Bolzano scomparsa


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I principi di Campofranco

Personaggi 2

Nel cimitero militare di San Giacomo, sul lato sud, si trova la cappella dei principi di Campofranco. In porfido rosa, mostra sul lato posteriore i segni delle schegge di una bomba cadutale nei pressi durante la guerra. Nella cappella sono custodite le salme dei principi di Campofranco, che abitarono a lungo a Bolzano e diedero tra l'altro il nome al palazzo gentilizio che si trova in via della Mostra. E' una storia lunga e interessante, sulla quale giova tornare per approfondirla ed ampliarla. Tutto risale al 1848 quando il viceré (dal 1818) del Lombardo-Veneto, Enrico d'Asburgo, dopo le cinque giornate di Milano lasciò la capitale lombarda per rifugiarsi a Bolzano, insieme alla consorte Elisabetta di Savoia-Carignano, sorella di Carlo Alberto re di Sardegna. Sono ora entrambi sepolti a Bolzano, nella cripta sottostante l'altar maggiore del duomo ed accessibile dall'ambulacro attraverso una porta di ferro, sempre chiusa; una lapide in porfido rosa ricorda l'"Erzherzog Rainer von Österreich", che là sotto riposa. Accanto, altre due bare contengono il loro figlio arciduca Enrico d'Austria ("Heinrich von Österreich") con la moglie morganatica Leopoldine Hoffmann, una borghese sposata nonostante l'opposizione del Kaiser Francesco Giuseppe. Ci fu scandalo a corte, Enrico fu privato dei massimi titoli nobiliari e dovette andarsene in Svizzera, a Lucerna, dove nacque la piccola Raniera (1872). Riappacificazione in casa d'Asburgo, Enrico, col suo restituito titolo di arciduca, poté tornare ad abitare a Bolzano, nel palazzo di via della Mostra, e la ex-cantante sua consorte fu elevata al rango nobiliare: baronessa di Waideck. Era impensabile che la moglie di un Asburgo fosse una volgare borghese! Alla coppia fu comunque negato l'accesso a corte.
Vissero tranquilli, forse con qualche rimpianto, nella piccola Bolzano, in cui peraltro l'arciduca poté dedicarsi appieno alla sua attività preferita: la floricoltura. Una passione che regalò alla nostra città la passeggiata del Guncina ("Erzherzo-Rainer-Promenade") impreziosita da piante mediterranee (1892), nonché le prime mostre floreali nel mese di maggio, inizialmente al palazzo Mercantile ma poi anche in piazza delle Erbe e via Argentieri, che fanno tuttora rivivere la prima domenica di maggio piazza Walther e dintorni. La coppia morì lo stesso giorno (1891) per polmonite.
Rimase Raniera (anche Rainiera), ed ecco a questo punto affacciarsi un principe siciliano, Enrico Lucchesi-Palli di Campofranco, che nel 1892 sposò la ventenne Raniera. Orrore, direbbe qualcuno oggi: un matrimonio misto! Ma all'epoca per i nobili non era così. S'incontravano e s'incrociavano i blasoni più lontani, e qualche Lucchesi-Palli s'era stabilito anche nella Monarchia. E' comunque interessante sottolineare che questa casata era d'origine longobarda, e s'era inizialmente formata in Toscana, a Lucca (donde "Lucchesi"), per poi trasmigrare in Sicilia al seguito di Ruggero il Normanno. Per benemerenze presso il re, ebbero vigne e castelli nella zona di Sciacca e di Naro, ove s'insediarono e si trovano ancora alcune loro tombe nelle più importanti chiese.
In seguito, sulle terre che ebbero, fondarono il paese di Delia.
Nel 1600 attraverso matrimoni e acquisizioni il cognome divenne Lucchesi-Palli e lo stemma si arricchì ulteriormente. Diventarono anche principi di Campofranco (Caltanisetta) alla fine del 1600. Il grande balzo verso nord fu fatto dal conte Don Ettore (1806-1864) che da Palermo si trasferì al castello di Brunnsee, in Stiria. Le sue credenziali nobiliari: 4° Duca della Grazia, Gran Croce di Giustizia dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, Balì Gran Croce d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta e 9° Principe di Campofranco. Il suo discendente Enrico, che sposò Raniera, conservò gli stessi titoli e fu 11° principe di Campofranco e 6° duca della Grazia. La coppia visse a Bolzano omaggiatissima nel palazzo di via della Mostra e nelle tenute del Caldarese: con la loro carrozza Enrico e Raniera inaugurarono nel 1900 il nuovo ponte Talvera, tra suoni di bande e gli evviva della folla. Il principe Enrico morì nel 1924 nel castello di Salleg, a Caldaro. Raniera a Gries nel 1936. Del palazzo di via della Mostra sono oggi proprietari i conti von Kuenburg, avendolo ereditato da Maria Renata figlia di Enrico e Raniera, che aveva sposato a Graz nel 1922 il conte Siegfried von Kuenburg.
Nella foto: seduta Raniera principessa di Campofranco, tra i suoi genitori l'Arciduca Enrico d'Austria e la contessa di Waideck.

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