Bolzano scomparsa


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Alois Füchsel

Persone

L’ULTIMO “GUARDIAFUOCO”

Il duomo in una foto del 1880

Nei primi giorni del novembre 1935 passò a miglior vita l’ultimo “guardiafuoco” di Bolzano. Si chiamava Alois (per le cronache di allora: Luigi) Füchsel, ed aveva un’età più che rispettabile per l’epoca: 80 anni. Ma cos’era, cosa faceva un guardiafuoco? Ne scrive
La Provincia di Bolzano l’otto novembre di quell’anno. “Di tanto in tanto, con molta più frequenza che non ai nostri giorni si sviluppavano violentissimi incendi, che distruggevano interi caseggiati prima ancora che si potesse tentare l'isolamento del fuoco. L'eterno pericolo del fuoco incombeva sempre tremendo su uomini e cose. Da, qui la necessità di trovare il modo per poter segnalare subito gli incendi e permettere l'immediato intervento dei pompieri. Sul campanile di Bolzano era stato perciò istituito il servizio di sorveglianza, al quale attendevano due uomini: il Füchsel e un altro. Nell'altissimo campanile, a circa cinquanta metri di quota, i due uomini avevano stabilito la loro abitazione che si trovava immediatamente sotto alla piramide ottagonale e sopra alla cella campanaria. Da questa abitazione, che era indubbiamente la più alta della città, si poteva godere il panorama di Bolzano e dintorni. Due letti, una tavola, alcune sedie e due armadi, costituivano l'arredamento della singolare abitazione. Durante la notte i due guardiafuoco vegliavano a turno: uno dalle 18 a mezzanotte; l'altro da mezzanotte alle sei. Ogni quarto d'ora il guardiafuoco si affacciava agli ampi finestroni e scrutava le tenebre in ogni direzione per vedere se volute di fumo o lingue di fuoco si levavano nell' abitato. Quando un incendio era segnalato nel centro della città, i due uomini facevano echeggiare i rintocchi della campana maggiore; quando invece il fuoco era avvistato al periferia, veniva suonata la campana più piccola. Contemporaneamente a uno dei finestroni, in direzione del luogo dell' incendio, veniva esposta una lampada, che era rossa per gli incendi dentro alla cerchia cittadina e verde per quelli lontani. I pompieri così accorrevano verso il luogo indicato dalla lampada e potevano mettere opera con relativa sveltezza i mezzi che avevano a disposizione per domare l'incendio. Oggi (…) telefono e segnalazioni elettriche hanno reso molto meno pratico o addirittura superfluo il servizio di guardiafuoco. Ma i vecchi bolzanini, pensano ancora con riconoscenza ai due uomini che per dei decenni hanno vegliato mentre la città dormiva, ed hanno contribuito con la loro opera alla eterna lotta dell'umanità contro l’elemento distruttore”. Poteva però accadere che in tema di allarme si generassero equivoci. Si legge nel Tiroler Volksblatt del 18 agosto 1902 che “alle undici di notte” in occasione di un “piccolo temporale” il campanaro del duomo s’è sentito in dovere di far udire i rintocchi contro il maltempo (“Wetterleuten”). Ha suonato cioè a martello, destando apprensione: gente per le strade, vigili del fuoco in allarme. “Nei giorni a venire il comune chiederà al parroco di evitare, in queste occasioni, di suonare le due campane grandi”.

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