsi agenti di P.S., un 'avvocato' e un complice arrestati dalla squadra mobile". Sono stati tradotti in Questura, al n° 1 di via Orazio.
(A.Adige 8/1/1946) "Un audace tentativo di furto nei magazzini della ditta Amonn - Sorpresi dal guardiano, sei delinquenti gli sparano contro una quindicina di colpi d'arma da fuoco lasciandolo miracolosamente illeso (ma due pallottole gli hanno perforato una manica del cappotto)".
"Un seviziatore pusterese tratto in arresto a Mantova". Si chiama Ambrogio Webhofer, 37 anni da Valdaora di Sotto, è stato riconosciuto dal tenente Terenziani e quindi da altri reduci come "uno dei più accaniti aguzzini dei lager polacchi e tedeschi, seviziatore tristemente illustre per lo zelo con cui eseguiva gli ordini".
(A.Adige 9/1/1946) La Questura denuncia alla sezione speciale della Corte d'Assise l'ex guardiano del Lager Filippo Lanz, da Bressanone.
La crisi dell'edilizia scolastica, specie per le elementari, è insostenibile. "Lunedì mattina i bambini della città sono tornati a scuola ed hanno trovato tutto immutato. Essi devono continuare a frequentare le lezioni per sole sei ore in settimana (qualche classe otto o dieci) con quanta soddisfazione per i genitori è facile immaginare".
(A.Adige 10/1/1946) Nuovo prefetto di Bolzano è il dott. Silvio Innocenti.
(A.Adige 12/1/1946) Si ricostituisce la Dante Alighieri. Sala gremita nella Casa del partigiano di piazza Vittorio Emanuele III (il solito albergo "Schgraffer"). Viene eletto presidente il colonnello Acrisio Bianchini. Nel direttivo figurano inoltre: Aldo Pantozzi, Giuseppe Maurer, Plinio Coglitore, Vito Apuzzo, Tino Tomasi, Antonio Cheneri, Clelia Ricci e Sandro Panizza. La Casa del partigiano non è che il vecchio albergo "Schgraffer", che ha mutato ancora una volta destinazione. Da "Circolo Unione Savoia", a "Camerata del G.U.F.", a "Casa del soldato" della Wehrmacht, il vecchio edificio ha ospitato anche concerti ed altro.
In via Cesare Battisti 32 il commerciante Guido Sossich uccide a coltellate la madre 88enne e s'impicca. Lascia uno scritto, indirizzato al questore, nel quale dice: "L'ho uccisa io perché non abbia l'atroce dolore di sapere suo figlio suicida". Il giornale precisa che da anni era "affetto da una grave forma di nevrastenia acuta".
(A.Adige15/1/1946) Si costituisce a Bolzano il "Movimento autonomista regionale" che mira all'"autonomia della regione comprendente le due province di Trento e Bolzano e la Ladinia".
(A.Adige 16/1/1946) A sera in via Castel Roncolo due sconosciuti in divisa tentano di violentare una 34enne. Alle sue grida, fuggono.
A Cristo Re si indice una riunione aperta su temi sociali. Vi sono ammessi "laureati o intellettuali".
Alla Corte militare alleata di Napoli è in corso il processo a carico del maggiore SS August Schiffer, assistente del capo della Gestapo di Bolzano, il sergente SS Albert Stürz, il sottotenente SS Heinrich Andergassen e l'agente della Gestapo Hans Burtz, accusati di avere ucciso a Bolzano tra il febbraio e il marzo del 1945 sette prigionieri alleati, ossia cinque americani e due inglesi, imbarcati su aerei abbattuti nei dintorni. Fu durante la presenza di Schiffer al Corpo d'Armata, che fu strangolato Manlio Longon. "Fra le deposizioni testimoniali, la più notevole è quella di un sergente americano facente parte dell'equipaggio di un bombardiere caduto nei pressi di Bolzano, il 19 marzo 1945, catturato dai tedeschi. Egli narra dei maltrattamenti inflittigli nel campo di concentramento di Bolzano per costringerlo a dare informazione sul funzionamento del Radar e dichiara di essere stato forzato ad assistere all'esecuzione di un soldato americano facente parte di un altro gruppo di 37 uomini che erano partiti dagli Stati Uniti per recarsi nell'Italia settentrionale ad organizzare le formazioni partigiane. Un uomo dello stesso gruppo, ultimo rimasto, disse al sergente che tutto il gruppo era stato sterminato; uno alla volta, giorno per giorno, tutti erano stati fucilati".
(A.Adige 17/1/1946) Schiffer, Stürz e Andergassen vengono condannati all'impiccagione. Burtz al carcere a vita.
(A.Adige 18/1/1946) Rapine a mano armata a Terlano ed a Frangarto.
(A.Adige 19/1/1946) A Gries si inseguono a pistolettate due prigionieri germanici, autisti della SEPRAL (ufficio per la distribuzione di beni alimentari) che intendevano vendere a un belga un autocarro loro affidato. Vengono arrestati.
(A.Adige 20/1/1946) "Prossima apertura di un'altra mensa economica per le classi meno abbienti". Si trova nell'ex-piazza del Mercato (oggi piazza Verdi): a pranzo e a cena "un abbondante e ben confezionato minestrone al prezzo di lire 12,85". Facilitazioni per partigiani e reduci.
(A.Adige 22/1/1946) Proseguono le polemiche sulle impiegate che tolgono posti ai reduci. Un'altra lettera al giornale: "Credo che ormai tutti i ben pensanti siano d'accordo nel ritenere che debbano essere licenziate tutte quelle donne che fanno le impiegato soltanto per potersi vestire alla moda, avere una pelliccia, potersi truccare labbra ed unghie e comperare le sigarette. Verso le altre donne che non fanno le impiegate per i fini sopra detti dovrebbe invece usarsi una certa larghezza e prima di licenziarle vagliare bene le loro circostanze di famiglia ed il loro stato. Molte di esse affermano che non trovando marito debbono per forza fare le impiegate. Ed hanno ragione, ma quando trovano il sospirato compagno dovrebbero lasciare l'impiego, ciò che quasi sempre non avviene perché si trova più comodo sommare due stipendi".
Le sale cinematografiche aumentano di numero. A "Roma", "Centrale", "Boccaccio", "Eden" e "Vittoria" si aggiunge la sala "Veritas", nel complesso di Cristo Re, il futuro cinema "Concordia". Le sale cinematografiche sono spesso affollate. Scrive un lettore: "L'altra sera, verso le 19, al cinema Roma, dopo essere riuscito a forza di gomiti, a giungere alla sospirata cassa, chiedo un biglietto per i primi posti: esaurito. La signorina con molta gentilezza mi dice: "Vi sono posti a sedere solo in galleria". Non esito e così mi faccio dare il biglietto. Ma in galleria è pieno! Cosi fui costretto per tutta la durata della proiezione del film a restare in piedi e non vedere niente, dico niente. Alle 21, essendo io militare, dovetti rientrare. Ora io dico al direttore del cinema Roma: perché il numero dei biglietti non è subordinato ai posti disponibili come viene fatto al cinema Centrale? Perché non si osservare l'orario al pubblico e al termine di ogni singolo spettacolo non si invitano ad uscire coloro che hanno già goduto uno spettacolo?"
S'inaugura la rinnovata palestra della Polisportiva Alto Adige nell'ex sede della G.I.L. (via Vintola), presenti rappresentanti italiani e tedeschi di varie società. Il presidente della Polisportiva è Gino Beccaro.
(A.Adige 23/1/1946) In Prefettura viene conferita la cittadinanza onoraria di Bolzano, Merano, Bressanone e Brunico al generale J.K Dunlop (commissario regionale) e al colonnello S.W. Miller (commissario provinciale del Governo militare alleato).
Nella sala "Veritas" dà concerto il giovanissimo, ma promettente, pianista trentino Bruno Mezzena.
Si propone di ricostruire la funivia del Colle, anche per ovviare alla mancanza di alloggi a Bolzano. Sul Colle, raggiungibile in due ore e mezza di "strada mulattiera", vi sono numerosi appartamenti vuoti.
(A.Adige 26/1/1946) Alla sezione speciale della Corte d'Assise ha luogo il processo contro la 52enne Maria Menegatti, che a Merano aveva denunciato alla Gestapo due coppie di suoi coinquilini, i signori Bernardi (per propaganda antitedesca) e Scanzerla (ascoltava radio Mosca). Il Bernardi fu subito rilasciato, gli altri tre subirono il carcere. La Menegatti viene condannata a cinque mesi e dieci giorni.
Si processa anche l'ex-capo della S.O.D. di Colle Isarco, Carlo Aigner di 63 anni, per avere denunciato Ciro Canal, poi condannato a sei mesi dal Tribunale nazista, e per avere perseguitato cittadini italiani.
(A.Adige 29/1/1946) Carlo (evidentemente Karl) Aigner viene assolto per insufficienza di prove.
La moglie di Martin Bormann, erede designato di Hitler, si troverebbe nei pressi di Merano, in condizioni fisiche precarie.
(A.Adige 31/1/1946) Trenta aule scolastiche sono state restituite alla loro funzione grazie all'interessamento del comitato d'agitazione per la restituzione delle scuole agli scolari.
(A.Adige 1/2/1946) La sezione speciale della Corte d'Assise giudica il 47enne Celestino Scopoli, da Pieve di Livinallongo, accusato di delazione nei confronti di Beniamino Pradetto da Vipiteno, poi incarcerato per sue frasi antitedesche. Lo Scopoli viene condannato a un anno e sei mesi di reclusione.
(A.Adige 2/2/1946) L'Austria chiede all'ONU l'internazionalizzazione dell'Alto Adige. Gli abitanti assumerebbero la cittadinanza austriaca, ma le centrali elettriche costruite tra le due guerre resterebbero italiane.
Prosegue alla sezione speciale della Corte d'Assise il processo ai "tre di Laives": l'ex-Bürgermeister Enrico Weiss 51enne, il capogruppo Lorenzo Berger 40enne da Ora, e il capo degli agricoltori Antonio Werner 43enne. Avrebbero denunciato più persone, alcune delle quali poi internate in Germania (tra queste Romano Martinelli, deceduto in un lager). Colpevoli inoltre di vari furti. A sorpresa il pubblico ministero contesta al Weiss la partecipazione alla "spedizione punitiva" del 28 giugno 1944, quando Gestapo e SS si trasferirono da Bolzano a Rovereto "credendo di poter soffocare il movimento cospirativo trentino facendo strage dei migliori affiliati". Weiss avrebbe avuto l'incarico di arrestare l'avvocato Bettini. Il processo viene aggiornato.
Il Circolo goliardico di Bolzano organizza presso la "Casa del Partigiano", in piazza Vittorio Emanuele III, quattro concerti del violinista Leo Petroni, insegnante al Conservatorio.
(A.Adige 3/2/1946) In un maso nei pressi di Silandro viene arrestato l'ex-capo della S.O.D. di Oltrisarco, Alberto Korciak. Avrebbe "sparato dalla finestra di un'abitazione contro i partigiani di Bolzano combattenti nelle strade della città".
Viene arrestato e tradotto a Firenze certo Teo Krahe, residente a Merano, che avrebbe ucciso nel capoluogo toscano tale Alberto Rocci, che tentava di disertare dalla T.O.T.
Gli americani consegnano alle autorità italiane l'ex direttore della Reichsbank, Max Bernhuber, arrestato a Funes il 27/8/1945. Si sarebbe reso responsabile "dell'asportazione della riserva aurea della Banca d'Italia, dell'imposizione del pagamento di 12 miliardi di lire a titolo di spese di occupazione dell'esercito tedesco in Italia, della stampa di moneta italiana per uso delle forze armate tedesche, e inoltre dell'acquisto di ingenti quantitativi di merci che venivano trasportate in Germania e del saccheggio di numerosi oggetti d'arte italiani".
(A.Adige 8/2/1946) "Le scorte scarseggiano - L'obbligo di prenotazione per il pane e per i generi da minestra". La scarsità di pane e pasta costringe alle reintroduzione delle prenotazioni.
(A.Adige 12/2/1946) Da oggi al giorno 17 il giornale pubblica un'inchiesta politica sui ladini, a firma Leopoldo Sofisti.
(A.Adige 13/2/1946) Nuova rapina a mano armata, questa volta sul ponte Resia, alle 19,30. Bottino, lire 11.400.
(A.Adige 15/2/1946) Il giornale continua ad uscire di un solo foglio (due pagine) da mercoledì a sabato; quattro pagine il martedì e la domenica.
(A.Adige 16/2/1946) In prima pagina appare un corsivo sui prigionieri tedeschi che scorrazzano liberi con le loro automobili (si suppone militari) per le strade della provincia. Si insinua che commercino con il magazzinaggio della ex-Wehrmacht.
(A.Adige 19/2/1946) Titolo: "La procedura per la cancellazione dalle liste elettorali di persone politicamente indegne".
(A.Adige 20/2/1946) Riprende il processo ai "tre di Laives". Nuovi elementi: Weiss e Berger sono accusati di avere partecipato alla spedizione del 28 giugno 1944 a Rovereto, conclusasi tra l'altro con la morte dell'avvocato Bettini. Le loro posizioni vengono pertanto stralciate e rimesse alla Corte di Assise di Trento, presso la quale è in corso l'istruttoria per quei fatti. Quindi, rinvio.
A Laives una perquisizione condotta casa per casa consente di recuperare un'enorme quantità di merce venduta da prigionieri tedeschi agli abitanti del luogo. In piazza s'accatasta di tutto un po'; la merce, di provenienza dai magazzini della ex-Wehrmacht, viene caricata su autocarri dei carabinieri, polizia, guardia di finanza.
S'impongono forti restrizioni al consumo di energia elettrica. Dalle 22 alle 5 niente luce per locali notturni, sale da ballo e da gioco, cinematografi, ristoranti, negozi, pubblicità luminosa, vetrine ecc. Si fa eccezione per ospedali, nonché i ristoranti e i caffè delle stazioni ferroviarie.
(A.Adige 21/2/1945) Nella notte del 19 un attentato danneggia il monumento ad Andreas Hofer di Merano. S.V.P. e C.N.L. di Merano stigmatizzano. Dice quest'ultimo: "Gli attentatori (...) vanno inquadrati tra quei perturbatori elementi super-nazionalisti, i quali mirano a turbare la pacifica convivenza tra i due gruppi etnici in Alto Adige".
Sezione speciale della Corte d'Assise, processo ai "tre di Laives". Dopo che le posizioni di Weiss e Berger sono state stralciate (le loro presunte responsabilità in relazione agli episodi del giugno '44 nel Trentino hanno comportato il passaggio dell'esame dei fatti loro addebitati alla Corte d'Assise di Trento) resta il solo Antonio Werner, ex-capo dei contadini, che tra l'altro avrebbe provocato l'internamento di Maria Francescon. Condanna a due anni.
(A.Adige 23/2/1946) "Gli industriali Zuegg e Menz di Lana con Franchi e Klampfer della SEPRAL fermati dalla polizia". Si tratta dell'inchiesta denominata "Zucchero a tonnellate". Invitati dal prefetto, erano giunti a Bolzano due ispettori della S.E.P.R.A.L. (l'ufficio incaricato della distribuzione dei beni alimentari) per accertare la veridicità di certe voci. Vengono fermati Vigilio e Carlo Zuegg, nonché i due Giovanni Menz (titolari di industrie di marmellate a Lana) nonché due esponenti della S.E.P.R.A.L.: l'austriaco Klampfer e Franchi.
(A.Adige 26/2/1945) Alla sezione speciale della Corte d'Assise appaiono il 42enne Egon Scheibstock (da Merano) e il 43enne Sebastian Reiterer (Avelengo), accusati d'avere organizzato squadre di contadini armati che rastrellarono militari italiani sbandati, per consegnarli alle autorità tedesche. Assoluzione per insufficienza di prove per entrambi.
Processo nei confronti del 35enne Luigi Ganthaler (Lana) accusato di collaborazionismo, perquisizioni abusive, e d'avere trattenuto illegalmente in arresto per 40 giorni Leone Reinstadler. Viene condannato a quattro mesi e mezzo per lesioni nei confronti del Reinstadler.
(A.Adige 27/2/1946) Si continuano a rastrellare in provincia ordigni bellici che i prigionieri tedeschi fanno poi deflagrare. Alle volte (Fleres) le esplosioni sono talmente forti, che frantumano i vetri delle case.
(A.Adige 28/2/1946) Nuovamente in udienza la sezione speciale della Corte d'Assise per giudicare stavolta il 23enne Giovanni Lamp e il 30enne Giacomo Kargruber, entrambi da Casies, che avrebbero rastrellato militari disertori, nonché ucciso il 31enne Filippo Reiter e sparato senza colpirlo al 25enne Giovanni Taschler. Anche in questo caso le prove addotte non risultano sufficienti.
Il guardaboschi Luigi Egger di 54 anni in zona Agruzzo sorprende il 48enne Emilio Bellorio che "ruba legna da un fondo della principessa Campofranco". Alle contestazioni dell' Egger, il Bellorio risponde con una fucilata e lo uccide.
(A.Adige 1/3/1946) Viene arrestato per collaborazionismo il commerciante 36enne Mario Eccel, "il quale viene accusato d'aver partecipato all'eccidio consumato il 28 giugno 1944 dalla Gestapo a Riva del Garda, Rovereto e Trento, dove vennero trucidati numerosi patrioti, alcuni dei quali furono barbaramente freddati a colpi di pistola mentre si trovavano ancora nel sonno". L'Eccel aveva tedeschizzato il suo nome in Marius Etzel, ma era di provenienza trentina. "L'opinione pubblica lo accusa pure di essere stato uno dei vandali che sfregiarono i busti dei martiri Battisti e Filzi, levandoli dal monumento alla Vittoria e trascinandoli per le vie della città". Sarà giudicato nel luglio 1946 e assolto per insufficienza di prove (Alto Adige 11/7/1946)
In un incorniciato appare l'annuncio di una taglia di 100.000 lire a chi darà indicazioni atte ad identificare gli autori dell'attentato al monumento ad Andreas Hofer, a Merano.
Un articolo inizia così: "In Alto Adige, Eldorado degli sbandati nazifascisti, ultimo rifugio dei reprobi, capitano le sorprese più inaspettate. Sudditi austriaci che a liberazione avvenuta dirigono uffici pubblici alle dipendenze dello Stato italiano arricchendosi a milioni (vedi caso Klampfer, capo sezione della SEPRAL e direttore della Gasser), allegri prigionieri di guerra che fumano "Camel", viaggiano in macchina e la domenica vanno al campo sportivo ad assistere alle partite di calcio, altri allegri prigionieri in villeggiatura invernale sui rifugi alpini con maestri di sci e le "ausiliarie" consolatrici al fianco, borsari neri che trafficano milioni con le partite di materiale bellico, industriali che nascondono tonnellate di zucchero per fare marmellata (del popolo, tanto, chi se ne frega?), "case e masi" che nascondono arsenali di armi, cantine dove sono occultati materiali per milioni di lire, soldati italiani, tedeschi, ex-tedeschi e inglesi che vendono e svendono al mercato nero - dal pacchetto di sigarette all'autocarro di gomme - e chi ne ha più ne metta".
(A.Adige 2/3/1946) Nuova assoluzione per insufficienza di prove alla sezione speciale della Corte d'Assise, riunita per giudicare quattro abitanti di santa Valpurga d'Ultimo. Erano accusati d'aver rastrellato dopo l'8 settembre 1943 soldati italiani e di essersi dati ad atti di violenza contro un disertore germanico.
(A.Adige 3/3/1946) A Londra inizia la discussione tra i rappresentanti delle potenze vittoriose sul destino dell'Alto Adige. Il principe arcivescovo di Bressanone invia al direttore del Times la seguente lettera, che l'Alto Adige pubblica in prima pagina: "Signore, in ambienti italiani viene diffusa l'affermazione che il Südtirol abbia accolto a braccia aperte il nazismo e che moltissimi siano stati nazisti. Per tale motivo, cosi dichiarano, i sudtirolesi sono indegni che venga loro accordato il diritto all'autodecisione e sia data loro la possibilità di ricongiungerei con le loro madrepatria, l'Austria. Questa affermazione è falsa perché gli italiani vogliono far passare l'opzione del 1939 come affermazione dell'accettazione dei principii nazionalistici, in verità si trattava della loro profonda aspirazione di liberarsi dal giogo Italiano, sotto il quale ebbero a soffrire per 20 anni, e che li indusse alla disperata risoluzione di aggrapparsi al patto Hitler-Mussolini. E' impossibile farsi un quadro del tormento spirituale e del conseguente disagio materiale che il patto Hltler-Mussolini del 23 giugno 1939 apportò al popolo sudtirolese. Era il culmine della politica di oppressione fascista e non dovrebbe costituire il pretesto per togliere ai sudtirolesi il diritto di autodecisione". Il vescovo di Bressanone, Geisler, aveva optato per la Germania, inducendo con il suo esempio molti sudtirolesi a seguirlo.









