Bolzano scomparsa


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Heinrich Noe

Personaggi 1

POETA VIAGGIATORE

Nei giardini della Stazione, sul lato di via Laurin, sorge una bianca erma riproducente un signore con baffi, pizzo pronunciato e lunghi capelli. Sul fronte è scolpito il suo nome: Heinrich Noe. Su un lato si annuncia "Dedicato dall'Alpenverein di Germania ed Austria e dai suoi Amici - 1899". Sul retro, in piccolo, s'è firmato lo scultore: A. Kompatscher. Nessun'altra indicazione, e i passanti si chiedono chi mai sia, questo Heinrich Noe, che meritò d'essere ritratto in marmo e posizionato in quello che allora era il maggior parco cittadino. Heinrich Noe era nato a Monaco nel 1835 e morì a Bolzano nell'agosto del 1896. Fu scrittore, bibliotecario, ma fu soprattutto un viaggiatore appassionato che percorse e descrisse centinaia di itinerari soprattutto montani dalla Baviera al Trentino (allora Südtirol), alla Dalmazia. Conosceva 18 lingue Fu bibliotecario di Corte e di Stato a Monaco, poi anche al British Museum di Londra. Dal 1865 iniziò i suoi viaggi, le cui impressioni tradusse in una ventina di libri, alcuni dedicati a Bolzano: Bozner Führer (1880), Bozen und Umgebung (1898), e perfino un libretto dedicato a Cà de' Bezzi, Das Batzenhäusl zu Bozen (1896). Dal 1875 diresse la Alpenzeitung di Vienna, e dal 1893 la Laibacher Zeitung, il giornale di Lubiana. I suoi libri sono stati stampati fino al 1921. Heinrich Noè fu senz'altro un fortissimo promotore del turismo nelle valli alpine, ed acquisì pertanto grandi meriti, che la città di Bolzano non volle disconoscere. Dopo la sua scomparsa si costituì pertanto nel capoluogo un comitato avente come scopo quello di dedicare a Noè un monumento, che fu realizzato con soldi pubblici raccolti attraverso una sottoscrizione, da Andrea Kompatscher e inaugurato il 26 agosto del 1889, a due anni esatti dalla sua scomparsa. La cronaca della cerimonia inaugurale aparve nella Bozner Zeitung del 26 agosto 1889 che narrò come vi fosse stata la sera precedente, una manifestazione nel giardino dell'Hotel Schgraffer di piazza Walther. Suonò un'orchestra d'archi dei vigili del fuoco volontari diretta dal signor Miksch e cantò il coro maschile del "Männergesangverein" diretto dal maestro Zipperle. Non mancò il rituale profluvio di discorsi, da quello ufficiale del signor Albert Wachtler, a quelli dei rappresentanti dell'Alpenverein di Cortina d'Ampezzo e dell'Azienda di cura di Abbazia (le città istriane sotto la Monarchia venivano definite dalla stampa tedesca in italiano). Un non meglio identificato Herr Hornmann concluse così: "Onore alla città di Bolzano, il bastione tedesco a sud, che ha ringraziato in modo così degno Chi ne ha proclamato la bellezza". Non mancarono insomma sfumature pangermaniste. L'indomani, domenica, lo scoprimento dell'erma che - come precisò la Bozner Zeitung - era stata scolpita riproducendo un ritratto del Noè dipinto da Karl Amonn e in quei giorni esposto nella vetrina della libreria "Moser's" di piazza Walther. Parla a nome del comitato promotore il dottor Angerer, risponde il sindaco Perathoner, seguono altri tra i quali il poeta Martin Greif che legge una sua lirica, dedicata a Noe. E infine le numerose corone, deposte tra l'altro dalla sezione bolzanina dell'Alpenverein, dal Club turistico, dal Land, dalla "Literaturgesellschaft Pan" di Innsbruck, dall'Azienda turistica di Abbazia. Una corona anche da parte del comitato promotore, ma non ai piedi dell'erma, bensì sulla tomba dello scrittore scomparso. L'indomani "su richiesta del doti. Angerer", come precisò un po' malignamente la Bozner Zeitung, tutta la prima pagina e parte della seconda furono dedicate al suo lunghissimo discorso, che si concluse con la preghiera - rivolta al sindaco - che la città, che è metropoli ("Metropole") e sentinella al confine meridionale tedesco, difenda e protegga il ricordo di un uomo "che ha amato la nostra Heimat con tutto il calore dei suoi sentimenti".

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