Bolzano scomparsa


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Busoni

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Ferruccio Busoni a Bolzano

Il 27 gennaio del 1879 la "Bozner Zeitung" annunciava a Bolzano un concerto del "12enne compositore e pianista FERRUCCIO BENVENUTTO (sic) BUSONI". I concerti furono in realtà tre, il giorno stesso, il 31 e il 7 febbraio. I primi due ebbero luogo nel salone d'onore del palazzo mercantile, illuminato da un numero di candele eccezionalmente elevato, e il cui pavimento prezioso era stato coperto da assi di legno, perché non lo si danneggiasse. I prezzi, superiori al fiorino, furono abbassati per la seconda manifestazione. Il terzo concerto ebbe invece luogo al "Gesellenverein", la casa degli apprendisti. Evidentemente dopo il successo crescente dei concerti al palazzo mercantile, si volle proseguire la serie in un'altra sede, più economica. Oltre al giovanissimo Ferruccio, che nella successiva recensione la"B.Z." si ostinò a chiamare Benvenuto, suonarono anche la madre Anna (pianoforte), il padre Ferdinando (clarinetto e pianoforte, definito "membro d'onore della grande Accademia filarmonica di Bologna"), nonché una gloria locale, il valido violinista prof. Anzoletti, e un quintetto di dilettanti bolzanini (che nell'ultimo concerto suonò "La trota" di Schubert). L'impegno della famiglia Busoni si espresse in vari accoppiamenti. Ferruccio suonò da solo, accompagnò il clarinetto del padre, suonò col padre una trascrizione per due piani del grande preludio e fuga di Bach scritta dallo stesso Ferruccio, s'impegno da solo in brani di Bach, Beethoven e Mendelssohn, suonò su due piani variazioni di Schumann con la madre. Ferruccio suonò tutta una serie di sue composizioni (impromptu, barcarola, elegia, danza campestre, serenata ecc.). Non basta: si produsse anche in improvvisazioni. Gli si proponeva un tema (Bach, Mozart ecc.) e il dodicenne pianista-prodigio improvvisava tutta una serie di variazioni. Insomma, veniva esibito un po' come un fenomeno.
Commentò la "B.Z".: "questo piccolo Benvenuto (sic) ha preso posto così tranquillamente, e serenamente davanti allo strumento, da ricordare un po' Wolfgang Mozart quando colse a Parigi i primi allori". Citiamo anche ill "Tiroler Voksblatt": "Già a sette anni, quando si presentò per cominciare al pubblico di Vienna, (Ferruccio) ha suscitato le meraviglie di tutti. Da allora ha fatto progressi enormi, al punto che oggi brilla come raro fenomeno nel firmamento musicale, tanto da attirare su di sé l'attenzione di personaggi come Liszt, Rubinstein ecc. Il giovanissimo Busoni, ora dodicenne, ha composto 140 pezzi, che racchiudono scintille veramente geniali. Il 27 gennaio ci ha elargito, con i genitori, il primo dei suoi concerti, nel quale ha mietuto, per ogni numero del suo programma classico, intensi applausi. La consapevolezza con la quale il giovane concertista ha interpretato i classici, la freschezza e il vigore del suo tocco, la sorprendente completezza tecnica, ci hanno riempito di stupore. Ma anche Busoni-padre si è rivelato essere un virtuoso di elevato livello, mentre la signora Busoni merita ogni elogio per l'eleganza del suo accompagnamento e la meravigliosa interpretazione dei passaggi d'obbligo". E per il secondo concerto: "Con che disinvoltura il giovane interprete ha preso posto allo strumento, senza ambasce, che meraviglia il suo preludiare! Ha interpretato a memoria Beethoven, con profonda conoscenza musicale. Che calma nell'esposizione, che sicurezza nella tecnica, qualità che solo una persona del mestiere sa riconoscere ed apprezzare. Hanno entusiasmato di Beethoven la sonata in do maggiore e di Bach il preludio e fuga in si minore. Nell'improvvisazione il concertista mostra un eminente talento creativo, una concezione fantasiosa e originale, tipica di un genio dell'arte. (Ci auguriamo) che questa famiglia d'artisti possa mietere ancora, nel suo viaggiare, molti successi, ma (ci auguriamo) che non trascuri di risparmiare il giovane pianista, vista la sua salute debole". Dopo oltre 130 anni il nome di Ferruccio Busoni continua a rifulgere a Bolzano, nel concorso pianistico a lui intitolato.

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