Il principe arcivescovo di Bressanone mons. Geisler dopo aver optato per la Germania

(A.Adige 5/3/1946) Il principe vescovo di Bressanone prosegue nella sua attività a favore della rigermanizzazione dell'Alto Adige e del ritorno dell'Ampezzano all'Austria, commenta in prima pagina Tuar (Tullio Armani): "Egli parla in nome del Südtirol, dimenticando che egli guida il gregge della diocesi di Bressanone soltanto, e che in questa diocesi non sono comprese Bolzano e Merano. Ma non basta; egli parla del popolo e dimentica 110mila italiani (senza contare l'italianissima conca ampezzana) i quali, se hanno della venerazione per il principe della Chiesa, non lo seguono sul terreno politico e non gli danno quindi nessun diritto a parlare a loro nome".
Un articolo su "la cessazione delle limitazioni al consumo della legna da ardere per usi domestici".
Alla sezione speciale della Corte d'Assise appare il 48enne Giuseppe Fischer, da Bressanone, che aveva denunciato alle autorità germaniche come antinazista il cancelliere della pretura D'Angelantonio, conseguentemente internato in Germania. Viene condannato a 3 anni e mezzo di reclusione.
L'AC.Bolzano scende in campo a Legnago. Dopo dieci minuti la partita viene interrotta per impraticabilità del campo. Botte tra le opposte tifoserie (un centinaio di sostenitori del Bolzano si erano recati a Legnago).
(A.Adige 7/4/1946) Arriva la penicillina. Una commissione medica (il medico provinciale, più i primari dell'ospedale di Bolzano Chiatellino e Casanova) stabilisce che "la cura con la penicillina va praticata soltanto ad ammalati che siano ricoverati in ospedali" ed in una ben precisa casistica.
Si costituisce l'Union de Ladins, con sede a Merano. E' aperta anche ai non ladini, che apprezzino le tradizioni e la cultura ladina.
(A.Adige 8/4/1946) Alcuni prigionieri tedeschi cercano di vendere un autocarro della ex-Wehrmacht, senza sapere che gli "acquirenti" appartengono alla polizia stradale. L'incontro avviene alla Ca' de' Bezzi. Intuito il trabocchetto l'ex-tenente Vinzenz Kahl (già appartenente all'entourage del feldmaresciallo Rommel) fugge. Viene inseguito, scambio di pistolettate, nei pressi di piazza Dodiciville un colpo raggiunge alla testa il Kahl uccidendolo.
(A.Adige 10/3/1946) E' domenica, ma manca la carta. Il giornale pertanto non esce nelle quattro pagine consuete, ma ne stampa solo due. Nell'arco della settimana pertanto il solo martedì resta di quattro pagine, grazie allo sport (il lunedì il giornale non esce).
Un autocarro investe e uccide in piazza Vittorio Emanuele III il ciclista Giovanni Busso, impiegato.
Muore con un colpo di pistola in fronte la 17enne Silvia Zanoni, abitante in via Zara. Sarebbe stata una disgrazia, mentre maneggiava l'arma.
(A.Adige 13/3/1946) Il 15 marzo si chiude il campo n° 23, che ospita a Bolzano gli ex-nemici sbandati. Chi ancora vi si trova, si presenti alle autorità per il ritorno in Germania.
Una lettera al direttore: in molte famiglie, non essendoci più uomini (molti i caduti) il ruolo di capo-famiglia spetta alle donne, che nei pubblici uffici vengono trattate però con sufficienza. "Si preferisce parlare e trattare con un uomo, si dice che ci si intende meglio da pari a pari (...). Perché ci deve essere così tanta diffidenza da parte di un qualunque impiegato a diretto contatto con il pubblico? Forse non sanno ancora che anche le donne possono capire qualche cosa e che non solo agli uomini spetta il privilegio di essere ascoltati e presi in considerazione?"
(A.Adige 15/3/1946) Diecimila lavoratori in piazza Vittoria a Bolzano chiedono: contributi, rispetto delle organizzazioni sindacali, riduzione dei prezzi, epurazione (dei fascisti). "In ogni famiglia esiste il problema alimentare".
Gran lavoro, ma udienze di poca consistenza per la sezione speciale della Corte d'Assise:
1) Luigi Graff, collaborazionista, assolto per insufficienza di prove;
2) Leopoldo Wieser, accusato di "collaborazionismo per aver egli compiuto atti palesi e gravi di oppressione verso elementi italiani, per zelo di servizio nei confronti dell'invasore", viene condannato a due anni;
3) Il 47enne Mario Saba di Cagliari, già agente di custodia alle carceri di Bolzano, aveva denunciato il direttore e due colleghi, il primo perché "avverso al regime di oppressione", gli altri due perché "favoreggiatori di un ebreo perseguitato". Dalla sezione speciale della Corte d'Assise viene condannato a due anni e sei mesi.
(A.Adige 16/3/1946) Il ministro della guerra Manlio Brosio è in visita all'Alto Adige. Alla caserma "Regina Elena" di Gries passa in rassegna i militari del battaglione Bolzano del quarto reggimento Alpini. Schierata anche una compagnia di carabinieri. Poi a Merano, e nuovamente a Bolzano ove deposita una corona al monumento alla Vittoria e alla lapide al partigiano Manlio Longon, al Corpo d'Armata.
(A.Adige 17/3/1946) Il Banco di Napoli ha licenziato due impiegati, tra questi una sindacalista. Dopo vani tentativi di riassunzione, si autoconvoca alle Acciaierie un "tribunale del popolo" che discute il caso. E' presente anche un legale del Banco di Napoli: fa presente che al posto di due licenziati, sono stati assunti due reduci disoccupati. Il "tribunale del popolo" non accetta questa linea difensiva, e insiste per la riassunzione dei due impiegati.
(A.Adige 19/3/1946) Le limitazioni al consumo di elettricità in Alto Adige sono sospese "date le migliori condizioni idrologiche".
(A.Adige 21/3/1946) Un 18enne in via Torino tenta di rincasare dopo la mezzanotte scalando un muro esterno: cade e muore.
(A.Adige 22/4/1946) Subbuglio tra gli insegnanti che attendono, anche da sei mesi, i loro stipendi. Ma grazie al "benevolo interessamento del reggente di prefettura" il ministro ne ha disposto la corresponsione. La Camera del lavoro invita pertanto gli insegnanti "alla calma, alla disciplina, al lavoro".
Alla sezione speciale della Corte d'Assise si celebra il processo contro il guardiano del lager di Bolzano Filippo Lanz di 26 anni, da Casteldarne. Discordanti le deposizioni sul suo comportamento. Alcuni testi lo descrivono violento, altri - all'incontrario - benevolo nei confronti degli italiani (avrebbe addirittura favorito disinteressatamente tre evasioni). Viene assolto dall'accusa di collaborazionismo per insufficienza di prove. Per abuso di mezzi di disciplina viene condannato a sei mesi.
(A.Adige 23/4/1946) Luigi Oberkofler, da Perca di Brunico, era un "Dableiber" (aveva cioè optato per l'Italia) e come tale inviso. Il 12 settembre del 1943 il 49enne Tommaso Regensberger, applicato comunale e agente della SOD, lo accompagna in gendarmeria, gli contesta il "tradimento", gli infligge sul capo una bastonata che lo rende invalido. L'Oberkofler viene poi internato a Dachau dove resta fino alla fine del conflitto. Il processo viene sospeso per poter sentire i periti Apuzzo e Menestrina sulla sua invalidità.
(A.Adige 27/4/1946) Si è celebrato il primo anniversario della Liberazione. Nella chiesa di Gries convengono tutte le autorità civili e militari, i partiti (anche la SVP), il maggiore Douglas per la missione alleata, rappresentanze di scuole, di fabbriche. Benedizione eucaristica da parte di un padre carmelitano, reduce da un campo di concentramento. Poi si forma un corteo che raggiunge il piazzale della prefettura (oggi sede della giunta provinciale) ove tiene il discorso ufficiale l'avv. Giuseppe Ferrandi di Trento, noto antifascista, condannato dal Tribunale speciale nazista. "Io non offusco l'immagine dei compagni che vidi morire se a loro avvicino Abner, che rifiutò di chiedere la grazia (al Tribunale nazista, ndr), Reitsamer, che fu fucilato perché non volle servire nell'esercito di Hitler; se accanto ai sacerdoti delle nostre bande io pongo don Plattner, condannato a morte perché dal pulpito della sua chiesa montana seppe dire che nazismo e fascismo erano i nemici del cristianesimo".
(A.Adige 30/4/1946) "Il dott. Innocenti, reggente la prefettura di Bolzano, ha segnalato al governo l'opportunità che sia favorita la restituzione alla originaria forma tedesca dei cognomi che negli anni decorsi vennero italianizzati, a domanda degli interessati".
Grande concerto operistico ("Tosca" e "Rigoletto") nel salone della concessionaria FIAT di piazza Adriano, unico spazio coperto disponibile dopo i bombardamenti. Tra i cantanti, Carlo Tagliabue. Sessanta professori d'orchestra, sessanta coristi, dirigono i maestri Mario Mascagni, Aladar Janes e Mario Sette.
La sezione speciale della Corte d'Assise condanna a un anno e sei mesi il 27enne Michele Appe, imputato di collaborazionismo "per aver fatto parte della Wehrmacht in qualità di interprete (...) e per aver fatto togliere con ingiurie e sotto minacce la bandiera italiana dopo l'armistizio".
(A.Adige 1/5/1946) "L'eccidio del 30 aprile 1945 ricordato a Merano con austere cerimonie". Le vittime furono dieci civili che festeggiavano in strada la liberazione: furono abbattuti da militari germanici.
Intanto a Bolzano torna la festa del primo maggio. Cortei attraversano la città, dal balcone del palazzo della prefettura parlano i rappresentanti della Camera del Lavoro Gusco, Cestari e Bettini-Schettini. A sera concerto nella Casa del popolo e "grande ballo popolare" in piazza Vittoria.
(A.Adige 3/5/1946) Si commemorano le vittime dell'eccidio del 3 maggio 1945 alla zona industriale: nel cortile dello stabilimento "Distilleria federale" viene scoperto un cippo dedicato a Virgilio Lorenzetto e Romolo Re. Corona sul muro esterno dello stabilimento Lancia.









Il cippo a ricordo degli operai Virgilio Lorenzetto e Romolo Re

Rapina a mano armata in via Carducci. Alle 21 due sconosciuti affrontano Galliano De Bernardi e lo depredano di 1.800 lire.
(A.Adige 4/5/1946) Decine di donne inscenano in piazza delle Erbe una manifestazione contro i prezzi troppo alti. Alcuni negozianti, vista la mala parata, abbassano le saracinesche.
Il giornale ricorda la vicenda del maggiore Mario Carità, che costituì nel 1943 le SS italiane, con sede inizialmente a Firenze, nella "villa Triste", teatro di torture e uccisioni. Il Carità a guerra conclusa si nascose con la sua amante in un maso nei pressi di Siusi. Fu ucciso in un conflitto a fuoco il 19 maggio 1945, da militari americani. "Trovò rifugio dunque costui nel maso Sielber delle vicinanze di Siusi, di proprietà della famiglia Planötscher. Prima cura del delinquente, appena messe al sicuro le sue zanne ancora insanguinate sotto il tetto dì una compiacente seppur effimera ospitalità, fu quella di nascondere il suo tesoro. Chiamò la figlia più giovane della famiglia, Frida Planötscher e le affidò una busta di cuoio contenente un milione e quattrocentomila lire in liquidi, duecento monete d'argento di vario conio, due orologi d'oro, quattro anelli d'oro, di cui uno con brillante dì raro valore. Il tutto venne in un primo tempo nascosto dalla signorina Frida in una mangiatoia della stalla del maso. Intanto il Carità si teneva ben nascosto. Ma il 19 maggio dello scorso anno venne anche per lui l'ora del rendiconto. La polizia alleata scoperse il suo nascondiglio. Egli tentò in un primo tempo la fuga, ma venne sorpreso. Cercò di difendersi fino all'ultimo venendo a conflitto colla polizia che lo aveva rintracciato, ma finalmente il colpo giusto levò dal consorzio degli uomini lui e le sue vergogne". Frida Planötscher restò in possesso del "tesoro" del Carità. Elargì del denaro ad altri quattro contadini del luogo, ma il grosso della somma se lo tenne per sé. I carabinieri vennero a sapere della cosa, la donna ammise e confessò un successivo ritrovamento, tutti furono denunciati per appropriazione indebita.
Per ottenere permessi di viaggio all'estero, Innsbruck compresa, ci si deve rivolgere alla Questura, al numero 6 di via Leonardo da Vinci.
(A.Adige 7/5/1942) Con "La Nemica" di Dario Nicodemi si presenta la filodrammatica "Minerva", nata dal movimento giovanile della DC.
Rapina in via Cavour verso la mezzanotte. Un terzetto, del quale fanno parte due donne, a conclusione di una trattativa per l'acquisto di un ingente quantitativo di cocaina, estrae due pistole per farsi consegnare droga e denaro. Vengono arrestati.
(A.Adige 8/5/1946) Rapina al sottopassaggio dei Piani. Due sconosciuti armati s'impadroniscono delle 1.500 lire di un ferroviere.
(A.Adige 9/5/1946) Alla "Sala Sociale" (il solito ambiente dell'ex albergo "Schgraffer", in piazza Vittorio Emanuele III) ha dato concerto il violinista Giannino Carpi.
(A.Adige 10/5/1946) Rapina nottetempo alla zona industriale, al magazzino della "Gondrand". Vi penetrano cinque armati che s'impadroniscono di pneumatici, ruote ed altro. Vengono arrestati il giorno successivo.
"Problemi cittadini - tranvie e filovie". In un lungo articolo si prospetta l'opportunità di sostituire il servizio tranviario con quello filoviario.
Alla sezione speciale della Corte d'Assise, processo contro il 32enne Giovanni Garber da Cermes. Capo della S.O.D. locale, secondo l'accusa aveva collaborato dopo l'8 settembre alla cattura di militari e carabinieri italiani ed aveva indotto a "abusive espulsioni in danno di italiani". Sarà condannato a 8 mesi per abusiva requisizione di mobili.
Tre fratellini di 6, 4 e un anno e mezzo, figli di un operaio, giocano con un ordigno in via Mantova. La bomba esplode, muore il più grandicello, feriti gravemente gli altri.
(A.Adige 12/5/1946) Si riattivano i campi da tennis di Gries, in "viale regina Margherita".
(A.Adige 14/5/1946) Dopo lunghe indagini intraprese dagli americani e concluse dai carabinieri viene arrestato a Cornedo Hans Falser, "noto, feroce criminale di guerra, che era stato un sadico torturatore degli italiani internati nei campi di concentramento della zona di Roma". Sarà consegnato alla Commissione alleata per i criminali di guerra, con sede a Caserta.
Il Presidente del consiglio Degasperi rassicura il reggente della prefettura, Innocenti, sul prossimo rilascio dei sudtirolesi prigionieri di guerra in Germania.
"Provvidenze per le famiglie bisognose - Novecento scolari assistiti con la refezione scolastica".
(A.Adige 15/5/1946) In piazza della Vittoria si consegnano "ricompense americane a valorosi soldati che si distinsero nella guerra di liberazione". Sfilano l'87° fanteria, alpini e carabinieri. I militari (divisione Friuli, impegnata sul fronte italiano dal 7/2/1945, compartecipe alla presa di Bologna) sono stati decorati dal capo della missione militare alleata in Italia, colonnello Kerr. Cinque i decorati, e tra questi un caduto e un mutilato.
Ennesima rapina, stavolta sul Lungoisarco sinistro. Un 18enne viene rapinato da due sconosciuti di 400 lire, sigarette e cerini.
(A.Adige 16/5/1946) La sezione speciale della Corte d'Assise condanna l'ex capo della SOD di Fortezza, il 43enne Isidoro Zingerle, a un anno di reclusione (collaborazionismo con il nemico invasore).
A Castel Flavon si è svolto il primo "Jamboree" dei boy scout regionali, presenti rappresentanze di cinque località delle due province.









Il ricostituito corpo bolzanino dei Giovani Esploratori Italiani (1946)

(A.Adige 17/5/1946) In piazza della Vittoria i partiti d'azione, comunista, democristiano, repubblicano e socialista danno vita ad una manifestazione in favore della repubblica. Musiche, bandiere, parlano il repubblicano Beer, il democristiano Moggioli, il socialista Caminiti e il comunista Bettini-Schettini.
La Corte d'Assise, sezione speciale, giudica il 24enne Giovanni Zingerle da Bressanone e il 22enne Giovanni Bacher da Merano. Fungevano da interpreti in campi di concentramento in Germania, ove si sarebbero lasciati andare "a torture e maltrattamenti in danno di internati italiani". Per Zingerle, un anno di reclusione; per Bacher, sei mesi.
Si annuncia intanto il processo in Assise a carico di Albino Cologna, originario della val di Non. Aveva lavorato in qualità di muratore alla costruzione del lager di Bolzano, chiese ed ottenne di restarci come guardiano ed "ebbe modo di distinguersi per il trattamento inumano verso i detenuti".
(A.Adige 18/5/1946) Alla sezione speciale della Corte d'Assise appare la "notissima Maria Fössinger, nota come Frau Polli", conosciuta per "la sua spietata durezza nell'adempiere al suo compito di dirigente dell'ufficio collocamento donne durante l'occupazione nazista". Viene giudicato anche il dottor Simek.
Per infrazioni alle norme sul razionamento vengono denunciati i fornai Rossignoli e Carli di Bolzano, Lintner di Collalbo, Pedrotti di Caldaro e Schöpf di Glorenza.
(A.Adige 19/5/1946) Attraverso un'intervista con il direttore della SEPRAL la situazione alimentare in Alto Adige appare "poco rosea".
Quinta manifestazione della Società dei concerti: il pianista Arturo Benedetti Michelangeli suona a favore dei bambini di Cassino. Un biglietto: lire 280.
Allo zoo la leonessa Giava dà alla luce tre leoncini, che poco dopo vengono trovati privi di vita.
(A.Adige 21/5/1946) Alla sezione speciale della Corte d'Assise prosegue da tempo il processo a carico degli "otto della val Gardena". Sono Giuseppe Riffeser (ex-borgomastro di Santa Cristina), Antonio Riffeser, Giuseppe Senoner (ex borgomastro di Ortisei), Antonio Perathoner, Francesco Hofer, Corrado Demetz, Giovanni Gasser e Luigi Ratscher, accusati di persecuzioni contro italiani e "Dableiber" (sudtirolesi optanti per l'Italia), di avere organizzato la caccia ai soldati italiani dopo l'8 settembre 1943 e di aver preso parte a bastonature di italiani. Oggi colpo di scena: si presentano in aula il latitante borgomastro di Ortisei Senoner e il suo segretario Rautschner, nonché Antonio Riffeser, figlio latitante dell'ex borgomastro di Santa Cristina. Novità sulle accuse a Senoner: aveva ospitato nel suo albergo la famiglia di Franz Hofer, Gauleiter dell'Alpenvorland. Per la sentenza vedi la cronaca del 15 giugno.
(A.Adige 22/5/1946) "Gli aiuti dell'UNRRA ai nostri bambini - Latte, farina, zucchero, legumi, grassi, pesce o carne e semolino per 6.700 bambini - Olio di merluzzo agli istituti per bambini: medicinali agli ospedali e case di cura - E' previsto l'arrivo di vestiario per 2.500 persone: reduci, sinistrati, sfollati - Viveri e denaro per le colonie estive".
Sezione speciale della Corte d'Assise. E' il turno di Francesco Hinteregger, ex borgomastro di Luson. Denunciò quattro persone che furono arrestate, di queste Simone Dorfmann fu internato a Dachau (non aveva dato il suo contributo all'assistenza nazista). Viene condannato a 6 anni e 8 mesi.
(A.Adige 24/5/1946) Si apprende della morte, avvenuta a Mauthausen il 4 aprile 1945, di Giordano Meneghini. Era capocellula partigiano alla fabbrica Feltrinelli e venne arrestato con Manlio Longon ed altri patrioti nel dicembre 1944. "Il primo febbraio partì sulla tragica tradotta che lo portava assieme agli altri sette suoi compagni al tristissimo lager".
Sezione speciale della Corte d'Assise, si processa l'ex-borgomastro nazista e capo della SOD di Laces Luigi Gerstl, 54enne. Con lui il coetaneo Luigi Tscholl, Pietro Ratschiller e Adolfo Pircher, istruttore sportivo della gioventù. Le accuse: "collaborazionismo, denunce, sequestri, persecuzioni e rastrellamenti in danno di alcuni abitanti della zona". Tra le vittime Umberto Perin, messo comunale. "Tradotto a Bolzano fu torturato e sottoposto alla dolorosissima asportazione delle unghie delle mani e dei piedi. Quindi inviato in un campo di concentramento della Germania (Buchenwald, ndr) dal quale non fece più ritorno". Il Gerstl arrestava - anche se non ne aveva il diritto - i compaesani che disertavano dalla Wehrmacht o che ospitavano disertori. Il Ratschiller aveva tra l'altro reso possibile l'arresto di due disertori tra i quali lo stesso fratellastro del Ratschiller, che venne fucilato.
L'udienza viene rinviata. Per la sentenza, vedi la cronaca del 7 giugno.
(A.Adige 25/5/1946) Si celebra "austeramente l'entrata in guerra dell'Italia a fianco degli alleati", nel 1915.
(A.Adige 26/5/1946) Si annunciano i prossimi processi della Corte d'Assise ordinaria. Tra questi, quello per omicidio a carico del cameriere 39enne Arturo Castellani da Salò, che aveva attirato nella cantina al n° 20 di via Murari l'autista 37enne Pietro Mamoli da Cavenago, per rapinarlo. Uccisolo, ve lo aveva seppellito.
(A.Adige 28/5/1946) Scompare lungo le passeggiate del Guncina la maestrina 20enne Gertrude Kutin. Dopo mesi di ricerche se ne troveranno i resti. Ci vorrà ancora del tempo per svelare il segreto della sua morte: era stata violentata e uccisa. Ne parleremo più avanti.
(A.Adige 29/5/1946) Nella latteria di Selene Draghi, sita in via Milano 64, si vendeva latte annacquato fino al 50%. Viene chiusa per un mese.
Si rinviene nei pressi di San Michele all'Adige la salma del 42enne Baldassare Trentini, analfabeta, inserviente nel convento dei Benedettini di Bolzano. Persona pia e laboriosa, nell'agosto del 1945 - essendo riuscito ad accumulare durante la guerra circa mezzo milione di lire - si era dato alla bella vita: donne, alcol, gioco d'azzardo. Si sospetta un caso di omicidio.
(A.Adige 4/6/1946) Gli inquilini delle case popolari e semirurali protestano per gli aumenti dei canoni. Per le case dell'INCIS l'aumento - precisano le autorità - sarà del 130%.
Al cinema "Eden" si proietta "Il figlio di Tarzan", con Johnny Weismüller.
(A.Adige 5/6/1946) "Pranzi a prezzo fisso in tutti i ristoranti - La commissione provinciale ha stabilito i prezzi massimi per tutte le categorie - L'abolizione dei locali 'extra' o di 'lusso'".
Referendum istituzionale: l'Italia sceglie la Repubblica. In Alto Adige non si è votato.
(A.Adige 7/6/1946) Alla sezione speciale della Corte d'Assise vengono comminati dieci anni all'ex-Bürgermeister di Laces Luigi Gerstl, e 6 anni e 8 mesi ad altri due imputati: Luigi Tschöll e Pietro Ratschiller. Vedi gli antefatti nella cronaca del 24 maggio.
(A.Adige 11/6/1946) Una notizia relativa a casi di aborto merita di essere citata, per certe singolarità del suo linguaggio: "La cronaca si deve occupare oggi di un delitto contro la integrità e sanità della stirpe, così come lo prospetta il codice di procedura penale. Certo Fortunato Zanon, di Alessio di anni 35, da Castelfranco Veneto, aveva ricoverato nella propria casa in piazza Vittoria una donna, certa B.I. di Cavalese, che sottoponeva a pratiche illecite. Del caso si interessava la squadra mobile la quale, fatto un sopraluogo nell'abitazione dello Zanon, vi trovava il corpo del reato, sotto forma della signora B.I., che da poco aveva subìto pratiche contrare al vivere civile e pertanto severamente punite dalla legge. Il fatto fu scoperto dal solerte brigadiere Di Leo, dopo diligenti investigazioni. Il dott. Piazza, dirigente la squadra mobile, ha interrogato lo Zanon, il quale ha ammesso ogni cosa. Egli si sarebbe specializzato in pratiche del genere e per il caso della signora B.I. si è fatto dare la discreta somma di 20 mila lire. La polizia ha proceduto all'arresto della sig. B.I., piantonata all'ospedale, dello Zanon e di certa Bruna Capanella fu Romualdo di anni 32, da Rovigo, per correità nel delitto commesso dallo Zanon".
(A.Adige 13/6/1946) Quaranta famiglie si installano in altrettanti alloggi in corso di costruzione (case popolari) e già assegnati. Le autorità ne dispongono lo sgombero. Per i senzatetto si provvederà prossimamente. Intanto dieci famiglie potranno essere alloggiate in baracche di legno.
Si pubblica un primo elenco di denominazioni bilingui di vie e piazze. Alcune novità riguardano anche la odonomastica italiana: via Cadorna diventa via Sarentino, vicolo dei Cavallari diventa vicolo delle Erbe, piazza Ciano diventa piazza della Stazione, piazza 2 Ottobre diventa piazza Municipio, via Sarentino diventa via Weggenstein, via dei Selva diventa via dei Wolkenstein, via Verdi diventa via Isarco, via Vintola diventa via Vintler.
(A.Adige 14/6/1946) "Riviste, edicole e immoralità". Si invitano le autorità a controllare i periodici in vendita, spesso licenziosi. "Alcune di queste collane di turpitudini sono mascherate sulla copertina da giochi enigmistici".
Un'inserzione a pagamento: "TESSILMODA (via Museo, 48) ribassa i prezzi per festeggiare la Repubblica".
(A.Adige 15/6/1946) Termina dopo 15 udienze il processo a carico degli otto gardenesi, e il giornale titola: "Caporioni e satelliti, tutti scarcerati". Antonio Riffeser (condannato a 2 anni e 8 mesi per lesioni personali), Giovanni Gasser (condannato a 2 anni per la stessa imputazione) e Luigi Rautscher (stessa condanna per la stessa imputazione) vengono scarcerati per amnistia. I borgomastri di Ortisei (Giuseppe Senoner) e Santa Cristina (Giuseppe Riffeser) sono assolti per insufficienza di prove dall'accusa di collaborazionismo. Insufficienza di prove anche per Corrado Demetz, imputato di lesioni personali.
Si apre in via Milano un nuovo asilo infantile, intitolato a San Giovanni Bosco. E' ospitato in una baracca lunga 32 metri e larga 6.
(A.Adige 16/6/1946) Si discute sull'opportunità di abbattere i portici di via della Mostra, lesionati dalle bombe. E' per l'abbattimento l'ingegner Sabbadin. Si oppone il dott. Rasmo, ispettore della Sovrintendenza alle belle arti. Il portico ove si trova l'odierno (2011) bar Monika sarà effettivamente abbattuto, per allargare la strada.









Via della Mostra. Il portico di destra sarà abbattuto.

Alla sezione speciale della Corte d'Assise è ora il turno dei "dieci di Chiusa", dei quali sei sono in stato di detenzione. Anche in questo caso figura imputato il borgomastro, il 66enne Carlo Nussbaumer, nonché il comandante della locale S.O.D., il 34enne Francesco Kostner, accusati entrambi di "collaborazionismo con il tedesco invasore per aver, dopo l'8 settembre 1943, contribuito al mantenimento del regime nazista in Alto Adige, organizzando la cattura dei soldati italiani, compiendo atti e perquisizioni in danno di cittadini italiani e di optanti per l'Italia, e arresti, sequestri, deportazioni". Di reati analoghi, più lesioni volontarie, furti ed altro, sono ritenuti responsabili gli altri otto imputati. La sentenza sarà pubblicata nell'edizione del 23 giugno (vedi).
Nel palazzo ducale suona il quartetto Poltronieri.
Si chiude per trenta giorni una latteria di via Firenze (proprietaria Caterina Salezzari) in cui si vendeva latte allungato con un quarto di acqua.
(A.Adige 18/6/1946) Nella cronaca meranese si ricorda Richard Reitsamer, obiettore di coscienza, fucilato dai nazisti l'11 luglio 1944. "Sull'autocarro che lo portava alla morte si sedette calmo appoggiandosi al sacerdote, come il bimbo che si affida alla mamma nel momento del dolore; arrivato al luogo fatale fece alcuni passi verso il palo, poi tornò indietro frettoloso, si chinò a baciare le mani del sacerdote, si rialzò e avanzò deciso a ricevere la scarica, che trapiantava la sua anima di martire in cielo". Il sacerdote era don Giovanni Niccolli, cappellano delle carceri. Il Circolo Minerva di Merano apre una sottoscrizione per dedicargli dignitose onoranze.
(A.Adige 21/6/1946) Solenni riti religiosi a Bolzano per il Corpus Domini. Essendo distrutto il duomo, funge da parrocchiale la chiesa del Sacro Cuore.
(A.Adige 23/6/1946) Si conclude il processo ai "dieci di Chiusa". Sei anni e otto mesi per Francesco Kostner, capo della locale S.O.D. Condannati anche Giuseppe Ohler (2 anni e 4 mesi), Carlo Fössinger (1 anno e 6 mesi), Giovanni e Francesco Rabensteiner (4 mesi), pene minori per gli altri. Poi pene condonate per l'amnistia del 5 aprile 1944. Ma tutte saranno successivamente condonate per l'ulteriore amnistia decretata pochi giorni prima, a beneficio di tutte le condanne a meno di 5 anni.
(A.Adige 25/6/1946) A tutta prima pagina: "L'ALTO ADIGE ALL'ITALIA". "Le richieste austriache sono state respinte".
Continua la polemica sorta tra l'ingegner Sabbadin e il prof. Rasmo (Sovrintendenza alle belle arti) circa l'abbattimento di uno dei due porticati di via della Mostra. Oggi vi si inserisce l'architetto Guido Pellizzari.
Alla sezione speciale della Corte d'Assise inizia il processo per l'eccidio del 30 aprile 1945 a Merano. "La sala era gremita dì cittadini, in particolare meranesi, 1 quali hanno espresso reiteratamente il loro vivissimo sdegno nel riguardi degli imputati. Erano In gabbia, Giacomo Martinger di Giuseppe di anni 58 e Giovanni Mittelberger di Giovanni di anni 39. mentre su di una panca, appoggiata alle sbarre, avevano preso posto: Augusto Knoll fu Giuseppe di anni 62, la figlia Carolina di anni 26, Siglinda Heidenreich di Guglielmo di anni 16, Luìsa Weìrauther di Giuseppe di anni 25, Erta Maringele di Mario di anni 23. L'ottavo imputato, un altro figlio del Knoll, Ugo di anni 18, gravemente implicato nel feroce eccidio meranese, è riuscito invece a mantenersi latitante. L'accusa, a tutti nota, è della massima gravità. Oltre a imputazioni particolari, gli otto sono accusati di avere collaborato col tedesco invasore nella sanguinosa repressione di una pacifica manifestazione per la fine della guerra concorrendo con i militari tedeschi nell'uccisione di Benone Vivori, Otello Neri, Luigi Trabacchi, Andrea d'Amico, Luigi Zannini, Giulio Bertini, Bino Ferrari, Orlando Comina e di avere concorso, nello stesso modo, al ferimento di un indeterminato numero dì persone".
(A.Adige 26/6/1946) Si annuncia per il 1° luglio la riapertura della Biblioteca civica. Si apre il nuovo asilo di via Milano, per "i figli dei lavoratori della zona popolare".
Ha un "successo indimenticabile" il concerto del pianista Arturo Benedetto Michelangeli, tenuto all'ex-palazzo ducale.
(A.Adige 29/6/1946) Biciclette. E' venuto meno l'obbligo di tingere di bianco i parafanghi, permane quello del fanale anteriore e della luce rossa posteriore (fanalino o catarinfrangente).
(A.Adige 30/6/1946) Si festeggia il 150° anniversario della consacrazione del Tirolo al Sacro Cuore. Nella chiesa degli Eucaristini un sacerdote dal pulpito ha invitato a partecipare alla processione anche i fedeli italiani, sottolineando che la manifestazione è religiosa, e non politica.
"La sezione provinciale dell'alimentazione comunica che nel prossimo luglio i generi razionati saranno distribuiti nella seguente misura (...)". Segue un elenco relativo a pane, generi di minestra, grassi, zucchero, farina da pane o polenta, baccalà salinato, caffè crudo, tutti sempre precisando i quantitativi d'acquisto consentiti, e i relativi prezzi.
(A.Adige 2/7/1946) "Assistenza ai figli del popolo". Partono i bambini ospitati nella colonia di Diano Marina. Seguiranno a giorni quella della colonia montana di San Vigilio.
(A.Adige 3/7/1946) Titolo in prima pagina, inserito all'ultimo momento:"Ergastolo alla jena di Merano". La Corte d'Assise ha emesso la sentenza per i fatti di Merano: Carolina Knoll viene condannata a vita, più isolamento diurno per due anni; a 30 anni sono stati condannati il padre Augusto, il figlio Ugo, ed Erta Maringele. Assolti per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove: Luisa Weirauther, Siglinda Heidenreich, Giacomo Mantinger. "La folla (erano le 2,15 del mattino, ndr) ha accolto la sentenza con manifestazioni di consenso"
(A.Adige 4/7/1946) Polemiche tra Alto Adige e Dolomiten sul significato della ricorrenza del Sacro Cuore: significato religioso o politico?
Il giornale pubblica un lungo elenco di confidenti dell'O.V.R.A., la polizia segreta fascista. Tra questi figurano il commerciante Gino Carreri da Bolzano e l'impiegato Vittorio Disertori da Merano.
Il Giro d'Italia affronta le Dolomiti: duelli tra Bartali (in rosa) e Coppi.
(A.Adige 7/7/1946) La recente amnistia generale beneficia quasi tutti i condannati dalla sezione speciale della Corte d'Assise. Scrive il giornale: "E' stata così disposta la scarcerazione delle seguenti persone accusate a suo tempo di collaborazionismo a favore del tedesco invasore: Anna Schwiembacher di anni 50, da S. Pancrazio, che doveva scontare tre anni e quattro mesi di carcere; Roberto Bindelli di anni 33 da Mantova, condannato ad un anno e sei mesi di reclusione; Foppa Gio Batta di anni 32, da Livinallongo, che si buscò 10 anni; Giovanni Coleselli di anni 49, pure da Livinallongo, che doveva scontare sette anni e quattro mesi; Antonio Zelger di anni 24 da Bolzano, sei anni e otto mesi; Alfredo Mazzurana di anni 44, da Brentonico, due anni per vilipendio alla bandiera e quattro mesi per abuso di mezzi di disciplina; Ferdinando Pasquazzo di anni 24, da Fortezza, uno del torturatori del campo di concentramento condannato a 12 anni; Giuseppe Zierhold di anni 56, da Resia, due anni; Erico Hölzl fu Antonio di anni 43, da Merano, già procuratore di Stato presso il tri-bunale nazista di Bolzano, condannato a quattro anni, cinque mesi e 10 giorni di reclusione; Maria Meneganti di anni 52, nata a Vienna, cinque mesi e 10 giorni; Antonio Werner di anni 38, due anni; Giovanni Gerber di anni 32, otto mesi; Giuseppe Fischer di anni 58, tre anni e sei mesi; Celestino Scopoli di anni 47, un anno e sei mesi; Francesco Reisigl, atto mesi; Mario Sala di anni 47 da Terravalle tre anni; Tomaso Regensberger di anni 49 da Perca, due anni e otto mesi; Isidoro Zingerle di anni 53 da Fortezza, un anno; Michele Appe di anni 27, da Campo Rosso, un anno e sei mesi per minaccia grave; Francesco Hinteregger di anni 46 da Luson, sei anni e otto mesi; Luigi Gerstl di anni 54, ex podestà di Laces, 10 anni di carcere; Pietro Ratschiller e Luigi Tscholl, ambedue da Laces, condannati ciascuno a sei anni e otto mesi di reclusione; Francesco Kostner di anni 48, da Chiusa, sei anni e otto mesi di carcere; Giovanni Rabensteiner, da Chiusa, un anno, sei mesi e 20 giorni di carcere; Francesco Rabensteiner, da Chiusa, quattro mesi; Giuseppe Becher di anni 24 da Merano, otto mesi; Giovanni Zingerle dì anni 24, da Bressanone, un anno. Sempre per effetti dell'amnistia sono state archiviate causa per collaborazionismo che pendevano a carico di Ulrico Pichler di Giovanni, di anni 48 da Lagundo; Giuseppe Goller di anni 41 da Fiè; Emilio Zanetti di Federico, di anni 38, da Bolzano; Severino Paoli fu Andrea, di anni 51, da Civezzano. E' stata pure archiviata la pratica giudiziaria in corso a carico di Emilio Linari che ha rivestito cariche fasciste, in Alto Adige e altrove. La stessa sorte è toccata ai procedimenti iniziati a suo tempo nei confronti di altri atesini: Ermanno Gasser, Edoardo Aichner, Luigi Profanter, Cristoforetti e Giuseppe Vieider. Della generosità del governo italiano hanno avuto modo di beneficiare pure la nota "Frau Polli", Maria Fössinger, di anni 40 da Bolzano, e il dott. Waìter Simek, le cui pratiche giudiziarie sono state archiviate. Non hanno potuto invece godere dell'amnistia malfattori che si sono macchiati di delitti veramente infamanti. Sono questi tre sgherri dell'ex-campo di concentramento di Bolzano; Carlo Kovarich di anni 46, condannato a 12 anni dì reclusione; Giuseppe Mittermaier di anni 36 da Nova Ponente, che si è avuto 24 anni di carcere e Pietro Mitterstieler, di anni 39, da Bolzano, punito con 14 anni di prigione. La stessa sorte è toccata ad un altro campione della "civiltà nazista": Giuseppe Lintpointner, di anni 61, implicato nei fatti di Resia, dove dopo l'8 settembre 1943 fu barbaramente soppresso un brigadiere dei carabinieri. Naturalmente dell'amnistia non hanno avuto alcun beneficio i protagonisti del tragici fatti avvenuti a Merano il 30 aprile 1945, la "iena" Carolina Knoll, condannata all'ergastolo, il padre Augusto, il fratello Ugo e la Erta Maringele, puniti ciascuno con trent'anni di galera".
(A.Adige 9/7/1946) Un titolo: L'azione della polizia tributaria per contenere l'evasione delle tasse - Le imposte indirette ei doveri dei commercianti - L'accertamento di centinaia di milioni di affari - Il ricupero di 13 milioni di tasse evase solo a Bolzano".
E' arrivata comunicazione ufficiale, tramite la Croce Rossa, della morte a Mauthausen il 24 aprile 1945 di Decio Frattini "arrestato in Bolzano il 19 dicembre 1944 per la sua attività clandestina nella lotta per la liberazione". Lavorava allo stabilimento CEDA, ed era stato torturato nei sotterranei del Corpo d'Armata.
A Malles cinque bambini muoiono asfissiati in un bunker, all'interno del quale avevano dato fuoco a polvere da sparo. Le esalazioni li hanno uccisi.
Sezione speciale della Corte d'Assise. Il 3 luglio 1945 a San Valentino alla Muta il 20enne Umberto Lebbrioli, facente parte di un distaccamento della Folgore, a conclusione di un diverbio per l'acquisto di una gallina, che un contadino gli negava, lo aveva ucciso. Viene condannato a undici anni per omicidio preterintenzionale.
(A.Adige 11/7/1946) Un buon annuncio: la razione quotidiana di pane viene aumentata a 250 grammi a persona.
Alle Assise ordinarie appare il contadino 25enne Luigi De Luca da San Giacomo di Laives, che il 1° aprile 1945, giorno di Pasqua, aveva ucciso in casa con una pistolettata la propria moglie. Il Tribunale tedesco lo aveva condannato a 14 anni. L'Assise di Bolzano lo condanna a 24 anni. L'imputato - non creduto - afferma che il colpo era partito per sbaglio.
Si conclude alla sessione straordinaria della Corte di Assise di Trento il processo ai sette imputati per i fatti accaduti il 28 giugno 1944 in varie località del Trentino, e in particolare nel Basso Sarca. Alcune decine di SS agli ordini del maggiore Rudolf Tyrolf uccisero undici persone e ne arrestarono varie decine (tra queste ultime il conte Giannantonio Manci, che si suicidò nel Corpo d'Armata di Bolzano per non rivelare i nomi di altri resistenti). Mentre gli imputati maggiori erano stati giudicati in altra sede, sul banco sono ora apparsi in quanto presunti complici sette altoatesini: il 44enne Walter Koch da Fiè, il 36enne Mario Eccel da Bolzano, il 56enne Edoardo Gutmann (BZ), il 48enne Ermanno Erspamer (BZ), il 48enne Antonio Gadner (BZ), il 39enne Otto Seebacher (BZ), il 33enne Federico Stadler (BZ). Questa la sentenza: per collaborazionismo vengono condannati a 24 anni il Koch e il Gutmann (otto condonati per amnistia). Eccel ed Erspamer sono stati assolti per insufficienza di prove. Stadler, Gadner e Seebacher sono stati scarcerati per amnistia.
(A.Adige 12/7/1946) La mancanza di alloggi spinge numerosi senzatetto ad occupare alloggi popolari in costruzione. "Si vogliono evitare arbitrarie occupazioni di appartamenti". "Il comunicato del commissariato alloggi, giusto ed opportuno, tocca una piaga cui è difficile se non impossibile curare (sic). Da queste colonne, quando nell'autunno scorso, si verificò la prima "invasione" negli edifici dell'VIII lotto case popolari noi denunciammo il sopruso e l'illegalità commessi rlievandone le conseguenze: grave intralcio per l'ultimazione dei lavori in centinaia e centinaia di appartamenti con notevole pregiudizio per le famiglie alle quali gli appartamenti erano stati regolarmente assegnati (...); pericolo per l'incolumità fisica degli arbitrari occupanti specie per i bambini che dovevano vivere in un cantiere in piena attività; l'effetto che poteva produrre fra le persone che erano alla disperata ricerca di un appartamento il "caso" dell'VIII lotto, cioè la legalizzazione di una serie di atti arbitrari punibili dalla legge".
(A.Adige 13/7/1946) I sudtirolesi optanti, che ora si trovano in Austria "non nascondono la loro nostalgia". Un servizio da Innsbruck, firmato C.P. e che appare in prima pagina, dice nel sottotitolo: "Essi ricordano le ubertose vallate e il buon vino - i fratelli "tirolesi" li chiamano nazisti, ma dimenticano un loro recente passato".
Ad una fruttivendola di piazza Erbe - Giuseppina Panicchi - viene sospesa la licenza per un mese "per gravi infrazioni commesse nella vendita di frutta".
In Corte d'Assise ordinaria si giudicano i partigiani Sante Germano e Giovanni Pettinà, accusati di rapina per un episodio avvenuto in val Sarentino il 3 maggio 1945. Il Germano aveva un conto in sospeso con l'ingegnere tedesco Peter Weiar, capo della TODT, che in passato l'aveva investito in automobile mandandolo all'ospedale, e rifiutandolo poi di risarcirlo. Trovandosi di pattuglia insieme al Pettinà, il Germano era andato ad affrontare il Weiar estorcendogli 18.000 lire e oggetti vari. Successivamente i due partigiani rapinarono un contadino, di nome Schweigkofler. Sono stati condannati il Germano a 8 anni, il Pettinà a due anni.
(A.Adige 16/7/1946) Nuovo processo in Corte d'Assise ordinaria. Il 24 luglio 1945, nella loro casa di Corvara, la 43enne Angela De Lorenzo, ubriaca, aveva accoltellato suo marito Gino Piras, ugualmente ubriaco, uccidendolo. La scena s'era verificata davanti agli occhi di una loro figlia di sette anni. La donna viene condannata a cinque anni e quattro mesi, più tre anni di internamento in una casa di cura.
(A.Adige 18/7/1946) Continua la serie dei processi in Corte d'Assise ordinaria. E' il turno del cameriere Arturo Castellani che aveva preso in affitto una cantina al numero 20 di via Murari, per attirarvi persone da rapinare. Il 18 ottobre di sei anni prima vi era riuscito con l'autista Pietro Mamoli, cui aveva proposto un affare: la vendita di caffè, merce rara, dietro versamento di 12.000 lire. Il Mamoli era caduto nella trappola, e così il Castellani lo aveva ucciso impadronendosi della somma. Aveva poi nascosto il cadavere murandolo. L'assassino viene condannato all'ergastolo.
Ernesto Espamer (si appurerà poi che si chiama Meraner), fattorino del "Consorzio risparmi e prestiti" sito in via Leonardo da Vinci 2, viene rinvenuto in cantina, legato e cloroformizzato. Al risveglio racconta che stava per portare un milione e mezzo al Banco di Roma, quando è stato aggredito lungo le scale da due sconosciuti. Due giorni dopo viene denunciato per simulazione di reato.
Due signori elegantemente vestiti noleggiano in piazza Walther un tassì, marca Lancia (Ardea), targa BZ 7479, per farsi condurre alla Mendola. Lungo il percorso aggrediscono il tassista, lo legano ad un albero, e se ne vanno con la macchina.
(A.Adige 23/7/1946) Due militari altoatesini, i fratelli Emilio e Giuseppe Prünster da Lagundo, nell'aprile del 1945 avevano disertato dalla Wehrmacht e se n'erano tornati a casa, dove s'erano però insediati il tenente Karl Timmler e il sergente SS Luis Kals (che forse aveva approfittato di una certa disponibilità della signora Rosa, moglie di Emilio). Dopo due giorni di convivenza il Kals s'avvia per denunciare i due fratelli alla gendarmeria, e così con una fucilata Emilio lo uccide. La Corte d'Assise ordinaria lo assolve per legittima difesa.
(A.Adige 25/7/1946) Il 10 maggio 1945, a guerra conclusa, a Caldaro l'ex-militare della Wehrmacht Sigfrido Dissertori viene ucciso con un colpo di pistola dall'ex-poliziotto della gendarmeria germanica Luigi Ambach, che non aveva apprezzato uno sfottò del Dissertori nei confronti di Hitler e del suo cane. La Corte d'Assise ordinaria condanna l'Ambach a 14 anni.
(A.Adige 26/7/1946) Dalle acque dell'Adige, nei pressi di Zambana, si recupera il corpo dell'ambulante di stoffe Giovanni Aveta, scomparso da Merano da un mese. E' stato ucciso.
Nuovo processo alla Corte d'Assise ordinaria. Si infliggono sei anni di carcere al 26enne Antonio Perkmann, ex-volontario della gendarmeria germanica, che la notte di Natale '45, a conclusione di un alterco mentre i due erano in compagnia d'amici, aveva ucciso con una pistolettata il coetaneo Gualtiero Federer. Viene condannato a sei anni. Il fatto avvenne a Sarentino all'uscita dell'albergo "Italia".
(A.Adige 27/7/1946) Si ha notizia da Livorno che August Schiffer, il capo della polizia germanica, torturatore al Corpo d'Armata di Bolzano, è stato impiccato insieme ad Erich Andergassen e al tenente Albert Strotz. Erano accusati tra l'altro di aver fatto fucilare a Bolzano cinque soldati americani e tre inglesi (secondo notizie precedenti gli inglesi erano due).
(A.Adige 30/7/1946) Si pubblica una lettera aperta della federazione provinciale socialista al reggente della Prefettura, nella quale si fa presente la situazione difficile di molti reduci che non trovano lavoro. Ancora una volta, sul banco degli imputati appaiono le donne che s'impiegano sottraendo posti ai disoccupati: "Eccellenza, ha avuto mai occasione di assistere all'entrata degli Impiegati addetti al comando militare territoriale (palazzo del corpo d'armata)? Sarebbe un vero peccato! Potrebbe vedere una pleiade di signorine, molto accurate nel vestire, con pettinature alla moda, le unghie degli arti inferiori smaglianti, la faccia truccata come esige "le bon ton". Ve ne sono alcune a cui la loro occupazione serve soltanto per mantenere una superfìcialità non consona ai tempi. Gli altri possono soffrire la fame!"
Si dispone che prigionieri altoatesini della ex-Wehrmacht, ospiti dei campi di concentramento alleati in Italia, non vengano trasferiti in Germania - come è avvenuto - ma restino in Italia. Solo a Pisa ve ne sono 150. Le richieste di rilascio dei prigionieri pervenute alle autorità italiane sono a tutt'oggi 1.454.
Al cine "Giarda" s'è tenuto con successo un concerto lirico-vocale con cantanti dell'Opera di Roma, del Comunale di Firenze e del San Carlo di Napoli. Il Giarda era un cinema all'aperto sito nell'odierna piazza Mazzini. Giar-da significava giardino-dancing.
Il governo stanzia 300.000 lire per il restauro del monumento alla Vittoria. La federazione provinciale dei combattenti invia un telegramma al presidente del consiglio De Gasperi: "Combattenti e reduci residenti in Alto Adige, custodi gelosi patrimonio spirituale olocausto martiri risorgimento italiano et gloriosi caduti, ringraziano cospicuo contributo lire trecentomila (...). Formulano ardenti voti che questo gesto, espressione di sacro rispetto memoria martiri della libertà, nel riconquistato clima democratico sia ara di pace, segno di concordia et fratellanza umana in questa terra alto atesina".
L'ultima udienza alla Corte d'Assise ordinaria commina l'ergastolo al 27enne Franz Baldauf ed al 25enne Hans Patscheider che il 28 maggio precedente avevano rapinato ed ucciso un contadino austriaco, il 42enne Giuseppe Röck, entrato clandestinamente in Italia a passo Resia per vendere una pelle di volpe e un paio di scarpe usate.
(A.Adige 31/7/1946) Il colonnello Miller, ufficiale di collegamento della commissione alleata, prende congedo definitivamente dalla popolazione di Bolzano avendo la commissione cessato la sua attività.
Un corsivo, dal quale scaturisce un'immagine di quel che era piazza Mazzini nel 1946: "Tutti g!i inquilini del palazzo Rossi in piazza della Libertà, oggi piazza Mazzini, si chiedono quale sia la vera destinazione dei portici sottostanti al palazzo. Da tempo essi servivano al bambini ed ai ragazzi per il gioco del pallone, per i giri in bicicletta e per lo scatinaggio (sic = pattini a rotelle, ndr), ma ora a questi usi ginnici se ne cono aggiunti altri più utili. I detti portici servono egregiamente da posteggio e da rimessa per automobili, di evidente convenienza perché riparano le macchine dalla pioggia e dal sole ardente. Servono all'erbi-fruttivendolo per il mercato all'ingrosso di verdura e frutta e da magazzino per l'accatastamento di casse e cassette. Quando giungono gli autocarri essi invadono tutto il portico retrocedendo fino al magazzino ed impedendo il transito per ore ed ore. Adesso è giunto arche il negoziante di mobili che usa il portico per lo sballaggio dei sofà, degli armadi, delle sedie e dei cassettoni, per la loro lucidatura lasciando poi a terra mucchi di paglia per un eventuale incendio. Perché i vigili che passano continuamente in bicicletta per via della Libertà non volgono il loro sguardo aquilino al detto portico e non elevano, anche nel loro interesse, qualche provvida e giusta contravvenzione?"
(A.Adige 1/8/1946) Continuano ad avvicendarsi i piccoli delle colonie estive. Tornano da Riva del Garda i bambini, sono in procinto di partirvi le bambine. Problemi per i piccoli della colonia di Diano Marina dove serpeggia il tifo: ci sono stati casi di bambini infettati che, tornati a casa, hanno trasmesso a loro volta la malattia.
Si progetta di trasformare l'area del campo di concentramento in colonia permanente dei figli dei lavoratori della zona industriale. L'iniziativa e di don Daniele Longhi, che in quel lager fu rinchiuso. "Nello stesso luogo nel quale fino al maggio dello scorso anno ha funzionato il tanto tristemente noto campo di concentramento, è in via di creazione la colonia permanente che in autunno sarà trasformata in asilo, scuola elementare con annessa scuola di avviamento industriale. Vi accoglierà (300 sono già presenti e lunedì prossimo altri 150 si aggiungeranno) tutti i bambini delle vicine case semirurali, figli in prevalenza di operai che lavorano negli stabilimenti della zona industriale".
(A.Adige 3/8/1946) "600 milioni stanziati per lavori pubblici a Bolzano". 300 andranno alla riparazione di alloggi danneggiati dalla guerra, 100 per la costruzione di case popolari, 200 per opere stradali ed idrauliche che consentiranno l'alleviamento della disoccupazione.
(A.Adige 7/8/1946) Un "onesto lavoratore" in bicicletta, il 64enne Giovanni Bortolotto, viene investito e ucciso da una "jepp"(sic) al quadrivio di via Torino.
(A.Adige 9/8/1946) I partigiani dell'Alto Adige inviano la giornale questo comunicato: "I partigiani dell'Alto Adige riuniti in assemblea straordinaria sotto la presidenza del commissario straordinario hanno deciso la restituzione dei brevetti Alexander ed approvato per acclamazione l'invio di una lettera di accompagnamento dei brevetti stessi, diretta all'ammiraglio Stone". Si tratta di una protesta contro la conferenza per la pace, in corso a Parigi, che penalizza fortemente l'Italia.
(A.Adige 13/8/1946) Lettere di protesta. Ex-militari della Wehrmacht non faticano a trovare lavoro ed alloggio, mentre i reduci italiani sono disoccupati e senza casa. Nelle panetterie si vende pane nero, ma per chi ha denaro (e negli alberghi) il pane bianco c'è ("pane bianco e borsa nera").
(A.Adige 17/8/1946) Il Tribunale di Innsbruck condanna a sei anni il 45enne Elviro Pollinger, optante, che aveva denunciato alle autorità naziste un altro optante di nome Valentinotti, per il suo atteggiamento antinazista. Aveva detto tra l'altro: "Per me l'esodo degli altoatesini è la più grande infamia che sia mai esistita. Se potessi tornerei in ginocchio in Alto Adige. Nel Reich sono tutti farabutti, dai più piccoli ai più grandi". Il Valentinotti, processato a Berlino, era stato giustiziato.
(A.Adige 18/8/1946) Mancano collegamenti pubblici tra il rione popolare e il centro-città. Una casalinga che vuole andare a fare la spesa in piazza delle Erbe partendo da piazza Pontinia (oggi don Bosco) "deve compiere a piedi un raid di circa 7 chilometri".
(A.Adige 21/8/1946) Lungo articolo sul campeggio dei boy-scout al laghetto di Fiè.
(A.Adige 22/8/1946) Nel lago di Monticolo annega il 22enne Stefano Lageder. E' il sesto annegato dell'anno.
(A.Adige 23/8/1946) Il vescovo di Bressanone scrive la ministro degli esteri britannico Bevin lamentando le miserevoli condizioni del Sudtirolo, soggetto all'Italia. Lunga lettera di commento del giornalista Leopoldo Sofisti.
"Gli ospedali debbono chiedere la tessera annonaria agli ammalati".
(A.Adige 24/8/1946) Nei giorni feriali il giornale continua ad uscire su un solo foglio: due pagine.
"Provvidenze per i mutilati della ex-Wehrmacht - Assistenza sanitaria ed ortopedica gratuita a favore dei minorati di guerra altoatesini".
I borsari neri proseguono nella loro attività. "Negli ultimi tempi 150 denunce con sequestro di notevoli quantità di saccarina, tabacco, sigarette, grappa, liquori ed altro - Multe per decine di milioni".
(A.Adige 27/8/1946) "Si parla di panettieri e pasticceri - Numerosi sequestri di farina, pasta, pane - La merce sequestrata passata gratuitamente ad opere di assistenza".
(A.Adige 28/8/1946) A Oltrisarco al civico 32 di via Claudia Augusta Luigi Lorenz, guardia giurata, uccide il figlio Umberto quindicenne con un colpo di moschetto. L'uccisore è un violento, che tiranneggiava la famiglia: moglie e quattro figli.
(A.Adige 29/8/1946) "Perché i prezzi vanno alle stelle? - Grossisti e borsari neri si danno la mano".
(A.Adige 31/8/1946) Viene chiuso per due mesi un panificio di via Bottai: infrazioni annonarie.
(A.Adige 1/9/1946) I carabinieri arrestano sul Renon "il dott. Walter Segna, losca figura di spione rinnegato, nativo di Mezzolombardo e residente a Bolzano, già funzionario della delegazione germanica per le opzioni, ed egli stesso optante per la Germania". Aveva operato agli ordini del gen. Haster, dopo l'8 settembre capo supremo della Gestapo in Italia. Nell'aprile 1945 aveva trattato "a Milano col colonnello germanico Rauff la resa dei reparti tedeschi agli alleati, entrando in trattative col cardinale Schuster, il noto don Bicchierai ed il generale Cadorna, comandante dei partigiani italiani". Arrestato, era fuggito, per poi nascondersi in un convento di Ancona e quindi nel maso Patschneider di Renon, dove è stato ora nuovamente arrestato e consegnato alla polizia alleata.
(A.Adige 4/9/1946) Piazza Erbe di presenta in condizioni deplorevoli:"Piazza delle erbe dimostra oggi di essere diventata disordinatissima. Essa ha perso la sua tradizionale caratteristica per l'orrenda manutenzione dei banchi che sono di tutte le misure o con tendaggi di ogni sorta e colore. I proprietari del banchi se ne infi-schiano del bello; a loro interessa soltanto dì vendere e guadagnare il più possibile. Assoluti padroni dello spazio, accatastano la merci davanti e dietro i banchi ostruendo perfino il passaggio e, durante la mattinata, quando l'afflusso delle massaie è intenso, si incontrano carretti di ogni foggia e misura i cui conducenti schiamazzano, fischiano con le dita in bocca per farsi strada e non fanno troppi complimenti per i garretti dei cittadini".
Ambrogio Webhofer, 38 anni, da Valdaora, già apparso davanti alla Corte d'Assise di Bolzano, riappare ora davanti al Tribunale militare territoriale di Verona. In qualità di interprete nei campi di Deblin e Oberlagen avrebbe infierito contro prigionieri italiani. Il processo presenta interrogativi di natura giuridica, avendo il Webhofer a suo tempo optato per la Germania e compiuto pertanto i suoi crimini come cittadino tedesco. Solo poi aveva rioptato per l'Italia. Non solo: ci si chiede se agli italiani internati dopo l'8 settembre 1943 possa essere riconosciuto lo status di prigionieri di guerra. Viene condannato ad oltre dieci anni.
(A.Adige 5/4/1946) La Prefettura decide il calmiere sui generi non razionati. "Rigorosa sorveglianza per assicurare il rispetto dei prezzi ed evitare l'imboscamento e l'accaparramento delle merci"
(A.Adige 7/9/1946) Un treno investe e uccide ad un passaggio a livello di ponte Resia la 73enne Marisa Unterhofer. All'epoca la ferrovia Bolzano-Merano percorreva il Lungoisarco destro, sulla sede dell'attuale pista ciclabile.
(A.Adige 8/9/1946) A tutta prima pagina: "E' stato firmato l'accordo italo-austriaco sull'Alto Adige - Il progetto di autonomia nelle precisazioni di De Gasperi".
"23 milioni stanziati dallo Stato per i reduci di due gruppi etnici".
Entra in vigore il calmiere, e la merce riprende a scomparire.
Per iniziativa di don Daniele Longhi, che vi fu internato, si trasforma l'ex-campo di concentramento di via Resia in "una simpatica istituzione che ha lo scopo di avviare i ragazzi dai primi insegnamenti scolastici alla vita professionale che li renda preparati per affrontare il difficile domani". Si raccolgono offerte.









don Daniele Longhi

(A.Adige 10/9/1946) Un comunicato del Genio Civile è preceduto dai seguenti titolo e sottotitoli: "La ripresa edilizia cittadina non trova riscontro in nessun'altra città - Perizie di danni già revisionate per un importo di lire 537.656.892 - Alcune centinaia di milioni di lire già spese per sgombero macerie, demolizioni e ricostruzioni di fabbricati".
(A.Adige 11/9/1946) Tentato omicidio e suicidio riuscito in una stanzetta del campo-profughi (il campo "23"), in via Merano. L'ex soldato della Wehrmacht Helmut Vieweger spara due colpi di rivoltella alla sua amica 23enne, di Dresda, e poi s'uccide. La donna sopravvive. "Nel campo 23, dove ci sono centinaia e centinaia di stranieri, uomini e donne, con assoluta prevalenza di ex-soldati tedeschi, a quanto pare tutti fanno i propri comodi. Fino a quando?" Ma l'indomani la donna afferma d'essere stata lei, a sparare.
(A.Adige 13/9/1946) Al cimitero si ricordano i 23 patrioti giustiziati dai nazisti due anni prima.
Riprende la sua attività la Croce Verde, soppressa in epoca fascista. Ne è presidente il dott. Regele.
(A.Adige 15/9/1946) La Prefettura comunica il quarto elenco delle gare di appalto per lavori di ricostruzione, a sollievo della disoccupazione..
(A.Adige 17/9/1946) Si commemora il primo anniversario della costituzione della sezione bolzanina della polizia stradale. In precedenza funzionava la milizia stradale.
(A.Adige 20/9/1946) "L'arresto di otto persone - implicate nella contraffazione e commercio di bollini per il prelevamento dello zucchero".
(A.Adige 24/9/1946) Esce dall'osteria alticcio e cade nel Talvera. Muore così in prossimità della stazione a valle della funivia di San Genesio il 41enne Martino Malleier.
Due falsi agenti rapinano un operaio in piazza Stazione, alle 22,30.
(A.Adige 25/9/1946) Si costituisce a Bolzano l'"Associazione giovanile altoatesina" A.G.A. Uno dei fondatori è Michele Lettieri, alla cui iniziati va si deve la sistemazione del greto del Talvera a parco.
(A.Adige 26/9/1946) C'è carenza di patate. I contadini preferiscono venderle ai commercianti di altre province, dove il calmiere non ne deprime i prezzi. Titolo: "La fissazione dei prezzi ha provocato una artificiosa rarefazione di alcuni prodotti che prendono la via del Mezzogiorno, ove i produttori possono trarre dalla vendita utili più vantaggiosi".
(A.Adige 28/9/1946) Nuovo articolo sul problema delle patate che non si trovano.
(A.Adige 29/9/1946) Nella notte in una casa di via Portici l'operaio 36enne Silvano Ferrari spara due colpi di pistola contro la moglie 32enne Pasqua Freddo e si suicida.
Riprendono alla sezione speciale della Corte d'Assise i processi per collaborazionismo ed altri reati che non rientrano nei benefici del recente provvedimento di amnistia. Viene processato il contadino 32enne Giovanni Burger (latitante) che il 12 settembre del 1943 aveva ucciso con un colpo di moschetto a San Genesio l'alpino Rocco Vitali. Il Vitali, in fuga, aveva chiesto ospitalità alla contadina Caterina Gasser, la quale aveva allertato il Burger e un altro contadino, Giuseppe Pircher. Mentre quest'ultimo si recava alla gendarmeria per denunciare la presenza dell'alpino, il Burger gli sparava uccidendolo. Rinvio a nuovo ruolo.
Appare quindi l'imputato Rodolfo Colli da Castelrotto, cittadino germanico, milite della S.O.D., accusato di aver ucciso con un colpo di moschetto il contadino Paolo Rier, disertore della Wehrmacht, mentre tentava di fuggire. Il Colli nega d'averlo ucciso: il Rier sarebbe stato raggiunto da un colpo esploso da un altro componente la pattuglia. Sarà assolto per insufficienza di prove. La S.O.D. (Südtiroler Ordnungs Dienst, servizio d'ordine sudtirolese) era armata con i moschetti già in dotazione al regio esercito.
(A.Adige 1/10/1946) Allo zoo bolzanino nascono quattro leoncelli, figli di Tibet e Giava.
(A.Adige 2/10/1946) Due titoli concernono l'approvvigionamento alimentare:
1) "Una riunione in prefettura - I sindaci di Bolzano e Merano hanno il compito di creare enti comunali adatti allo scopo, ristoratori popolari e promuovere l'apertura di nuovi spacci";
2) "La distribuzione dei generi razionati per il mese di ottobre".
Muore in una clinica cittadina a 78 anni "Mons. Paolo conte Huyn, Patriarca latino di Alessandria d'Egitto - Bali Gran Croce di Onore e Devozione del sovrano Ordine di Malta - Assistente al Trono Pontificio già vescovo di Brünn (Moravia) - Principe Arcivescovo di Praga - Primate di Boemia. La veneranda salma, devotamente composta, è esposta nella cappellina del Sacro Cuore accanto alla chiesa parrocchiale di Gries".
(A.Adige 4/10/1946) Lascia il comando della legione carabinieri di Bolzano il col. Ugo Luca, trasferito alla legione Lazio. Ricevimento al circolo ufficiali. Il col. Luca sarà protagonista nell'uccisione del bandito siciliano Salvatore Giuliano, avvenuta a Castelvetrano (Trapani) nel luglio 1950.
(A.Adige 5/10/1946) Il panificio di Annibale Frisanco in via Claudia Augusta deve chiudere per sette giorni, per reati annonari.
Ancora sulle patate: si dispone che ogni tre quintali da esportare, un quintale dovrà essere conferito all'ammasso.
(A.Adige 6/10/1946) L'ex maresciallo delle SS Francesco Knoll da Lana, condannato dalla Corte d'Assise straordinaria di Parma a 30 anni, viene arrestato dalla squadra politica della Questura a casa sua. La condanna era avvenuta in contumacia, mentre il Knoll si trovava in un campo di concentramento americano a Rimini. "Il Knoll compì i misfatti (...) durante il periodo bellico nel Parmigiano".
(A.Adige 8/10/1946) "Sequestri e contravvenzioni per infrazioni annonarie". In quattro sono stati dichiarati in contravvenzione per vendita di patate a prezzo maggiorato. Frequenti le vendite di pane senza tessera ed a prezzi eccessivi.
(A.Adige 10/10/1946) Il comitato provinciale prezzi liberalizza il prezzo delle patate, che da 21 lire al chilo rimbalza subito a 28.
I prezzi degli alimentari sono sempre troppo alti: "E' mai possibile - si chiede il cittadino - che con tutto quel formidabile apparato burocratico istituito per la disciplina dei mercati, con tutte le pleiadi di impiegati e funzionari delle varie SEPRAL, uffici razionamento, polizie annonarie, squadre di controllo annonario, uffici per il coordinamento e la disciplina prezzi, con le centinaia di persone che in una regione dovrebbero adoperarsi a porre freno alle cupidità (sic) dei disonesti e dei vampiri del commerci, è possibile che continui in ogni campo la gazzarra speculativa, che il popolo curvo sotto il basto faticoso degli oneri e dei balzelli, paghi e paghi sempre, solo lui, anche se a volte ogni limite viene superato? (...) Le nostre considerazioni non si limitano alla questione - anche se essa è importantissima - delle patate. Parliamo della situazione generale della nostra provincia, mecca degli arbitri speculativi di pochi pescicani, terra fertile per il soddisfacimento degli appetiti più ingordi". Mancano le mense. C'è solo quella per i dipendenti comunali. Quella della SEPRAL è stata sciolta. "Centinaia e centinaia di persone non abbienti che non possono frequentare i ristoranti sono costrette a tirare la cinghia, mangiare a volte un solo pasto al giorno per arrivare al 27 del mese".
2) "La distribuzione dei generi razionati per il mese di ottobre".
A Bolzano i bombardamenti hanno interamente distrutto gli impianti dell'officina del gas, che non ha ancora ripreso la sua attività. Un "gruppo di massaie" scrive al giornale una lettera:"Siamo alle porte dell'inverno, carbone non ce n'è, legna, a prezzo del burro... energia elettrica scarsa già fin d'ora. Cosa faremo quando tutti, in barba ai numerosi decreti proibitivi attaccheranno le stufette o lasceranno accese le piastre delle cucina per riscaldare? (...). Ci sono soldi per ricostruire a tutto vapore il Duomo, per rompere le strade in buono stato e rifarle, lasciando rotte quelle rotte, ci sono soldi dello Stato per contribuire alla ricostruzione dei cinema e delle sale di divertimento, ma per l'officina del gas pare che non ce ne siano. Si illuminano a giorno le vie signorili e sono completamente al buio interi rioni ove non ci sono più neppure i fili della luce (verso Rencio, piani di Bolzano, case semirurali, eco. ecc.). Cosa faremo questo inverno? Con che cosa cucineremo? Quanto pagheremo all'azienda elettrica per cucinare le magre vivande? In tempi normali per far bollire sul fornello elettrico una certa pentola di acqua occorrevano 20 minuti, ora ce ne vogliono quattro volte tanto, e il contatore gira, gira... e avanti signori. E' ovvio che se ci fosse la concorrenza del gas, anche i magnati dell'azienda elettrica ci terrebbero un po' più a servire bene gli utenti, ma cosi..."









“...ci sono soldi per ricostruire a tutto vapore il Duomo...”

(A.Adige 12/10/1946) Il 36enne Luigi Maltese, procuratore di Napoli, viene rinvenuto in fin di vita in una camera all'hotel "Bristol". Muore poco dopo all'ospedale. S'indaga.
Il comitato provinciale comunica i prezzi massimi per pasta, farina, olio, crusca.
A Bolzano nei bar si fa musica e si balla. Così stasera al Nazionale, all'Iris, al Sociale ed altrove.
Si costituisce a Bolzano il "Heimattreuer Bund", la lega dei sudtirolesi che non optarono per la Germania.
Mille bambini saranno ammessi alla refezione giornaliera. si organizzano corsi accelerati per alunni che per eventi bellici hanno perso due di scuola.
Si riaprono le scuole. Il Liceo scientifico viene trasferito da Merano a Bolzano, ma funzionerà - a Merano - finché gli attuali alunni non avranno ultimato il loro corso. In compenso a Merano funzionerà una prima classe dell'Istituto tecnico commerciale, sezione staccata dell'I.T.C. di Bolzano. Le altre seguiranno.
Si ricostituisce a Bolzano il comitato della Società dei concerti. L'abbonamento costa 600 lire, per non meno di otto concerti.
(A.Adige 17/10/1946) Polemiche tra Dolomiten e Alto Adige sull'ospedale civile. Il Dolomiten rileva, e l'Alto Adige ribatte, che troppi italiani si fanno ricoverare per usufruire di vitto e alloggio gratis, che il personale è in prevalenza italiano e non sa il tedesco, che le suore italiane non sono efficienti come quelle tedesche, che i salari del personale sono troppo alti, che i lavori di restauro sono in ritardo.
La razione settimanale di tabacchi viene portata a grammi 40.
Traffico di cocaina. In via Argentieri viene arrestato uno spacciatore austriaco, il suo complice riesce a fuggire.
(A.Adige 18/10/1946) Il consigliere di Stato Silvio Innocenti, reggente da otto mesi della Prefettura di Bolzano, chiede di essere dimesso dal suo incarico.
Si pensa al riscaldamento degli appartamenti in vista dell'inverno che s'avvicina. Viene proibito l'uso di carbone e nafta (sì alla torba e alla lignite). Il comitato provinciale abolisce il prezzo massimo stabilito per la legna, e introduce un nuovo prezzo massimo per il lardo.
(A.Adige 19/10/1946) Al cinema "Roma" si proietta un film con Greta Garbo: "Non tradirmi con me". Nella pubblicità si assicura che la Garbo ride, scia, nuota e balla.
(A.Adige 20/10/1946) Ancora sul problema delle patate: 66 quintali di tuberi della Pusteria diretti a Marghera vengono bloccati dai carabinieri. Sequestrate patate e camion.
Tre rumeni che a Bolzano avevano rubato un barcone del consorzio atesino di bonifica vengono bloccati ad Egna mentre scendono lungo l'Adige. Intendevano raggiungere Napoli, per imbarcarsi per l'America.
(A.Adige 23/10/1946) Personalità eminenti di Bolzano sottoscrivono una petizione contro il ventilato abbattimento del portico nord di via della Mostra.
(A.Adige 24/10/1946) S'apre a Bolzano al palazzo ducale il primo congresso nazionale del turismo.
Un autotreno perde il rimorchio in via Druso, all'incrocio con via Roma, e prosegue così fino a Merano.
(A.Adige 27/10/1946) "La Giunta comunale con deliberazione del 17 settembre scorso, facendo proprie le conclusioni della commissione per la toponomastica (Frick-Rasino), ha manifestato l'intenzione ai mutare la denominazione della via (già Endertà) che il giorno della liberazione fu intitolata dalla popolazione di Bolzano alla memoria del martire Manlio Longon. Si afferma nella deliberazione - ed ogni commento guasterebbe - che "al fine di eliminare dizioni che potevano rappresentare motivo di disapprovazione per l'uno e l'altro gruppo etnico" è stato deciso "di non intestare vie a patrioti e a martiri della recente guerra di liberazione, il sacrificio dei quali, tuttavia, si è creduto di mantenere vivo e perenne nel dedicare alla loro memoria l'attuale corso IX Maggio, che d'ora innanzi porterà il nome di corso della Libertà. Sta di fatto che non è stata la Giunta comunale, ma la popolazione di Bolzano ad intitolare il giorno della liberazione, corso della Libertà, l'ex-corso IX Maggio e via Manlio Longon l'ex-via Endertà". L'Endertà, località etiopica, ricordava una battaglia combattuta durante la guerra d'Abissinia. Il IX Maggio è stata la data della proclamazione dell'impero.
Inizia il campionato di calcio serie C. Così, le cinque squadre regionali: Bolzano-Villafranca, Rovereto-Cologna Veneta, Lonigo-Merano, Arzignano-Bressanone, Sanbonifacio-Trento
(A.Adige 31/10/1946) La Corte speciale d'Assise di Trento processa il 49enne Luigi Huber e il 34enne Antonio Egger, da Bolzano. In qualità di interpreti collaborarono al rastrellamento di partigiani nel Basso Sarca il 28 giugno 1944, e in particolare all'arresto del tenente Giuseppe Porpora, poi ucciso, e all'arresto del partigiano avvocato Franco Gerardi, ucciso a sua volta. Vengono condannati ciascuno a 24 anni, otto dei quali condonati.
(A.Adige 3/11/1946) In prima pagina in un articolo scritto dal direttore della RAI Giovanni Viarengo si annunciano novità. La RAI vara due programmi radiofonici distinti: la rete rossa e la rete azzurra (nella quale è inserita la stazione di Bolzano). Bolzano tuttavia mantiene la sua autonomia per le trasmissioni locali in italiano, tedesco e ladino.
Corona al monumento alla Vittoria in memoria "dei gloriosi caduti".
"Solenni onoranze ai caduti - Austera cerimonia commemorativa al cimitero militare di San Giacomo, sulle tombe di Manlio Longon, dei 23 martiri della 'fossa comune' e delle 23 vittime del 3 maggio".
(A.Adige 5/11/1946) Deposizione di corone in omaggio "ai caduti di tutte le guerre" anche al monumento alla Vittoria. Banda dell'87° battaglione fanteria, rappresentanze delle forze armate di stanza in città. Si apprenderà l'indomani che al monumento era presente anche una rappresentanza della ricostituita sezione bolzanina dell'Associazione nazionale alpini.
Nei pressi del poligono di San Maurizio in una baracca apparentemente abbandonata vengono trovate 22 casse contenenti mitragliatrici antiaeree tedesche.
(A.Adige 6/11/1946) Si precisano i quantitativi individuali di generi alimentari che sono in distribuzione in novembre (pane, generi da minestra, grassi, zucchero, marmellata, latte).
(A.Adige 7/11/1946) Dai Municipi di Caldaro e Vipiteno vengono asportate bandiere esposte per la ricorrenza del 4 novembre. Identificati gli autori. Sospeso il vicesindaco di Caldaro.
(A.Adige 8/11/1946) Nasce a Bolzano il Circolo Universitario Cittadino. La sede provvisoria si trova al numero 20 di via Rosmini, presso il Circolo dell'Unione.









La prima gita del Circolo Universitario Cittadino

(A.Adige 9/11/1946) Tre negozi chiusi per un anno per infrazioni annonarie; si trovano in via S.Antonio, viale Venezia e in via Castel Roncolo. Chiuso per un mese un panificio in viale Trieste; chiuse per due settimane due latterie che persistono nel vendere latte annacquato.
"Un Rocambole motorizzato catturato in drammatiche circostanze - Ieri sera nel giro di due ore il bandito rubò una 'Aprilia' a Bolzano, venne a conflitto armato con la squadra volante della Questura, fuggì miracolosamente alla cattura, rubò una "1500" e alla fine cadde nelle mani dei Carabinieri". Si tratta del 24enne Romeo Piazza, da Camonica di Padova.
(A.Adige 12/11/1946) Nuovo prefetto è Francesco Quaini. Il dott. Innocenti diventa consigliere di Stato per gli affari dell'Alto Adige.
"Il sindaco di Caldaro selvaggiamente finito a colpi di bastone - vittima di un'imboscata tesagli a 100 metri dalla sua abitazione". L'ingegner Attilio Petri aveva 72 anni, era stato ufficiale austro-ungarico, benvisto dalla popolazione. Si pensa a motivi politici.
Contrabbando di patate: vengono sequestrati due autotreni.
(A.Adige 17/11/1946) Nelle scuole si protesta per il freddo. Il preside dell'I.T.I. sospende le lezioni fino a data da destinare: il riscaldamento non funziona e ci sono numerose finestre senza vetri.
(A.Adige 22/11/1946) Si costituiscono a Caldaro i sette che la mattina del 4 novembre avevano asportato la bandiera dal Municipio.
Il servizio tramviario è assolutamente insoddisfacente, per le libertà che gli addetti si prendono. In una "lettera al direttore", relativamente alla linea per Laives, si legge: "Si è dato il caso di una vivace discussione sorta fra un guidatore e un bigliettario, i quali credettero bene di arrestare la vettura e di mettersi a polemizzare in mezzo alla strada, avendo a spettatori le cinquanta e più persone che attendevano che l'accordo tornasse fra loro per poter raggiungere lo stabilimento, l'ufficio o l'occupazione giornaliera in genere. Che dire poi delle continue fermate, necessarie forse soltanto per coltivare il culto di Bacco? E le posso dire, signor direttore, che sulla linea di Laives se ne fanno parecchie. E se poi le dicessi di quel compiacentissimo guidatore che, transitando con la lenta sferragliante vettura nei pressi di un casolare isolato concede una fermata d'occasione molto più lunga delle altre soste previste le quali non danno quasi il tempo allo sfortunato viaggiatore di salire in vettura, alla giovane donna che affacciandosi alla finestra della sua abitazione, sorridendo gli fa cenno di fermare, che lei 'verrebbe subito?' Senza parlarle, poi delle soste più o meno lunghe che il povero viaggiatore doveva subire nella campagna di Laives, alla stagione delle frutta, onde permettere il rifornimento di rosse, dolcissime mele (ecc.)".
Al cinema "Roma" si proietta "La signora Miniver", con Greer Garson. Al cinema "Centrale" "La grande pioggia", con Tyrone Power e Myrna Loy.
(A.Adige 24/11/1946) Il latitante Ugo Knoll, l'ultimo dei responsabili dell'eccidio di Merano (vedi sentenza sull'Alto Adige del 3 luglio), viene catturato a Prato allo Stelvio.
(A.Adige 27/11/1946) In un articolo sull'attività dell'"ufficio stranieri" presso la Questura, si legge che l'Alto Adige ospita migliaia di sbandati: "Gente capitata quassù chissà come, dopo aver vagato ed essere passata con la foga del conquistatore, o con la disperazione dell'esiliato e del perseguitato in ogni contrada d'Europa. L'Alto Adige è diventato una specie di immensa prigione senza sbarre, che ospita circa 10.000 di questi stranieri". Gli stranieri a Bolzano sono 5.000, a Merano 3.000.
Viene arrestato a Caines il 25enne Carlo Platter, di Merano, accusato tra l'altro d'aver ucciso a San Polo d'Enza il "patriota Ernesto Conti".
(A.Adige 28/11/1946) Aumenta il prezzo del giornale. A due pagine costa ora lire 6, a quattro pagine lire 8.
Viene arrestata una cittadina germanica residente a Bolzano, la 42enne Maria Angela Lauwer, che non sa dare ragione di otto milioni di sterline e un milione in francobolli dei quali è in possesso.
(A.Adige 30/11/1946) Assassinato a randellate per rapina sulla via del Virgolo il commerciante 70enne Goffredo Amort. Il colpevole sarà arrestato.
(A.Adige 1/12/1946) Il comitato provinciale prezzi decide sul nuovo calmiere. Un uovo non può costare più di lire 28, un litro di latte con tessera annonaria 34 lire, al mercato libero 44 lire. Il giornale titola: "I prezzi... se ne vanno!". Intanto riapre il dancing "Florida". "Tutte le sere ballo".
(A.Adige 6/12/1946) Scoperti i componenti di una banda che saccheggiava in via Resia il magazzino dell'A.R.A.R. (Azienda per il rilievo e l'alienazione dei residuati bellici). Il capo della banda era un ragazzino di 16 anni.
(A.Adige 7/12/1946) Riapre al culto, nella sua sola parte absidale, la chiesa dei PP.Francescani, distrutta da una bomba nel marzo del 1944.
(A.Adige 8/12/1946) I carabinieri arrestano a Bolzano il russo Vittorio Cerednicenko, 39 anni. Aggregato alla Wehrmacht, il 9 febbraio del 1945 guidava un camion per un trasporto da Belluno a Lambroi, quand'era stato fermato dai partigiani e condotto al loro comando. Il Cerednicenko mostrava di voler passare dalla loro parte e pertanto solo tre giorni dopo era stato armato ed inviato di pattuglia con altri due partigiani, che però egli uccideva, per poi ripassare ai tedeschi e condurli al comando della brigata partigiana. Nove partigiani furono così arrestati, le loro case date alle fiamme. Dopo la guerra il Cerednicenko s'era fatta una famiglia a Bolzano.
(A.Adige 10/12/1946) Dopo sette anni di sospensione torna la mostra natalizia degli artisti altoatesini. E' presidente dell'associazione il pittore Albert Stolz, che morirà un mese dopo.
Riprendono alla Corte d'Assise straordinaria i processi per delitti che, vista la loro particolare gravità, non rientrano nell'amnistia. Si processa il guardiano del lager di Bolzano Albino Cologna, soprannominato dai detenuti "Carogna". Tra i testimoni a suo carico figura Mario Leoni, già internato (matr. 8244), futuro professore di matematica al Classico di Bolzano. Viene sentito anche don Longhi "che ha levato la sua parola dì sacerdote per dire alla giustizia degli uomini quale è stato il comportamento bestiale del seviziatore che era padrone di vita e di morte nel campo, che lasciò mano libera ai due spietati ucraini uccisori di tanti innocenti (Misha Seifert e Otto Sain, ndr), che fu colpevole della morte di due donne ebree, che flagellò a sangue tanti detenuti piagandoli con le sue sferzate, che fece internare in Germania l'internato Ezio Rella, morto in un campo della morte. Alla fine don Longhi ha stigmatizzato come sacerdote l'infame condotta del Cologna per le proposte infami da lui reiteratamente fatte alle donne detenute nel campo con l'allettamento e la promessa di pane o di una effimera libertà". Viene condannato a trent'anni.
In cronaca figurano ben tre rapine.
(A.Adige 11/12/1946) Al "Centrale" si proietta un classico: "Casablanca", con Ingrid Bergman e Humphrey Bogart.
(A.Adige 12/12/1946) Nuovo processo alla Corte straordinaria d'Assise, stavolta contro Carlo Gutweniger, uno degli esecutori dei 23 internati del lager di via Resia uccisi alla caserma "Mignone" di Bolzano. Era corresponsabile anche della precedente strage di Fossoli, in cui furono uccisi 68 prigionieri. Dovevano essere giustiziati in 71, ma tre di essi aggredirono l'ufficiale che comandava il plotone d'esecuzione e riuscirono a fuggire. Uno dei tre figura tra i testimoni a carico. Il Guweniger viene condannato a 12 anni.
La giunta comunale di Bolzano dà le dimissioni.
(A.Adige 17/12/1946) Viene condannato a 12 anni dalla sezione speciale della Corte d'Assise il latitante Giovanni Burger, di 32 anni. Il 12 settembre del '43 aveva ucciso con una fucilata a Cologna di Sotto (San Genesio) l'alpino Rocco Vitali, che stava fuggendo. Lo aveva poi sotterrato nel bosco.
Il "Quartetto Cetra" si esibirà i giorni 18 e 19.
(A.Adige 18/12/1946) Al cinema "Roma" si proietta "Fantasia", "il trionfo della musica e dei colori".
Tre militari della "Folgore", resisi responsabili di rapine a Falzes ed a Stegona il 2 e 13 dicembre 1945, saranno giudicati dal Tribunale militare di Verona.
(A.Adige 19/12/1946) "Si prevedono prossime distribuzioni straordinarie di viveri agli operai".
(A.Adige 24/12/1946) Per il "Natale Bolzano '46" sono stati confezionati con offerte varie 840 pacchi dei quali è iniziata la distribuzione a famiglie bisognose.
(A.Adige 29/12/1946) "Dura vita quotidiana - I prezzi continuano a salire".

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